D: Anche lei ritiene che i sardi abbiano votato guardando alla scena nazionale?
B: Si, questo voto è stato fortemente politicizzato. Tanti cittadini hanno votato il solo simbolo del PDL, quasi si trattasse di politiche.
D: Hanno votato per il Governo?
B: Secondo me hanno contato due aspetti: la crisi, che si inserisce in una crisi globale e che anche in Sardegna ha bloccato il sistema delle imprese e le scelte di Soru. Penso al piano paesaggistico, che ha imposto vincoli strettissimi e che però la passata giunta ha sottoposto a deroghe per i cosiddetti “poteri forti”. Non dimentichiamo chi è Soru: proprietario dell’Unità, molto amico di De Benedetti…
D: Pensa che in questo Soru sia lo specchio della sinistra nazionale?
B: Loro hanno totalmente perso il polso della situazione. Soru è andato a Bologna a una manifestazione con gli intellettuali, pensando che con due persone con la giacchetta “figa” si va sui giornali e si prendono voti. Quest’immagine del Soru dai lunghi silenzi, intellettuale e senza fronzoli, per carità, farà pure effetto, ma la morale della faccenda è che i bisogni sono altri e la politica deve rispondere a questi. E i sardi si sono rivolti al governo nazionale e regionale del PDL per farvi fronte.
D: E l’antiberlusconismo?
B: Anche quello è stato una scelta perdente. Erano anni che non lo si percepiva in maniera così forte.
D: Perché Soru ha spinto tanto su questo tasto?
B: E’ stato in linea con Veltroni, che non fa passare giorno senza parlare di Berlusconi. Invece, i sardi la presenza di Berlusconi l’hanno gradita e non a caso questo voto oltre a Soru ha messo in crisi Veltroni.
D: Quanto ha pesato il premier su questa vittoria?
B: Indubbiamente ha pesato molto. Ma qui c’è stato un impegno di tutta la classe dirigente nazionale del PDL. Il progetto del partito unitario ne esce confermato, i cittadini si dimostrano sempre più avanti di noi, gradiscono il PDL, poi magari fanno le loro scelte sugli uomini, ma credono nel bipartitismo.
D: C’è chi sostiene che le alte percentuali prese da partiti come l’UDC o i Riformatori siano un segnale opposto…
B: I Riformatori sono un partito molto radicato che alle regionali si presenta con una propria lista, ma normalmente alle politiche i suoi esponenti corrono con noi. Anche l’UDC ha candidati molto radicati e in Sardegna va meglio che altrove, ma credo che nel risultato di questa tornata elettorale abbia contato il fatto che era in coalizione con noi. Questo li ha rafforzati,
D: Cosa pensato del fatto che Soru ha preso più voti della coalizione e Cappellacci meno?
B: Che il risultato di Soru è l’ennesima dimostrazione della crisi fortissima del PD. Per Cappellacci il punto è che non era conosciutissimo e la campagna elettorale è stata anticipata, breve, fatta in condizioni incredibili. Ne ha pagato lo scotto e il PDL è stato trainante, ma questo non leva nulla al valore della sua candidatura.
Il Secolo d’Italia, 18 Febbraio 2009
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