1. Il caso del reinserimento del Parco del Gennargentu nell’aggiornamento della lista dei parchi proposta dal Ministero dell’ambiente dimostra due cose. La prima: non avere rispetto per le battaglie delle autonomie locali e dei movimenti organizzati e non avere conoscenza della storia dei territori. La seconda: poichè il problema del Gennargentu si ripresenta puntuale significa che non è stato risolto e che ancora non si vede l’alternativa di sviluppo. Siamo stati fermi, è ora di riprendere il discorso. No al Parco, certo, ma sì,decisamente, ad un modello di sviluppo che parta dal basso.
2. I numeri sulla crisi del Nuorese e delle aree centrali dell’Isola,compresa l’area del Gennargentu, fallimento dell’industria che ha perso occupati, aziende in crisi:il territorio è collassato sotto il peso dell’indecisione o di programmi di rilancio puntualmente smentiti dalla realtà.
3. Dobbiamo essere propositivi e lanciare il concetto di sviluppo integrato del territorio. lo suggerisce il nome, mira a riunire, sotto un’unica visione, l’idea di far crescere economicamente il territorio attraverso il concorso di più forze: quelle imprenditoriali, quelle agroalimentari, quelle legate specificamente alla campagna, quelle sindacali, quelle istituzionali, le banche, le fondazioni e le università. Un grande concorso di idee e progetti che vada oltre i fumosi e quasi mai rispettati accordi di programma e miri a costruire solide gambe per tavoli di sviluppo che guardino al futuro, salvaguardando il presente.
4. L’università è un capitolo fondamentale. Le promesse mai mantenute, la perdita di corsi importanti, spingono il territorio allo spopolamento. Nello stesso senso anche i vincoli imposti alle campagne e ai loro proprietari sono un incentivo all’abbandono, se non vengono messi in chiaro i benefici economici delle operazioni, Di fatto il parco oggi non rappresenta una soluzione. Tuttavia, noi tutti dobbiamo fare lo sforzo di indicare delle alternative.
Dobbiamo riprendere la strada dell’ università con una legge apposita che preveda l’istituzione di corsi basati sulla gastronomia locale, sulla biocompatiblità dei cibi, sulle risorse naturali e sul turismo, sul modello della Laurea Magistrale in promozione e gestione del patrimonio enogastronomico e turistico, ideata da Slow Food di Carlin Petrini, in modo da formare giovani in grado di lanciare e gestire imprese turistiche legate al territorio, avendo in mente la cultura della terra. Un ente del genere, finanziato e promosso anche con fondi privati, potrebbe dare un forte impulso al nostro territorio, offrendo una valida alternativa al sistema dei parchi, che pare obsoleto, almeno come modello di fruizione dell’ambiente.
5. L’albergo diffuso è sicuramente uno strumento di potenziamento del territorio. Bisogna pertanto impegnarsi a fondo per migliorare la viabilità interna e proporre un’offerta turistica alternativa che dal mare, molto apprezzato, anche da queste parti, veicoli turisti verso l’interno, verso la montagna. Il turismo in montagna non può essere visto solo come lo sfruttamento di dieci giorni di neve, se va bene, e di riapertura di una stazione sciistica comunque insufficiente.
6. Il vero obbiettivo è quello di offrire il territorio come alternativa turistica, attraverso la creazione di un’offerta che contempli escursioni a cavallo, a piedi, in bicicletta itinerari enogastronomici e naturalistici. Lo sforzo va fatto unendo le istituzioni, i privati e chi abbia voglia di inserirsi in questo mercato, magari sfruttando dei finanziamenti che vadano oltre le migliorie e le ristrutturazioni.
7. Il passaggio dall’industria pesante delle cattedrali del deserto a imprese leggere, basate sull’ambiente e sul territorio, farà solo bene, anche in termini occupazionali, tentando di salvare il salvabile con degli accordi di programma o delle riconversioni, che devono comunque essere lungimiranti e in grado di mantenere le promesse, altrimenti è meglio pensare a dare un lavoro ai nostri figli. Incentivi dovranno essere previsti per tutti coloro che operano seguendo i criteri della conservazione dell’ambiente, dell’impresa leggera, aumentando quindi l’offerta formativa, anche in livelli inferiori all’università, in modo di consentire a tutti di poter accedere a nuove professioni e fornire l’apporto necessario per cambiare il futuro dell’isola e soprattutto della zona del Gennargentu.
(Per parlare di queste cose ci vediamo il 16 alle 18 all’Hotel Gennargentu di Desulo. Saranno presenti tutti i sindaci dell’area, imprenditori, cittadini, consiglieri regionali e parlamentari)