Entries from: aprile 2010

Elezioni, lezioni e dintorni

1. I dirigenti del PD sembrano quelli della Juve. Cambiare tanto per cambiare e rispondere alla piazza non ha senso. Lo dice un vecchio cuore granata che ne ha viste tante di sventure. Questi 3 anni senza elezioni dovrebbero far bene a tutti: al PD (che deve guardarsi dall’incredibile voto di protesta alla sua sinistra) e al PDL, che può capire alcuni fenomeni di radicamento e imparare a stare nella gente, per tenere botta anche alle amministrative, di solito fucina per la classe dirigente futura.

2. In Sardegna le prossime provinciali non saranno così indicative, a meno di non volerle trasformare in un referendum contro la Giunta. In verità quattro di esse andranno al voto per la seconda volta e i cittadini proveranno a capire se queste nuove province sono servite. Io sono sempre dubbioso sull’utilità di alcuni enti, ma non nego che in termini di programmazione abbiano una qualche importanza. A patto che incidano davvero sul territorio… a Nuoro governano gli stessi da tempo immemore… gli stessi che danno la colpa agli altri per lo stato disastrato del Nuorese. Per non dire della città capoluogo.

3. Secondo l’opposizione c’è un problema di lingua italiana nella riforma universitaria. In attesa di comprendere bene se si tratta del solito allarmismo, veniamo ad alcune considerazioni. Quando leggo dei forum, dei commenti noto che ci sono molte lacune nella nostra lingua… un mio amico ha una sua teoria semplice, che credo valga la pena di essere ripetuta: Facebook e i social network hanno dato l’accesso a internet a tante persone che non sapevano nemmeno accendere un computer. Di fatto Facebook è usato da oltre venti milioni di italiani, difficile pensare che siano tutti sufficientemente alfabetizzati. Ciò che colpisce è l’assoluta mancanza dei fondamentali, come direbbe un Mario Sconcerti qualsiasi. La scuola italiana in questi ultimi decenni, diciamo due, ha fallito o è regredita molto e la colpa è della classe politica in generale. Non si tratta nemmeno dell’annosa questione scuola pubblica / scuola privata (lo stato della scuola pubblica è disastrato da tanto, con responsabilità trasversali), ma dei modelli di insegnamento secondo me. Da poco ho letto che i calcoli e la matematica in effetti non servono nelle elementari. Questo deriva dal fatto che i concetti principali, se non vengono ripetuti, utilizzati, rielaborati, finiscono per scomparire. Un cinquantenne che abbia smesso di scrivere al momento della laurea, diciamo, alla sua età troverà le stesse difficoltà di uno scolaro che ha appena imparato a distinguere gli avverbi dagli aggettivi. Sembra una sciocchezza, ma ho letto che il funzionamento del cervello umano segue questa prassi: se viene oliato, ricorda, altrimenti cancella tutto. Però ritengo che la matematica, per tornare alle riforme e ai modelli di insegnamento, sia utilissima per un campo di professioni collegate all’ambito della ricerca universitaria, che sono fondamentali per il nostro paese. Tra le cause che allontanano la ricerca universitaria dalle ambizioni dei giovani italiani ci sono – a mio avviso – oltre che gli stipendi da fame dei dottorandi anche pochi stimoli nella scuola inferiore. Va bene la ricerca filologica, salviamo l’italiano (dal linguaggio degli SMS!), ma diamo ai giovani prospettive in professioni che salvano il futuro del paese: biotecnologie, ingegneria, tutela del territorio, architettura, matematica e informatica, fisica, energie e chimica.

Una domenica non proprio tranquilla

1)Ieri sono stato al convegno di Olbia, organizzato da Sanciu e Nizzi. Una giornata intensa di lavori con decine di interventi, conclusi da Beppe Pisanu. Nel mio intervento ho rilanciato l’idea del Pdl sardo federato con Roma verso la formazione di un grande e moderno partito dell’ autonomia con regole proprie e con una vita democratica e con chiare opzioni politiche al proprio interno. Ho insistito su turismo e cultura e sulla necessità di avere un altro rappresentante al governo come-per esempio- Beppe Pisanu. Ho detto che è giusto sostenere Cappellacci con un’azione che coinvolga il popolo su tutte le vertenze perchè i nostri rivali della Lega e della Sicilia sono molto agguerriti. E sul tema della interconnessione dei sardi ho ricordato il Villaggio elettronico di Michelangelo Pira, profetico intellettuale. E poichè il mio intervento ha cercato di guardare al futuro evitando la polemica rozza e inutile  i quotidiani sardi l’hanno snobbato. Sulla Nuova neanche una riga, a proposito di informazione. Che ne pensa il bravo direttore Del Re ? (Intanto i sardisti rilanciano sul tema dell’indipendenza dell’Isola che-come è facile prevedere- non si otterrà mai).

2)La Gelmini e-parrebbe-Tremonti assicurano che finanziamenti destinati dalla Finanziaria 2007 all’assunzione dei giovani ricercatori universitari non andranno persi. Entro due settimane verrà emanato un decreto ministeriale che trasferirà l’intera cifra alle università. Per fortuna, altrimenti sarebbe stata una vera e propria porcata.

3) E a proposito di schifose porcate, piano piano la verità viene fuori: il povero Stefano Cucchi -secondo un super testimone- venne ammazzato di botte in carcere. Figo no, fare i duri con un derelitto?

4)Non è un paese per giovani? La pensa così anche l’ allenatore dell’ Inter Mourinho. In un intervista, successivamente smentita, dice che in Italia non è possibile un progetto stabile volto al ringiovanimento del calcio e del modo di lavorare.

5)Berlusconi ha siglato la pace con Storace. Il Pdl e La Destra andranno insieme alle regionali e alle amministrative. Personalmente mi fa molto piacere.

Accade nell’Isola (dei Famosi)

1) Alla fine, come anticipato da molti organi di stampa, e nonostante alcune interrogazioni parlamentari bizzarre, Grazianeddu Mesina andrà all’Isola dei Famosi. Vediamo come se la caverà. Compagni d’avventura dovrebbero essere Pamela Prati, Loredana Lecciso e il principino Emanuele Filiberto. Qualità della tv? Beh, lasciamo stare, ma sono pronto a scommettere su ascolti stellari.

2) Il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu sarà al convegno di Olbia di sabato organizzato da Fedele Sanciu. Pisanu ha dichiarato di andare per “discutere e certamente non per iscriversi ad una qualche corrente interna. Tantomento per mettere in difficoltà Cappellacci”. Sarebbe folle, aggiungo io. Mi riconosco in queste parole.

3) Super lavoro per Ugo Cappellacci. Ieri sul silos dell’Alcoa a 60 metri per parlare con gli operai in protesta, oggi sulle pagine importanti del Foglio di Giuliano Ferrara con un pezzo sulle nuove cortine di ferro, dopo l’assurda sentenza della Corte di Strasburgo che vieta il crocifisso nelle aule scolastiche.

UPDATE. Alla Maddalena la Louis Vuitton Cup.

Il Caso Sardegna

Nei giorni scorsi ho firmato una interrogazione del collega Pili sul fatto che nel Dpef vi fosse un divario incredibile tra i fondi per le infrastrutture siciliane (5 miliardi) e quelli destinanti alla nostra Isola: 18 milioni di euro per il triennio che va dal 2010 al 2013. Non facendo parte della commissione di merito quei dati mi erano sfuggiti.

Ieri i colleghi Cicu e Testoni (con Paolo Fadda del Pd) hanno avuto rassicurazioni dal governo, concertando l’ azione con il presidente della Regione Cappellacci. Berlusconi in persona avrebbe garantito il suo impegno personale per riaprire la partita. Ora: mi pare che la sproporzione tra Sicilia e Sardegna sia incredibile, allucinante. E’ pur vero che il Dpef è un documento che non ha più alcun valore concreto e che probabilmente andrebbe abolito perché le sue tabelle non vengono mai rispettate.

Ma ciò che non seguo più è l’atteggiamento ondivago del governo che ci mette sempre nelle condizioni di rincorrere in mezzo alla confusione, tra voci e controvoci.

Per me si apre ufficialmente un “caso Sardegna”, cominciato con lo scippo del G8 (anche se L’Aquila è stato un grande successo) e tutto il resto.

Penso anche che sia il momento di strutturare il Pdl come una vera forza autonomista, federata ovviamente al Pdl nazionale, con un’ ampia possibilità di azione e di scelta. E’ un discorso che si fa largo in Sicilia e nelle altre regioni con forte vocazione identitaria.

Senza fare il solito piagnisteo, senza rivendicare soldi inutili ma portando avanti progetti concreti, chiari e soprattutto con impegni nero su bianco.

UPDATE: «L’inserimento di quattro opere per la Sardegna nella risoluzione approvata dalla Camera sul Dpef-Infrastrutture è un primo segnale che accoglie le nostre richieste». Lo hanno detto i deputati del Pdl Mauro Pili, Bruno Murgia, Settimo Nizzi, Carmelo Porcu e Paolo Vella che avevano criticato il governo Berlusconi perché alla Sardegna, nel Dpef, erano state riservate solo le briciole: 18 milioni di euro contro i 5 miliardi alla Sicilia. Il deputato del Pd Giulio Calvisi, che aveva apprezzato il «sussulto di dignità» dei colleghi del centrodestra, si è però detto di diverso avviso: «Le strade non si realizzano con le risoluzioni, servono atti concreti e le risorse finanziarie: per la Sardegna c’erano 18 milioni e 18 milioni sono rimasti».

Le quattro opere sarde indicate nella risoluzione (dovranno però essere ripescate nel Bilancio dello Stato) sono la strada Sassari-Olbia, il completamento della 131, la Dorsale sarda e il tunnel di Cagliari. (LA NUOVA SARDEGNA)

UPDATE. Stamattina alla Camera, in un informativa sugli incendi, il capo della Protezione civile Bertolaso ha attaccato “le strutture locali” dell’ antincendio sarde. Gli aerei hanno impiegato il tempo necessario ed è profondamente sbagliato credere che gli incendi si spengano dall’ alto. Dunque secondo Bertolaso l’ Ente unico delle foreste, con gli uomini anti-incendio e l’ Ispettorato forestale non hanno fatto il proprio dovere per disorganizzazione.

Spigolature estive

Siccome sono stato varie volte critico contro il sistema universitario sardo (e italiano in genere) stavolta mi rallegro del fatto che l’Università di Sassari è prima tra i medi atenei per la qualità dei servizi offerti agli studenti. Lo dice uno studio Censis ripreso da Repubblica. C’è da fidarsi.

Barack W. Bush. Azione. Stop.

Sintomi. La mia idea è semplice: troppi disastri, troppe negligenze. E’ ciò che si paga quando un paese è un grande malato cresciuto a colpi di partitocrazia, per usare un’espressione cara a Pannella.Un paese che non si fonda sul merito, ma che sconta molti errori umani e deficit di professionalità, fatti passare per “fatalità”. Le inchieste non arrivano mai e l’andazzo prosegue. Con buona pace di tutti.

L’idea di fondo è infatti di evitare che la Sardegna sembri la solita regione meridionale: clientelare, assistenziale, inefficiente. Penso che ciò debba valere per entrambi gli schieramenti. L’assessorato al Turismo propone una campagna aggressiva sui media nazionali, per il turismo. Non è tutto immobile come si vuol far credere.

Strega. Vince Tiziano Scarpa con Stabat Mater. Ps.: ma c’è ancora in giro qualche romanziere che scriva in terza persona?

Punto di partenza. Bocciata definitivamente la tassa sul lusso. L’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea ha detto che lede i principi del libero mercato. Insomma, anche con questo siamo punto e a capo. Il famoso e taciuto immobilismo di Soru.

Cappellacci abbandona il low profile: “Cancellerò il piano paesaggistico”

Chissà che invece questo basso profilo, ammesso pure dal presidente della giunta, non sia poi alla fine foriero di novità positive, come penso. Non è facile governare la Sardegna: una situazione di crisi drammatica, la necessità di puntare sul turismo e proporre modelli di sviluppo alternativo e ovviamente salvare il salvabile e portare a casa quante più soluzioni possibili nelle vertenze sulla chimica.

“Sul Piano Casa sconteremo un ritardo di un paio di mesi ma era necessario lasciare spazio al confronto. Vareremo il piano, che darà grandi possibilità e riguarderà anche gli edifici pubblici, entro la metà di luglio, dopo un confronto interno alla maggioranza di governo”.

Dall’Unione: Ci sarà un importante capitolo legato agli alberghi, all’interno del Piano casa: sarà prevista la possibilità di riqualificare le strutture alberghiere con volumetrie “tecniche” (realizzazione di centri congressi e centri benessere), mentre è ancora all’esame la possibilità di concedere un aumento delle cubature, soprattutto per quanto riguarda gli alberghi nella fascia dei 300 metri dal mare. Ci sarà, per le imprese turistiche, la possibilità di accesso al credito attraverso «strumenti finanziari agevolati, per questo abbiamo avuto già dei contatti con la Banca europea degli investimenti», ha detto il presidente Cappellacci.

Già il piano presentato da Mauro Pili denota la tendenza a favorire il turismo, ma anche a scoprire un rilancio del bene “paesaggio”, attraverso una politica di risparmio energetico nelle costruzioni. Ho sempre detto che la questione della salvaguardia delle coste non va vista nell’ottica dei metri (la politica della campana chiusa): ci sarebbero coste da tutelare entro una fascia di 2km, che sarebbero sacrificate dall’attuale PPR. E’ una questione di visione complessiva dell’isola e dei suoi problemi.

E nel fine settimana il Cap prova l’offensiva

  1. Ieri a Olbia Cappellacci ha firmato l’accordo che stanzia circa 94 milioni di fondi Fas (fondi statali per le aree sottoutilizzate) da investire per il sistema infrastrutturale dell’ Isola. Trenta milioni sono per il finanziamento del promo lotto della Sassari-Olbia. Dunque, impegni mantenuti. A margine della conferenza stampa tenuta nella hall della nuova aerostazione per i voli privati, l’ Aga Khan, presente alla cerimonia, ha fatto capire che Meridiana non viaggia in buone acque. Sarà pure ma una compagnia che opera in regime di monopolio dovrebbe avere almeno aerei nuovi (non quelli abituali, vecchi di 20 o 30 anni), più voli ( molto, molto difficile viaggiare in questo periodo ) e maggiore puntualità.
  2. Si discute di piano casa. C’è la proposta nazionale di Pili e appoggiata da circa 130 deputati e quella del governo regionale. Alcune indiscrezioni dicevano che la regione prevedesse un ampliamento delle volumetrie non oltre il 5% nella fascia che va dai 300 metri ai due chilometri. Nella sostanza, poche novità rispetto al ppr di Soru. Cappellacci smentisce. Continuo a dire che pensare lo sviluppo urbanistico sulla base dei metri sia sciocco e inutile. Il Piano casa ha valore se riprogetta lo sviluppo del paesaggio facendo cose belle, bloccando gli scempi, gli abusi edilizi, le schifezze nelle periferie, sulle campagne e sulle coste
  3. Insomma, tra infrastrutture, piano casa e intervento in prima pagina sull’Unione, il governatore sardo sta provando un’ offensiva mediatica. Il lungo intervento sul quotidiano cagliaritano prova a ridefinire la politica del centrodestra e l’ iniziativa della Giunta. Consapevole di qualche scricchiolio, Cap sostiene che non tutto può essere avvenimento mediatico.

Bel colpo, Cap:«Il Festival si farà, la Regione pronta a finanziare Gavoi»

Voi sapete che ho lavorato molto perchè si facesse il Festival di Gavoi e tutte le altre manifestazioni culturali dell’estate: da Cala Gonone Jazz a Berchidda di Paolo Fresu fino al seminario jazz di Nuoro di fine agosto. Mi pare che ci siamo. E devo dire che oggi Cappellacci, con una lettera garbata ma con le punzecchiature giuste, chiude la polemica e si prepara al confronto con il mondo della cultura. Lo scopo ultimo è sempre quello, sul nostro versante : dialogo, ma la sfida è aprire nuove strade.

Lettera aperta alle cittadine e ai cittadini di Gavoi (e a chi crede alla libera circolazione delle idee e della cultura). C’era una volta… Così i nonni cominciavano a raccontarci favole e leggende che hanno accompagnato l’infanzia di tanti di noi. Mi pare il modo migliore per proporre qualche “piccola” riflessione su una delle iniziative più meritorie per la valorizzazione di Gavoi e dell’intera Barbagia: il Festival letterario.

L’appuntamento di luglio con gli scrittori e i libri, organizzato anche quest’anno dall’Isola delle Storie, è senz’altro un modo intelligente e accattivante per testimoniare le tante potenzialità e capacità di noi sardi.

Eppure… eppure in certe occasioni non rinunciamo ad assumere i comportamenti da martiri a tutti i costi.
Una settimana fa, qualcuno abituato a scrivere racconti di fantasia, ha voluto farvi credere che la Regione avrebbe rinunciato a sostenere il Festival di Gavoi.

Forse quelle sue parole derivano dal fatto che lui, al nostro posto, si sarebbe comportato così.

Questa Giunta regionale no. È diversa: alla logica della vendetta e dell’insulto preferisce l’uso della ragione.
Se c’è chi alimenta visioni manichee, che tendono ad accentuare i momenti di divisione a scapito di modelli che esaltano l’appartenenza alla comunità, evidentemente lo fa per tornaconti egoistici a noi del tutto ignoti.
È davvero difficile, come è successo nei giorni scorsi, replicare ad attacchi che non si basano sui dati di fatto, ma su atteggiamenti che sembrano rispondere unicamente a logiche di schieramenti contrapposti.

Come spiegare altrimenti l’accusa – del tutto infondata – del pericolo di taglio dei contributi? Lo voglio dire chiaramente: la Regione Sardegna finanzia anche quest’anno il Festival letterario di Gavoi.
Anzi lo farà prima del 15 giugno, in anticipo rispetto a quanto accaduto nel 2008.

L’impegno è solenne.

Sbaglia sapendo di sbagliare chi ha pensato di “salvare” il Festival di luglio minacciando di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico di Presidente dell’associazione organizzatrice. Chissà, magari non crede più in quello che fa.
In tutti i casi, il Festival letterario è un patrimonio della comunità di Gavoi e non è di proprietà di questo o quello… Perciò noi ci sottrarremo mai alle nostre responsabilità istituzionali.

Non mi sembra il caso di aggiungere altro. Questi i fatti. Il resto – compreso, ovviamente, l’impegno della Regione a sostenere un’iniziativa meritoria – lo lasciamo al giudizio delle cittadine e dei cittadini di Gavoi e di tutti i sardi. Il C’era una volta dei nostri nonni si concludeva sempre col e vissero felici e contenti, oggi non è forse tempo di sogni ma è senz’altro tempo di responsabilità e di serietà. UGO CAPPELLACCI

Fois, Cap e ciò che dobbiamo fare

gavoi«Indicarmi come presidente – sorrideva ieri Murgia – è una simpatica provocazione che mi farà guardare con sospetto nel mio campo politico. Ma se per assurdo accettassi – ha aggiunto – farei il festival mantenendo gli standard e le caratteristiche attuali. Dico di più: al posto di Ugo Cappellacci avrei sfidato Fois a restare e fare un’Isola delle Storie ancora migliore: il festival è un avvenimento importante per tutto il territorio, non una cosa di destra o di sinistra. Aggiungo che a me non importa nulla che questo avvenimento di altissima qualità sia gestito o pensato da un intellettuale di sinistra, ma se il centrodestra pensa di voler fare una nuova politica culturale si dia da fare, organizzi, programmi, faccia nascere tante altre Isole delle Storie. Ma intanto salviamo quello che già c’è». Celestino Tabasso, L’Unione Sarda, 26 maggio 2009.

Il punto è semplice: la cultura, come ho già avuto modo di dire, è un mezzo per collegarsi alla società, stabilire legami con essa, mediare nel tentativo di trovare soluzioni. Del ruolo degli intellettuali nella politica si discute da millenni. Sperare che Cappellacci e Fois, rispettivamente, risolvano il dilemma sollevato da Platone, mi sembra francamente troppo pretenzioso, non per le doti dei due, ma perchè mi sembra proprio una questione irresoluta e irrisolvibile per non dire propriamente utopistica. Il fatto è che la politica e la cultura non possono permettersi di diventare elitarie, soprattutto in Sardegna, dove si devono trovare soluzioni alternative per crescere e diffondere la propria immagine. Soprattutto in un’epoca di drammatica crisi come questa. Servono braccia e cervelli. Possibilmente collegati tra loro.

Ora, da Sardi, abbiamo accettato supinamente che dei mediocri viaggiatori dell’800 (escludo volutamente chi li ha preceduti come Goethe, o seguiti come David H. Lawrence) ci descrivessero come tre quarti selvaggi, dediti alle peggiori abitudini, immersi in una natura incivilizzata, se mi si può passare questo termine. Nel quarto rimanente eravamo sudditi. C’è voluto quell’autentico genio sardo, l’indimenticato Sergio Atzeni, per ristabilire le distanze e dire ancora una volta chi siamo. Non penso che si possa dire che il Festival di Gavoi scavi ancora quel solco là, quello dei viaggiatori, quanto piuttosto insista in un’idea di qualità a partire proprio da Atzeni, il capostipite dell’ultima ondata letteraria sarda. In buona sostanza, dal Festival di Gavoi, chiunque lo diriga, c’è solo da guadagnarci: in immagine, in economia, in turismo, in cultura.

Quello che penso per la parte politica che mi riguarda è semplice: noi dobbiamo produrre idee, alternative se è il caso, tirare fuori nuovi intellettuali e “inventare” gente che a oggi è ancora sconosciuta. Oggi il Festival è diretto bene da gente di sinistra: la sfida quindi è nel nostro campo. Dobbiamo promuovere un’idea intelligente di Sardegna che sappia andare oltre il rigido programma di Soru (mai realizzato in pieno) e lo stereotipo facilone rappresentato dai Briatores. Siamo tutti sardi, e in queste cose bisogna avere il coraggio se non di lavorare insieme, almeno di organizzarci per raddoppiare gli sforzi.

La mia Sardegna

Schermaglie tattiche – Sulla continuità territoriale Ronchi apparentemente boccia Pili e Calvisi boccia Cappellacci. Ma non è andata propriamente così. Dietro ci sono sempre le solite schermaglie e il cinismo di una sinistra che sembra godere se le cose non vanno bene. Un gioco allo sfascio, condotto da uomini che sono stati bocciati dagli elettori appena quattro mesi fa e dovrebbero avere il buon gusto di fornirsi una risposta ogni tanto.  Il “NO” della Camera sventolato oggi dai giornali ha molto meno valore di quanto si creda: «Si parlava di politiche comunitarie un funzionario del ministro Ronchi ha messo il parere contrario al mio odg per ragioni di competenza istituzionale, non di merito. Io avevo concordato tutto col ministro Matteoli, l’ho chiamato e lui ha invitato Ronchi a dare il parere positivo del governo. Era già stato ritirato, Ronchi ha provato ufficiosamente a trattare con il gruppo del Pd, che non si è detto disponibile al recupero: volevano che venisse approvato il loro». Così Mauro Pili, che smaschera la tattiche molto cinica della Sinistra, volta semplicemente ad affossare l’intesa tra la maggioranza e il Governo e non ad approvare il provvedimento nel merito.

Tornano le coste - Si discute di PPR, già in giornata o al più tardi domani, pubblicherò le linee guida di quello che dovrebbe essere il Piano Paesaggistico Regionale, nelle mie intenzioni. Il fatto è che non dev’essere disgiunto da una serie politica ambientale e di sviluppo e quindi ogni cosa andrebbe fatta in prospettiva,.. avendo in mente un’idea di Sardegna un po’ diversa. La nostra Sardegna merita di più dei nostri piagnistei e dei Calvisi di passaggio. Non posso credere che non si possa uscire da questo imbuto di crisi.

Libro o non libro – Da mesi mi trastullo con l’idea di dare alle stampe, se possibile, un agile libro nel quale spiego questa visione della Sardegna futura. Come saprete ho avuto vicende personali rilevanti, che giustamente mi hanno levato del tempo prezioso. Ma non è detto che alla fine non ce la faccia.

G8 in Abruzzo e completamento lavori La Maddalena – Non solo quelle in via di realizzazione ma tutte le opere in programma per il G8 in Sardegna, poi spostato all’Aquila dopo il terremoto, verranno realizzate, comprese, dunque, oltre a quelle avviate, quelle ‘programmate e ivi da programmare nei limiti delle risorse rese disponibili dalla regione Sardegna e dagli enti locali per la diversa localizzazione del vertice del G8′. E’ quanto prevede un emendamento presentato stamattina dal relatore al decreto terremoto in discussione in Aula, a Palazzo Madama, e che specifica meglio questo punto gia’ previsto nel decreto. Nel testo si ribadisce anche che i risparmi derivanti dallo spostamento del Summit andranno alla ricostruzione dell’Abruzzo. Nell’emendamento si prevede infatti che i risparmi vengono ‘riassegnati ad un apposito fondo istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri e gestito dal commissario delegato per le esigenze della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma’. (ANSA).

UPDATE: SARDEGNA: BERLUSCONI, SI’ GOVERNO A CONTINUITA’ TERRITORIALE (ANSA) – ROMA, 21 MAG – ‘La ‘continuità territoriale per la Sardegna è una conquista irrinunciabile e il governo è impegnato, insieme ai parlamentari sardi e alla Regione, a realizzare un modello innovativo ed efficiente’. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

‘Abbiamo concepito e proposto la ‘continuita’ territoriale’ come una sorta di ‘ponte’ ideale che consente di collegare la Sardegna al resto del Paese mettendo tutti i cittadini sullo stesso livello di servizi e costi. Per questa ragione – conclude Berlusconi – il governo sosterra’ a tutti i livelli, prima di tutto al livello europeo, la proposta avanzata da oltre cinquanta parlamentari per rilanciare la ‘continuita’ territoriale’ per la Sardegna‘. (ANSA, 19.01)