Interrogazione su rinnovabili

RINNOVABILI MURGIA ( PDL) , GIUSTO APPELLO A GOVERNO E REGIONE, PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

COMUNICATO STAMPA DI BRUNO MURGIA, DEPUTATO PDL

“Condivido l’appello che la Provincia di Nuoro insieme a sindacati e imprenditori ha rivolto al presidente del Consiglio e della Regione relativo ai tagli delle energie rinnovabili”, dice il deputato nuorese del Pdl Bruno Murgia.

Murgia precisa di aver depositato già da una decina di giorni una interrogazione in Parlamento sul tema. Dice: “Almeno un paio di settimane fa ho depositato alla Camera un’interrogazione nella quale chiedevo che il governo modificasse il decreto che bloccava l’intero sistema e che venissero salvaguardati in particolare gli investimenti in corso”.

Dalle notizie in nostro possesso- contunua Murgia – bloccare gli incentivi a piccole aziende, a famiglie significava perdere circa 400 milioni di investimenti per una potenza complessiva di 120 mw e mettendo in crisi circa 1000 richieste per l’installazione di impianti fotovoltaici da parte delle famiglie che avrebbero potuto così abbattere il costo della bolletta energetica.

Il deputato conclude così: “Sono fiducioso. Da quello che ho sentito in questi giorni in Parlamento credo e spero il governo voglia venire incontro alle giuste esigenze di imprese e famiglie”.

Un po’ di comunicati stampa dell’ultimo periodo


Nuovo assalto dell’eolico in Sardegna, Murgia ( Pdl): “Respingerlo e costruire un nuovo ambientalismo di centrodestra”

“Il nuovo assalto va respinto in nome di un patriottismo ambientale in chiave sarda>>. È quanto ha affermato il deputato del Pdl, Bruno Murgia, alla luce dell’ultima richiesta per la realizzazione di un parco eolio nella zona di “Cantone Baione”, a Sassari. “L’Isola – ha continuato – deve essere laboratorio di una nuova concezione di ecologia, che tuteli il patrimonio e preveda di utilizzarlo solo se necessario, ma sempre nel rispetto più totale del paesaggio”. Un tema, quello dell’ecologia, fondamentale per il parlamentare nuorese, “uno di quelli intorno ai quali costruire un nuovo Pdl sardo”.

Murgia (Pdl): “Sulla Silicon Valley non facciamo autogol”

“Un’interrogazione al ministro dell’Istruzione sulla base delle notizie di stampa che affermano il rientro dell’unico addetto scientifico italiano (presso il consolato italiano di San Francisco) dalla Silicon Valley”. È quanto annuncia il deputato del Pdl, Bruno Murgia, dopo la decisione del governo italiano di non prorogare il mandato appena scaduto del ricercatore Terenzio Scapolla, né di affidarlo ad altri. “Chiederò – ha aggiunto il parlamentare sardo – che il nostro connazionale mantenga il suo incarico. Non possiamo fare autogol, non possiamo permetterci di restare senza un rappresentante nella Silicon Valley. La strategia da seguire, semmai, è quella di altri paesi come la Francia che sulla Silicon resiste con un organico di quattro esperti, del Regno Unito con due e dell’Olanda con tre in pianta stabile. Per non parlare della Svizzera, presente in California con una squadra di tredici persone”.

Murgia (Pdl): “Contributi adeguati per il Festival della letteratura di Mantova”

“Chiederò al ministro Bondi che il Festival della letteratura di Mantova abbia finanziamenti adeguati”. Il deputato del Pdl, Bruno Murgia, annuncia un’interrogazione al ministro per i Beni e le Attività culturali, all’indomani della notizia di tagli – comunicati dal sindaco della città lombarda -   equivalenti al cinquanta per cento. Tagli decisi a livello locale ma che sono conseguenza della riduzione dei trasferimenti da parte del governo centrale. “I fondi saranno ridotti da 120 a 60mila euro – ha spiegato il parlamentare – in questo modo la rassegna letteraria rischia di scomparire”. Murgia, inoltre, rende nota la sua adesione all’appello “Non tagliate il festivaletteratura”, iniziativa promossa dal quotidiano “Gazzetta di Mantova”.

Murgia (Pdl): “Salvare Cinecittà luce”

Dobbiamo salvare Cinecittà Luce, a tutti i costi e senza lasciare nulla d’intentato, e poi pensare anche ad un suo rilancio”. È la reazione del deputato del Pdl, Bruno Murgia, al grido d’allarme lanciato dall’amministratore delegato del marchio audiovisivo più famoso d’Italia, Luciano Sovena. Il parlamentare, componente della commissione Cultura alla Camera, ha annunciato un’interrogazione al ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, “per chiedere conto dei tagli previsti per Cinecittà Luce. “A quanto pare dai 29 milioni di euro erogati nel 2004, il Fus (Fondo unico dello spettacolo) ha deciso di corrisponderne, quest’anno, solo 7,5. Questo – ha spiegato Murgia – è inaccettabile perché consentirà appena di pagare gli stipendi dei 129 dipendenti. Per non parlare del rischio dispersione di un archivio immenso, tra i più prestigiosi al mondo”

Murgia( Pdl ): interrogazione a Romani su taglio incentivi alle rinnovabili, danno all’ economia nuorese
“Un conto è bloccare le grandi speculazioni e le manovre di società che vogliono arricchirsi devastando il patrimonio ambientale sardo, un altro è bloccare gli incentivi a decine di piccole aziende che vogliono sfruttare l’energia pulita”. È quanto sostiene il deputato nuorese del Pdl, Bruno Murgia, che ha appena indirizzato un’interrogazione al ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, nella quale chiede di “rivedere i criteri del decreto prima possibile, separando grandi e inaccettabili speculazioni dalla possibilità di piccole imprese e famiglie di godere degli incentivi”

“Secondo i dati in nostro possesso – spiega Murgia – nel territorio del nuorese si rischierebbe di perdere circa 400 milioni di investimenti per una potenza complessiva di 120 mw, senza tralasciare le circa 1000 richieste per l’installazione di impianti fotovoltaici di semplici famiglie che così abbatterebbero il costo della bolletta energetica”.

“L’energia pulita e verde – conclude il parlamentare sardo – è la frontiera della Sardegna: come è noto sono nettamente contrario al nucleare nella nostra Isola”

CULTURA, MURGIA (PDL): TROPPI TAGLI, DOBBIAMO INVERTIRE TENDENZA, BONDI HA MOLTE RAGIONI

“Ho fatto il relatore in commissione Cultura di alcuni provvedimenti economici del governo e conosco bene numeri e cifre della cultura italiana. Se è stato giusto riformare e razionalizzare i fondi per gli Enti lirici, credo che almeno il Fus debba avere delle dotazioni tali da poter programmare tutte le importanti attività che danno lustro all’Italia e che rappresentano buona occupazione per centinaia di lavoratori specializzati. Non stiamo parlando di cifre colossali, ma della possibilità di contare almeno su 350 milioni. Oggi così non è, ed è senz’altro un errore di prospettiva. Ecco perché siamo, come il ministro Bondi, preoccupati e sorpresi per la nuovi stretta di 27 milioni al fondo per lo spettacolo. Dire che tanto “la cultura è di sinistra” non aiuta a costruire e supportare le idee e i sistemi di gestione alternativi”.

È la reazione del parlamentale del Pdl e membro della commissione Cultura alla Camera, Bruno Murgia, all’ulteriore taglio di 27 milioni ai danni del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che dai 258 milioni stanziati per quest’anno scende a 231 (nel 2009 era 457 milioni).

Già nei giorni scorsi Murgia aveva annunciato due interrogazioni per chiedere conto dei tagli che rischiano di far scomparire il Festival della letteratura di Mantova e il marchio audiovisivo Cinecittà Luce.

Murgia (Pdl): no al nucleare in nome del patriottismo ambientale sardo

<<Il mio no al nucleare in Sardegna ha a che fare con un’idea di sviluppo innovativa con la quale una scelta del genere sarebbe in aperta contraddizione>>. Lo ribadisce, in vista del referendum del 15 maggio, il deputato del Pdl, Bruno Murgia, che esprime la sua contrarietà <<in nome di un patriottismo ambientale in chiave sarda e funzionale alla crescita economica della Sardegna>>

<<C’entra poco quello che succede in queste ore in Giappone, semplicemente – spiega il parlamentare sardo –  il futuro della nostra Isola sta nella sua vocazione ambientale, nel suo essere in qualche modo “selvaggia”. A livello economico un territorio attira di più in relazione ai servizi offerti o, in mancanza di questi, a ciò che di pulito e realmente conservato propone. Bene, se già l’industria petrolchimica ha svantaggiato alcune zone, il nucleare rappresenterebbe un fortissimo danno d’immagine per una terra che noi immaginiamo pulita ma non arretrata, con un’economia leggera, dinamica, con un occhio di riguardo per l’industria del turismo, basata sulla specializzazione, a basso impatto ambientale, in stretta connessione con le Università e la ricerca>>.

Murgia (Pdl): dimissioni Carandini devono far riflettere il governo

“Le dimissioni di Andrea Carandini fanno riflettere, anche perché si tratta di un grande tecnico nominato dal ministro Bondi, dunque super partes”. Così, il deputato del Pdl e componente della commissione Cultura alla Camera, Bruno Murgia, dopo che il Mibac ha annunciato le dimissioni irrevocabili del presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. “Il governo – aggiunge il parlamentare – deve raccogliere il grido d’allarme lanciato da Carandini, ripristinando i fondi per valorizzare il vero patrimonio italiano che è il paesaggio con la sua cultura”. Quanto a Carandini, “la sua decisione non mi sorprende, considerato il motivo che c’è alla base, ossia l’impossibilità del ministero di svolgere il suo compito di tutela e sviluppo del patrimonio culturale vista la progressiva diminuzione degli stanziamento di bilancio”.

Nei giorni scorsi Murgia aveva parlato di un “errore di prospettiva” in riferimento al taglio di 27 milioni ai danni del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), mentre prima ancora aveva annunciato due interrogazioni per chiedere conto dei tagli che rischiano di far scomparire il Festival della letteratura di Mantova e il marchio audiovisivo Cinecittà Luce.

Sardi bloccati in Giappone, Murgia e Pili: interrogazione-appello a Frattini per organizzare rientro. Costi proibitivi.

<<Ci sono anche residenti sardi tra gli italiani che non riescono a lasciare la città di Osaka a causa dei prezzi di biglietti aerei che in questi giorni sono saliti alle stelle>>. La denuncia arriva dai due deputati del Pdl, Bruno Murgia e Mauro Pili, contattati da due genitori preoccupati per le sorti della figlia, Eva Cambedda, una ragazza nuorese che si trovava a Tokyo prima del terremoto, e alla quale è stato detto di lasciare la capitale alla volta di Osaka per evitare il pericolo di radiazioni. <<Il fatto – hanno spiegato Murgia e Pili – è che Eva, il fidanzato e altri italiani si trovano costretti a dormire all’aperto dato che gli alberghi di Osaka sono tutti pieni, E per il momento sono impossibilitati a lasciare il Giappone a causa dei costi sproporzionati dei voli per l’Italia>>

È il motivo per il quale i due parlamentari sardi hanno annunciato un’interrogazione-appello al ministro degli Esteri, Franco Frattini <<per chiedere che vengano organizzati dei ponti aerei a basso costo o addirittura gratis, dal Giappone all’Italia, per consentire il rientro in patria a chi si trova bloccato a Tokyo e Osaka. Del resto – hanno concluso – è stato lo stesso ambasciatore italiano a Tokyo, a consigliare di lasciare la capitale e di mandare i familiari in Italia>>.

150°, MURGIA E PORCU (PDL): DURA RIVENDICAZIONE NEI CONFRONTI STATO, MA FONDAMENTALE PARTECIPARE A FESTA UNITA’ NAZIONALE

“E’ indubbio che il rapporto tra Sardegna e Stato italiano sia quanto meno controverso. Ci sono ancora molte partite aperte da definire: ecco perché, attraverso la mozione sull’insularità, primo firmatario Pili, vogliamo che il governo nazionale riconosca i gap derivanti dall’insularità. I dati indicati e le soluzioni proposte nel testo sono chiare e non si prestano ad alcuna interpretazione: chiediamo un decreto attuativo specifico e un piano di riequilibrio”. È quanto dichiarano, alla vigilia del 150/o Anniversario dell’Unità d’Italia, i deputati del Pdl, Bruno Murgia e Carmelo Porcu.

“Anche sul federalismo fiscale – continuano – dobbiamo vigilare e portare a casa risultati equi e consoni con le nostre possibilità. E’ una battaglia che ci deve vedere uniti ma soprattutto agguerriti: è l’obiettivo di un’intera classe dirigente isolana”

E infine: “E’ invece sbagliato disertare le manifestazioni ufficiali per il 150°, sia che si tratti di leghisti o sardisti. Lo diciamo da figli del grande Attilio Deffenu: l’unità nazionale può fare il paio con una moderna autonomia e con forme avanzate di federalismo. Il resto è solo gioco delle parti”

MOZIONE INSULARITA’ SARDEGNA, MURGIA (PDL): COSTRUIRE PILASTRI NUOVA AUTONOMIA, SFIDA AL GOVERNO AMICO

“I sardi devono pensare in grande costruendo una nuova autonomia che li porti veramente nel futuro. Dobbiamo osare e passare da norme indefinite, con una specialità spesso confusa e genericamente  dichiarata, a numeri e parametri certi e misurabili”. È questo, secondo il deputato del Pdl, Bruno Murgia, “il senso della mozione presentata stamattina alla Camera con Mauro Pili e gli altri colleghi parlamentari sardi del Pdl”.

Per Murgia, questo documento “rappresenta pure una sfida al governo amico. Crediamo di avere le carte in regola per fare della nostra Isola una piccola patria che compete in Europa e nel Mediterraneo, ecco perché chiediamo un decreto che attui il federalismo insulare. Del resto, l’articolo 22 della legge sul federalismo fiscale parla chiaro, anche delle misure necessarie a compensare il divario insulare”.

“La Sardegna – conclude il deputato nuorese – si è vista scippare troppe risorse, e’ ora di farci valere”.

Murgia (Pdl): no alle centrali nucleari, il futuro dell’Isola sta nella sua vocazione ambientale. Hack in contraddizione con la nostra idea di sviluppo

“Ciò che sostiene Margherita Hack è in aperta contraddizione con la nostra idea di sviluppo per la Sardegna, un paradiso terrestre ideale che tale deve rimanere. E che, come tale, non si può permettere di ospitare centrali nucleari”. È la reazione del deputato del Pdl, Bruno Murgia, alle dichiarazioni dell’astrofisica sull’opportunità di costruire centrali nell’Isola.

“Ribadisco quanto detto giorni fa: c’entra poco quanto succede in Giappone in queste ore e c’entra anche meno la sindrome Nimby (non nel mio giardino, per favore). Per la nostra Isola – spiega il parlamentare – che immaginiamo pulita ma non arretrata, abbiamo in mente un’economia leggera, dinamica, legata all’ambiente e al territorio, con un occhio di riguardo per il turismo. Un’economia basata sulla specializzazione, a basso impatto ambientale, in stretta connessione con le Università e la ricerca”.

“Ogni progetto riguardante il futuro della nostra terra – continua – deve prima passare il vaglio di questa domanda: cosa perdiamo in termini di patrimonio ambientale? Se i progetti di sviluppo rappresentano un costo insostenibile in termini ambientali, allora devono essere immediatamente cassati, abortiti. Non c’è futuro, infatti, in una terra che non sappia difendere la propria vocazione. E il futuro della Sardegna – conclude Murgia –  sta proprio nella sua vocazione ambientale, in nome del patriottismo ambientale sardo che dovrebbe ispirare tutte le scelte importanti del Pdl nell’Isola”.

Murgia (Pdl):  appoggio iniziativa degli albergatori nuoresi, tassa di soggiorno danno economico     per l’Isola

“Sposo in pieno l’iniziativa di Federalberghi e Ascom provinciale”. Così, il deputato nuorese del Pdl, Bruno Murgia, sulla tassa di soggiorno prevista nel decreto sul federalismo municipale votato il 2 marzo scorso dalla Camera dei deputati. “Sono contrario – ha detto – e l’avevo già fatto presente nel 2007 quando a parlarne era stato l’allora governatore della Sardegna, Renato Soru”. Il parlamentare ha annunciato massimo sostegno al grido d’allarme degli albergatori nuoresi che il 17 marzo, in tutte le reception degli alberghi provinciali, affiggeranno volantini di protesta contro la tassa comunale. Per Murgia, membro della commissione Cultura alla Camera, “il rischio maggiore sarebbe quello di assistere alla marcia di vacanzieri verso l’Isola con macchine stracariche di provviste per usufruire il meno possibile di servizi locali come ristoranti e bar. Il danno per l’economia sarda sarebbe evidente”.

“Del resto – ha continuato – i numeri e le simulazioni divulgati da Confcommercio Nuoro parlano chiaro: una tassa di soggiorno di 5 euro significa un incremento della tariffa dell’8,3%. Una famiglia di quattro persone per sette giorni di vacanza spenderebbe 140 euro in più. E la stessa famiglia, tra tassa di soggiorno e Iva, rispetto alla vacanza in un altro paese europeo (per esempio Francia) spenderebbe 300 euro in più”.

Il parlamentare si è detto d’accordo anche con l’assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi, (“un esperto del settore, visto che proviene proprio dal mondo delle strutture ricettive”) che ha parlato di un’idea sbagliata che andrebbe a penalizzare il turista proprio in un momento in cui i  consumatori stanno riducendo le voci che riguardano le vacanze dal bilancio familiare.

“Non ho invece difficoltà a comprendere – ha concluso Murgia – la soddisfazione del sindaco di Firenze che da tempo chiede la possibilità di accedere a fondi speciali per far fronte ai costi di manutenzione straordinaria di una città che ogni anno viene invasa da un esercito di 11 milioni di turisti


ANORESSIA, MURGIA (PDL ): CHIUDERE SITI PRO-ANA. IN SARDEGNA DECINE DI CASI, MOLTI NASCOSTI. INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

Sono centinaia i siti che si occupano di inneggiare all’anoressia e ad uno stile di vita che fa della magrezza più estrema la propria ragione di essere. Sono siti pericolosissimi e potenzialmente divulgatori di morte: è per questo che ho firmato l’appello di Vogue Italia affinchè blog e social network vengano chiusi immediamente, dopo un apposito e approfondito censimento. Non solo: prendendo spunto dall’iniziativa di Vogue e ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’interno, della Gioventù, della Salute e delle Pari opportunità proprio perché il governo sia in prima linea per stroncare ogni forma di comunicazione che inneggi alla magrezza come simbolo di bellezza. Ciò che occorre, inoltre, è un monitoraggio continuo: la presenza sulla rete dei siti è costante e chiuso uno se ne apre un altro. In Sardegna il problema è sostanzialmente sommerso: non esistono strutture apposite se non centri ( per altro di qualità) all’interno di cliniche che curano le “normali” malattie. Difficile recuperare i dati di chi soffre di anoressia (o bulimia). Dalle informazioni in nostro possesso si parla di circa 3 o 400 casi l’anno, con diversa gravità. E’possibile che i malati siano il doppio ma che rimangano accuramente nascosti, vuoi per ignoranza, vuoi per vergogna, vuoi per la mole di informazioni non sempre corretta e di difficile gestione.L’interrogazione serve inoltre ad ottenere dal Ministero dati più precisi sull’Isola, sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica e fare in modo che il mondo della rete non diventi una trappola mortale che sfugge al controllo dei genitori.

Caserma di Nuoro, Murgia ( Pdl ):” Porterà benessere”

Il terzo reggimento della Brigata Sassari arriverà a Nuoro, il lavoro preparatorio sta andando bene e finalmente in città potremo dire di aver fatto una cosa buona. Resta da portare a termine la costruzione del campus universitario proprio come prevedeva l’accordo scritto tanti anni fa. E’ la cosa, oggi, più difficile.

Tirrenia, privatizzazione si trasforma in farsa

(AGI) – Roma, 5 ago. – “La vicenda della privatizzazione della Tirrenia si sta trasformando in una farsa”. Lo afferma il deputato del Pdl Bruno Murgia, commentando la mancata firma del contratto da parte della Mediterranea Holding, controllata dalla Regione Sicilia. “Da un lato sono soddisfatto perche’ forse evitiamo una privatizzazione farlocca, dallo Stato a una Regione, dall’altro lato non posso non rimanere sconcertato per quanto sta succedendo, perche’ si continua a danneggiare i passeggeri e soprattutto i sardi. La privatizzazione e’ fondamentale, ma e’ necessario farla bene per fare entrare la compagnia in un sano circuito di concorrenza che porti a un miglioramento globale dei servizi e alla fine dei frequenti disagi”.

___ commenti moderati fino al rientro dalle vacanze, buone ferie a tutti ___

Disturbi bipolari

Che confusione, e voglio essere buono. I finiani hanno deciso di astenersi sulla mozione contro Caliendo ma gli uomini al governo voteranno contro, in linea con il Pdl. Capisco fino ad un certo punto. Ma forse si cerca una via d’uscita dal pasticcio, magari dopo l’estate, quando l’ autunno rinfrescherà le idee di qualcuno.

Volete la mia? Al loro posto non sarei entrato in Aula e avrei evitato tutto il caos politicante di queste ore.

Trovo sbagliata la mossa di votare con i centristi soprattutto per ragioni politico-culturali. Che c’entra infatti il nuovo corso finiano, la destra laica e libertaria con il cattolicesimo antico di Casini? Con le posizioni super-moderate di Rutelli? L’ impressione e’ che si tratti di un pre-accordo elettorale di tipo difensivo. Stamattina il direttore del Tempo Mario Sechi ha avuto buon gioco nel mettere in difficoltà il professor Campi. Sechi ha detto: i cittadini non ci capiscono niente! E mi e’ parso che lo stesso Campi non fosse in piena sintonia con le posizioni assunte dal gruppo Futuro e libertà.

Ieri con Barbara Saltamartini e Paola Frassinetti abbiamo diramato un comunicato nel quale ci dichiaravamo bipolaristi convinti e invitavamo i nostri amici finiani a non buttare al mare 15 anni di battaglie fatte con fatica e passione.

(Luca Sofri sulla questione Caliendo )

Prove di terzo polo?

Domani alle 18,30 è fissato il voto sulla richiesta di dimissioni del sottosegretario Caliendo. Il gruppo di Fini sarebbe orientato ad astenersi, stando a quello che si sente, insieme all’Udc di Casini e ai rutelliani. Secondo Fabio Martini della Stampa ( ma anche la Meli sul Corriere ) sarebbero le prime prove del cosiddetto terzo polo. Ricompare persino Follini.

Chi sarebbe però il leader di questa coalizione? Fini? Casini? Montezemolo? Difficile capire anche perché sono convinto che la gran parte dei finiani non vorrà uscire dal Pdl e tantomeno abbandonare il bipolarismo per un’ avventura dal difficile esito.

A sinistra elettro-encefalogramma piatto. In caso di elezioni anticipate ( secondo me si terranno tra l’autunno e la primavera 2011) in corsa ci sarebbero Nichi Vendola e Sergio Chiamparino. Ecco spiegata la melina di Bersani che propone un improbabile e antidemocratico governo di transizione per guadagnare tempo. Almeno, il partito di Di Pietro ha le idee chiare: elezioni subito.

PDL: La mia posizione

Marcello Fois mi ha mandato un sms, mi ha scritto qualcosa tipo, ti prego non darmi una delusione e dimmi che sei andato con Fini. Non gli ho ancora risposto, anche se bastava scorgere i 33 nomi di quelli che hanno aderito a Futuro e libertà per non trovarci il mio.

Il punto e’ che Marcello non e’ uno di noi, non ha una storia dentro un partito come il nostro, lunga quanto il dopoguerra fino ai giorni nostri. In piu’ il discrimine sta nell’ossessione verso Silvio Berlusconi che verra’ giustificata sempre in mille modi,perlopiù assurdi. Non e’ dunque facilissimo spiegare in due battute la complicata vicenda nella quale siamo immersi.

Anche perché ci sono amici e compagni di battaglie e storie che prendono improvvisamente una strada diversa.

IL RUOLO DI ALEMANNO
Il sindaco di Roma e’ stato e probabilmente sara’ un pontiere, un mediatore per cercare di tenere unito il Pdl. Intelligente anche il tentativo di ricucitura di Giuliano Ferrara. Tardivo, ha decretato l’ufficio di presidenza.

Le scelte e le separazioni sono state dolorose. Io sono rimasto fedele al gruppo guidato da Gianni Alemanno – e al Pdl – perché li’ c’è la mia storia politica e pure l’ ambizione di portare Gianni alla guida della nuova destra italiana. Dentro questo mondo, come e’ noto a chi mi conosce, avevo le posizioni più liberali, più aperte e probabilmente meno identitarie.

Sono convinto che destra e sinistra siano via via parole senza grandi significati attuali e che il futuro si giochi piu’ sulle scelte innovative che su vecchie concezioni novecentesche. In questo senso il discorso finiano, lo sguardo lungo sui temi dell’immigrazione e dei nuovi italiani, la laicità e le scelte dirompenti in materia di testamento biologico, molte elaborazioni culturali del Secolo di Flavia Perina e Luciano Lanna, mi sono parse piuttosto interessanti. Certo, non c’era chi mancasse di criticare: destra da salotto, destra all’acqua minerale e così via. Sciocchezze comunque: l’immaginario della nuova destra era anche una certa cultura pop con la voglia di appropriarci di un mondo e di uscire dalla politica per navigare nel contemporaneo fatto di libri, cinema, fumetti, rock e nuove tecnologie.

Non so poi fino a che punto queste motivazioni siano patrimonio dei deputati che in Fini si riconoscono. Personalmente poi faccio una differenza tra il Fini di inizio legislatura e quello ultimo. In ogni caso ho sempre guardato con perplessità al fatto che il presidente della Camera dovesse guidare una minoranza. Perché mai? Uno con l’ambizione di governare il paese non può trincerarsi dentro un gruppo del 20 o 30 %, quando ha il carisma di parlare a tutto il partito.

C’è infine tutta l’ultima fase – gestita in particolare dai falchi – che non mi ha convinto affatto. L’attacco a Mantovano, i toni esasperati, la confusione sulle indagini per mafia, il collegamento tra le indagini per l’omicidio Borsellino e questo governo… Mah. Ho sentito spesso le opinioni delle persone comuni: abbiamo votato Berlusconi perché governasse. Io aggiungo: e’ il leader scelto dagli italiani, deve governare, altrimenti tutti a casa. Non ci sono altre soluzioni.

MA A QUESTO PUNTO E’ INDISPENSABILE RILANCIARE IL PARTITO
Il Pdl e’ un partito ancora da strutturare, con una organizzazione deficitaria. Il partito carismatico deve pero’ avere una propria dinamica interna. Sono consapevole che non si risolva tutto con vecchi schemi: lotta di tessere per esempio. Inoltre la questione delle indagini su alcuni leader nazionali ha colpito la gran parte di noi e tanti, soprattutto, che provenivano dal mondo ex-An. Personalmente mi sarei comportato diversamente se le indagini avessero colpito me: avrei messo il partito al riparo da speculazioni e tutto il resto. Non ho gli elementi per giudicare ma sento gli umori dei nostri e tanto basta per essere preoccupato e per sperare che finalmente Silvio Berlusconi metta mano al partito, operando i giusti cambiamenti.

E’ più o meno quello che ha detto Alemanno a Orvieto: troppi yes-men intorno al Cav e via con congressi e cambiamento. Per superare la crisi occorre rilanciare il movimento sul territorio: vale anche e soprattutto per la Sardegna. Nell’Isola ci aspetta un duro lavoro, non credo si debba ancora giocare con i toni rinunciatari sentiti in quest’ultimo periodo.

La mia idea la conoscete: e’ un Pdl sardo, collegato alla società, innovativo, svelto.

Polemica Veronesi: Ancora no al Nucleare

Le ragioni a favore del nucleare sono molteplici, ma se non fossi sardo direi che in Sardegna il nucleare non va bene. Siccome sono sardo, raddoppio questa mia convinzione e ribadisco la mia contrarietà più totale. In questi giorni la polemica divampa intorno alla figura d’eccezione del prof. Veronesi, tirato in ballo a destra e a manca, quando per una volta viene messa una persona meritevole in un posto che conta, scelta oculata del Governo… ho seguito anche il dibattito a Omnibus (La7) e devo dire che le argomentazioni messe in campo dai fautori del nucleare sono anche convincenti.

Io per conto mio ho già aderito al comitato trasversale di opposizione al nucleare in Sardegna e ho firmato la proposta portata avanti dall’amico Mauro Pili per il No al nucleare e il No all’eolico off-shore in Sardegna.

La motivazione è la stessa: la Sardegna ne avrebbe un clamoroso danno d’immagine. La forza della nostra isola sta nel suo essere in qualche modo “selvaggia”, non conosce fenomeni massicci di urbanizzazione, anche se lo spopolamento si avverte a causa delle migrazioni verso luoghi di maggior benessere e prospettiva, ed è contraddistinta da grandi spazi incontaminati, nel limite del possibile, e da un basso livello di antropizzazione.

Oggi come oggi – a livello economico – un territorio attira di più in relazione ai servizi offerti o, in mancanza di questi, a ciò che di pulito e realmente conservato propone. Chi è alla ricerca del mare purchessia può frequentare alcune spiagge in Sardegna super-affollate, chi ricerca calette tranquille può farlo, in posti giusti. Ecco la Sardegna deve rimanere questo: un posto dove poter scegliere dove stare con la garanzia che ovunque noi siamo, saremo circondati sempre e comunque da un territorio di eccellenza.

Faccio un esempio stupido stupido. Prendiamo la lunga e notevole spiaggia de La Cinta di San Teodoro. C’è poco da dire: è affollata, c’è un turismo di tutti i tipi e fa da complemento al movimento giovanile delle serate estive dell’ottimo borgo turistico. Ora, in continente per avere questa combinazione devi andare a Riccione, per dire (spiaggia grande, servizi più divertimento). Ma che differenza c’è tra quel mare e il nostro? E vogliamo parlare della sabbia della spiaggia?

Insomma, a conti fatti, anche a parità di condizioni al turista in Sardegna viene offerto sempre un “di più” che non può essere rovinato dalla cattiva immagine proveniente dall’installazione di una centrale nucleare, anche se questa è sicurissima e lontana da una preziosa caletta o da un sito nuragico (ne dubito).

Il concetto può sembrare simbolico, ma vi posso assicurare che già l’industria petrolchimica in alcune zone ha fatto danni, e direi che ci basta. Dobbiamo passare a una industria leggera, nella quale l’ambiente abbia una posizione dominante e il nucleare, per quanto sicuro e conveniente, non ci aiuterebbe a prendere questa saggia decisione. Anche se io non sono pregiudizialmente contro e lo ritengo in qualche modo inevitabile, considerando la nostra situazione energetica.

I blog e l’informazione

Non è così come può sembrare, che chi tocca i blog muore o faccia una brutta figura, ma l’idea generale che ogni volta la politica trasmette è quella di non capire un piffero sul funzionamento di internet. E uso la parola piffero perché penso che bisogna essere indulgenti, almeno nel vocabolario.

Già il fatto che si tenti di legiferare sui contenuti della rete in una legge che riguarda le intercettazioni e la privacy, dimostra che si procede a tentoni, nel tentativo di ricomprendere in uno stesso cesto le arance con le mele, esattamente come ci insegnavano a NON fare i maestri alle elementari.

Parificare con una norma di legge siti informativi – debitamente registrati presso le cancellerie dei tribunali -  e semplici blog è un’operazione che mi lascia molto, ma molto perplesso. Come ho già avuto modo di spiegare il blog non è un mezzo di diffusione al pubblico di notizie ed opinioni, ma un’estensione virtuale della nostra personalità, esattamente come un diario personale, con alcune connotazioni pubbliche che non sono immediate.

Scrivere e pubblicare in un blog equivale – grosso modo – a fare vedere le foto contenute nel cellulare a una cerchia di amici e conoscenti, che ovviamente assume una rilevanza pubblica se è di notevoli proporzioni. In ogni caso, tutta la possibile serie di reati è già contemplata dalla legge. Il confine tra opinione personale, intima, che racconto alla mia cerchia, e pubblico comizio è molto labile se lo facciamo discendere dal numero di persone che ascoltano. Così al bar io con tre amici posso benissimo diffamare una persona, in una conversazione privata e non venire querelato, perchè la diffamazione non raggiunge l’orecchio dell’interessato. Su internet, allo stesso modo, se un blog è poco letto (nel 95% dei casi lo è, fidatevi) la giustizia non ha interesse a perseguire delle ingiurie e delle diffamazioni, semplicemente perchè è poco economico dal punto di vista dell’ordinamento.

Invece, questa norma in pratica provoca due tipi di conseguenze, che non so se definire comiche o drammatiche:

1) Da un lato l’obbligo di rettifica e la previsione della multa scoraggiano qualsiasi blogger, anche il meno letto del mondo, che può essere rintracciato mediante Google, a smettere di raccontare le proprie opinioni personali alla sua cerchia modesta di 25 lettori. E’ una censura preventiva contro ogni opinione, anche quella a favore, se viene espressa con un’ironia non comprensibile (è capitato!)

2) Dall’altro – lato comico – potrebbe far nascere una nuova professione, quella del cacciatore di ingiurie, che naviga sulla rete come un bounty killer, alla ricerca di querele facili.

Ci sono stati casi di bloggers querelati da più o meno famosi (e molto suscettibili) giornalisti per delle offese, che oltre che a essere meritate, in qualche caso, erano veramente ridicole… eppure è stato scomodato un giudice, si sono persi dei soldi nelle notifiche e nell’assistenza legale… tutto questo in un paese nel quale la giustizia soffre di carenza di personale e fatica a processare gli autori di reati ben più gravi.

Ecco perchè sono contrario. Ed ecco perchè firmerò l’appello proposto da varie personalità nel mondo della rete, che poi è sempre il mondo reale. E lo farò perché sono convinto che esistano già le leggi per perseguire certi reati e che si debba fare uno sforzo per capire che i blog sono una semplice estensione della personalità, in una dimensione particolare, che non può essere definita astrattamente pubblica.

Intercettazioni/ Murgia (Pdl):Via l’obbligo di rettifica per blog

Roma, 23 lug. (Apcom) – All’indomani della fine dell’esame del ddl intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera, arriva l’apprezzamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, allo sforzo compiuto dal Parlamento, uno sforzo “teso a comporre i molteplici contrasti emersi nell’opinione pubblica e nel Paese”. Nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il capo dello Stato, che non ha mai nascosto le sue perplessità a cominciare dal testo approvato in prima lettura alla Camera e poi al Senato soprattutto nella parte che riguardava il divieto di pubblicazione delle intercettazioni, rileva il “merito della dialettica parlamentare” che ha richiesto “un tempo non breve e un percorso faticoso” che non deve stupire perché “perché si trattava di bilanciare tra loro diversi valori e diritti, tutti egualmente riconosciuti in Costituzione”. Napolitano li richiama tutti: “Il valore della sicurezza dei cittadini e dello Stato, da garantire con l’imperio della legge, contrastandone e colpendone ogni violazione attraverso la ricerca e la verifica, con i mezzi indispensabili, degli indizi di reato, e l’esercizio della funzione giurisdizionale secondo i principi del giusto processo. Il valore della libertà di stampa e più in generale di informazione; ovvero il diritto dei cittadini di essere informati e il relativo dovere di informare che impegna quanti esercitano tale professione”. E ancora, “il valore della libertà di comunicazione tra le persone, il diritto al rispetto della riservatezza e della dignità delle persone. Nessuno di questi valori e diritti può mai essere invocato contro gli altri”. Definire il “miglior bilanciamento possibile” tra questi valori e diritti, rileva il presidente della Repubblica, “è funzione delicata ed essenziale innanzitutto del legislatore” e secondo Napolitano questo sforzo è stato compiuto ed è “ancora in atto” in Parlamento soprattutto nella terza lettura del provvedimento in corso alla Camera. Se ci saranno altre modifiche al ddl Alfano che nel corso dell’esame in Commissione ha cambiato volto soprattutto nella parte riguardante il cosiddetto bavaglio alla stampa si vedrà in Aula a Montecitorio dove il ddl approderà per la discussione generale il 29 luglio prossimo. Ieri il Pdl Enrico Costa ha sottolineato che il testo uscito dalla Commissione era da ritenersi “un punto di convergenza definitivo” ma le opposizioni continuano a chiedere miglioramenti e soprattutto un rinvio dell’esame a settembre: oggi nel mirino del Pd, che ribadisce il voto contrario al complesso del ddl, è soprattutto la norma del provvedimento che cancella un articolo della legge Falcone del ’91 rendendo di fatto più difficili le intercettazioni per indagare su associazioni a delinquere. Una norma che secondo la democratica Donatella Ferranti “tarpa le ali a tutte quelle indagini, come quelle sulla P3 e sulla cricca degli appalti, da cui è verosimile attendersi ulteriori sviluppi in nuovi filoni d’indagine”. Non solo dall’opposizione poi viene la richiesta di sopprimere la norma che stabilisce l’obbligo di rettifica entro 48 ore anche per i blog: “E’ un passaggio gravissimo e fuori dal mondo” denunciano il senatore democratico Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. A loro si unisce anche il deputato del Pdl Bruno Murgia che osserva: “Non annullare l’obbligo di rettifica per i blog e i siti internet è un errore madornale. Questa norma dimostra la scarsa conoscenza su come funziona le rete e rende impossibili fare attività online che negli altri paesi vengono salutate come una grande conquista democratica”.

CHE SUCCEDE DA NOI

CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima che si sta facendo ogni giorno più difficile.
 Nel Pdl una doppia resa dei conti. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta tenere la riunione dei trenta consiglieri regionali del Pdl per discutere della situazione politica, ma alla convocazione del capogruppo Mario Diana, che avrebbe voluto impostare una sorta di battaglia contro le «interferenze» del supervisore Romano Comincioli, si sarebbero presentati al massimo in sei. Messo sull’avviso, Diana ha annullato l’appuntamento e ha cercato di minimizzare l’accaduto: il rinvio è stato causato da «impegni di numerosi consiglieri, impossibilitati a partecipare». Secondo indiscrezioni, il suggerimento agli indisponibili sarebbe stato dato proprio da chi sostiene l’azione di rinnovamento avviata da Comincioli su incarico di Silvio Berlusconi dopo il crescente dissenso e la sconfitta alle elezioni provinciali. Si parla con insistenza di una «sfiducia» che potrebbe essere votata nel gruppo contro Diana (ma dopo l’esame della mozione contro Cappellacci). E, nella stessa operazione, ma con tempi un po’ più lunghi, rientra, secondo le stesse voci, anche l’avvicendamento al vertice del partito: il deputato Bruno Murgia (favorito) o il collega Settimo Nizzi al posto di Mariano Delogu. Sarebbe a rischio anche il ruolo di vice coordinatore vicario ricoperto da Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale.
 La controffensiva di Delogu. Ieri, dopo l’attacco di Diana nei giorni scorsi, è stato Delogu a rilasciare una dichiarazione contro Comincioli: «Le cose sarde le vogliamo vedere in Sardegna, non abbiamo bisogno di tutori esterni». Per questo oggi Delogu (assieme a Diana e alla Lombardo) sarà da Cappellacci per la verifica politica di giunta.
 Rimpasto forse a Ferragosto. Ma proprio a causa del caos e della conseguente paralisi del Pdl la verifica politica della giunta e il successivo rimpasto potrebbero procedere con tempi più lunghi del previsto: la scadenza di fine luglio non può più essere rispettata se il tema dovrà essere trattato – come si dice negli ambienti politici – dal nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa. Per il momento la coalizione si dovrà occupare della mozione di sfiducia (per respingerla) e della manovra correttiva del Bilancio.
 Il Psd’Az minaccia l’appoggio esterno. Anche ieri sono proseguiti gli incontri bilaterali di Cappellacci con gli alleati. E’ stata la volta del Psd’Az, che, in linea con quanto detto dai Riformatori e dall’Udc, chiede un assessorato in più, per Giacomo Sanna ai Trasporti (oggi il Psd’Az ha i Lavori pubblici con Angelo Carta, che i sardisti vorrebbero confermare). Se la richiesta non sarà accolta – hanno detto i vertici dei 4 Mori – ci sarà solo l’appoggio esterno.
 I numeri della spartizione non tornano più. Cappellacci vorrebbe riservarsi alcune scelte, oltre quelle scontate che sono le conferme di Giorgio La Spisa (Bilancio) e Antonello Liori (forse non alla Sanità). Con uno o due assessorati del presidente, non tornerebbero i conti o nel Pdl o tra gli alleati. E i centristi, approfittando della debolezza politica di Cappellacci, non vogliono fare alcuna rinuncia: l’Udc vuole salire da 2 a 3, i Riformatori e il Psd’Az da 1 a 2.
 La giunta sarà quasi azzerata. Si è detto di La Spisa e Liori, gli unici due politici dell’esecutivo attuale (si erano dimessi dal Consiglio perché c’era ancora l’incompatibilità). Cappellacci, che non può frenare l’avanzata dei partiti, vorrebbe tenere almeno altri due assessori: Andrea Prato all’Agricoltura e Franco Manca al Lavoro. Prato, sul quale ci sono dei veti politici dei centristi per la conferma all’Agricoltura, potrebbe essere spostato al Turismo. Più incerta, al momento, la posizione di Manca, che rischia di trovarsi senza sponsor.
 La mozione di sfiducia martedì in aula. In questo clima così pesante, martedì il Consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra contro Cappellacci. Se la mozione dovesse essere approvata, scatterebbero le dimissioni del governatore e le elezioni anticipate. Per questo motivo (e anche perché si vota a scrutinio palese) tutti danno per scontato che il centrodestra, pur in caso di probabile litigio persino in aula, alla fine ridarà la fiducia al presidente della giunta regionale.(Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)

Alemanno: Pdl va ristrutturato  (ANSA) – ROMA – ‘Ho esposto a Berlusconi la mia idea di un partito strutturato e della necessita’ di congressi’. Cosi’ il sindaco di Roma Alemanno sul Pdl. In proposito, ha detto il primo cittadino, il Cavaliere ‘sta valutando la situazione anche perche’ la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc’. ‘La leggenda dell’Italia sotto la dittatura mediatica e’ stucchevole’ – ha aggiunto Alemanno – ed e’ un grande regalo che la sinistra fa a Berlusconi ed al centrodestra’.