Entries from: giugno 2010

Nuoro

Elezioni a Nuoro, ecco come la vedo

Fare in fretta

Caro Bruno, leggo che la sinistra nuorese si sta orientando a candidare il medico nuorese Luigi Arru, ex Pd, ex Soru, adesso all’Italia dei valori, perchè, ho sentito dire, il partito di Di Pietro ha chiesto il capoluogo barbaricino.

E voi? Non siete in ritardo? (Fabio-Nuoro )

Caro Fabio, in ritardo? In ritardissimo. Abbiamo un occasione storica e ancora sento parlare di accordi, di partiti che vogliono le mani libere e altro ancora. Massimo rispetto per tutti, ovviamente: ma andare separati in prima battuta ( le elezioni sono a doppio turno) sarebbe un gravissimo errore. Credo che l’elettore nuorese voglia vedere una coalizione compatta che offra l’impressione di poter vincere, di potersela giocare. Per un po’ di tempo abbiamo parlato dell’opportunità di costruire un ampio schieramento post-ideologico per affrontare-sulla base di un programma innovativo- la crisi di Nuoro. Ora non vorrei che quel discorso, che annunciava la nascita di un originale laboratorio nuorese, avesse perso un po’ di smalto.

Fosse per me, domattina annuncerei che il candidato delle liste civiche, del Pdl, dei sardisti, dei riformatori, dei socialisti e dell’Udc è l’ottimo avvocato Basilio Brodu. I sondaggi lo danno alla pari con tutti gli altri ipotetici candidati del centrosinistra. Ma è ovvio: si parte con gli handicap del caso. La tradizionale clientela della sinistra è una formidabile macchina per il consenso. Ecco perchè ogni giorno che passa è un giorno perduto. Un saluto. Br

UPDATE. Stamattina la Nuova scrive che l’accordo dentro il centrosinistra sul nome di Luigi Arru sarebbe ancora in alto mare: Arru è iscritto al Pd, dunque si candiderebbe solo con il consenso di tutti e non in quota ad un solo partito che, tra l’altro, non è il suo. Tutto questo mi spinge a dire che il progetto dell’alleanza post-ideologica vada rilanciato immediatamente. Senza inutili perdite di tempo.

A che punto è il dibattito su Nuoro

1)Insomma, è partita la campagna elettorale per Nuoro. Conoscete le mie posizioni sul cambiamento. Non entrerò nel merito delle polemiche interne. Nuoro ha un potere sedimentato, uguale a se stesso da tanti anni. E’ una città in decadimento. Ieri mi guardavo i mercati generali e ho pensato: sono un obbrobrio. Rispecchiano uno stile a-identitario. Smorto, come la città. Paolo Maninchedda precisa sui poteri massonici: ci sono- come ho già scritto- ottime persone. Ma non possiamo dimenticare il potere politico, rappresentato in città da Zidda. Le grandi idee dell’ epoca ziddiana non si sono avverate: anzi, sotto la sua guida, abbiamo perso credibilità e opportunità. E siamo caduti nel baratro.

2) “Per contribuire ho dato vita alla lista Civica “Progetto Nuoro Futura” che non ha altro intento se non quello di aggregare forze che si uniscano a coloro che sono già schierati all’opposizione di questo “regime” in salsa barbaricina.
Per riuscire nell’intento di creare una nuova stagione per Nuoro e Provincia occorrono alcuni presupposti che ritengo fondamentali e che riassumo brevemente:
- l’alleanza tra le diverse liste dev’essere un’alleanza civica senza caratterizzazioni ideologiche, deve avere il volto di chi si candida a rappresentarla.
- il candidato sindaco dev’essere nuorese, capace di attrarre consenso ma anche di governare insieme ad altri; non ci serve l’uomo della provvidenza, ma uno che viva e ami la città. La sua scelta dev’essere fatta nella maniera più democratica e trasparente possibile, quindi niente “tavoli” cagliaritani nè romani, nè spartizioni centralizzate”. Sono le idee dell’ amico Antonello Podda, totalmente condivisibili.

3” L’esigenza di un rinnovamento è molto sentita, si avverte la crisi dei partiti e della gestione della cosa pubblica basata solo sul prestigio personale e su una clientela tradizionale e familiare. La sfida però consiste nello stare dentro questo processo e acquisire gli strumenti per governarlo e sradicarlo. Devono essere i giovani a cambiare la politica, e non la politica a cambiare i giovani”. Parole del consigliere comunale sardista Francesco Guccini, Come sopra: condivisibili in pieno.

4)Ieri una riunione sul futuro del Monte Ortobene. Imbalsamato dalla giunta uscente. Non ho partecipato perché bloccato da un violento mal di denti. Riporto dalla Nuova una parte dell’ intervento dell’architetto Ninni Pigozzi. “Pigozzi ha rievocato le linee direttrice del progetto vincitore del concorso d’idee di 30 anni fa per la valorizzazione dell’Ortobene. Ha richiamato le proposte relative al sentierismo, al golf, alla fattoria e al vivaio didattico, a un’oasi della fauna endemica sarda, alla riqualificazione dei servizi di “Solotti”, alla riconversione delle tipologie abitative, in ragione della nostra pastoralità, e la creazione di un paio di laghetti artificiale, da far funzionare anche come serbatoio antincendi, di cui uno nella zona di “Sedda Ortai”.C’è la necessità – ha concluso Pigozzi – di bandire un nuovo concorso d’idee, riservato ai giovani, poiché da un paio di generazioni a questa parte hanno staccato l’interesse verso il Monte. È importante passare la mano, in modo che con le nuove iniziative si riesca a moltiplicare il target delle visite al Monte”.

5)Infine l’ ottimo Marcello Fois, autore dello strepitoso Stirpe. Intervenendo al Noir in festivale di Courmayeur ha parlato del fenomeno degli scrittori sardi, soffermandosi sulla casa editrice nuorese Il Maestrale:” Qualcuno ha immediatamente gridato al miracolo; i più politicizzati hanno attribuito questo fenomeno alla crescita di autostima delle patrie lettere, per patrie si intenda sarde, grazie al quadriennio soriano; i più informati hanno indicato come punto di partenza la crescita dell’editoria locale, specialmente l’exploit glocal della casa editrice il Maestrale di Nuoro; altri, più cautamente, l’hanno rubricato come una moda passeggera; altri infine, hanno pensato di storicizzarlo in fieri constatando che quanto oggi è evidente ha covato sotto la cenere per qualche decennio”. (I primi corsi univeristari di letteratura sarda contemporanea vennero tenuti già negli anni ’80 da Peppino Marci).

Quante cose possiamo costruire di nuove con questi ottimi materiali? Dunque, la coalizione post-ideologica si propone con le idee giuste.

Nuoro, proviamola nuova

Nuoro è una città in declino: inutile girarci intorno. Chi ci arriva pensa che sia un luogo triste, buio, senza interesse. Senza una buona qualità della vita. I nuoresi sembra si lamentino sempre. Sono tosti, duri, testardi. Ma fondamentalmente fermi. Gente orgogliosa e intelligente:non basta.

per cambiare nuoro bisogna combattere

Per cambiare Nuoro occorre molto coraggio

Chi ha scritto di Nuoro normalmente non ci vive più. O solo per pochi giorni. Nuoro è una ex-promessa. Un talento finito male. Una grande speranza del calcio distrutta dalla rottura dei legamenti: alcuni gol, poi più niente. Dunque la domanda è: ce la farà a risorgere? Recupererà il vecchio talento?  Nascerà un nuovo fuoriclasse?

Mi pare che la sfida sia questa. E per venire alle cose concrete: dieci anni di questa amministrazione l’hanno prima fiaccata, poi demolita. Altro che campus universitario. Altro che caserma. Pure quello che è stato ricostruito è brutto: il nuovo mercato, il teatro Eliseo.

Ma noi Nuoro non ce la scrolliamo di dosso. E’ una città-luogo che ti rimane nelle ossa. Che si presta al combattimento. Che fa politica, con un architettura del potere strana, ramificata, trasversale. Silenziosa, nel senso che succedono cose incredibili, denunciate puntualmente e accolte persino con sarcasmo.Dunque ha bisogno di uno shock.

Noi ci proviamo: con una coalizione post-ideologica, insieme a Paolo Maninchedda, alle liste civiche.Con una proposta di totale, radicale alternativa. Che deve scuotere. Che dice: i vecchi assetti del potere? Via. Finiti. Hanno perso la sfida del cambiamento,hanno rovinato la città.Noi chiediamo un mandato pieno per fare di Nuoro una città che si reinventi.Che torni a far parlare per le cose che propone e fa e non per quello che chiede agli altri. Una città che sviluppa quel moderno concetto di autonomia di cui parliamo da tempo. Una città che offra una possibilità per tutti.

A ben vedere, è proprio questo il tema: cambiare. Sradicare vecchie realtà incrostate. Vecchi poteri. Spingere le famiglie nuoresi, quei giovani che ancora ci credono, quel barlume di borghesia colta e piena di qualità culturale che ancora resiste, a darci fiducia. E pazienza se qualcuno si potrà spaventare per i colpi polemici di questi giorni. E’ un gioco duro che va fatto.

 

UPDATE. Il Cipe dovrebbe riunirsi il 17 e deliberare i fondi della Olbia-Sassari. Stasera manifestazione a Roma.

Paolo Maninchedda:”Il potere nuorese, soffocante e deviato”

Paolo Maninchedda

Paolo Maninchedda

Caro Bruno, diciamocela tutta, almeno io e te, visto che insieme stiamo cercando di aprire il cielo di Nuoro. C’era un disegno della massoneria nuorese di ereditare il potere costruito dal vecchio governo della Asl. E’ fallito, per merito nostro. Adesso c’è un altro piano: screditare l’attuale governo per riproporre il vecchio disegno. Dalla loggia Nuoro 103 ne sono nate altre due, mi dicono, con un’alta concentrazione di esponenti del mondo della sanità e del circuito degli avvocati. Io ho sempre sorriso pensando ai grembiuli nuoresi, gonfi più di boria che di intelligenza. Ma adesso ci sono nuovi innesti. Recentemente si sono affratellati anche ingegneri socialsanitari, mentre sono tradizionalmente affratellati dirigenti socialsanitari. I partiti oggi sono deboli, le istituzioni in difficoltà. E’ il brodo di coltura migliore per la massoneria deviata. In questo quadro, caro Bruno, a smantellare interessi economici e politici così coesi, reti così integrate nei livelli intermedi della pubblica amministrazione, si rischia la pelle. Non quella politica, quella biologica. Come ti ho ripetuto più volte, la realtà è più complessa delle appartenenze tradizionali a cui voi, che militate nei partiti italiani, fate riferimento. A Nuoro lo spartiacque è tra la giustizia, lo sviluppo, la trasparenza da una parte e il parassitismo, la para-illegalità, il clientelismo e l’affarismo dall’altra. Alle prossime amministrative bisogna mettere al centro questi temi, abbandonare le appartenenze ideologiche e accettare un durissimo scontro politico. Ho l’impressione, però, che entrambi siamo esposti a rischie minacce impensabili fino a qualche mese fa. Un caro saluto, Paolo

Caro Paolo, non sono un esperto di massoneria. So-mi risulta- che ci siano delle ottime persone e altre- come quelle che citi- che credono di rafforzare il proprio potere iscrivendosi ad una tale loggia. Conosco benissimo, però, il sistema del potere nuorese: va smantellato, perchè ha prodotto questa città e questo territorio, annientandoli. Se oggi la maggior parte dei cittadini vive con la valigia sull’uscio di casa- pronti a scappare via- bé, questo lo si deve anche ad un sistema soffocante, da controllo sovietico. E da anni che mi batto: spesso e volentieri da solo. L’effetto straordinario è che hanno generato una mentalità che si è impadronita anche di molti di quelli che militano nel mio campo. E cioè: se lo fanno loro, facciamolo anche noi. Oggi abbiamo la grande occasione di costruire qualcosa di buono: una coalizione post-ideologica, con al centro la città e il suo territorio, le scelte concrete, il nuovo modo di governare. Già dieci anni fa dissi ( ero consigliere regionale) che era necessario mettere in campo un’alleanza che vedesse uniti il mondo autonomista-indipendentista, il mondo laico e socialista con noi, che avremmo dovuto darci una fisionomia di destra autonomista. Oggi ci siamo, grazie anche al tuo prezioso lavoro. Ci saranno feroci attacchi ma come disse una volta Giuliano Ferrara in un Radio Londra del 1994, commentando le iniziative della coalizione allora guidata da Achille Occhetto: “Avranno pane per i loro denti”. Un caro saluto a te. Bruno

Il discorso di Ugo Cappellacci a Nuoro

Cappellacci lancia la sfida a Soru

Cappellacci lancia la sfida a Soru

“Spiegatemi voi, perché io sono confuso: perché mai il signor Soru si presenta con la stessa coalizione che lo ha portato alle dimissioni e oggi ripropone a tutti noi la medesima coalizione e chiede di farlo governare ancora? Non vi sentite confusi e sbandati anche voi? Io ho un’unica certezza: è la fiducia nelle persone.
Voi siete persone, la risorsa strategica più vitale per ogni progetto di cambiamento.

E adesso che abbiamo dato voce alle emozioni, ragioniamo, con decisione e serenità su cosa posso impegnarmi e cosa realizzare. Giovedì sono stato a Ottana dove ho incontrato sindacati e lavoratori, li ho incontrati in mensa, nell’intervallo del pranzo. Ho ascoltato con molta attenzione e vi confermo, amiche e amici, che ho tanta preoccupazione. Tutto il tessuto industriale è in evidente smantellamento: Continue reading »

Un sindaco scadente che disonora la propria città (e I Ragazzi della Via Paal)

A Nuoro cè un sindaco convinto di non avere poteri

A Nuoro c'è un sindaco convinto di non avere poteri

Che Nuoro sia una città al collasso, malissimo amministrata da un sindaco scadente, non è una novità. Che lo stesso sindaco poi cerchi di scaricare su di me le sue lunghissime colpe (ma quando te ne vai da Nuoro? Non hai già fatto abbastanza danni?) è ridicolo. Il cosiddetto sindaco non sopporta che lo si attacchi per l’Università. Beh, dovrebbe spiegare che cosa cavolo costui abbia fatto, se non assistere prono allo smantellamento ideato da Soru. Un sindaco sputtanato dal Gabibbo, che ho portato a Roma da Giuseppe Cossiga per risolvere il problema della Caserma, altrimenti se la sarebbe spassata in Comune a scrivere quelle sciocche lettere finto-cattive utili per un paio di colonne sui giornali, senza alcuna autorità morale.

Si preoccupi, il sindaco-scadente, di dare ciò che ha promesso mille anni fa: il campus (non ti vergogni?), un Monte Ortobene vivibile (te li ricordi i soldi che il centrodestra ti ha dato per la sua bonifica? Come li stai utilizzando?) un piano urbanistico dopo aver cacciato un grande professionista come Portoghesi.

Ma il sindaco-scarso non è capace di dire la sua nemmeno sulla nuova facciata del Man. Si tratta di dire sì o no. Ma il coniglietto mannaro si schermisce facendo ricorso alla legge, come un avvocaticchio di borgata. E blatera scemenze. E’ ovvio che lui sia contro la facciata e contro la Collu, che è decisamente più brava e intelligente di lui. Ma solo per sciocca invidia.

Da ultimo. Il sindaco-Gabibbo dice che io sono come i ragazzi della via Paal. Se avesse letto quello splendido romanzo ci avrebbe trovato qualche cosa che ha a che fare con l’onore. Che ovviamente lui non ha.

Spero che lo candidino alle regionali: almeno sarà costretto a dimettersi. Chiunque verrà dopo di lui, anche uno del Pd (mi auguro di no) ridarà un minimo di quella dignità perduta per colpa sua.

Nella pagina dei comunicati stampa troverete il documento integrale inviato agli organi di informazione. Inutile dire che chi l’ ha pubblicato, l’ Unione del 17, l’ ha tagliato e addolcito notevolmente.

Cambiamo Nuoro

Sotto il pezzo della Nuova che racconta la bella manifestazione organizzata dai coordinamenti cittadini di Fi e An di Nuoro.Una precisazione, però, rispetto all’ articolo: abbiamo parlato a lungo di presente e futuro. Solo in un secondo momento di una possibile coalizione alternativa. Non ci interessa mandare via Zidda e soci per metterci noi, senza idee e senza alcuna volontà di cambiare nel profondo, solo perchè abbiamo messo su una compagine dove c’è di tutto.

NUORO. Doveva essere un incontro aperto per dibattere sul futuro della città invece tutto si è trasformato in una prova generale di una grande alleanza finalizzata a cacciare, tramite lista civica, Zidda dal Comune e Deriu dalla Provincia. Centrodestra, forze di centro, e dissidenti di centrosinistra si sono incontrati venerdì nella sala della Terfidi per tracciare una svolta. Tra loro c’era anche Tupponi.

La saletta era piena. Ma la sorpresa non veniva da questo, bensì dal fatto che il tam tam aveva funzionato. E più del tam tam, funzionava l’obiettivo dell’assemblea: tentare di cacciare dai palazzi sia il governo di Zidda sia il governo Deriu. Questo concetto è stato ripetuto più volte. Nei diversi interventi alcuni si sono detti sicuri che stavolta, alle comunali e alle provinciali, può essere la volta buona. Che adesso la roccaforte del centrosinistra si può espugnare. Certo, non con le sole forze del centrodestra o del Pdl, ma con una lista civica, post ideologica, che sappia includere le forze stanche di questi governi e che vogliono cambiare.

L’inziativa promossa dai circoli cittadini di An e Forza Italia ormai fusi nel Pdl ha visto come promotori e protagonisti nel dibattito Antonello Gallisai, Bruno Mulas, Peppe Montesu, Bruno Murgia di An, Bruno Murgia di Forza Italia, Pietro Pittalis, Pier Luigi Saiu, Francesco Carboni (consigliere comunale di Autonomia socialista), Gianfranco Calvisi ex sindacalista della Cgil prima e della Uil dopo, Pietro Sanna, Francesco Pili, consigliere comunale di An, Laura Melis studentessa all’università di Nuoro, e dulcis in fundo: Giuseppe Tupponi, leader del gruppo di opposizione consiliare «Città in Comune». Mancavano solo Roberto Capelli dell’Udc e Silvestro Ladu di Forza Paris. Ma era come se fossero lì presenti, tutti e due, idealmente d’accordo con l’obiettivo politico tracciato in assemblea. E che Bruno Murgia parlamentare di An, con l’omonino di Forza Italia, e con Giuseppe Tupponi hanno riassunto in questi termini.

«Si parte innanzitutto dai temi programmatici – ha detto Bruno Murgia di An – con le grandi scelte urbanistiche, con l’Ortobene e servizi, ma anche con il turismo e una certa antropizzazione del primo anello, e poi con l’Università nuorese da rilanciare tramite la formula della Fondazione. Più i temi del commercio da sostenere, i parcheggi, l’illuminazione e il decoro della città. E altro. Si parte dal programma per passare poi a un progetto politico condiviso, ma di segno civico e con possibile lista post ideologica». Anche per l’altro Bruno Murgia, il coordinatore forzista, il salto post ideologico si può fare, ma a condizione che il «retroterra sociale» del centrodestra vada sostenuto: vale a dire quella «classe media» in crisi da qualche anno, sia nel mercato commerciale e produttivo, sia nella Pubblica amministrazione che nella scuola. «E tutto questo – ha sottolienato il primario di neurologia – inquadrandolo in una città che, nata e vissuta nel terziario, attraversa ora una profonda crisi di identità». Insomma, l’obiettivo della lista civica, se ci sarà, sarà anche quello di ridare un «ruolo guida» alla città capoluogo. Un ruolo che si è spento negli anni.

E Giuseppe Tupponi cosa ha detto? Come la pensa? «Per noi va bene – ha detto – tutto quello che porta al cambiamento. Non se ne può più di questi governi comunale e provinciale. La gente lo ha capito e quindi bisogna cambiare. Ma non per andare con la destra, piuttosto per andare oltre le casacche, in senso civico, con una larga condivisone sui punti chiave. Se c’è questa condivisione, lo sbocco logico è chiaro: una lista civica». Lista civica alla Paolo Maninchedda da Macomer? «Lista civica», risponde Tupponi, che non nega contatti articolati, e in particolare con Roberto Capelli dell’Udc. Tutto bene, ma l’Italia dei Valori che fine ha fatto?

«A quella abbiamo dato un sostegno elettorale» conclude un po’ laconico Giuseppe Tupponi.

Maroni a Nuoro, per la sicurezza

Ieri, in tarda mattinata, ho avuto un incontro con il ministro dell’Interno Maroni, insieme col sindaco di Irgoli Giovanni Porcu, il suo vice Sandro Delussu e il senatore Filippo Saltamartini.

Per completezza di informazioni vi sottopongo l’articolo uscito oggi su La Nuova Sardegna, a firma di Angelo Fontanesi.

Sul tavolo non solo la “questione Irgoli” ma in generale la spaventosa emergenza criminalità che sta vivendo tutto il territorio del Nuorese, dove dall’inizio dell’anno si contano già quindici omicidi, ben sei consumati nel comprensorio della bassa Baronia, tre solo a Irgoli.

L’incontro è stato voluto dal ministro degli Interni per dare una risposta all’appello rivoltogli telegraficamente dal sindaco irgolese e dalla sua giunta all’indomani dell’ultimo omicidio verificatosi nel centro baroniese lo scorso 3 ottobre (un mese esatto dopo il duplice omicidio del 3 settembre), e in risposta anche all’interrogazione parlamentare sul problema sicurezza che Bruno Murgia gli aveva sottoposto qualche settimana fa.

Dopo aver esposto lo stato delle cose, Murgia ha sollecitato la necessità di interventi concreti per rafforzare organismi e presenze delle forze dell’ordine e migliorare l’attività di intelligence. «Si è trattato di un incontro molto positivo e proficuo sotto tutti gli aspetti – ha dichiarato all’uscita della riunione il sindaco di Irgoli Giovanni Porcu -, si svolto con pochi formalismi e in clima di grande cordialità. Il ministro Maroni si è dimostrato perfettamente a conoscenza delle situazioni locali e ben informato sullo stato delle indagini in corso, è ha garantito la massima attenzione a tutte le istanze presentategli».

Tre, sostanzialmente, le richieste inoltrate dal sindaco sardista irgolese al ministro leghista: una di carattere sociale e due strettamente legate al tema della sicurezza e del controllo del territorio. La prima riguarda la ripartizione in provincia di Nuoro, e in particolare in Baronia, delle somme residue del Pon Piano sicurezza ancora a disposizione dello Stato. Una formula che prevede interventi nel campo delle infrastrutture sociali che ha già dato buoni risultati in molti paesi disagiati della provincia. «Ho voluto rimarcare al ministro – ha detto Porcu – l’urgenza di impegnare nelle nostre zone i fondi residui della prima tranche di questo progetto conclusosi nel 2007 visto che nel prossimo quinquennio la Sardegna dovrebbe essere esclusa da questo piano di finanziamenti». Sul fronte dell’ordine pubblico Porcu ha invece sollecitato il potenziamento sia organico che infrastrutturale della caserma dei carabinieri di Irgoli e la trasformazione del distaccamento della Polstrada di Orosei in un commissariato di Pubblica sicurezza.

Roberto Maroni ha preso l’impegno di verificare tutti i problemi sul tappeto e ha garantito il proprio impegno per cercare di razionalizzare e migliorare l’operato delle forze dell’ordine. «Il ministro degli Interni ha dimostrato una grande sensibilità alle esigenze del nostro territorio – ha riassunto alla fine dell’incontro Bruno Murgia – assumendo precisi impegni che verranno ribaditi a Nuoro durante la sua prossima visita».