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	<title>Bruno Murgia &#187; Ambiente</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Spigolature estive</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellacci]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Siccome sono stato varie volte critico contro il sistema universitario sardo (e italiano in genere) stavolta mi rallegro del fatto che l&#8217;Università di Sassari è prima tra i medi atenei per la qualità dei servizi offerti agli studenti. Lo dice uno studio Censis ripreso da Repubblica. C&#8217;è da fidarsi. Barack W. Bush. Azione. Stop. Sintomi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome sono stato varie volte critico contro il sistema universitario sardo (e italiano in genere) stavolta mi rallegro del fatto che l&#8217;Università di Sassari è prima tra i medi atenei per la qualità dei servizi offerti agli studenti. Lo dice uno studio Censis ripreso da Repubblica. C&#8217;è da fidarsi.</p>
<p>Barack W. Bush. <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_02/afghanistan_offensiva_usa_f2d0860a-66d8-11de-9708-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Azione</a>. <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_02/obama_putin_iran_510b5844-6724-11de-9708-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Stop</a>.</p>
<p>Sintomi. La mia idea è semplice: troppi disastri, <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_02/viareggio_ultimo_bilancio_4a921ff2-66c5-11de-9708-00144f02aabc.shtml" target="_blank">troppe negligenze</a>. E&#8217; ciò che si paga quando un paese è un grande malato cresciuto a colpi di partitocrazia, per usare un&#8217;espressione cara a Pannella.Un paese che non si fonda sul merito, ma che sconta molti errori umani e deficit di professionalità, fatti passare per &#8220;fatalità&#8221;. Le inchieste non arrivano mai e l&#8217;andazzo prosegue. Con buona pace di tutti.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo è infatti di evitare che la Sardegna sembri la solita regione meridionale: clientelare, assistenziale, inefficiente. Penso che ciò debba valere per entrambi gli schieramenti. L&#8217;assessorato al Turismo propone una <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/132528" target="_blank">campagna aggressiva sui media nazionali</a>, per il turismo. Non è tutto immobile come si vuol far credere.</p>
<p>Strega. Vince Tiziano Scarpa con Stabat Mater. Ps.: ma c&#8217;è ancora in giro qualche romanziere che scriva in terza persona?</p>
<p>Punto di partenza. Bocciata definitivamente <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/132493" target="_blank">la tassa sul lusso</a>. L&#8217;avvocato generale della Corte di Giustizia Europea ha detto che lede i principi del libero mercato. Insomma, anche con questo siamo punto e a capo. Il famoso e taciuto immobilismo di Soru.</p>
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		<title>Dal Ppr allo sviluppo integrato, l&#8217;ambientalismo intelligente sta nel centrodestra</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 13:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema dei vincoli paesaggistici di Soru ha dominato una buona parte del dibattito politico degli ultimi anni in Sardegna. Il famoso o famigerato PPR voluto dall&#8217;ex governatore ha avuto il merito, questo bisogna dirlo, di spostare l&#8217;attenzione sul tema sempre più cruciale dell&#8217;ambiente e dello sviluppo. Soru, a mio parere, ha fallito nella risposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1251" title="lamaddalena" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/06/lamaddalena-300x222.jpg" alt="lamaddalena" width="252" height="186" />Il tema dei vincoli paesaggistici di Soru ha dominato una buona parte del dibattito politico degli ultimi anni in Sardegna. Il famoso o famigerato PPR voluto dall&#8217;ex governatore ha avuto il merito, questo bisogna dirlo, di spostare l&#8217;attenzione sul tema sempre più cruciale dell&#8217;ambiente e dello sviluppo.</p>
<p>Soru, a mio parere, ha fallito nella risposta alla domanda: e adesso come sfruttiamo l&#8217;ambiente? Il problema della mancata risposta deriva dal contenuto negativo attribuito al termine &#8220;sfruttare&#8221; e all&#8217;equivoco di fondo che si crea intorno al tema dell&#8217;intoccabilità delle coste sarde. Soru è stato miope, su questo punto, da aver affermato testualmente che la Sardegna sarebbe più facile da &#8220;conservare&#8221; se fosse disabitata. Un&#8217;eresia facile da comprendere, ma che non fa i conti con la realtà. La Sardegna sarebbe assoggettabile a molti vincoli, se si preferisse appunto questa visione che fa a meno dell&#8217;antropizzazione, per dirla in termini strettamente ambientali e biologici.</p>
<p>Tenuto conto che l&#8217;isola va protetta, ma anche abitata e che tale abitazione contempla lo sviluppo, non possiamo esimerci noi da rispondere alla domanda che ha fatto tramontare la stella di Soru: come possiamo trarre reddito dall&#8217;ambiente mantenendolo il più possibile incontaminato?</p>
<p>C&#8217;è quasi una tautologia, mi sembra: la coscienza ambientalista degli ultimi trent&#8217;anni, che appartiene anche alla destra, forse in maniera più sincera di quella barzelletta tutta italiana chiamata Verdi, che erano contrari ai pomodori geneticamente modificati, ma favorevoli alla ricerca sugli embrioni per scopi terapeutici&#8230; dicevo, la coscienza ambientalista ritiene &#8211; a ragione &#8211; che un ambiente meglio conservato produca più reddito di un ambiente rovinato dalle industrie.</p>
<p>Sono temi che ho studiato ormai da un bel pezzo e che sono contenuti <span style="color: #ff0000;">d</span><a href="http://www.brunomurgia.it/documents/ambiente-primo.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">ocumento sull&#8217;ambiente</span></a><span style="color: #ff0000;"> </span>(c&#8217;è poi l&#8217;intervista all&#8217; Unione del collega Vella che segue i temi della proposta Pili in materia di riqualificazione): l&#8217;antropizzazione non è sempre distruttiva soprattutto se indirizzata verso modelli di qualità.</p>
<p>Aggiungo: il tema dei limiti di costruzione è fallace. Che significato hanno trecento metri o tre chilometri? Per me, nessuno. E&#8217; un modo singolare di affrontare la questione. Ci possono essere spiagge e coste che necessitano di una protezione ben superiore a quella imposta dal PPR, e altre che magari si prestano a uno sviluppo integrato, cioé in accordo con la delicatezza ambientale dell&#8217;insieme.</p>
<p>Per questo continuo ad auspicare una revolution sarda: abbandonare l&#8217;industria pesante, di trasformazione del petrolio, per mettere in moto piccole farm ad alta tecnologia e basso o nullo impatto ambientale, mentre il turismo dev&#8217;essere in grado di unire il centro alla periferia, differenziandosi per luogo, con una lotta senza quartiere all&#8217;abusivismo. Altrimenti si corre il rischio di trovarci di fronte alle ipocrisie che hanno coinvolto la giunta Soru, la quale &#8211; secondo <a href="http://www.fainotizia.it/2009/01/22/lambientalista-renato-soru-0" target="_blank">Giacomo Spissu</a> &#8211; non ha cambiato di tanto il regime  delle cubature concesse in costruzione, la maggior parte delle quali erano in terreni prospicienti il mare&#8230;</p>
<p>Da ultimo. Decine di paesi sardi, un tempo con una identità riconoscibile, sono stati distrutti da assessori incompetenti e clan di progettisti scarsi. Guardiamo i centri storici e le assurde zone industriali crsciute nelle periferie. Niente di più brutto. Una cosa brutta è brutta ovunque: a un metro dal mare come a venti chilometri.</p>
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		<title>Nucleare: i Sardisti ribadiscono il No</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Se la Regione non respingerà le proposte del Senato, che indica tre siti &#8220;ottimali&#8221; per l&#8217;insediamento di centrali nucleari in Sardegna, i sardisti usciranno dalla maggioranza&#8221;. Lo ha detto questo Giacomo Sanna, capogruppo del Psd&#8217;Az. &#8220;Consideriamo questa ipotetica scelta la fine dell&#8217;esperienza di governo &#8211; ha detto Sanna &#8211; Il no al nucleare da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1062" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-1062" title="nuke" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/05/nuke-300x224.jpg" alt="Centrali Nucleari" width="205" height="153" /><p class="wp-caption-text">Centrali Nucleari</p></div>
<p>&#8220;Se la Regione non respingerà le proposte del Senato, che indica tre siti &#8220;ottimali&#8221; per l&#8217;insediamento di centrali nucleari in Sardegna, i sardisti usciranno dalla maggioranza&#8221;. Lo ha detto questo Giacomo Sanna, capogruppo del Psd&#8217;Az. &#8220;Consideriamo questa ipotetica scelta la fine dell&#8217;esperienza di governo &#8211; ha detto Sanna &#8211; Il<strong> no al nucleare </strong>da parte del Partito sardo d&#8217;Azione è una posizione che nessun accordo politico può modificare. Essa fa parte degli accordi presi a suo tempo per costituire questa maggioranza&#8221;. (agenzia APC).</p>
<p>Anche la Puglia con Vendola fa sapere di non essere disponibile, ma la presa di posizione sardista è nettamente più forte e più probante e quindi più sincera, in quanto fanno parte di una maggioranza regionale con il centrodestra. Anche se il Governo centrale non bada mai ai colori, quando si tratta di far valere le proprie ragioni. Ricordate come <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=195811" target="_blank">Prodi impugnò le leggi</a> di Soru? Cappellacci ha ribadito il <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/123363" target="_blank">proprio NO</a>, oggi i giornali riportano correttamente le sue posizioni. &#8220;E&#8217; solo una bufala&#8221;.</p>
<p>Nel caso sardo però, considerato ciò che ho scritto ieri, non mi fermerei alla classica sindrome <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY" target="_blank">NIMBY</a>. La Sardegna è fortemente identitaria e l&#8217;opposizione al nucleare è trasversale e non guidata da gruppi di &#8220;interesse&#8221; locali.</p>
<p><strong>comunicato stampa: Bruno Murgia e Fabio Granata: No al nucleare in Sardegna.</strong><br />
Cagliari, 14 mag. (Apcom) &#8211; &#8220;Il no al nucleare in Sardegna è una scelta convinta e motivata&#8221;. Lo affermano i deputati del Pdl Bruno Murgia e Fabio Granata. &#8220;Il no riguarda la visione del nostro futuro &#8211; scrivono in una nota i due parlamentari &#8211; Questa vicenda riguarda il come immaginiamo la Sardegna, dato che il nucleare è una scelta di lungo termine &#8211; si legge nella nota di Murgia e Granata &#8211; Noi la immaginiamo pulita, ma non arretrata.</p>
<p>Con un&#8217;economia leggera, dinamica, legata all&#8217;ambiente e al territorio che affianchi il turismo. Un&#8217;economia di sviluppo basata sulla specializzazione, a basso impatto ambientale, in stretta connessione con le Università e la ricerca. L&#8217;industria pesante e petrolchimica è in difficoltà, per il futuro oltre alle soluzioni immediate serve un progetto ideale, che non metta i figli nelle condizioni difficili nelle quali si trovano i loro padri&#8221;.</p>
<p>Per Granata e Murgia la classe politica sarda deve avere in mente un&#8217;idea di sviluppo innovativa, con la quale &#8220;il nucleare è in aperta contraddizione&#8221;.</p>
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		<title>Sardegna e Nucleare: ancora No.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 13:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono molti motivi per dire NO al nucleare in Sardegna. Secondo un dossier pubblicato da Repubblica, il Governo avrebbe indicato delle regioni in grado di ospitare le centrali di nuova generazione. Tra queste la Sardegna, nell&#8217;ottica di individuare territori al riparo da alluvioni, terremoti e penso anche attacchi terroristici. In Sardegna le zone suggerite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti motivi per dire NO al nucleare in Sardegna. Secondo un <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/dossier-nuove-centrali/dossier-nuove-centrali.html" target="_blank">dossier pubblicato</a> da Repubblica, il Governo avrebbe indicato delle regioni in grado di ospitare le centrali di nuova generazione. Tra queste la Sardegna, nell&#8217;ottica di individuare territori al riparo da alluvioni, terremoti e penso anche attacchi terroristici.</p>
<p>In Sardegna le zone suggerite sarebbero quelle dell&#8217;Ogliastra e dell&#8217;Oristanese. Il Governo ha <a href="http://www.agi.it/politica/notizie/200905131241-pol-rt11105-nucleare_si_del_senato_a_norma_in_ddl_sviluppo" target="_blank">messo in moto</a> la macchina. Io non giudico lo studio scientifico dell&#8217;ENEA, indubbiamente proviene da persone in grado di discernere e che possiedono mezzi di analisi superiori ai nostri. In più Adolfo Urso ha smentito l&#8217;esistenza di <a href="http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200905131040-pol-rom1026-ddl_sviluppo_urso_mappa_siti_nucleari_non_esiste" target="_blank">mappe di siti</a>. Qualunque sia lo stato delle cose riguardo alla Sardegna i motivi di opposizione sono politici e riguardano la nostra visione del futuro.</p>
<p>1) La Sardegna deve puntare sulla bellezza naturalistica? Se si una centrale nucleare è in contraddizione, perchè anche se sicura, &#8220;pulita&#8221;, utile, non potrà mai essere in sintonia col concetto che vogliamo trasmettere.</p>
<p>2) La Sardegna è un&#8217;isola, energeticamente è già fuori dalle linee principali del nostro paese. Quando ci fu il <a href="http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/cronaca/blackitalia/blackitalia/blackitalia.html" target="_blank">black-out generale del 2003</a> la Sardegna non rimase coinvolta. Il discorso è semplice: a che scopo piazzare una centrale nucleare per sopperire al gap energetico dell&#8217;Italia, quando poi bisognerebbe portare l&#8217;elettricità prodotta in continente? Non mi sembra strategicamente una scelta valida, ma qui vado a naso.</p>
<p>3) L&#8217;industria sarda è in crisi. Non voglio essere drastico, ma dico che dobbiamo salvare il salvabile e portare a casa quanto possiamo, in termini di salvataggio dei posti di lavoro. Ma le centrali sono pensate per il futuro, parliamo di tempi da qui a 15 anni. In questo periodo c&#8217;è modo di riconsiderare l&#8217;idea dell&#8217;industria sarda: da petrolchimica, pesante, ad alto impatto ambientale a pulita, inserita nel contesto ambientale, leggera. Io parlo di farm tecnologiche, affiancate alle università, industrie  leggere ad alta specializzazione, compatibili con quanto vogliamo nel punto 1.</p>
<p>4) La Sardegna deve sviluppare il turismo. Una centrale nucleare, per quanto nascosta, minerebbe molto l&#8217;immagine delle zone da promuovere. E poi c&#8217;è sempre il discorso delle scorie, che è quello più delicato e al quale non possiamo che guardare con profondo sospetto.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Non lasciate i soliti commenti anti-Berlusconi o anti-Cappellacci o anti-Soru. Voglio dire: considerando lo stato energetico dell&#8217;Italia, che ha effettivamente bisogno del nucleare, il quale è considerato energia pulita, e considerando lo stato della Sardegna, pensate che sia giusto renderci disponibili per ospitare una centrale nucleare?</p>
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		<title>Nasce &#8220;Art. 9&#8243;, in difesa del paesaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 23 apr. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Tutelare il paesaggio e i beni storico artistici italiani a dispetto di qualunque interesse particolare&#8217;. Lo ha dichiarato il deputato Pdl Fabio Granata presentando oggi la neo &#8216;Associazione art. 9&#8242;, l&#8217; articolo della Costituzione che prevede la &#8216;tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico della nazione&#8217;. &#8216;L&#8217;iniziativa &#8211; spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 apr. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Tutelare il paesaggio e i beni storico artistici italiani a dispetto di qualunque interesse particolare&#8217;. Lo ha dichiarato il deputato Pdl Fabio Granata presentando oggi la neo &#8216;<strong>Associazione art. 9&#8242;</strong>, l&#8217; articolo della Costituzione che prevede la &#8216;tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico della nazione&#8217;. &#8216;L&#8217;iniziativa &#8211; spiega Granata &#8211; parte dal centrodestra ma e&#8217; aperta al confronto con tutte le forze politiche e con l&#8217;associazionismo e il mondo della cultura&#8217;.</p>
<p>Tra gli intervenuti, oltre ai deputati Pdl Fabio Rampelli, Santo Versace, Bruno Murgia, Paola Frassineti, Fiorella Ceccacci, anche Giuseppe Giulietti, portavoce dell&#8217;Articolo 21 che ha sottolineato l&#8217;importanza &#8216;di un dialogo sui grandi principi quali la cultura, il bello e la difesa del suolo, che avvenga al di la&#8217; degli schieramenti di appartenenza&#8217;. &#8216; L&#8217;attenzione del centro destra a questi temi &#8211; ha dichiarato Rampelli &#8211; non nasce oggi, ma si rende necessario un lavoro di sensibilizzazione anche all&#8217;interno dell&#8217;agenda politica. Lo stesso cosiddetto &#8216;piano casa&#8217; puo&#8217; diventare occasione per fare piazza pulita di tante nefandezze&#8217;.</p>
<p>Alle &#8216;cose brutte&#8217; che rovinano l&#8217;Italia fa riferimento anche Santo Versace che auspica &#8216;una rivoluzione culturale&#8217; per combattere &#8216;maleducazione e volgarita&#8217; del nostro tempo. &#8216;E&#8217; necessario &#8211; aggiunge &#8211; spezzare l&#8217;accordo che da anni c&#8217;e&#8217; tra imprenditori e istituzioni locali, mirato a distruggere il bello&#8217;. Di &#8216;bello della nazione come scrigno dell&#8217;identità nazionale&#8217; ha parlato poi il deputato Murgia mentre Paola Frassinetti, vicepresidente commissione Cultura, ha preso le distanze da &#8216;un certo ecologismo che vuole immobilizzare le menti&#8217; e Fiorella Ceccacci, infine, dice di &#8216;puntare all&#8217;art 9 perarrivare ad un&#8217;economia d&#8217;avanguardia&#8217;.</p>
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		<title>Terra dura</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/04/06/terra-dura/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 09:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima che Di Pietro si scateni contro Berlusconi per questo forte sisma in Abruzzo, dico che questi sono momenti di vero sconforto. C&#8217;è come una contraddizione irrisolvibile tra l&#8217;essere bel paese, formato da piccoli centri, vecchi, con secoli di storia sulle fondamenta e la fragilità insita in questa rumorosa vecchiezza, che si sfarina con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima che <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/TERREMOTO-BELISARIO-GOVERNO-RIFERISCA-IN-PARLAMENTO/news-dettaglio/3631036" target="_blank">Di Pietro si scateni</a> contro Berlusconi per questo<a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo446161.shtml" target="_self"> forte sisma in Abruzzo</a>, dico che questi sono momenti di vero sconforto. C&#8217;è come una contraddizione irrisolvibile tra l&#8217;essere <em>bel paese</em>, formato da piccoli centri, vecchi, con secoli di storia sulle fondamenta e la fragilità insita in questa rumorosa vecchiezza, che si sfarina con un terremoto che altrove, in Giappone magari, produrrebbe meno danni.</p>
<p>Purtroppo capita sempre così. Vicinanza e solidarietà sicuramente, ma anche molti interrogativi sulla mancata modernizzazione dell&#8217;Italia negli ultimi quarant&#8217;anni.</p>
<p>- come <a href="http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2009/04/06/terremoto-in-abruzzo-solidarieta-e-aiuti/" target="_blank">aiutare le popolazioni colpite</a>. Spedisci un sms al numero 48580 (TIM, Vodafone, Wind, 3)-</p>
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		<title>Niente tasse sul turismo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 10:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[regionali 2009]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei principali errori ideologici di Renato Soru è stato quello di considerare la Sardegna come un parco privo di esseri viventi. Più volte ha dichiarato che la Sardegna, per assurdo, sarebbe stata migliore se completamente disabitata, in quanto la mano dell&#8217;uomo non l&#8217;avrebbe rovinata. Posizione rispettabile, ma che evidentemente confligge con la realtà, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_463" class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><img class="size-full wp-image-463" title="ugocappellacci" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/01/ugocappellacci.jpg" alt="La prima finanziaria della nuova giunta" width="140" height="196" /><p class="wp-caption-text">La prima finanziaria della nuova giunta</p></div>
<p>Uno dei principali errori ideologici di Renato Soru è stato quello di considerare la Sardegna come un parco privo di esseri viventi. Più volte ha dichiarato che la Sardegna, per assurdo, sarebbe stata migliore se completamente disabitata, in quanto la mano dell&#8217;uomo non l&#8217;avrebbe rovinata. Posizione rispettabile, ma che evidentemente confligge con la realtà, che richiede un altro tipo di approccio, meno filosofico e molto più pratico.</p>
<p>Con la bozza della <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/111935" target="_blank">prima finanziaria</a> di Cappellacci si capisce che questa impostazione sarà rovesciata: nessuna tassa sul turismo, quindi cancellazione di tutti quegli oneri a carico di diportisti et cet, che in alcuni casi erano stati dichiarati anche incostituzionali (come si vede ci si appella alla Costituzione solo quando ce ne ricordiamo).</p>
<p>Il turismo, dunque, occupa nuovamente la prima posizione nelle voci di entrata della nostra economia. Questo, ovviamente, non implica una deregolamentazione. Anzi, per quanto mi riguarda ribadisco che le coste devono rappresentare un&#8217;occasione per l&#8217;interno e che la Sardegna deve fare moltissimo in termini di studio, analisi e promozione del proprio territorio. Non solo mettere in rete quanto c&#8217;è o dar vita a progetti unitari (una <a href="http://www.brunomurgia.it/2009/02/03/il-progetto-posadas-e-la-nostra-visione-di-impresa-turistica/" target="_blank">variante</a> del progetto Posadas, come vi ho detto, non sarebbe disprezzabile, cercando di non accentrare nelle mani della regione delle scelte tipicamente private), ma pensare un nuovo tipo di turismo, basato sull&#8217;enogastronomia, l&#8217;artigianato, la cultura e la lingua, le foreste, le grotte, i fondali marini e i siti archeologici.</p>
<p>La scelta è comunque netta: dobbiamo far in modo di far venire i turisti, anche i più danarosi (che per una semplice questione matematica sono molto meno inquinanti delle masse da turismo low-cost) e organizzare l&#8217;offerta turistica, facilitando la sua espansione verso l&#8217;interno.</p>
<p>E&#8217; del tutto evidente che una politica di turismo che miri ad importare il flusso turistico dalle coste, necessita di una più ampia visione dell&#8217;economia dell&#8217;isola, delle sue strutture e delle sue infrastrutture. Abbiamo interi settori in difficoltà in ambiti non propriamente neutri rispetto all&#8217;ambiente (la chimica, la petrolchimica, la raffinazione), mentre le comunicazioni stradali raddoppiano i tempi di percorrenza, rendendo più difficoltoso questo movimento dalle coste all&#8217;interno. Certe scelte dovrebbero essere preminenti e spero ci sia tempo per porre rimedio agli ultimi errori del Governo (ogni riferimento alla Sassari-Olbia, che mette in comunicazione due mari e due aeroporti, è puramente voluto).</p>
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		<title>Mattone &amp; Nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana si è molto parlato di Nucleare in Sardegna, a causa della relazione del professor Boschi, che ha individuato nell&#8217;isola il luogo migliore per la loro costruzione. Terra stabile dal punto di vista geologico, ma delicata e in equilibrio instabile dal punto di vista ambientale. Come già affermato nei Documenti la Sardegna non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-826" title="nucleare" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/03/nucleare-150x150.jpg" alt="nucleare" width="150" height="150" />La scorsa settimana si è molto parlato di Nucleare in Sardegna, a causa della relazione del <a href="http://www.quinews.it/2009/03/04/nucleare-lingv-sardegna-e-zona-piu-adatta-per-le-centrali/" target="_blank">professor Boschi</a>, che ha individuato nell&#8217;isola il luogo migliore per la loro costruzione. Terra stabile dal punto di vista geologico, ma delicata e in equilibrio instabile dal punto di vista ambientale. Come già affermato nei <a href="http://www.brunomurgia.it/documents/ambiente-primo.pdf" target="_blank">Documenti</a> la Sardegna non può accettare una centrale, semplicemente per la propria vocazione turistica e ambientale. Al di là del fatto che l&#8217;energia nucleare è la più pulita del mondo e la sicurezza dei reattori di ultima generazione è conclamata.</p>
<p>Il <strong>No al nucleare</strong> va esteso fermamente anche alle scorie. Che sono più inquinanti e pericolose del reattore. Per cui su questo punto non può non esserci un&#8217;alta soglia di vigilanza da parte del sottoscritto.</p>
<p><strong>Il mattone</strong>.<br />
Non credo <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-19/piano-casa-8mar/piano-casa-8mar.html" target="_blank">all&#8217;allarmismo di Repubblica</a> e ai soliti sospetti. Ricordo che quando Tremonti fece una finanziaria di taglio ai comuni, scrissero ripetutamente &#8211; con Veltroni sindaco di Roma a capeggiare la rivolta &#8211; che i comuni sarebbero stati costretti a spegnere i lampioni. Non è mai avvenuto. Per rilanciare l&#8217;economia ci sono vari modi, considerando anche la crisi e il debito pubblico che ci sovrasta. Uno di questi è rilanciare i cantieri, perché danno lavoro e rilanciano i consumi. Le Grandi Opere sono un passo necessario e strategico. La Sinistra con la scusa del finto ambientalismo fa ostruzione ideologica a piani che stanno su tutti i manuali di economia pubblica del mondo occidentale.</p>
<p>F. D. Roosevelt uscì dalla crisi del 1929 con i cantieri, le bonifiche, la partecipazione statale e da ultimo (fatto decisivo) con il riarmo e le <strong>commesse belliche</strong> provenienti dall&#8217;Europa. Ora, noi guerre non ne possiamo fare (nemmeno l&#8217;America e non mi sembra una prospettiva auspicabile, non vi pare?), fermi comunque non possiamo stare, ergo&#8230;</p>
<p><strong>La Sassari-Olbia</strong>.<br />
La <a href="http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=11029" target="_blank">questione</a> va vista da vicino. Proporrò già questa settimana una interrogazione parlamentare, presentando semplicemente le cifre nude e crude dei feriti e dei morti. Non servono nemmeno i volumi di traffico o discorsi elevati sulla necessità di collegare due poli turistici. Bastano gli incidenti.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brunomurgia.it%2F2009%2F03%2F09%2Fmattone-nucleare%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Il progetto Posadas e la nostra visione di impresa turistica</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/02/03/il-progetto-posadas-e-la-nostra-visione-di-impresa-turistica/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 10:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[soru]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri Renato Soru, terminata la contestazione di alcuni sindacalisti e operai per la cattiva gestione dell&#8217;affare Legler, a Macomer è tornato a parlare del cosiddetto progetto Posadas. Un finanziamento per il recupero di caseggiati e palazzi da destinare all&#8217;albergo diffuso. Nei nostri documenti, scritti praticamente in contemporanea con l&#8217;elaborazione del progetto di Soru, si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Renato Soru, terminata la contestazione di alcuni sindacalisti e operai per la cattiva gestione dell&#8217;affare Legler, a Macomer è tornato a parlare del cosiddetto progetto <a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=86229&amp;v=2&amp;c=3692&amp;t=1" target="_blank">Posadas</a>. Un finanziamento per il recupero di caseggiati e palazzi da destinare all&#8217;albergo diffuso. Nei nostri documenti, scritti praticamente in contemporanea con l&#8217;elaborazione del progetto di Soru, si parla dell&#8217;albergo diffuso:</p>
<p><em>Riteniamo che la bassa ricettività della Sardegna (1.5 posti letto ogni 100 presenze, secondo i dati del 2005) possa essere eliminata promuovendo l’<a href="http://www.mannois.it">albergo diffuso</a>, soprattutto nelle zone interne. Bisogna andare oltre il vecchio modello del villaggio balneare o del campeggio, affidando invece ai singoli privati e ai comuni la capacità di intercettare i turisti, con un’offerta congrua di alloggi. Nei piccoli paesi della Sardegna si sta assistendo a un pericoloso fenomeno di spopolamento, a fronte della domanda sempre presente di alloggi nelle città, c’è una realistica abbondanza di case sfitte. Come risolvere questa contraddizione?</em></p>
<p><em>Anche qui bisogna imporre il concetto dello sviluppo integrato. Nulla può essere lasciato al caso. I comuni devono continuare a ricevere fondi per il rilancio dei centri storici e devono impegnarsi a promuovere la propria immagine, in cambio riceveranno il flusso turistico dalle coste. Le coste devono dunque funzionare da volano per lo sviluppo interno. Olbia, Cagliari e Alghero, i tre grandi poli turistici, devono agire da portale per il turismo, assorbendo quello destinato alle coste e trasmettendolo all’interno. In questo modo avremmo stabilito un legame anche con il turismo delle “seconde case” che sopperisce spesso alla mancanza di ricettività alberghiera</em>.</p>
<p>Attenzione alle differenze però. Per Soru rimane intatta la visione centralista, che vede la Regione sovrana e arbitro del destino economico di operatori privati. Riferendosi alle tante cooperative che gestiscono delle attività finanziate dalla Regione (dai beni culturali ai servizi di promozione turistica) Soru ha ribadito:<span id="more-700"></span></p>
<p>&#8220;<em>Finora li hanno gestiti tante piccole cooperative, anche meritorie ma spesso  precarie. È arrivato il tempo di creare un&#8217;unica agenzia regionale che utilizzi  e stabilizzi il personale delle coop, e così metta in rete i vari siti: si  potranno ideare biglietti combinati, manuali, pubblicazioni</em>&#8220;.</p>
<p>Come si può dire? Il fine sarebbe buono, ma il mezzo è maldestro. Anzitutto si costituirebbe un altro centro di potere regionale, dispensatore di favori personali, e demiurgo del destino economico di tanti giovani, in secondo luogo viene appunto replicata la tendenda centralista, che mette in capo alla Giunta il potere e la decisione su un&#8217;attività economica che il privato potrebbe svolgere semplicemente con il solo supporto della Regione.</p>
<p>Perchè il problema è sempre lo stesso: le cooperative sono senza dubbio precarie, ma lo sono in quanto operano in un regime non propriamente di mercato (le sovvenzioni, in pratica, sorreggono delle società che il mercato farebbe crollare dopo poco tempo, a causa della mancata redditività). Pertanto la Regione non deve &#8220;mantenere&#8221; queste strutture, ma fare in modo che possano stare sul mercato. Come? Con delle agevolazioni dirette e indirette. Non tanto prendere in carico i giovani e assumerli (attraverso un&#8217;unica e onnipotente agenzia regionale), ma aiutarli con le leve classiche del mercato: borse di studio, incentivi fiscali, agevolazioni creditizie, supporto alle campagne pubblicitarie, promozione del territorio (promuovendo questo si promuovono tutti i servizi collegati). In questo modo i giovani stanno sul mercato e possono camminare con le loro gambe, sentendosi proprietari del lavoro svolto e non precari, aiutati da un&#8217;agenzia impersonata dalla giunta di turno.</p>
<p>Tornando all&#8217;albergo diffuso, la differenza con il progetto Posadas sta dunque qui. Soru prevede &#8220;un grande albergo regionale&#8221;,  a basso impatto ambientale, orchestrato e messo in rete dalla Regione, con un marchio unico che garantisce di un servizio pensato in questo modo:</p>
<p><span id="content"><span id="dixerit_player"><br />
<em>Dovranno essere previste soluzioni innovative negli elementi di arredo delle camere e degli spazi comuni. All&#8217;interno delle &#8220;Posadas&#8221; ci saranno libri di storia, poesia e letteratura della Sardegna insieme a brochure, fotografie e immagini per promuovere il territorio. È prevista la valorizzazione di prodotti enogastronomici locali. Nel recupero degli edifici dovranno essere utilizzati pietre e materiali locali riconducibili all&#8217;identità dei luoghi</em>.<br />
</span></span><br />
Io dico che sarebbe meglio consentire ai privati di sfruttare i propri locali da adibire all&#8217;albergo diffuso, nuovamente proponendo delle condizioni di favore, valide anche per chi non ha intenzione di adeguarsi ai canoni previsti dal progetto. Un marchio del genere  finirebbe per rappresentare una concorrenza sleale, in quanto assicura delle condizioni favorevoli, solo se si accede a particolari condizioni indicate dalla Regione. Ma io, per quanto mi riguarda, devo essere libero di poter fare impresa, osservando le leggi, secondo i modi che ritengo più opportuni per trarre profitto. Una cosa che Soru, non mi sorprende, dopo cinque anni stenta a comprendere.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">UPDATE. <span style="color: #000000;"><a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1430#more-1430">Qui</a> la polemica tra Paolo Maninchedda e Marcello Fois.</span></span></p>
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		<title>Coraggio, riprendiamoci la Sardegna</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 09:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, se tutto va come deve andare, Cappellacci potrà assumere l’inerzia della campagna elettorale. Di fatto, il nostro Ugo è una novità della politica regionale e per questo è stato scelto. Stasera alla Fiera – insieme a Berlusconi – avrà la possibilità di pronunciare un discorso semplice, chiaro, sereno, con lo sguardo rivolto al futuro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_432" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-432" title="cappellacci" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/01/cappellacci.jpg" alt="Cappellacci lancia la sfida a Soru" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">Cappellacci lancia la sfida a Soru</p></div>
<p>Oggi, se tutto va come deve andare, Cappellacci potrà assumere l’inerzia della campagna elettorale. Di fatto, il nostro Ugo è una novità della politica regionale e per questo è stato scelto. Stasera alla <a title="berlusconi fiera cappellaci" href="http://www.forzaitaliasardegna.it/" target="_blank">Fiera</a> – insieme a Berlusconi – avrà la possibilità di pronunciare un discorso semplice, chiaro, sereno, con lo sguardo rivolto al futuro, senza inutili drammi, senza labbra che si contraggono per lo sforzo di esprimersi. Senza fare l’analisi del sangue della sardità a chiunque non si schieri con Mr Tiscali.</p>
<p>Ci sono tutte le possibilità. Non solo per la difficile crisi economica in cui versa l’Isola. Non solo per le fabbriche che chiudono e i giovani che hanno ripreso la strada della fuga. Non solo per le imprese che in quattro anni e mezzo non hanno visto niente che andasse a loro vantaggio. C’è dell’altro.</p>
<p>Renato Soru il modernizzatore sta utilizzando i più triti e ritriti clichè dell’anti-berlusconismo militante, utilizzandoli in salsa nuragica e cercando di profittare (come fa il capitalista rapace) della crisi di Veltroni. Il governatore uscente ha riesumato dalla tomba politica Prodi, il peggior premier che l’Italia abbia mai avuto, e così lancia la sfida a Berlusconi.</p>
<p>I numerosi commentatori di sinistra di questo blog preferiscono concentrare le loro attenzioni sul premier in carica e fanno finta di non vedere la rete di potere che Soru ha messo in campo e le molte zone oscure del suo operato, comprese le gite con l’elicottero dei Carabinieri per mostrare le bellezze sarde. Omettono, anche, di ricordare l’esclusione dalla Giunta dell’ex assessore del bilancio Francesco Pigliaru, a testimonianza che intelletti liberi non piacciono al tycoon.</p>
<p>Oggi Berlusconi dirà di essere amico dei sardi e farà dell’Isola un caso nazionale. Prenderà impegni seri: sulla chimica, sull’impresa, sull’insularità e sul fisco, sui cantieri infrastrutturali. Noi classe dirigente sarda dovremo metterci del nostro e sfidare Soru e ciò che rimane del Pd sulla mentalità dei nostri cittadini, sulla volontà di migliorarci, sull’apertura di questa nostra Isola all’ Europa e al mondo. Non c&#8217;è alcun bisogno di abbottonarci la camicia fino a strozzarci o uscire in giacchetta di velluto, la sostanza è altra.</p>
<p>Se fossi Cappellacci organizzerei una sorta di bando e chiederei 10 idee 10 dal sapore totalmente innovativo e accetterei quelle che provengono da persone (ahimè, sono fuori) con meno di trent’anni. Lancerei l’ecologia di destra (perché esiste, statene certi) e non avrei timore di confrontarmi con gli intellettuali che sostengono Soru. Ecco: se devo indicare delle pecche, le individuerei proprio nel difficile rapporto tra centrodestra e cultura.</p>
<p>Il resto, i colonizzatori, i fustagni e i cusinzi, Prodi, Veltroni e certi slogan mi fanno l’effetto di un Rizen: noia e sonno.</p>
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