CHE SUCCEDE DA NOI

CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima che si sta facendo ogni giorno più difficile.
 Nel Pdl una doppia resa dei conti. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta tenere la riunione dei trenta consiglieri regionali del Pdl per discutere della situazione politica, ma alla convocazione del capogruppo Mario Diana, che avrebbe voluto impostare una sorta di battaglia contro le «interferenze» del supervisore Romano Comincioli, si sarebbero presentati al massimo in sei. Messo sull’avviso, Diana ha annullato l’appuntamento e ha cercato di minimizzare l’accaduto: il rinvio è stato causato da «impegni di numerosi consiglieri, impossibilitati a partecipare». Secondo indiscrezioni, il suggerimento agli indisponibili sarebbe stato dato proprio da chi sostiene l’azione di rinnovamento avviata da Comincioli su incarico di Silvio Berlusconi dopo il crescente dissenso e la sconfitta alle elezioni provinciali. Si parla con insistenza di una «sfiducia» che potrebbe essere votata nel gruppo contro Diana (ma dopo l’esame della mozione contro Cappellacci). E, nella stessa operazione, ma con tempi un po’ più lunghi, rientra, secondo le stesse voci, anche l’avvicendamento al vertice del partito: il deputato Bruno Murgia (favorito) o il collega Settimo Nizzi al posto di Mariano Delogu. Sarebbe a rischio anche il ruolo di vice coordinatore vicario ricoperto da Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale.
 La controffensiva di Delogu. Ieri, dopo l’attacco di Diana nei giorni scorsi, è stato Delogu a rilasciare una dichiarazione contro Comincioli: «Le cose sarde le vogliamo vedere in Sardegna, non abbiamo bisogno di tutori esterni». Per questo oggi Delogu (assieme a Diana e alla Lombardo) sarà da Cappellacci per la verifica politica di giunta.
 Rimpasto forse a Ferragosto. Ma proprio a causa del caos e della conseguente paralisi del Pdl la verifica politica della giunta e il successivo rimpasto potrebbero procedere con tempi più lunghi del previsto: la scadenza di fine luglio non può più essere rispettata se il tema dovrà essere trattato – come si dice negli ambienti politici – dal nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa. Per il momento la coalizione si dovrà occupare della mozione di sfiducia (per respingerla) e della manovra correttiva del Bilancio.
 Il Psd’Az minaccia l’appoggio esterno. Anche ieri sono proseguiti gli incontri bilaterali di Cappellacci con gli alleati. E’ stata la volta del Psd’Az, che, in linea con quanto detto dai Riformatori e dall’Udc, chiede un assessorato in più, per Giacomo Sanna ai Trasporti (oggi il Psd’Az ha i Lavori pubblici con Angelo Carta, che i sardisti vorrebbero confermare). Se la richiesta non sarà accolta – hanno detto i vertici dei 4 Mori – ci sarà solo l’appoggio esterno.
 I numeri della spartizione non tornano più. Cappellacci vorrebbe riservarsi alcune scelte, oltre quelle scontate che sono le conferme di Giorgio La Spisa (Bilancio) e Antonello Liori (forse non alla Sanità). Con uno o due assessorati del presidente, non tornerebbero i conti o nel Pdl o tra gli alleati. E i centristi, approfittando della debolezza politica di Cappellacci, non vogliono fare alcuna rinuncia: l’Udc vuole salire da 2 a 3, i Riformatori e il Psd’Az da 1 a 2.
 La giunta sarà quasi azzerata. Si è detto di La Spisa e Liori, gli unici due politici dell’esecutivo attuale (si erano dimessi dal Consiglio perché c’era ancora l’incompatibilità). Cappellacci, che non può frenare l’avanzata dei partiti, vorrebbe tenere almeno altri due assessori: Andrea Prato all’Agricoltura e Franco Manca al Lavoro. Prato, sul quale ci sono dei veti politici dei centristi per la conferma all’Agricoltura, potrebbe essere spostato al Turismo. Più incerta, al momento, la posizione di Manca, che rischia di trovarsi senza sponsor.
 La mozione di sfiducia martedì in aula. In questo clima così pesante, martedì il Consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra contro Cappellacci. Se la mozione dovesse essere approvata, scatterebbero le dimissioni del governatore e le elezioni anticipate. Per questo motivo (e anche perché si vota a scrutinio palese) tutti danno per scontato che il centrodestra, pur in caso di probabile litigio persino in aula, alla fine ridarà la fiducia al presidente della giunta regionale.(Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)

Alemanno: Pdl va ristrutturato  (ANSA) – ROMA – ‘Ho esposto a Berlusconi la mia idea di un partito strutturato e della necessita’ di congressi’. Cosi’ il sindaco di Roma Alemanno sul Pdl. In proposito, ha detto il primo cittadino, il Cavaliere ‘sta valutando la situazione anche perche’ la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc’. ‘La leggenda dell’Italia sotto la dittatura mediatica e’ stucchevole’ – ha aggiunto Alemanno – ed e’ un grande regalo che la sinistra fa a Berlusconi ed al centrodestra’.

I sindaci discutono dell’idea di parco

«Perché la gente deve restare in montagna?» E’ l’interrogativo lanciato da Pierpaolo Sau, neo sindaco di Tonara, nel dibattito sul Gennargentu, svoltosi venerdì sera. Il tavolo istituzionale ha richiamato nel paese di Montanaru tanti sindaci della montagna: Desulo, Arzana, Gairo, Orgosolo, Ussassai, Sorgono, Tonara. Tanti politici: i consiglieri regionali Pietro Pittalis e Silvestro Ladu, l’assessore regionale Antonello Liori, i parlamentari Mauro Pili e Bruno Murgia e poi l’avvocato Basilio Brodu, l’ex presidente della Regione Angelo Rojch, i rappresentanti dei movimenti antiparco e tanti altri. Tutti uniti per costruire un progetto di sviluppo e valorizzazione dei territori montani dell’interno afflitti dallo spopolamento, dalla mancanza di infrastrutture, penalizzati da un sistema viario inefficiente, dove investire è più rischioso che altrove. Su queste aree ogni tanto aleggia come uno spettro il parco del Gennargentu, modello di sviluppo combattuto da queste parti, perché calato dall’alto, privo del consenso della gente. Le parole sono sempre le stesse. Ora sembra che qualcosa voglia cambiare per davvero. I sindaci vogliono costruire una rete di relazioni, presentarsi uniti per far sentire con forza la loro voce alla Regione e allo Stato. È ora di voltare pagina: alle parole devono seguire fatti concreti per frenare lo spopolamento di questi territori e consentire alla gente di vivere nei piccoli paesi e valorizzare quell’immenso patrimonio di risorse locali e di beni identitari. Il valore dell’azione congiunta dei primi cittadini è stato sintetizzato da Mauro Pili: «I sindaci hanno la forza e gli strumenti per formulare strategie di sviluppo sfruttando le risorse del territorio». L’incontro di Desulo è solo la prima tappa di un percorso di incontri che i sindaci, insieme ai rappresentanti regionali e nazionali, hanno deciso di iniziare. ( dall’Unione sarda )

In realtà il convegno è stato organizzato dal Pdl con la collaborazione decisiva dei sindaci della montagna. Non un convegno istituzionale, dunque, ma politico. Specificato più volte ma difficile da spiegare ai giornalisti…


Gennargentu, uno sviluppo alternativo alle vecchie proposte

1. Il caso del reinserimento del Parco del Gennargentu nell’aggiornamento della lista dei parchi proposta dal Ministero dell’ambiente dimostra due cose. La prima: non avere rispetto per le battaglie delle autonomie locali e dei movimenti organizzati e non avere conoscenza della storia dei territori. La seconda: poichè il problema del Gennargentu si ripresenta puntuale significa che non è stato risolto e che ancora non si vede l’alternativa di sviluppo. Siamo stati fermi, è ora di riprendere il discorso. No al Parco, certo, ma sì,decisamente, ad un modello di sviluppo che parta dal basso.

2. I numeri sulla crisi del Nuorese e delle aree centrali dell’Isola,compresa l’area del Gennargentu, fallimento dell’industria che ha perso occupati, aziende in crisi:il territorio è collassato sotto il peso dell’indecisione o di programmi di rilancio puntualmente smentiti dalla realtà.

3. Dobbiamo essere propositivi e lanciare il concetto di sviluppo integrato del territorio. lo suggerisce il nome, mira a riunire, sotto un’unica visione, l’idea di far crescere economicamente il territorio attraverso il concorso di più forze: quelle imprenditoriali, quelle agroalimentari, quelle legate specificamente alla campagna, quelle sindacali, quelle istituzionali, le banche, le fondazioni e le università. Un grande concorso di idee e progetti che vada oltre i fumosi e quasi mai rispettati accordi di programma e miri a costruire solide gambe per tavoli di sviluppo che guardino al futuro, salvaguardando il presente.

4. L’università è un capitolo fondamentale. Le promesse mai mantenute, la perdita di corsi importanti, spingono il territorio allo spopolamento. Nello stesso senso anche i vincoli imposti alle campagne e ai loro proprietari sono un incentivo all’abbandono, se non vengono messi in chiaro i benefici economici delle operazioni, Di fatto il parco oggi non rappresenta una soluzione. Tuttavia, noi tutti dobbiamo fare lo sforzo di indicare delle alternative.

Dobbiamo riprendere la strada dell’ università con una legge apposita che preveda l’istituzione di corsi basati sulla gastronomia locale, sulla biocompatiblità dei cibi, sulle risorse naturali e sul turismo, sul modello della Laurea Magistrale in promozione e gestione del patrimonio enogastronomico e turistico, ideata da Slow Food di Carlin Petrini, in modo da formare giovani in grado di lanciare e gestire imprese turistiche legate al territorio, avendo in mente la cultura della terra. Un ente del genere, finanziato e promosso anche con fondi privati, potrebbe dare un forte impulso al nostro territorio, offrendo una valida alternativa al sistema dei parchi, che pare obsoleto, almeno come modello di fruizione dell’ambiente.

5. L’albergo diffuso è sicuramente uno strumento di potenziamento del territorio. Bisogna pertanto impegnarsi a fondo per migliorare la viabilità interna e proporre un’offerta turistica alternativa che dal mare, molto apprezzato, anche da queste parti, veicoli turisti verso l’interno, verso la montagna. Il turismo in montagna non può essere visto solo come lo sfruttamento di dieci giorni di neve, se va bene, e di riapertura di una stazione sciistica comunque insufficiente.

6. Il vero obbiettivo è quello di offrire il territorio come alternativa turistica, attraverso la creazione di un’offerta che contempli escursioni a cavallo, a piedi, in bicicletta itinerari enogastronomici e naturalistici. Lo sforzo va fatto unendo le istituzioni, i privati e chi abbia voglia di inserirsi in questo mercato, magari sfruttando dei finanziamenti che vadano oltre le migliorie e le ristrutturazioni.

7. Il passaggio dall’industria pesante delle cattedrali del deserto a imprese leggere, basate sull’ambiente e sul territorio, farà solo bene, anche in termini occupazionali, tentando di salvare il salvabile con degli accordi di programma o delle riconversioni, che devono comunque essere lungimiranti e in grado di mantenere le promesse, altrimenti è meglio pensare a dare un lavoro ai nostri figli. Incentivi dovranno essere previsti per tutti coloro che operano seguendo i criteri della conservazione dell’ambiente, dell’impresa leggera, aumentando quindi l’offerta formativa, anche in livelli inferiori all’università, in modo di consentire a tutti di poter accedere a nuove professioni e fornire l’apporto necessario per cambiare il futuro dell’isola e soprattutto della zona del Gennargentu.

(Per parlare di queste cose ci vediamo il 16 alle 18 all’Hotel Gennargentu di Desulo. Saranno presenti tutti i sindaci dell’area, imprenditori, cittadini, consiglieri regionali e parlamentari)

Molto nuvoloso al sud e sulle isole…

Giulio Tremonti ha detto ieri al convegno della Coldiretti qualcosa che tutti pensano: le regioni del Sud non spendono le risorse a disposizione. I governanti sono dei cialtroni. Il tema è vecchio: come dare torto al ministro dell’ economia ?

Sono d’accordo con lui. Attraverso i fondi comunitari avremmo potuto modificare la faccia dei nostri territori, fronteggiare la crisi di questi anni, mandare avanti progetti di sviluppo e infrastrutturali. Siamo invece appesi ai soliti problemi, con una generale e stucchevole lamentela verso lo Stato. Non sapendo con chi prendercela, se non con i funzionari e gli assessori di dubbia efficienza, siamo come al solito prodighi di dichiarazioni contro il governo centrale.

( A proposito: si discuterà mai la mozione sull’indipendenza dei sardisti? Come si concilia l’aspirazione a fare da sè quando non siamo in grado manco di far quadrare i conti di un assessorato?)

Anche il responsabile regionale della Confindustria sarda è sulla stessa linea e chiede che la prossima manovra della giunta intervenga soprattutto su sprechi, lasciando a imprese, ricerca e istruzione i fondi sufficienti per navigare in mezzo alle difficoltà.

Direi chiaro e tondo così, ai sardi: meno industria fallimentare e più piccola e media impresa a partire da turismo e agroalimentare. Sembrano concetti chiari ma il messaggio non è ancora passato.

Cappellacci poi dice di voler cancellare quattro province. Insorge Sanciu, secondo me con ragione. O le cancelli tutte o è inutile imbarcarsi in una lotta senza speranza.

Tirrenia e Parco del Gennargentu

TIRRENIA: INTERROGAZIONE PDL SU PRIVATIZZAZIONE =
MURGIA, CONTORNI VICENDA POCO CHIARI

Roma, 30 giu. (Adnkronos) – Il deputato del Pdl Bruno Murgia ha annunciato la presentazione di una interrogazione a risposta scritta, in commissione Trasporti, sul caso della privatizzazione della Tirrenia. Murgia, in una nota, si dice “preoccupato per le notizie apparse sugli organi di informazione” e per le sorti della compagnia di navigazione che serve le principali tratte da e per la Sardegna.
Per Murgia i contorni della vicenda sono ‘poco chiari’ e intende chiederne conto immediatamente al governo. (Pol-Leb/Col/Adnkronos) 30-GIU-10 13:02


AMBIENTE: PROBLEMA PARCO GENNARGENTU IN COMMISSIONE CAMERA

(ANSA) – CAGLIARI, 30 GIU – Si e’ svolto questa mattina a Roma in Commissione Ambiente della Camera un incontro sul Decreto ministeriale inerente il Parco del Gennargentu che e’ stato inserito fra le aree protette, durante il quale la Commissione si e’ detta disponibile ad affrontare il problema.

All’incontro – organizzato dai deputati Pili, Murgia, Vella, Nizzi e Porcu che hanno presentato una risoluzione in commissione – hanno preso parte anche il coordinatore nazionale del Movimento sardo Pro territorio, Alessio Pasella, il segretario Pasquale Zucca, il dirigente Antonio Cabras e il vice coordinatore nazionale Mingarelli. ‘Abbiamo respinto con forte determinazione l’imposizione forzata dell’istituzione del Parco del Gennargentu – ha dichiarato Pasella – abbiamo, inoltre, chiesto lo stralcio dall’elenco ufficiale dalle aree protette allegato al Decreto del Parco nazionale del Gennargentu, al fine di rispettare le indicazioni delle popolazioni che si sono espresse sempre contrarie all’istituzione del Parco. Abbiamo chiesto l’avvio dell’iter parlamentare della proposta di legge Pili che riguarda la norma quadro sulle aree protette. La Commissione ministeriale si e’ detta in proposito disponibile e, quindi, vi sono risvolti positivi. Il problema del Parco del Gennargentu si avvia ci auguriamo a soluzione anche grazie alla Commissione’. (ANSA).

Piano Energetico Sulcis, interrogazione a Berlusconi

(AGI) – Cagliari, 28 giu. – “E’ l’ultima chiamata per il futuro industriale del Sulcis. A fine anno scadono i termini europei per poter realizzare il progetto di sistema integrato della miniera centrale e per quella data la Regione deve assicurare la disponibilita’ delle aree e delle infrastrutture necessarie e assegnare la concessione con gara”. Il parlamentare Pdl, Mauro Pili, assieme ai colleghi deputati Bruno Murgia, Settimo Nizzi, Paolo Vella e Carmelo Porcu, ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico (e inviato una nota riservata al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, che ha ancora l’interim) per rilanciare il piano energetico del Sulcis Iglesiente.

“Nel 2003 – ha ricostruito l’ex presidente della Regione – presentammo al ministero dell’Industria il progetto integrato Miniera centrale, di sfruttamento dell’energia del carbone, del Sulcis, considerato decisivo per tenere in piedi il comparto metallurgico sardo. Quel progetto fu bloccato, con la conseguenza che le industrie energivore hanno perso tre anni di tariffe speciali per poi tornare a un monopolio energetico che sta mettendo il sistema in ginocchio”. (AGI)

COMINCIOLI SUPERVISORE DEL PDL SARDO

«Il presidente Berlusconi ha incontrato il senatore Romano Comincioli al quale ha chiesto di svolgere il ruolo di supervisore per la situazione sarda e di valutare le possibili soluzioni per il rilancio del partito in Sardegna. Il senatore Comincioli, dopo aver sentito i dirigenti del partito, dovrà proporre al presidente Berlusconi le soluzioni idonee per il rilancio del partito e dell’azione di governo».(Unione sarda )

AMBIENTE: MURGIA (PDL), PARCO DEL GENNARGENTU? NO GRAZIE

Cagliari, 20 giugno (ANSA)- ‘Ho firmato l’interrogazione del parlamentare Mauro Pili contro il tentativo di inserire il Gennargentu tra i parchi di Stato – ha detto il deputato nuorese Bruno Murgia del Pdl – il decreto del ministro Prestigiacomo con il quale viene aggiornato l’elenco dei parchi nazionali non puo’ essere accettato e va a minare il diritto per il quale per anni ci siamo battuti e che e’ quello della autodeterminazione dei popoli e delle realta’ locali’.
‘Gia’ nel 2005 – ha continuato Murgia – una norma proposta dal Governo Berlusconi bloccava qualsiasi imposizione vincolistica nel Gennargentu, rimandando l’intesa al rapporto tra Stato e Regione e dando possibilita’ ai singoli comuni di aderire o meno. E’ per questo che quello schema di decreto non puo’ essere accolto. Anzi saremo pronti alla mobilitazione come fatto in altre volte occasioni e invitiamo la Regione a muoversi immediatamente contro e predisporre un Piano per la montagna. E’ mia intenzione personale mettere insieme i sindaci della montagna per fare il punto della situazione e riprendere a parlare di sviluppo produttivo e sostenibile nel Gennargentu, partendo da cio’ che conosciamo e sappiamo fare, senza le solite imposizioni estemporanee’. (ANSA).

CHE COSA SUCCEDE NEL CENTRODESTRA SARDO

Ecco il ragionamento condivisibile del direttore dell’Unione sarda Paolo Figus.

“Quello che è avvenuto nelle ultime elezioni provinciali e comunali che hanno coinvolto tutta la Sardegna dovrebbe essere un segnale di allarme per i partiti della maggioranza, per il governo, per il presidente del Consiglio. Se ne diamo una lettura corretta, è un preavviso di disfatta sia per le prossime elezioni di Cagliari tra un anno, sia per le politiche fra meno di tre anni, sia per le regionali tra poco più di tre anni. Il Pdl ha visto un crollo di consensi con picchi tra 15 e 20 punti percentuali, con un astensionismo anomalo figlio del disincanto e della disaffezione dei sardi per la politica.(… )
Primo: il Pdl sardo dovrebbe essere governato da uno o più esponenti che non abbiano doppi o tripli incarichi; che abbiano il carisma e l’autorevolezza per gestire i continui conflitti interni; che sappiano tenere i rapporti con gli alleati; che supportino l’attività del governo regionale; che interloquiscano a livello nazionale in favore della Sardegna.
Secondo: poiché nel governo nazionale non c’è un’adeguata rappresentanza sarda presente nel momento in cui si decide la distribuzione delle risorse, suggeriamo a Berlusconi, che di recente ha nominato numerosi sottosegretari e persino un ministro, di nominare anche un ministro e sottosegretari sardi capaci e interessati ad occuparsi della Sardegna.
Terzo: il governo regionale e il Consiglio regionale devono essere più incisivi e capaci di spendere i fondi europei attualmente disponibili perché in una economia debole e vulnerabile come quella sarda, gli investimenti pubblici potrebbero essere il motore per lo sviluppo”.

Intanto i sardisti con Giovanni Colli chiedono un cambio di passo: “subito voto sulla mozione sull’indipendenza e legge per l’Assemblea costituente”. Per me, storia già vista. Gli alleati incassano tranquilli e noi a prendere botte. Dobbiamo fare il Pdl sardo e riprendere il ruolo guida della coalizione. I nostri rappresentanti in Giunta devono avere una maggiore e netta caratura politica. Va rifatto il progetto politico e riportato nei territori, facendoci paese per paese, con l’intervento continuo del presidente della regione. Al primo punto gli interessi e la tutela dell’Isola. Troppe voci, troppe cose hanno appannato la nostra immagine.

Ripartire da Nuoro

A Nuoro il risultato ci ha visto sconfitti, alla fine: con onore. Il gap storico con la sinistra dei posti di lavoro regalati è stato annullato quasi del tutto.

A Nuoro città il Pdl elegge quattro consiglieri comunali ed è nettamente il primo partito del centrodestra, avvicinandosi al Pd nella sua roccaforte storica. Sempre a Nuoro città, Crisponi ha battuto Deriu. Ci sono belle realtà all’interno (sindaci a Tonara, Desulo, Belvì e Sorgono,compresa la storica affermazione a Orgosolo, più qualche altro perso per una manciata di voti) e altre nelle quali ci sono giovani di qualità.

In altre, invece, siamo assenti, per colpa nostra e per stupidaggine politica.

E’ anche certo che l’attenzione della giunta cagliaritanocentrica nei nostri confronti è decisamente discutibile, sotto molto punti di vista, compreso quello della rappresentanza dei territori.

Che cosa dobbiamo fare: ristrutturare radicalmente il coordinamento provinciale e dotarsi di un programma. Idee, come è noto, non ne mancano. E’ da queste che si parte. L’organizzazione è alla base di un buon lavoro ma se non si ha molto da dire gli elettori se ne accorgono immediatamente.

Il risultato regionale è molto deludente, come deludente appare per la gente comune l’opera dell’amministrazione regionale, come ci hanno spesso ripetuto in campagna elettorale.

Cambiamenti? Non ho certezze e bacchette magiche. Il partito è profondamente diviso. A me piace un movimento dell’autonomia (Pdl sardo) con una serie di temi strettamente sardi. Un partito che combatte, vivo, che fa campagne, che propone idee e che non si limiti alla gestione dell’ordinario, ma sfrutti il consenso per stabilire delle fondamenta. Come minimo, otto grandi assemblee provinciali e una finale devono essere fatte. Con tre o quattro idee guida. Tre o quattro bandiere che ristabiliscano moderna sardità, gestione in prima persona della nostra terra, senza chiusure ottuse ma consci che la terra dove poggiamo i piedi è il nostro bene più prezioso. Molte cose le ho scritte nei mesi scorsi sul blog e sui giornali. Passate inosservate.

Così però non resistiamo a lungo. Occorre cambiare marcia e direzione. Vista la situazione, operazione difficilissima. Come è ovvio che occorra una giunta più forte, più politica. Faccio affermazioni polemiche? Dico ad alta voce ciò che tutti sostengono ogni giorno.

(Chi vuole può inviare un contributo e aprire un dibattito )

Caro Bruno, sono convinto che sia necessario rivedere il tutto. Per quanto mi riguardo sono il primo a mettermi in discussione. Credo sia arrivato il momento di dare una scossa al sistema, servono cambiamenti sia a livello di giunta regionale che di organizzazione di partito. Non si tratta di andare contro questo o quest’altro ma di dare un segnale di forte cambiamento alla nostra comunità.
Donne e uomini capaci, che siano liberi di scegliere i loro collaboratori e individuare la futura classe dirigente del PDL.
Azzeriamo il tutto e ripartiamo con fiducia….

Per capire il mio pensiero riporto un breve commento riportato sul blog di un amico pugliese

Il PDL raggiungerà la sua piena maturità solo e quando sarà strutturato, sarà in grado di far interagire sul territorio una classe dirigente, capace , scelta dalla base e cittadini all’interno di un perimetro segnato da regole riconosciute e rispettate da tutti.
Solo allora si potrà parlare di un partito solido, partecipato, radicato. Se questo traguardo tarda ad essere raggiunto, mi chiedo quali siano i tempi della sua sopravvivenza, legata alle doti carismatiche del suo leader nazionale.
Il rischio concreto è che la modernità del Pdl venga presto archiviata, che diventi anch’esso un partito anacronistico, con una classe dirigente assuefatta ed incapace di cogliere i cambiamenti in atto laddove il confronto dalle piazze tradizionali si è spostato su luoghi virtuali che appaiono e scompaiono con la stessa velocità con cui viaggiano le informazioni sulle autostrade informatiche.
Organizzazione è la parola d’ordine che il PDL deve far circolare ovunque e nuovo spirito di partito deve spingere chi crede già nel suo futuro prossimo…”

Antonello Gallisai, vice coordinatore Pdl Nuoro