Entries from: novembre 2008

Lettura della domenica

La tecnologia aiuta il terrore. I commandos seguivano via internet l’andamento delle loro gesta, per verificarne l’impatto mediatico.

La politica e il dramma.

Un’analisi politica sulle stranezze del bipolarismo italiano.

Il mercato reagisce col mercato. Ondata di acquisti sui saldi anticipati a New York City. Un modo come un altro per battere la crisi e allontanare lo spettro della deflazione.

Celtics contro la bestia nera di Charlotte, che ha nel board direttivo la leggenda Michael Jordan. Anche quest’anno vittoria sudata, dopo la passeggiata di venerdì contro i Sixers.

La destra e l’ambiente

nicolas sarkozyLa politica ambientale è tornata prepotentemente sui titoli dei giornali con le nuove polemiche innescate dalla richiesta italiana di rivedere i parametri di applicazione al pacchetto-ambiente dell’Unione Europea. Altre volte sono intervenuto in materia, affermando senza equivoci di sorta che la politica ecologista dev’essere un caposaldo programmatico di qualsiasi progetto politico. E un ordine del giorno costante nell’azione governativa. Ora, la polemica italiana riguarda i costi per le imprese, la sostenibilità. Dubbi sono sorti anche all’interno del PD e ci sono diversi paesi – per la verità poco sviluppati rispetto a noi – che chiedono regole meno rigide.

Tempo fa, intervenendo in una pubblica assemblea dedicata anche alla Legge Salvacoste, ho dichiarato che noi del PDL non dobbiamo essere il “partito del mattone continentale”, ci vuole una vera politica ambientalista, che sicuramente abbandoni l’idea centralista di Soru, che fa solo danno alle imprese senza aumentare di alcuna percentuale le presenze turistiche, e invece proponga una visione moderna.

Nella destra italiana permane una visione che oserei definire “bucolica” dell’Ambiente. Bisogna sviluppare una visione economica, che punti a valorizzare l’ambiente come patrimonio naturalistico. Pertanto: no alla cementificazione, no alle campane di vetro, no al centralismo. Si a una politica ambientale di contenimento per le emissioni, si alla difesa del patrimonio, no alla creazione di parchi naturali, poichè sono dei grandi carrozzoni utili per sistemare delle caselle mancanti e, soprattutto, incapaci di creare un vero reddito dalla bellezza naturale, a meno di non essere lo Yellowstone.

Il discorso è semplice: dove è necessario bonificare, ripianare, rifare, restaurare si interviene e si vede cosa fare. Dove c’è l’urgenza di salvare si stabilisce un blocco ad hoc, anche più duro delle norme previste dalla Giunta Soru. Dove c’è da mantenere l’ambiente integro lo si mantiene, ma creando una opportunità turistica. In modo che la conservazione diventi reddito e non mera protezione fine a sè stessa. E questo non significa affatto costruire alberghi a due metri dalle spiagge. Intendo dire che serve una politica turistica integrata che offra l’ambiente come risorsa privilegiata, affiancata ad eventi e servizi collaterali. Questo è quello che serve per il turismo sardo. Non certo il modello Briatore.