Entries from: novembre 2009

Una domenica non proprio tranquilla

1)Ieri sono stato al convegno di Olbia, organizzato da Sanciu e Nizzi. Una giornata intensa di lavori con decine di interventi, conclusi da Beppe Pisanu. Nel mio intervento ho rilanciato l’idea del Pdl sardo federato con Roma verso la formazione di un grande e moderno partito dell’ autonomia con regole proprie e con una vita democratica e con chiare opzioni politiche al proprio interno. Ho insistito su turismo e cultura e sulla necessità di avere un altro rappresentante al governo come-per esempio- Beppe Pisanu. Ho detto che è giusto sostenere Cappellacci con un’azione che coinvolga il popolo su tutte le vertenze perchè i nostri rivali della Lega e della Sicilia sono molto agguerriti. E sul tema della interconnessione dei sardi ho ricordato il Villaggio elettronico di Michelangelo Pira, profetico intellettuale. E poichè il mio intervento ha cercato di guardare al futuro evitando la polemica rozza e inutile  i quotidiani sardi l’hanno snobbato. Sulla Nuova neanche una riga, a proposito di informazione. Che ne pensa il bravo direttore Del Re ? (Intanto i sardisti rilanciano sul tema dell’indipendenza dell’Isola che-come è facile prevedere- non si otterrà mai).

2)La Gelmini e-parrebbe-Tremonti assicurano che finanziamenti destinati dalla Finanziaria 2007 all’assunzione dei giovani ricercatori universitari non andranno persi. Entro due settimane verrà emanato un decreto ministeriale che trasferirà l’intera cifra alle università. Per fortuna, altrimenti sarebbe stata una vera e propria porcata.

3) E a proposito di schifose porcate, piano piano la verità viene fuori: il povero Stefano Cucchi -secondo un super testimone- venne ammazzato di botte in carcere. Figo no, fare i duri con un derelitto?

4)Non è un paese per giovani? La pensa così anche l’ allenatore dell’ Inter Mourinho. In un intervista, successivamente smentita, dice che in Italia non è possibile un progetto stabile volto al ringiovanimento del calcio e del modo di lavorare.

5)Berlusconi ha siglato la pace con Storace. Il Pdl e La Destra andranno insieme alle regionali e alle amministrative. Personalmente mi fa molto piacere.

Azione Gelmini, primi frutti

Non è un mistero che il ministro Gelmini stia giocando una partita molto dura per la riforma della università italiana. Ci siamo soffermati a lungo sul perché fosse necessaria una drastica inversione di marcia, criticando il carattere contradditorio e conservatore delle manifestazioni invernali dell’ Onda.

Oggi, per la prima volta, un criterio di premialità è stato applicato a quelli che il ministero ha giudicato le università migliori. In parole povere: più fondi a chi è bravo, meno a chi non garantisce decenti standard qualitativi.

Il dato che fa discutere è -ahimè -un altro. Le università sarde sono sotto gli standard che ti fanno recuperare più risorse. Meno 2,08 per Cagliari e meno 2,95 per Sassari. Duro lavoro per i due nuovi rettori. La crisi dell’istruzione superiore sarda fa il paio con la necessità che nell’Isola si investa maggiormente in conoscenza e cultura. Lo ripeto anche adesso e lo ripeterò fino alla noia: meno chimica, più istruzione, cultura e turismo.

Quelli che ti aspetti

Gli incidenti di Torino sono stati provocati dall’Onda “antagonista”. Il movimento di studenti chiamato Onda è nato per contestare la Riforma Gelmini. Prontamente politicizzato, si è subito organizzato in qualcosa che conosciamo bene, a dispetto di tutte le buone intenzioni manifestate al tempo della presentazione della riforma. Peccato che sia già diventato il classico gruppo feticcio “de sinistra”, che passa il tempo a cazzeggiare nei meeting internazionali, facendo apparire le sue proteste come premeditate e prive di una reale volontà riformatrice della scuola e dell’università – un gruppo di cui non si sentiva la mancanza e che testimonia ancora una volta il vuoto ideale che sta lasciando a sinistra il PD, un’area politica che è diventata uno sfogatoio di ragazzi che agiscono in separata sede: chi nei sindacati, chi nelle università, chi direttamente nei centri sociali, possibilmente creando disordine e andando ben oltre la semplice contestazione. Fallita la riaggregazione torna lo spontaneismo, con slogan vecchi di 40 anni e tanto voglia di non fare un tubo….

Università, l’ordine del giorno presentato ieri

In occasione della votazione della fiducia sul decreto Gelmini ho presentato il seguente ordine del giorno a favore dei ricercatori italiani. L’ordine del giorno è stato approvato.

La Camera,
premesso che:

- il progresso di una società civile è fortemente legato alla ricerca scientifica;

- in Italia la percentuale di PIL investita nel settore della ricerca è decisamente inferiore alla media europea che, invece, risulta ogni anno in costante aumento; Continue reading »

Stramberie del nostro paese e i miei auspici per il 2009

L’Italia è l’unico al paese al mondo dove le vittime del terrorismo hanno meno voce dei carnefici. Per fortuna che il bizzarro ideatore dell’intervento di Valerio Morucci alla Sapienza ci ha ripensato. Dicono no al Papa, ma in compenso accolgono gli ex terroristi… la voglia di generalizzare è tanta e si fa fatica a pensare a un paese che ha bisogno degli ex terroristi per capire il terrorismo. Sarebbe come portare un pentito di mafia a tenere una conferenza sulle stragi del 1992… se ogni tanto a qualcheduno capitasse di pensarci non sarebbe cosa cattiva. Che dite?

Crisi. La parola è stata all’ordine del giorno dell’intervento del presidente Napolitano. Quali sono le priorità per il nostro paese nel 2009?

Ne indico 5 che spero valgano per tutto il mio partito:

1) Aumento delle pensioni minime, lotta contro la povertà dilagante, potenzionamento delle misure sociali a favore delle fasce deboli.

2) Riforma complessiva della Pubblica Amministrazione e della Scuola (proseguire sulla strada intrapresa, ma con decisione)

3) Delegificazione e meno burocrazia, un ritorno alla politica per le giovani (inteso anche: dei giovani) imprese.

4) Più poteri alle Regioni

5) Lotta alla criminalità piccola e grande, organizzata e locale, con un controllo costante dell’immigrazione, a tutela soprattutto degli immigrati regolari che concorrono alla nostra economia.

E per la Sardegna? La vittoria del nostro candidato, ovviamente, e un periodo magari più fortunato per tutte le vertenze lavoro che riguardano tante famiglie sarde. Con una politica legata veramente al territorio e alla sua capacità di produrre economie durature, che sappiano resistere ai cattivi dirigenti e ai momenti di crisi.

Scuola, vogliamo riformare l’Italia. No ai passi indietro.

maria stella gelminiNonostante Maria Stella Gelmini smentisca, l’idea che ieri si sia consumato un sostanzioso passo indietro è molto forte e convincente. E’ inutile che vi dica quanto è costato in termini di credibilità questo differimento dei contenuti principali della riforma: abbiamo organizzato decine e decine di incontri, fino a ieri, per spiegare quello che il Governo stava facendo, la bontà dei suoi interventi e ovviamente mostrando un concetto di istruzione e formazione utile per il futuro.

No. Non mi piace questo arretramento. La storia italiana insegna che i sindacati sono stati importanti per i diritti dei lavoratori, ma non sono i partner con i quali governare, a meno di non essere una forza di sinistra estremamente debole che ha bisogno di sostegno.

Inoltre, senza coraggio non si può governare un paese. Non mi sfugge l’analisi logica che può aver portato Berlusconi a chiedere un accordo con le sigle sindacali. Bonanni ha chiaramente lasciato intendere che il passo indietro è dovuto principalmente al Presidente del Consiglio. Nelle settimane passate i sondaggi dicevano chiaramente che la popolarità – sempre alta – era in calo a causa dello scontro sulla scuola. Indebolito da questa circostanza, Berlusconi avrebbe deciso di tornare sui suoi passi per evitare che la sua politica fosse messa in discussione dagli alleati, AN e Lega, su altri versanti. Ora, la tattica politica è importante, ma non serve a governare, non a governare bene perlomeno.

Io capisco che Berlusconi ci tenga a incassare il Si dei sindacati (non della Cgil, che tende a isolarsi), in modo da non consegnare all’opposizione l’unica protesta di piazza che può rianimarla, però senza palle – lasciatemelo dire – le riforme non si fanno. La scuola, come altri settori della Pubblica Amministrazione, necessita di colpi di scure. Se il problema è soffrire di un calo di popolarità a sei mesi dalle Europee, cosa ne sarà di questo governo a un anno dal voto per le Politiche o le Regionali? Resto dell’idea che i primi due anni di legislatura vadano impegnati nelle riforme pesanti, a costo di perdere qualche percentuale nei sondaggi. Altrimenti non si governa mai, nonostante il decisionismo di questi mesi e nonostante un’ampia maggioranza. (foto: Corriere.it)

UPDATE : Qui l’ intervista della Gelmini al Giornale dove spiega le nuove scelte. Il ministro dice che non c’è stata alcuna marcia indietro. 

Italian style (che hai combinato, Gelmini?)

Secondo alcune indiscrezioni la riforma Gelmini slitterebbe di un anno, almeno nelle sue linee base e in attesa di una generale rivisitazione della materia. Motivo? Cercare il consenso dei sindacati…

Ma non sarebbe stato meglio – visto che lo si vuole, nonostante rappresentino un blocco di perenne conservazione – ottenerlo prima a questo punto?

UPDATE: Slitta al 2010 la riforma per le scuole superiori.

L’addio della Tinagli, il bluff riformista del PD e una mia provocazione.

Lo scorso anno Veltroni chiamà a sè diverse persone dal mondo della società civile avanzata, un’avanguardia di persone impegnate nel mondo della cultura che avessero voglia di dare una mano al partito, per infondere nuove idee: c’erano Paolo Fresu, Ennio Morricone, Luca Sofri e tra le altre Irene Tinagli, meno nota al grande pubblico. Un anno dopo la Tinagli sbatte la porta: me ne vado. E lo fa svelando il bluff riformista del PD.

Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.

Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative.

Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? (Leggi il resto della lettera)

Faccio una provocazione: il Ministro Gelmini faccia una telefonata a Irene Tinagli. Io ho letto il suo libro e l’ho trovato molto interessante. Chissà che non possa offrire il suo contributo per migliorare il mondo della scuola. Non vi sembra?

Questa volta approvo…

Il gesto di Azione Giovani, che ha fatto irruzione all’inaugurazione dell’anno accademico. Contro i baroni.

Notate sulla Home Page, lo sforzo immane di Repubblica per fare da supporto e dare visibilità a tutte le iniziative on line contro il decreto del Governo.

Stampa militante.

Letture domenicali: tra Barack Obama e Felipe Massa

La mia personale rassegna web per questa domenica, che ha nel Gran Premio di San Paolo il suo momento culminante:

Il Caso Alitalia: chi troppo vuole nulla stringe? Non sorprende che la levata di scudi venga da quei sindacati che difendono i lavoratori con miglior mobilità. Gli aerei continueranno a volare su certe tratte e li guideranno sempre i piloti.

Stefano Zecchi sui concorsi di cui avevamo già parlato: con un invito, ironico ma non troppo, alla Gelmini…E il focus del Corriere sulle vergogne dell’ Università italiana. Nessuno dei commentatori di questo blog che ne abbia parlato.

Per gli amanti dei Celtics: nottata infame. Tiriamo col 30% e commettiamo troppi falli, contro una squadra mediocre, guidata da un’unica stella.

Rimanendo in America: siamo allo sprint finale. Il favorito è il democratico Obama, però lo dicono tutti: mai fidarsi dei sondaggi! Lo speciale del Corriere.

Bruce Springsteen e Halloween: l’avreste mai detto? Ecco il video.