Entries from: marzo 2009

L’ultimo sondaggio politico: vince la specializzazione

Leggendo l’ultimo sondaggio diffuso da IPR si può dire che abbiamo molte conferme e diversi argomenti che possiamo affrontare.

Le conferme: la Lega avanza, l’Italia dei Valori pure, scende il PD, rimane stabile il PDL. Le sorprese: l’UDC fa un grosso balzo in avanti, la divisione in Margherita e DS sarebbe anche peggio.

Vediamo di analizzare uno per uno i punti.

Perché la Lega avanza? Semplice, perché all’interno del governo è autonoma, visibile e riconoscibile. Il governo ha preso provvedimenti che rappresentano il marchio di fabbrica del partito di Bossi, dalle ronde alla stretta sull’immigrazione. I leghisti, insomma, possono dire ai loro elettori che le promesse elettorali stanno per essere mantenute. Manca solo il federalismo, e la Lega pur di vederlo votato flirtava con Veltroni…

L’Italia dei Valori up! Nell’immaginario collettivo rappresenta il punto di massima opposizione anche verbale a Berlusconi. Di Pietro, per un misterioso calcolo del destino, riesce ad essere più visibile di molti altri politici. Fa antiberlusconismo militante insieme agli stessi giornalisti presso i quali è spesso invitato. E soprattutto sembra raccogliere le adesioni della sinistra radicale, svuotata di ogni referenza parlamentare. Strano per un partito che ha posizioni di ultra-destra di ispirazione cattolica…

Scende il PD! La più conferma delle conferme. Il cambio di guida ha fatto pure male. Il problema l’ho già spiegato in questo post. Non sono né carne né pesce e la gente se ne è accorta. Soprattutto la gente di sinistra che chiede politiche di sinistra e invece si ritrova un surrogato della vecchia dc dossettiana, incapace di fornire soluzioni alternative, credibili e realmente spendibili. L’idea dell’assegno ai disoccupati dimostra tutto lo sbandamento dei Democratici, che potrebbero desiderare il ritorno di Prodi, o votare persino un professore puntiglioso come Parisi…

Il PDL tiene! E’ il partito di Berlusconi, ma anche di Fini. Ed è quello più esposto alla crisi economica, in quanto espressione del governo. Se l’esecutivo sbaglia qualche mossa, che è possibile in una situazione intricata come questa, il partito tende a perdere. E poi vale il principio della specializzazione, non vi sembra? Il PDL è un grosso partito generalista, può rappresentare tutto e niente e il Congresso fondativo è una grande occasione per capire meglio.

L’UDC avanza, strano ma vero. Chi pensava che l’UDC potesse morire alle Europee dovrà rivedere i suoi calcoli. In Sardegna ha confermato una vitalità insospettabile. Ma è qui che entra in gioco la mia teoria della specializzazione, che vale anche per la Lega e per l’IDV. Quanto più un partito si specializza in un tema, tanto più radicalizza quel voto, riuscendo ad attrarre tutti i simpatizzanti possibili verso quell’area di consenso. Il giochino è valido solo se si riesce a dominare l’agenda politica, e in questo Berlusconi è un maestro. Per questo motivo il partito generalista tiene. Ma attenzione: chi riesce a tener vivi certi argomenti nell’opinione pubblica viene premiato: sicurezza e immigrazione per la Lega, famiglia e benessere sociale per l’UDC, giustizia e legalità per l’IDV. Sono partiti iper-specializzati, che vivono in funzione di temi che essi stessi contribuiscono a tener vivi all’attenzione dell’elettorato.

Okay, non sono Mannheimer, ma mi avete capito no?

Le proposte innanzitutto

Diceva John Lennon: there are no problems, only solutions. Troppo ottimista? Sicuramente, anche perché la realtà ha le sfaccettature di un prisma. In ogni caso è un approccio convinto, per dire che i problemi si risolvono con delle buone soluzioni. Invece la nostra campagna elettorale si è un po’ incattivita: Soru querela Berlusconi, Trincas querela Soru. Vuol dire che sui giornali si sta parlando poco di contenuti, se si cerca la diffamazione.

Non entro nel merito delle questioni pertanto. Molto più interessante è la pubblicazione del programma di Ugo Cappellacci sul suo sito personale. Il documento è fatto bene, non è semplice, ma non è nemmeno futile, come tanti fogli programmatici. In compenso la campagna elettorale per le strade continua a colpi di santini. Ci sarebbe da farne la collezione. Quanto servono, ve lo siete chiesti? Io si: in una popolazione che tende ad invecchiare un santino equivale a una nota scritta. Ci si ricorda maggioramente chi si deve votare dentro l’urna. Insomma, internet cresce, ma i vecchi metodi funzionano. Per questo penso che avremo venti giorni di fuoco, all’insegna di una tradizionale, ma nascosta ricerca dei voti.

Ps: in questo blog commenteremo le proposte del programma di Cappellacci e mi auguro sentitamente che i commentatori si esprimano su questo. Per le proposte di Renato Soru, a meno che non le commentiamo direttamente noi, ci sono gli spazi appositi. Ripeto che ringrazio tutte le commentatrici e i commentatori, ma è assolutamente necessario non perdere di vista il fatto che questo è e rimane un blog. Cioè una pagina che esprime un punto di vista, non condivisibile, okay, ma non sindacabile, soprattutto a colpi di insulti. A presto, con delle notizie un po’ più personali…

UPDATE: L’intervista di Gavino Sanna: Renato è bravo solo a dire bugie.

5 motivi per cui Cappellacci può vincere

1) E’ giovane e rappresenta una reale novità. Gli elettori del centrodestra che volevano rinnovamento sono gli stessi che hanno chiesto Pisanu, Cappellacci è, al contrario, una figura praticamente nuova per la Sardegna. La sua figura di tecnico prestato alla politica può imporsi in modo autorevole e riconosciuto anche nei confronti della coalizione, oltre che dei sardi.

2) In Soru non è tutto oro quel che luccica. Anzi. Ha diviso la sua coalizione, ha importanti pendenze giudiziarie, ha gestito il potere in modo personalistico, si è vantato di aver fermato l’abusivismo edilizio mentre di fatto ha bloccato quel già minimo sviluppo che c’era, non ha fatto nulla per contenere la crisi, è apparso indeciso sul versante nuorese, ha prevalentemente svolto operazioni di propaganda politica, spalleggiato dalla sinistra salottiera fatta di domande preconfezionate e interviste al limite della prostrazione.

3) Il PD è un progetto politico confuso, che in Sardegna ha registrato il più alto momento di caos. Soru non proviene dalla Margherita e dai DS e questo gli viene fatto scontare in termini di governabilità.

4) Cappellacci e il PDL hanno una grande occasione: costruire il futuro del centrodestra in una esperienza fruttuosa di governo che non ripercorra gli errori del quinquennio 1999-2004. Se si decide che da lì bisogna partire, convinti di non ripetere gli stessi errori, allora avremo una strada meno irta di ostacoli. Inoltre si potrà costruire un partito del popolo sardo convincente, basato su idee nuove che potranno essere subito sperimentate nella prossima Giunta.

5) L’apertura ai sardisti può dare alla coalizione e all’azione di governo una svolta autonomista, reale, sincera, non da copertina come quella di Soru, che pretende di essere più sardo dei sardi. Cappellacci, con più umiltà, potrà dialogare bene con il governo nazionale, in vista dell’importante riforma federalista, che può dare ai sardi e a tutti coloro che sognano una concreta autonomia, più di una speranza.

UPDATE. Di Pietro: ”Soru indagato? Non fa niente, stiamo con lui”. Beh, dopo che ha intimato il silenzio al figlio intercettato per le sue porcherie era difficile aspettarsi altre scelte.

Una nuova identità /2

sardegnaLa mia idea è che Soru abbia accentuato alcuni tratti di autoritarismo forse perché ha creduto di non avere una classe dirigente all’ altezza del suo disegno. Ma questo è essenzialmente il suo più grande fallimento. La nostra sfida è proprio rivolta alla creazione di quel sardo nuovo e diverso che Soru in 5 anni di governo assoluto non ha creato. La Sardegna, infatti, è uguale in tutto e per tutto a prima. Se la questione ambientale è stata affrontata con caparbietà, la risposta alla tutela soprattutto delle coste ha creato danni ancora peggiori di quelli già esistenti. Non si capisce perché chi già speculava continui a farlo e chi invece vivacchiava di edilizia sia entrato in una crisi senza ritorno. Il turismo non è cresciuto e le coste sono tali e quali a prima. E non c’è certamente più gente di qualità che viene a trascorrere le proprie ferie nell’isola.

Fatti i conti, siamo in perdita. Continue reading »

Schierati Alberto!

renato soruOggi c’è una interessante intervista ad Alberto Scanu su La Nuova Sardegna. Tema: la candidatura del centrodestra da contrapporre a Soru. L’imprenditore, a capo della confindustria del cagliaritano, è molto ecumenico e dichiara di essere amico di tutti, addirittura di aver ricevuto proposte informali dall’altra parte! Io lo dico adesso: meglio schierarsi! Parlare chiaro!

Ora, chissà quanto sono veri certi rumours, però dobbiamo attenerci alle certezze e le poche che abbiamo sono politiche e riguardano la figura del leader che deve mandare a casa Soru. L’identikit insomma. Io penso che debba essere una personalità riconosciuta dalla coalizione e riconoscibile dai sardi, in modo da avere l’autorevolezza necessaria di fronte agli elettori e l’autorità per dirigere una coalizione di governo. In secondo luogo la personalità adatta deve portare idee nuove e non farsi carico di idee altrui, magari provenienti dal continente. Che sia imprenditore o politico conta fino a un certo punto, ci sono vantaggi e svantaggi.

Dal punto di vista programmatico sta anche un po’ a noi di An fornire un quadro omogeneo, innovativo e senza dubbio vittorioso. Convincere le persone che Soru è un male è sbagliato. Dobbiamo convincere i Sardi che noi abbiamo delle carte migliori. A partire dal candidato presidente.

I candidati del centrodestra /3

Come si vede, non è vero che nel centrodestra sardo non vi sia alcun dibattito sulle candidature. Magari non c’è molta attenzione all’aggiornamento programmatico e la sfida a Soru sui contenuti alternativi, ma tutto il resto, grazie a Dio, non manca.

L’ editore dell’Unione Zuncheddu (nella foto), l’ esimio professore di economia (da me stimatissimo) Paolo Savona, il leader della Cisl Mario Medde sono altri nomi che, in un modo o nell’altro, sono entrati nel dibattito. Ma non so se gli interessati abbiano intenzione di cimentarsi in partite così complesse. Dicono che Zuncheddu abbia detto di no al Cav, ma non lo so con certezza.

Personalmente ho stima del capogruppo di Fi in Consiglio regionale Giorgio La Spisa che lavora molto sui contenuti e le idee. Legato a Cl non conosco le sue reali ambizioni, ma è uno che ha capacità concrete di governo. Nelle fabbriche e nel mondo produttivo è molto rimpianto: era un punto di riferimento per tutti, potrebbe tornare ad esserlo (segue).

Pisanu scrive alla Nuova: «Non mi candido, ma non è disinteresse»

beppe pisanuCaro direttore,
come ha correttamente riferito ieri La Nuova Sardegna, sabato scorso ho ribadito che non intendo candidarmi alla Presidenza della Regione, ma non ho mai usato né mai userei l’espressione “perché quell’esperienza non mi interessa”.
Queste parole, infatti, possono suggerire un atteggiamento di superbia personale e politica che mi è del tutto estraneo.
Tengo invece nella più alta considerazione le istituzioni autonomistiche; ed il futuro della nostra Regione mi interessa a tal punto che mi sto battendo con forza sia per la vittoria referendaria del 5 ottobre sia per la costruzione di una valida alternativa al Presidente Soru e alla sua maggioranza. Giuseppe Pisanu

Parere personale: Secondo me, al contrario, Pisanu ci sta pensando. Il senatore aspetta la chiamata importante e che vi sia un larghissimo consenso sul suo nome. Altrimenti non avrebbe perso tempo a precisare alla Nuova le parole dette a margine della conferenza stampa tenuta a Sassari per il referendum del 5 ottobre.