“Me andrò dalla Sardegna, qui non c’è niente da fare”
Stamattina ho ricevuto questa mail.
Caro Bruno, li ho votati tutti. Pili, Soru, Cappellacci. Ogni volta con enorme speranza. Pili prese 150 mila voti,cadeva sotto il fuoco amico continuamente. Soru mi pareva una reale possibilità. Poi si è visto. Un signor no dall’ aria sempre incazzata. Cappellacci non so proprio giudicarlo. Ma non mi pare sia cambiato niente. Ho letto ieri notte i dati del Censis, le nostre province sono tra le più povere d’Italia. Mi sono laureato in economia e commercio. Ho fatto corsi, mandato curriculum, qualche centinaio di mail soprattutto alle nostre cosiddette imprese isolane ( mamma mia). Niente di fatto. Non ho mai chiesto ad un politico, ma so che i concorsi, per come sono strutturati, forse è proprio meglio non farli. Tempo perso. Sento i sindacati parlare con lo stesso linguaggio di 30 anni fa, ancora industria. Dio mio!
Sai che ti dico: non ci credo a questa idea della Sardegna autonoma. Non si ha la volontà e il coraggio del rischio. Me ne andrò dall’Isola, cercherò fuori. L’ inglese lo conosco benino, certo non mi servirà il sardo… La lingua sarda non serve a niente se non a comunicare con il nonno.
Un saluto, Marco Selis
UPDATE: Lotta durissima alla Asl di Nuoro( la dettagliata cronaca nel sito di Paolo Maninchedda),senza esclusione di colpi. La colpa dell’ attuale commissario Antonio Succu? Voler ripristinare un po’ di democrazia dentro il santuario del potere nuorese. Ovviamente, nel rispetto delle legittime scelte del management della sanità pubblica nuorese, io appoggio completamente il nuovo corso. Sono per il CAMBIAMENTO,sono perchè i cittadini nuoresi possa sentirsi liberi nel voto, nelle proprie scelte, nella propria vita. Sono perchè non esistano gruppi che vivono alla grande e altri che siano costretti a scegliere la via della fuga. br

