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	<title>Bruno Murgia</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>La situazione Equipolymers</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.
Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.</p>
<p>Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana di Ottana.</p>
<p>Ieri mattina a Roma l’ultima puntata. Con l’ad di Polimeri Europa (Eni) Alberto Maria Alberti che, di fronte al braccio destro di Scajola Giampietro Castano e al vice presidente di Confindustria Roberto Bornioli, ha dato l’ok a Clivati e Lohia per la fornitura della materia prima dallo stabilimento di Sarroch. «Polimeri Europa dà la disponibilità &#8211; si legge nel verbale &#8211; a proseguire il confronto su fornitura, stoccaggio e trasporto di paraxilene nella prospettiva di utilizzo a piena capacità degli impianti di Ottana». Un documento in realtà abbastanza sibillino (Indorama-Ottana Energia si impegnano a comprare da Sarroch anche il poco utile metaxilene, e Polimeri Europa non garantisce che le produzioni verranno fatte nell’isola) ma abbastanza chiaro da vincere le ultime resistenze del colosso thailandese. Con Lohia e Clivati che, appena usciti da ministero, sono saliti sul jet privato di Indorama e hanno raggiunto Milano, per la «storica» stretta di mano.</p>
<p>Ottana è salva dunque. E tutti gioiscono. A iniziare da Cappellacci: «Un passo decisivo compiuto dopo il decisivo accordo firmato a Cagliari per lo sviluppo della Sardegna centrale». Per continuare con Alberti: «Sono state poste le basi di una fruttifera collaborazione». E finire con Scajola: «Un’intesa che garantirà la necessaria prosecuzione e sviluppo del sito industriale sardo». Ma, trattativa a parte, c’è da sottolineare il risultato più prezioso che la Sardegna centrale incassa da questa infinita vertenza: la conferma che «uniti si può vincere». La battaglia sui costi di energia, servizi e trasporti infatti parte da lontano. E la compravendita di Equipolymers è stata solo il cavallo di Troia dentro cui Provincia, Confindustria, sindaci e sindacati hanno «nascosto» le loro storiche rivendicazioni. Basti per tutti la parte energetica dell’accordo siglato in Regione martedì. Che ricalca fedelmente il documento firmato in Provincia a giugno del 2009 (dopo oltre un anno di trattative) tra Paolo Clivati,</p>
<p>Roberto Deriu, sindaci, sindacati e Confindustria. Intorno a quell’accordo, e alla successiva proposta di Clivati di acquistare Equipolymers, si è lentamente stretta la «falange» nuorese. Che in un anno ha ottenuto più di quanto negli ultimi decenni il territorio avesse mai osato pensare. Questo grazie a un lavoro di squadra in cui tutti hanno giocato fuori dai loro tradizionali ruoli, concentrati unicamente sull’obiettivo finale.</p>
<p>A iniziare dalla Provincia appunto, che ha il merito di aver da subito «scommesso» su Clivati. Per proseguire con i sindacati, con il trio Mussoni-Ganga-Pittalis (a cui poi è subentrata la Corda) e in seconda battuta con l’Ugl di Luca Usai. Che da una parte hanno tenuto «calde» le piazze. E dall’altra hanno messo in campo rapporti molto personali (ottimo quello di Ganga con l’amico scout Mastrobuono ad esempio) con i vertici del ministero. E poi Confindustria, che dopo una partenza lenta (a lungo ha tentato di convincere la Dow a restare) ha ingranato la quarta, diventando tra i critici più severi della multinazionale americo-kuwaitiana, e tra i più «presenti» in ogni fase della trattativa. E infine i politici del territorio. In particolare Paolo Maninchedda e Bruno Murgia. Che hanno fatto da collegamento con Regione e Parlamento. E, spesso a fari spenti, hanno seguito passo passo tutte le partite fondamentali. Il fuoriclasse è però uno: Paolo Clivati. Tanto garbato quanto risoluto ha iniziato la battaglia per non perdere il suo «cliente» (Equipolymers compra quasi tutta la produzione di Ottana Energia) e ha alzato l’asticella a ogni passaggio. Ottenendo tutto l’ottenibile. E, se l’i mpressione che l’altrettanto garbato e risoluto Aloke Lohia ha dato in questi tre giorni sarà confermata, la bella favola di Ottana potrebbe essere solo all’inizio. (<a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/equipolymers-ai-thailandesi-e-fatta/1891702" target="_blank">La Nuova Sardegna</a> &#8211; 19 marzo 2010)</p>
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		<title>TRA MASSARINI E MENTANA</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Massarini vs Mentana]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentana è bravissimo in televisione. Sulla rete ha il pregio di riportare il dibattito politico ma non c&#8217;è niente del fascino di ciò che avviene on line. Lo schema è infatti quello della tv, il confronto avviene tra addetti ai lavori, tra protagonisti che mutuano uno stile che può andare sul piccolo schermo ma che qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_ulMVNVLOBOQ/SEpw2dhcVoI/AAAAAAAAAFQ/1jxfsu1V-i8/s320/massarini.jpg"><img src="http://2.bp.blogspot.com/_ulMVNVLOBOQ/SEpw2dhcVoI/AAAAAAAAAFQ/1jxfsu1V-i8/s320/massarini.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Massarini</p></div>
<p>Mentana è bravissimo in televisione. Sulla rete ha il pregio di riportare il dibattito politico ma non c&#8217;è niente del fascino di ciò che avviene on line. Lo schema è infatti quello della tv, il confronto avviene tra addetti ai lavori, tra protagonisti che mutuano uno stile che può andare sul piccolo schermo ma che qui, sul mio Mac, sembra lento, privo di fantasia, demotivante. Già la scenografia rimanda ad uno sceneggiato degli anni &#8216;50, poltrone in pelle ( o forse in velluto), dominano i marroni, ed una certa rigidità. Il Corriere poteva mettere in campo giovani cronisti ma ha preferito prendere il sicuro. Un grande professionista che intelligentemente occupa uno spazio libero ma a me pare un occasione persa.</p>
<p>Avviene il contrario con il grande rientro di Carlo Massarini che rifà &#8220;Mister Fantasy,reload &amp; rewind&#8221;, ogni mercoledì su Rai Sat Extra. E&#8217; grande tv: Massarini passeggia all&#8217;interno dello strepitoso Maxxi di Roma, ricorda gli anni&#8217;80 ( che fine avevano fatto Krisma dopo quello videoclip girato a Bali? come se la passa Vecchioni?), ci sono video, musica, giornali e fumetti. Roba che può benissimo passare su Internet in qualsiasi momento della sera e della notte. Puoi metterti a letto con un portatile sulle ginocchia ed evitare il dibattito tra Di Pietro in forma ignorantissima e La Russa versione Fiorello. Meglio Luzzato Fegiz, anche con quella cravatta improbabile.</p>
<p>( <em>Se è possibile afferrare lo spirito dei tempi con Massarini piuttosto che con Vespa, Mentana, Floris e Santoro? Beh, conoscete la mia risposta ).</em></p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
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		<title>Non cambieranno mai</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Celentano]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[La Russa]]></category>
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		<description><![CDATA[Abituato a Santoro, Di Pietro se ne va. Non regge le polemiche. Intanto, già sappiamo che il prossimo martire sarà Celentano.
E io sabato me ne vado in piazza.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tv.repubblica.it/dossier/regionali-2010/la-russa-di-pietro-e-rissa-in-tv/44137?video=&amp;pagefrom=1">Abituato a Santoro, Di Pietro se ne va</a>. Non regge le polemiche. Intanto, già sappiamo che il <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/santoro-pressioni-su-celentano/44147?video=&amp;pagefrom=1">prossimo martire sarà Celentano</a>.</p>
<p><a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_17628.htm">E io sabato me ne vado in piazza</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Resistenti da Salotto</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando la Sinistra evoca la dittatura e il regime, ha un solo modo per riuscire ad essere convincente: buttare giù il Regime. Se c&#8217;è dittatura la sua battaglia per la libertà è sacra: non basta una manifestazione. La resistenza va portata in piazza, in ogni strada, ogni giorno, in ogni fabbrica. Bisogna mettere in ginocchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la Sinistra evoca la dittatura e il regime, ha un solo modo per riuscire ad essere convincente: buttare giù il Regime. Se c&#8217;è dittatura la sua battaglia per la libertà è sacra: non basta una manifestazione. La resistenza <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/THAILANDIA-ONDA-ROSSA-MINACCIA-INSANGUINARE-EDIFICI-GOVERNO/news-dettaglio/3761495" target="_blank">va portata in piazza</a>, in ogni strada, ogni giorno, in ogni fabbrica. Bisogna mettere in ginocchio il paese, invadere le piazze, chiedere le dimissioni, trascinare la resistenza sulle strade e resistere alle forze dell&#8217;ordine. Nulla deve essere lasciato intentato.</p>
<p>Nulla.</p>
<p>A meno che non ci troviamo di fronte a un allarme all&#8217;acqua di rose.</p>
<p>Ce lo vedete Di Pietro recitare un ruolo diverso dall&#8217;anti-berlusconiano? Quando è stato al Governo è durato pochissimo: ha un&#8217;unica dimensione, da piazza, da resistenza, da opposizione. Quando è stato magistrato istruiva processi contro il suo futuro avversario politico. Cioè zero futuro! E il PD? La sua classe dirigente, a parte il centrismo democristiano, viene da un&#8217;era geologica di opposizione, ce l&#8217;ha scritto nel DNA, anche se come dice Bossi è un partito valido, che viene sprecato nella mediocrità della proposta politica, mai del tutto convincente.</p>
<p>Insomma: non è una scelta tra chi odia o chi ama, ma tra chi recita una parte irrimediabile e chi può governare.</p>
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		<title>Mani libere, teoria delle</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Centrodestra, l&#8217;alleanza scricchiola
I Riformatori potrebbero correre anche da soli. Giovedì il vertice
Pensando alle elezioni di maggio, il cartello politico del centrodestra non riesce a trovare l&#8217;unità. Un&#8217;alleanza con le bollicine. Quel tappo è ancora saldo, sul collo della bottiglia, ma la voglia che ha il centrodestra di farlo saltare è difficile da contenere. Pensando alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centrodestra, l&#8217;alleanza scricchiola<br />
I Riformatori potrebbero correre anche da soli. Giovedì il vertice</p>
<p>Pensando alle elezioni di maggio, il cartello politico del centrodestra non riesce a trovare l&#8217;unità. Un&#8217;alleanza con le bollicine. Quel tappo è ancora saldo, sul collo della bottiglia, ma la voglia che ha il centrodestra di farlo saltare è difficile da contenere. Pensando alle amministrative, i sardisti fanno outing e decidono di allearsi con chi gli andrà meglio, l&#8217;Udc si muoverà di conseguenza, i Riformatori &#8211; è la novità &#8211; oggi decideranno di presentarsi da soli in alcuni grossi centri. E il Pdl che potrebbe alzare la voce e chiudere la porta in faccia a questo frizzante gruppo di partiti (quasi) alleati.</p>
<p>LO SCENARIO Cosa succede nel cartello politico di maggioranza regionale? A Birori, gli ottanta delegati al Consiglio nazionale sardista hanno dato il loro assenso alla linea che il partito sta seguendo con gli alleati del centrodestra. Via libera, in estrema sintesi, ad accomodarsi anche attorno a un altro tavolo, quello dell&#8217;opposizione, per cercare un&#8217;alleanza dove i programmi e le esigenze del territorio lo consentano. Se non è ancora chiaro in quante Province o in quali centri, le parole del segretario nazionale Giovanni Colli non lasciano dubbi.</p>
<p>A questo punto, l&#8217;Udc &#8211; un altro alleato con una grande voglia di muoversi &#8211; boccia il tavolo delle forze di maggioranza: «Gli incontri con i rappresentanti della coalizione non hanno prodotto, per noi, grandi risultati», ha detto il leader regionale Giorgio Oppi, «non so se parteciperemo al prossimo incontro, la nostra posizione è ben delineata: se ci sono deroghe, allora anche noi ci riterremo liberi di fare le nostre scelte». L&#8217;Udc ha dato i quindici giorni alla coalizione, ma l&#8217;impressione è che non sia solo un gioco al rialzo.</p>
<p>LA NOVITÀ Il conmpagno di lavoro più fedele del Pdl, il partito dei Riformatori sardi, oggi a Oristano deciderà cosa fare. Ma dopo le dichiarazioni del sardista Colli su L&#8217;Unione Sarda di ieri, la linea che proporrrà il coordinatore regionale Michele Cossa ha il forte sapore della novità: i Riformatori &#8211; in alcuni Comuni, forse in alcune Province &#8211; si presenteranno da soli, mai col centrosinistra ma divisi dall&#8217;alleanza che governa la Regione.</p>
<p>IL PDL Questo scenario effervescente non lascia indifferente Mariano Delogu, coordinatore del Pdl e uomo forte dell&#8217;alleanza: «Noi non stiamo aspettando che gli altri decidano, andiamo ripetendo da settimane che sarebbe opportuno riproporre agli elettori sardi la stessa alleanza che ha vinto le regionali. Se non sarà possibile &#8211; dice il senatore &#8211; potremmo decidere di sentirci liberi». Ovvero, di rompere il patto politico che ha portato Ugo Cappellacci in viale Trento e trovare altre strade per convincere gli elettori. Questa volta, il vertice di maggioranza in programma giovedì 18 &#8211; fra tre giorni &#8211; sembra finalmente un appuntamento di peso, non solo una tappa di avvicinamento alle elezioni.</p>
<p>LA MADDALENA E intorno alla gestione del La Maddalena Hotel &amp; Yacht club, il grande albergo sull&#8217;isola in fase di ultimazione, interviene Giacomo Sanna, capogruppo sardista in Consiglio regionale: «È opportuno che la Regione annulli la gara d&#8217;appalto per la concessione e gestione dell&#8217;ex arsenale militare, affidata alla Mita Resort», sostiene Sanna, «esistono sia una pendenza amministrativa che una penale sui lavori eseguiti». Inoltre &#8211; spiega Sanna &#8211; «ci sono ragioni di ordine economico e finanziario, che incidono sul bilancio della Regione». Secondo Sanna «a fronte di un imposta comunale sugli immobili di 460 mila euro l&#8217;anno, oltre che un costo di ristrutturazione di 254 milioni di euro a carico della collettività sarda, la Mita ha proposto un canone di concessione di 60 mila euro l&#8217;anno. È palese dunque lo squilibrio finanziario a danno della Regione». Sanna chiede al governatore Cappellacci «che venga bandita una nuova gara internazionale». Tre giorni fa, il Tar del Lazio ha ritenuto inammissibili i ricorsi contro la Mita di sue società sarde. (e. p. &#8211; <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/">Unione Sarda</a>)</p>
<p>Interessante <a href="http://www.enzocumpostu.ilcannocchiale.it/">intervista</a> ad Antonello Podda del mio amico Enzo Cumpostu. Antonello si dimostra molto più coraggioso di alcuni suoi consumati colleghi.</p>
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		<title>Domenica</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 09:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1) Mio figlio ha 40 di febbre e allora passo il pomeriggio con lui in braccio sintonizzato su Sky e la manifestazione del popolo viola, democratico e giustizialista. Sento Bonelli (uh, che bava alla bocca) e Ferrero, ricordo il biennio tragico prodiano e mi rendo conto che la sinistra è ancora lì. L&#8217;unico efficace è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1) Mio figlio ha 40 di febbre e allora passo il pomeriggio con lui in braccio sintonizzato su Sky e la manifestazione del popolo viola, democratico e giustizialista. Sento Bonelli (uh, che bava alla bocca) e Ferrero, ricordo il biennio tragico prodiano e mi rendo conto che la sinistra è ancora lì. L&#8217;unico efficace è Di Pietro. Dice cose orrende ma chiare, musica per le orecchie di quel popolo. Bersani? A rimorchio di tutti.</p>
<p>2) L&#8217;affaire Minzolini è ridicolo. Giusto intercettare per scoprire reati ma dare in pasto ai giornali una vergogna per i magistrati che spifferano tutto. In questo caso qual è il reato esattamente? Berlusconi che ce l&#8217;ha con Di Pietro e Santoro? Perchè, è una novità? <a href="http://www.thefrontpage.it/2010/03/12/solidarieta-al-compagno-minzolini-2/">Ottimo il post di Frontpage, il sito di Velardi e Rondolino.</a></p>
<p>Privatizzare la Rai!</p>
<p>3) Mentana è furbissimo e bravissimo,il migliore: <a href="http://www.selpress.com/treccani/immagini/130310C/2010031341568.pdf">centomila euro per 8 puntate sul web</a> libero da par condicio. Credo che sia l&#8217;unico ad aver guadagnato facendo dibattiti su internet. Ma il Corriere non avevo lo straccio di un giovane cronista politico da mandare online?</p>
<p>4) Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Pdl per la riammissione della lista provinciale nelle regionali del Lazio. Bene, tutti contenti. Rispettate le regole,la democrazia è salva. La sinistra vuole vincere senza che milioni di cittadini possano esprimere una preferenza personale. Se la Bonino avesse detto: fate di tutto per riammettere la lista i toni si sarebbero distesi e la competizione sarebbe stata regolare. Così non è stato a testimonianza del fatto che i radicali non sono più loro e che il Pd vive di carte bollate.</p>
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		<title>La Banca del Sud</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confesso che non sono pochi i cittadini che mi chiamano per parlarmi dei loro problemi con le banche. Si tratta normalmente di piccoli imprenditori, gente mediamente con dieci dipendenti (anche meno), con molta passione per il lavoro ma  timori continui per la crisi incalzante.
Sono la spina dorsale dell’Italia, il mondo intorno al quale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2242" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/03/tremonti01g.jpg"><img class="size-full wp-image-2242" title="tremonti01g" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/03/tremonti01g.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Giulio Tremonti è sicuro che con la Banca del Sud la ripresa ricomincerà</p></div>
<p>Confesso che non sono pochi i cittadini che mi chiamano per parlarmi dei loro problemi con le banche. Si tratta normalmente di piccoli imprenditori, gente mediamente con dieci dipendenti (anche meno), con molta passione per il lavoro ma  timori continui per la crisi incalzante.</p>
<p>Sono la spina dorsale dell’Italia, il mondo intorno al quale si produce, si crea benessere, si fondano patrimoni e in definitiva si manda avanti la famiglia. La crisi economica li ha messi alle strette: meno investimenti, pochissime assunzioni quando non sono licenziamenti o ricorso alla cassa integrazione o a forme di contratti normalmente a tempo determinato.</p>
<p>Le banche hanno operato una stretta decisa: pochi mutui, tempi infiniti, richiesta di mille garanzie. L’economia così, già lenta e stagnante, si ferma. L’imprenditore si lamenta con la banca. Pensa:se non  mi danno i soldi, se non mi mettono nelle condizioni di continuare con gli investimenti e – possibilmente &#8211; con l’ innovazione, sono costretto a chiudere , sono costretto a ridimensionare, a tagliare posti e a perdere in ottimismo.</p>
<p>Spesso le banche non ragionano come gli imprenditori, che rischiano. E’ un vecchio problema sentito al Sud e giù da noi, in una Sardegna forse più in crisi di altre regioni, con una economia assisitita per larga parte.</p>
<p>Oggi il governo ha presentato la <a href="http://www.ilgiornale.it/economia/al_via_banca_sud_berlusconi_in_italia_ora_comincia_ripresa/12-03-2010/articolo-id=428836-page=0-comments=1" target="_blank">Banca del Sud</a>. Non sarà un carrozzone, hanno detto Berlusconi e Tremonti. Sarà finanziata da un nucleo di soci privati e lo Stato avrà una partecipazione minoritaria da dismettere entro cinque anni.</p>
<p>Che dire? Se la banca sosterrà concretamente le iniziative imprenditoriali, se offrirà ottimi tassi, se saprà avere vero coraggio e sarà veloce, allora il giudizio non potrà che essere positivo.</p>
<p>Aspettiamo però, vediamo quali effetti produrrà, quando nasceranno i primi sportelli e quale sarà la qualità del lavoro. Ci sono molte banche e il rischio di fare un altro doppione e di riproporre gli stessi errori è alto.</p>
<p>In più al Sud si pone un serio problema di Credibilità dello Stato. Quando lo Stato è assente manca il controllo sul corretto funzionamento delle leggi, sulla loro osservanza. Quando Cosa Nostra cominciò a proliferare lo fece grazie al fatto che c&#8217;era una discreta dose di riciclaggio di denaro negli istituti bancari. Fu seguendo quei soldi che Falcone e Borsellino cominciarono a fiutare la presenza di Cosa Nostra, che appena venti anni prima veniva considerata inesistente.</p>
<p>La partecipazione minima dello Stato indica un&#8217;ammissione di colpa: lo Stato oggi come oggi non riesce a fare delle cose bene e pertanto lascia fare ai privati, sperando che essi sappiano fare meglio. Come ho detto il terreno del finanziamento alle imprese, specie al Meridione, è molto scivoloso. Ogni volta che mettiamo in campo qualche progetto o lo sosteniamo, dobbiamo sempre ricordarci che lo Stato, seppur minimo, dev&#8217;essere credibile.</p>
<p>Uno Stato che si fa troppo vedere è invasivo. Uno Stato assente è uno stato rinunciatario.</p>
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		<title>Cose che ho sentito</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina sulla 7, dibattito senza politici professionali, una pacchia.
1) Mario Segni sostiene che la migliore politica si fa nelle regioni e nei comuni. Si lancia in un elogio dell’ex governatore Soru. Ha fatto delle cose, ha imposto una visione, poi però ha perso. (Sarebbe giusto ricordare che i suoi Riformatori fantoliani sono nel centrodestra).
2) Annalisa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina sulla 7, dibattito senza politici professionali, una pacchia.</p>
<p>1) Mario Segni sostiene che la migliore politica si fa nelle regioni e nei comuni. Si lancia in un elogio dell’ex governatore Soru. Ha fatto delle cose, ha imposto una visione, poi però ha perso. (Sarebbe giusto ricordare che i suoi Riformatori fantoliani sono nel centrodestra).</p>
<p>2) Annalisa Terranova del Secolo d’Italia (quotidiano vicino a Fini) auspica un cambiamento politico. In sostanza, l’era berlusconiana è finita, ci vogliono coraggio e novità.</p>
<p>Berlusconi fu dato per morto nel 1996. E la Sinistra si autodistrusse credendo di aver vinto per l&#8217;eternità. Noi magari abbiamo dato per morta la Sinistra e potremmo ripercorrere la stessa strada lastricata di mattoni. O forse no&#8230;</p>
<p>Intanto la campagna elettorale delle regionali è fatta di battaglie all&#8217;ultimo voto, come sempre. Il problema è che si usa troppo la televisione e che i partiti sembrano avere una dimensione televisiva, non territoriale, con alcune eccezioni. Molto interessante è lo scontro in Puglia, mentre una vittoria nel Lazio significherebbe molto. Per chiunque.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://falmax85.files.wordpress.com/2009/10/mentana01g1.jpg" alt="" width="300" height="230" /><p class="wp-caption-text">Enrico Mentana. Sul web non si applica la par condicio...</p></div>
<p>Sul web Enrico Mentana ospita dibattiti però, superando di slancio la sclerotica imposizione della legge. Ciò che non mi piace della par condicio, oltre alla legge in sè richiesta da Scalfaro, è proprio il comportamento che essa genera e l&#8217;assoluta, incredibile degenerazione del dibattito politico. La par condicio porta a credere che la verità dei fatti provenga dalla sommatoria, o dalla sottrazione, delle verità di parte e che se viene espressa un&#8217;argomentazione essa non sia valida fino a che non c&#8217;è un contraddittorio.</p>
<p>In alcuni casi il contraddittorio è sacrosanto, specie se si fa cronaca giudiziaria, perchè una voce che ripete che fino al terzo grado si è innocenti, non è mai sprecata. Invece per i dibattiti politici è assolutamente ridicolo.</p>
<p>Noi non avremo mai un modello anglosassone. E quello che è peggio è che fatichiamo a uscire dalla dimensione televisiva, con conseguenze nefaste sul piano dell&#8217;organizzazione dei partiti. Si è pensato che il PDL potesse essere un partito all&#8217;americana, da richiamare per le votazioni, con dei comitati elettorali spontanei, che attirano voti e fanno propaganda. E&#8217; un modello valido: ma in un paese nel quale la politica ha una dimensione si televisiva, ma non certo declinata nel modus vivendi italiano, che vede uno zerbinaggio continuo e un&#8217;occupazione partitica della RAI e un&#8217;informazione che funziona solo se tiene una posizione politica, meglio se radicale.</p>
<p>In America ci sono i giornali e le tv schierate e non sono rari i casi nei quali vengono pronunciati degli endorsements. Ma il punto è che alla TV non ci si può sottrarre e nemmeno ai media, ed è per questo che le carriere politiche durano meno che in Italia, almeno in termini generici. Da noi l&#8217;ossessione per la tv non rende semplice il radicamento finché basterà il tour del leader nazionale per vincere. O sono troppo pigri gli italiani, oppure la politica non conosce più certi canali informativi, in termini positivi, di propaganda. Il rischio è quello di avere un partito forte per le elezioni generali e debole nelle elezioni amministrative. Sarebbe il colmo che perdessimo le regionali con un governo tutto sommato giudicato in modo positivo dagli italiani.</p>
<p>E&#8217; anche a queste cose che dobbiamo pensare per costruire un futuro più certo, per il PDL.</p>
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		<title>Italiano/1</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Fiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettetela come vi pare, ma a me questo italiano che vince un Oscar e grida &#8220;Viva l&#8217;Italia!&#8221; mi riempie di orgoglio.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 446px"><a href="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//10/03/08/20100308_095735_0B0646DE.jpg"><img src="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//10/03/08/20100308_095735_0B0646DE.jpg" alt="" width="436" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Mauro Fiore ha vinto l&#39;Oscar per la migliore fotografia con il film Avatar</p></div>
<p>Mettetela come vi pare, ma a me questo italiano che vince un Oscar e <a href="http://www.filmisnow.it/magazine/mauro-fiore-un-oscar-per-litalia/9155/">grida &#8220;Viva l&#8217;Italia!&#8221; </a>mi riempie di orgoglio.</p>
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		<title>Che PDL sarà dopo il voto?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[I giudizi degli osservatori si sprecano, i commenti dei retroscenisti ci raccontano di un dissidio ormai insanabile, di nodi da scegliere, mentre la macchina della campagna elettorale va avanti e e si pensa a portare a casa quanti più voti possibili.
Ma ce lo chiedono tutti: che PDL sarà dopo il voto?
Pochi giorni fa Fini ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I giudizi degli osservatori si sprecano, i commenti dei retroscenisti ci raccontano di un dissidio ormai insanabile, di nodi da scegliere, mentre la macchina della campagna elettorale va avanti e e si pensa a portare a casa quanti più voti possibili.</p>
<p>Ma ce lo chiedono tutti: che PDL sarà dopo il voto?</p>
<p>Pochi giorni fa Fini ha dichiarato che non gli piace. Ma anche Berlusconi sembra essersi rotto le scatole di un certo tipo di andazzo (&#8220;i giochi di potere&#8221;, li chiamano) e che alla fine questa imbardatura non fa altro che rallentare il suo cavallo, che era ben lanciato nei sondaggi (oggi tutti in calo) e nei progetti.</p>
<p>Effettivamente la frittata è stata fatta: c&#8217;è poco da dire, al di là delle polemiche e delle stupidaggini, viene da pensare che c&#8217;è stata una battuta da arresto che non trasmette molta sicurezza. Però non dò per persa la partita, anzi, penso che i candidati del PDL siano tutti in lizza per vincere e che le regioni in bilico sono talmente in bilico che ogni forzatura appare un pretesto per raccattare voti.</p>
<p>Il Piemonte, il Lazio e la Puglia. Sono queste, principalmente, le regioni dove si gioca il destino del PDL. Ma non prendetela in termini di vita o di morte. Se il partito vince, mantenendo l&#8217;attuale assetto e senza un impegno concreto di Berlusconi nella campagna elettorale, si potrebbero trarre alcune conseguenze. Invece, se vince con l&#8217;impegno diretto di Silvio, soprattutto nelle regioni in bilico&#8230; bene, allora chi ha in mente progetti alternativi verrà invitato a spiegarli, a dichiararli, oppure a tirarsi fuori dal progetto principale, che si dimostra vincente.</p>
<p>Se invece ci dovesse essere una sconfitta, ovvero tutte le regioni indecise rimanessero al centrosinistra, bene allora la resa dei conti sarà totale e non si può escludere nulla.</p>
<p>Quello che auspico io non è un sereno confronto, ma un vivace dibattitto sul nostro futuro. Altrimenti avremmo perso un&#8217;ottima occasione per migliorare le cose. Intanto portiamo a casa la vittoria però.</p>
<p><strong>UPDATE. <a href="http://www.corriere.it/sport/10_marzo_09/lotito-montecitorio_0887500a-2b9b-11df-8630-00144f02aabe.shtml">In effetti, l&#8217;ho visto alla buvette&#8230;!</a></strong></p>
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