CHE SUCCEDE DA NOI
CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima che si sta facendo ogni giorno più difficile.
Nel Pdl una doppia resa dei conti. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta tenere la riunione dei trenta consiglieri regionali del Pdl per discutere della situazione politica, ma alla convocazione del capogruppo Mario Diana, che avrebbe voluto impostare una sorta di battaglia contro le «interferenze» del supervisore Romano Comincioli, si sarebbero presentati al massimo in sei. Messo sull’avviso, Diana ha annullato l’appuntamento e ha cercato di minimizzare l’accaduto: il rinvio è stato causato da «impegni di numerosi consiglieri, impossibilitati a partecipare». Secondo indiscrezioni, il suggerimento agli indisponibili sarebbe stato dato proprio da chi sostiene l’azione di rinnovamento avviata da Comincioli su incarico di Silvio Berlusconi dopo il crescente dissenso e la sconfitta alle elezioni provinciali. Si parla con insistenza di una «sfiducia» che potrebbe essere votata nel gruppo contro Diana (ma dopo l’esame della mozione contro Cappellacci). E, nella stessa operazione, ma con tempi un po’ più lunghi, rientra, secondo le stesse voci, anche l’avvicendamento al vertice del partito: il deputato Bruno Murgia (favorito) o il collega Settimo Nizzi al posto di Mariano Delogu. Sarebbe a rischio anche il ruolo di vice coordinatore vicario ricoperto da Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale.
La controffensiva di Delogu. Ieri, dopo l’attacco di Diana nei giorni scorsi, è stato Delogu a rilasciare una dichiarazione contro Comincioli: «Le cose sarde le vogliamo vedere in Sardegna, non abbiamo bisogno di tutori esterni». Per questo oggi Delogu (assieme a Diana e alla Lombardo) sarà da Cappellacci per la verifica politica di giunta.
Rimpasto forse a Ferragosto. Ma proprio a causa del caos e della conseguente paralisi del Pdl la verifica politica della giunta e il successivo rimpasto potrebbero procedere con tempi più lunghi del previsto: la scadenza di fine luglio non può più essere rispettata se il tema dovrà essere trattato – come si dice negli ambienti politici – dal nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa. Per il momento la coalizione si dovrà occupare della mozione di sfiducia (per respingerla) e della manovra correttiva del Bilancio.
Il Psd’Az minaccia l’appoggio esterno. Anche ieri sono proseguiti gli incontri bilaterali di Cappellacci con gli alleati. E’ stata la volta del Psd’Az, che, in linea con quanto detto dai Riformatori e dall’Udc, chiede un assessorato in più, per Giacomo Sanna ai Trasporti (oggi il Psd’Az ha i Lavori pubblici con Angelo Carta, che i sardisti vorrebbero confermare). Se la richiesta non sarà accolta – hanno detto i vertici dei 4 Mori – ci sarà solo l’appoggio esterno.
I numeri della spartizione non tornano più. Cappellacci vorrebbe riservarsi alcune scelte, oltre quelle scontate che sono le conferme di Giorgio La Spisa (Bilancio) e Antonello Liori (forse non alla Sanità). Con uno o due assessorati del presidente, non tornerebbero i conti o nel Pdl o tra gli alleati. E i centristi, approfittando della debolezza politica di Cappellacci, non vogliono fare alcuna rinuncia: l’Udc vuole salire da 2 a 3, i Riformatori e il Psd’Az da 1 a 2.
La giunta sarà quasi azzerata. Si è detto di La Spisa e Liori, gli unici due politici dell’esecutivo attuale (si erano dimessi dal Consiglio perché c’era ancora l’incompatibilità). Cappellacci, che non può frenare l’avanzata dei partiti, vorrebbe tenere almeno altri due assessori: Andrea Prato all’Agricoltura e Franco Manca al Lavoro. Prato, sul quale ci sono dei veti politici dei centristi per la conferma all’Agricoltura, potrebbe essere spostato al Turismo. Più incerta, al momento, la posizione di Manca, che rischia di trovarsi senza sponsor.
La mozione di sfiducia martedì in aula. In questo clima così pesante, martedì il Consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra contro Cappellacci. Se la mozione dovesse essere approvata, scatterebbero le dimissioni del governatore e le elezioni anticipate. Per questo motivo (e anche perché si vota a scrutinio palese) tutti danno per scontato che il centrodestra, pur in caso di probabile litigio persino in aula, alla fine ridarà la fiducia al presidente della giunta regionale.(Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)
Alemanno: Pdl va ristrutturato (ANSA) – ROMA – ‘Ho esposto a Berlusconi la mia idea di un partito strutturato e della necessita’ di congressi’. Cosi’ il sindaco di Roma Alemanno sul Pdl. In proposito, ha detto il primo cittadino, il Cavaliere ‘sta valutando la situazione anche perche’ la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc’. ‘La leggenda dell’Italia sotto la dittatura mediatica e’ stucchevole’ – ha aggiunto Alemanno – ed e’ un grande regalo che la sinistra fa a Berlusconi ed al centrodestra’.

TIRRENIA: INTERROGAZIONE PDL SU PRIVATIZZAZIONE =