Tassa Agcom su terminazioni mobili è iniqua

Comunicato stampa-«L’annunciata tassa sulle terminazioni mobili rischia di penalizzare fortemente le società attive nel comparto delle telecomunicazioni ed i consumatori. Il nuovo balzello imposto dall’Autorità garante sulle telecomunicazioni finirebbe infatti per ripercuotersi sui listini degli operatori. Un danno che si accompagnerebbe allo stop negli investimenti ed allo stallo in un settore fondamentale per la ripresa economica e lo sviluppo del Paese», questa la posizione del deputato del Pdl Bruno Murgia in merito alla probabile imposizione fiscale sulle “terminazioni mobili”. Costi che un gestore applica ad un altro operatore per far transitare la chiamata sulla propria rete che a livello europeo hanno già registrato un calmieramento frutto di accordi tra compagnie. «Il mercato mobile e la telefonia sono importantissimi per il tessuto produttivo nazionale – spiega il componente della Commissione cultura – Negli ultimi anni si sono registrati ingenti investimenti ed un aumento nel numero di posti di lavoro garantiti». «I piani dell’Agcom dovrebbero poi spingere il Parlamento ad una importante riflessione – conclude Bruno Murgia – Si impone infatti una riorganizzazione di tutte le Authorities esistenti. Organi di garanzia fondamentali che stridono però con i principi del nostro ordinamento. In alcuni casi finiscono infatti per assumere decisioni di tipo politico, provvedimenti contro i quali è spesso difficile ricorrere».

Nuraghe Orolio, un’interrogazione

Il deputato del Pdl Bruno Murgia ha depositato un’interrogazione al ministero per i Beni culturali perché si occupi della questione del nuraghe Orolio, che sorge nel territorio di Silanus.
«Le ricerche scientifiche testimoniano che Orolio presenta caratteristiche uniche e difficili da riscontrare in monummenti simili – afferma Murgia -. Il problema è che la struttura interna sta crollando, con il rischio che alla fine il nuraghe si perda per sempre e con esso un importante patrimonio della nostra civilta’ millenaria». Il parlamentare sollecita l’intervento urgente del ministero, considerata la gravità della situazione: «I palliativi proposti non avrebbero dato le risposte necessarie alla salvaguardia: ecco perche’ chiedo un’azione del Ministero di verifica e tutela di Orolio»( Unione Sarda, 19 ottobre )

Sul liceo di Gavoi si deve esprimere il Ministero

“Mi auguro che il ministro Mariastella Gelmini intervenga per fare in modo che il liceo classico di Gavoi non debba rinunciare alla terza classe. La decisione dell’Ufficio scolastico regionale di sopprimerla rischia di danneggiare fortemente gli studenti e le proprie comunita’”. Lo afferma il deputato del Pdl Bruno Murgia, intervenendo nel caso del taglio della terza classe del liceo del paese del Nuorese. “Il numero di otto alunni puo’ sicuramente apparire esiguo”, rileva il componente della Commissione cultura della Camera. “Ritengo pero’ che il ministero non possa ignorare la difficile situazione vissuta dai territori. Le somme impiegate in cultura ed istruzione rappresentano sempre un investimento sul futuro del nostro Paese. La vicenda del Liceo di Gavoi non puo’ quindi essere affrontata badando solamente alle necessita’ di bilancio.
Occorre una decisione che sia in grado di dare risposte adeguate ad alunni e docenti”. (AGI)

SVILUPPO: MURGIA (PDL), ERRORE TAGLIO FONDI A BANDA LARGA

ROMA, 15 OTT – ‘Il Decreto sviluppo non puo’ prescindere da un deciso intervento nel settore delle telecomunicazioni. Il taglio imposto da Giulio Tremonti al fondo per la banda larga e’ una decisione che rischia di avere pesanti effetti recessivi per tutto il tessuto produttivo’. Lo afferma il deputato del Pdl Bruno Murgia.
‘Intendo depositare una interrogazione in cui chiedero’ a Tremonti di motivare la sua decisione – ha annunciato il componente della Commissione cultura – Gli studi macroeconomici ed i dati recentemente diffusi dalla Banca mondiale evidenziano l’importanza di un intervento sulle reti informatiche. La banda larga e’ tra i principali volani di sviluppo; per ogni aumento di 10 punti percentuali nella penetrazione della ‘broadband’ si registra una crescita economica di 1,38 punti. Dati che non possono essere sottovalutati in un periodo di forti difficolta”.
‘La capienza del Fondo sulle tlc poteva rappresentare una garanzia per arrivare rapidamente ad un superamento del ‘digital divide’ che ancora colpisce l’Italia – conclude Bruno Murgia – Internet e le telecomunicazioni sono in grado di sostenere le imprese e di creare nuove opportunita’ di lavoro. Stupisce e rammarica che con estrema leggerezza si possa arrivare a tarpare le ali ad un comparto determinante per lo sviluppo’. (ANSA).

PARCO GEOMINERARIO: EVITARE ESPULSIONE DA UNESCO

Il deputato del Pdl Bruno Murgia ha sollecitato un immediato e concreto impegno della Regione Autonoma della Sardegna e del Ministero dei Beni culturali per evitare che il Parco geominerario della Sardegna venga eliminato dalla lista dell’Unesco, dopo che l’Agenzia delle Nazioni Unite ha manifestato il proprio disappunto per l’immobilismo nella gestione del sito.
‘La Sardegna non puo’ permettersi di subire l’espulsione dalla World heritage list – spiega Murgia, componente della Commissione Cultura della Camera – un procedimento che e’ stato avviato e concluso dall’Unesco solo altre due volte.
L’eccezionalita’ della situazione impone alle parti coinvolte di lavorare per trovare una soluzione in grado di salvare un sito fondamentale per la storia industriale nazionale’. ‘Il Parco del Sulcis potrebbe costituire un utilissimo banco di prova per nuovi modelli di gestione – conclude Murgia – una nuova strategia di parteneriato pubblico-privato potrebbe rappresentare la formula giusta per il rilancio dell’Ente parco.
La cultura puo’ e deve costituire un volano di sviluppo per le ex aree minerarie’. (ANSA).

SCUOLA FORESTALE; MURGIA(PDL), DIREZIONE PROVVISORIA A NUORO

(ANSA) – CAGLIARI, 11 APR – La scelta di istituire la Scuola forestale a Nuoro non è un fatto campanilistico, non è la solita rivendicazione nei confronti di Cagliari. Lo ha dichiarato il deputato Bruno Murgia (Pdl), il quale ha chiesto alla Regione che la direzione provvisoria della Scuola sia istituita a Nuoro “anche per mettere a tacere alcune voci che vorrebbero, con un astuto silenzio, il tramonto della possibilità di un centro che valorizzi l’Ortobene e sia un punto di eccellenza nelle discipline forestali”. Nel 2002, con l’accordo di programma sul Monte Ortobene, e poi con i successivi atti normativi – ha spiegato Murgia – la scelta fu quella di costruire in città “un polo ambientale collegato all’Università che avesse portata nazionale. A oggi, non sono stati fatti passi in avanti, dopo molti anni. Sacrosanta la mozione presentata da Roberto Capelli e molti altri consiglieri regionali. E’ fondamentale che la Regione, in particolare Cappellacci e Oppi, dicano chiaramente a che punto sia il progetto. E’ importante, inoltre, capire quale sia la strategia del Comune di Nuoro, se la scelta sulla collocazione della Scuola sia ancora l’ex Esit, con annesso recupero dello stabile o se, come sostengono altri esperti, non sia il caso di utilizzare altre strutture sempre al Monte Ortobene con minori spese. Occorre una mobilitazione del territorio, delle associazioni, della politica e delle parti sociali, economiche e culturali per tenere viva l’attenzione e il rispetto degli impegni presi”. (ANSA).

BASE USA MADDALENA: MURGIA (PDL), FUTURO DELL’ISOLA E’ GRANDE POLO TURISTICO INTERNAZIONALE

(Comunicato stampa)“Non ho un pregiudizio ideologico rispetto alla presenza degli americani alla Maddalena, ma mi pare giusto capire che cosa ci sia di reale rispetto all’intera operazione, come scrive La Nuova Sardegna”. Così il deputato del Pdl Bruno Murgia, dopo le indiscrezioni sulla possibile riapertura della base di Santo Stefano.

“Il punto – continua – è capire, una volta chiusa definitivamente la base, quale sia il futuro di una perla del Mediterraneo come La Maddalena, se non sia giusto pensare al suo sviluppo solo in termini di attrazione internazionale turistica di grande qualità”.

Un nodo che, per Murgia, “va chiarito una volta per tutte, studiando con attenzione i progetti sul tappeto. Per questo, lette le anticipazioni dei giornali, o vi sono delicati problemi di sicurezza, oppure ci troviamo di fronte a un ritorno al passato”.

“Dopo il trasferimento del G8 all’Aquila – conclude il parlamentare nuorese – occorre rilanciare l’immagine della Maddalena con progetti duraturi legati alla proposta ambientale e turistica”.

Murgia: «Contratto d’area, vogliamo la verità

«A Ottana sono arrivati centinaia di milioni di cui non c’è traccia»

GIOVANNI BUA per La Nuova Sardegna

NUORO. Contratto d’area e indagini ministeriali. Patti territoriali e 488. Infrastrutture e inquinamento. Progetti per il futuro e fantasmi del passato. È un’interrogazione a tutto campo quella presentata in parlamento da Bruno Murgia (e firmata anche da Mauro Pili e Carmelo Porcu). Su passato, presente e futuro dell’area industriale di Ottana (e dell’industria nel centro Sardegna). Partendo da una richiesta: tutta la verità sul contratto d’area.

Contratto d’area. «Quello che vogliamo sapere una volta per tutte e da fonti ufficali – spiega il deputato Pdl – è a quanto ammontano i fondi spesi, revocati. Quante sono le aziende vincenti e revocate. Quale è l’esatto numero dei posti di lavoro creati. Tutto questo è indispensabile per esprimere un giudizio sulla base di dati finalmente certi».

«Fin dalla fine degli anni ’60 – sottoliena Murgia – il territorio della piana di Ottana è stato individuato dalle forze politiche, sociali e imprenditoriali come adatto all’installazione di insediamenti industriali. E da allora lo Stato ha investito ingenti risorse economiche con il fine di creare migliaia di posti di lavoro e benessere generalizzato. Però i finanziamenti erogati non hanno creato né benessere né posti di lavoro, tradendo le più pessimistiche aspettative».

Il più clamoroso di questi investimenti è proprio quello del contratto d’area. Sottoscritto nel 1998 con il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e politici del territorio con Regione e Stato. Prevedeva la realizzazione di 35 iniziative per complessivi 170 milioni, con la creazione di 1362 posti di lavoro.

«Dopo molti anni – attacca Murgia – a fronte di un primo investimento di 125 milioni, il bilancio sarebbe negativo; il Ministero dello Sviluppo economico ha proceduto a diverse procedure di revoca. I posti di lavoro creati sarebbero 345, molto al di sotto delle previsioni. Altri dati parlano di 11 aziende che hanno ricevuto un provvedimento di revoca totale delle agevolazioni (per irregolarità amministrative e fiscali), 5 un provvedimento di revoca parziale (per il mancato rispetto degli indici di occupazione), mentre 13 sono in produzione, garantendo circa 400 occupati».

Un fiume di miloni. «Inoltre – continua Murgia – sono state poste in essere molte altre iniziative come patti territoriali, contratti sulla chimica e svariate iniziative regionali, compreso l’utilizzo, anche qui dai risultati non sempre chiari e apprezzabili, di strumenti come la legge nazionale 488. E vi è stata una recente rimodulazione di alcuni fondi sempre a valere sul Contratto d’area di circa 2 milioni».

«I giornali – spiega Murgia – hanno dato conto di un’inchiesta della Guardia di finanza proprio sull’uso criminoso dei finanziamenti nazionali sul Contratto d’area. E secondo questa inchiesta, 14 aziende sarebbero indagate per fatture false, opere inesistenti,acquisto di vecchi macchinari,lavoratori in nero. E in tutto questo la multinazionale thailandese Indorama, dopo aver firmato il Patto per il Territorio il 17 marzo 2010 a Cagliari, minaccia di scappare da Ottana per via degli enormi disagi infrastrutturali: energia, trasporti e servizi».

Allarme ambiente. Un vero caos, su cui secondo Bruno Murgia, aleggia un altro spettro. «Non si ha certezza – spiega – sullo stato dell’inquinamento del territorio, sulla salute dei lavoratori e dei cittadini, dopo molti anni di sviluppo dell’industria pesante, tanto che l’Asl ha avviato, con fondi propri, un’indagine per capire l’entità del fenomeno, per rilevare eventuali elementi tossici e diossine negli alimenti di produzione animale e verificare la presenza di sostanze pericolose nelle acque, nei terreni e nei vegetali».

A caccia di risposte. Risposte certe sul contratto d’area insomma. «Ma anche – chiude Murgia – su tutti gli strumenti che hanno visto l’utilizzo di fondi statali e regionali, siano essi patti territoriali che utilizzo di leggi di finanziamento come la 488, proprio per avere un quadro completo, preciso ed esaustivo delle risorse impiegate, quelle non spese, quelle sparite nel nulla».

E poi risposte: «Su che utilizzo verrà fatto delle eventuali risorse recuperate. Quale sia il progetto strategico del Governo nella Sardegna centrale. Se non sia ormai il caso di abbandonare le vecchie forme di industria pesante per concentrarsi su un’economia più leggera e più legata alle attività del territorio. Quali azioni il Governo voglia mettere in campo rispetto al gap infrastrutturale. E, se le indagini della Asl dovessero appurare forme di inquinamento, se non sia giusto avviare un’azione giudiziaria rispetto alle multinazionali che si sono avvicendate nel corso di 40 anni».

«In aula come in trincea: qui ci vuole l’elmetto»

L’amarezza dei deputati sardi Melis (Pd) e Murgia (Pdl). E Portas (Moderati piemontesi) salva un leghista dalla folla. SILVIA SANNA per la Nuova Sardegna

SASSARI. Raccontano di avere già provato altre volte quella brutta sensazione, un misto di amarezza e vergogna «che ti assale nel vedere quello che ti succede attorno, e nel pensare a dove sei». Bruno Murgia, deputato nuorese del Pdl, lo scrive anche su Facebook: «Caos alla Camera, ci vuole l’elmetto». E lo ripete a fine serata, quando confessa di avere avuto l’impressione di stare dentro «un acquario in cui girano pescecani che si guardano a muso duro». Pronti ad attaccarsi, quando la tensione sale: «E in questi due giorni – dice Guido Melis, deputato sassarese del Pd – il clima era particolarmente infuocato, visti i temi all’ordine del giorno». Murgia e Melis, come tutti gli altri deputati, hanno vissuto in diretta lo spettacolo andato in onda in tv, «scene indecorose, in un cortocircuito generale in cui nessuno è stato in grado di gestire la situazione – attacca l’esponente Pdl – né i capigruppo né il servizio d’ordine». Due giornate convulse in cui «la maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti, la sua intemperanza al rispetto delle regole. Il vaffa del ministro La Russa al presidente Fini non ha precedenti», aggiunge Guido Melis. Rimasto colpito dal nervosismo del ministro Alfano, che «per la rabbia ha lanciato la sua tessera parlamentare verso i banchi dell’opposizione. Ha colpito uno di noi, poi l’ha raccolta Donadi dell’Idv». Su Facebook Melis prende un po’ in giro il Guardasigilli: «E se invece del ministro facesse il lanciatore di tessere alle prossime Olimpiadi? Se ne gioverebbe la giustizia e magari avremmo anche una medaglia». Un futuro da atleta ipotizzabile anche per altri ministri berlusconiani, come «la Brambilla, che con un balzo si è catapultata al suo posto ma nonostante lo scatto non ha fatto in tempo a votare». Il presidente Fini aveva appena dato lo stop e dai banchi hanno iniziato a volare commenti pesanti, parolacce, palline e giornali, uno dei quali ha colpito proprio il leader di Fli. «Che dire? – aggiunge Bruno Murgia – è stato tutto molto brutto. Dall’inizio alla fine: perché è spiacevole vedere i parlamentari entrare scortati a Montecitorio per proteggersi dalla gente che urla, li insulta e lancia oggetti. In particolare quando riconosce esponenti della maggioranza». Non è sfuggito all’occhio attento dei contestatori il deputato leghista Gianluca Buonanno, piemontese.

Ancora sull’industrializzazione della Sardegna centrale. Un’interrogazione

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Murgia, Pili, Porcu

PREMESSO CHE

- fin dalla fine degli anni ’60 il territorio della piana di Ottana e’
stato individuato dalle forze politiche, sociali e imprenditoriali
come adatto all’installazione di insediamenti industriali
- da allora lo Stato ha investito ingenti risorse economiche con il
fine di creare migliaia di posti di lavoro e benessere generalizzato
- secondo ricerche e centinaia di inchieste giornalistiche, i
finanziamenti erogati non hanno creato ne’ benessere ne’ posti di
lavoro, tradendo anche le piu’ pessimistiche aspettative
- nel 1998 si sottoscrisse il famoso Contratto d’area di Ottana, con
il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e politici del
territorio, fino a Regione e Stato
- allora, il Contratto d’area prevedeva la realizzazione di 35
iniziative imprenditoriali per complessivi circa 170 milioni di euro,
con la creazione di 1362 posti di lavoro
- dopo molti anni, a fronte di un primo investimento di 125 milioni,
il bilancio sarebbe negativo; il Ministero dello Sviluppo economico ha
proceduto a diverse procedure di revoca
- i posti di lavoro creati sarebbero 345, molto, molto al di sotto
delle previsioni
- altri dati parlano di 11 aziende che hanno ricevuto un provvedimento
di revoca totale delle agevolazioni (per irregolarità amministrative e
fiscali), 5 un provvedimento di revoca parziale (per il mancato
rispetto degli indici di occupazione), mentre 13  sono in produzione,
garantendo oggi circa 400 occupati
- sembra che solo un’azienda, l’Antica Fornace Villa di Chiesa, abbia
rispettato impegni e obiettivi

APPURATO CHE

-sono state poste in essere molte altre iniziative come patti
territoriali, contratti sulla chimica e svariate iniziative regionali,
compreso l’utilizzo, anche qui dai risultati non sempre chiari e
apprezzabili, di strumenti come la legge nazionale 488
- vi e’ stata una recente rimodulazione di alcuni fondi sempre a
valere sul Contratto d’area di circa 2 milioni
- i giornali hanno dato conto di un’inchiesta della Guardia di finanza
proprio sull’uso criminoso dei finanziamenti nazionali sul Contratto
d’area
- secondo questa inchiesta, 14 aziende sarebbero indagate per fatture
false, opere inesistenti,acquisto di vecchi macchinari,lavoratori in
nero
 - la multinazionale thailandese Indorama, dopo aver firmato il Patto
per il Territorio il 17 marzo 2010 a Cagliari, minaccia di scappare da
Ottana per via degli enormi e storici disagi infrastrutturali:
energia, trasporti e servizi

VISTO CHE

- non si ha certezza sullo stato dell’inquinamento del territorio,
sulla salute dei lavoratori e dei cittadini, dopo molti anni di
sviluppo dell’industria pesante, tanto che la locale Asl ha avviato,
con fondi propri, un’indagine approfondita per capire l’entita’ del
fenomeno, per rilevare eventuali elementi tossici e diossine negli
alimenti di produzione animale e verificare la presenza di sostanze
pericolose nelle acque, nei terreni e nei vegetali

ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO, SI VUOLE CONOSCERE

- il quadro preciso e definitivo sul Contratto d’area di Ottana: fondi
spesi,revocati, aziende vincenti e revocate, l’esatto  numero dei
posti di lavoro creati, tutto ciò per esprimere un compiuto giudizio
sulla base di dati finalmente certi

SI VUOLE SAPERE

- se non sia opportuno che  la stessa indagine riguardi l’analisi di
tutti gli strumenti che hanno visto l’utilizzo di fondi statali e
regionali, siano essi patti territoriali che utilizzo di leggi di
finanziamento  come la 488, proprio per avere un quadro completo,
preciso ed esaustivo delle risorse impiegate, quelle non spese, quelle
sparite nel nulla, in provincia di Nuoro

- se non sia il caso di avviare un’ indagine, mediante ispettori
governativi, che verifichi le
responsabilità a tutti i livelli: politici, sindacali e del mondo
delle imprese, come per altro chiesto anche da altre forze politiche
in anni passati e recentemente dalla Provincia di Nuoro
-  che utilizzo verra’ fatto delle eventuali risorse recuperate
- quale sia il progetto strategico del Governo rispetto agli
investimenti produttivi nella Sardegna centrale
- se non sia ormai il caso di abbandonare le vecchie forme di
industria pesante per concentrarsi su un’economia piu’ leggera e piu’
legata alle attività del territorio
- quali azioni il Governo voglia  mettere in campo  rispetto al gap
infrastrutturale : strade, ferrovie, continuità territoriale merci
- se le indagini della Asl dovessero appurare forme di inquinamento di
cui sopra, quali strategie il governo ritenga di mettere in campo, e
se non sia giusto avviare un’ azione giudiziaria rispetto alle
multinazionali che si sono avvicendate nel corso di quarant’anni di
industrializzazione della Sardegna centrale