Dio, che noia!
Dio, che noia. Lo sappiamo che i vescovi sono contro l’aborto. Sappiamo che il nostro è uno Stato laico. Sappiamo che la Chiesa non deve intromettersi nelle cose terrene (leggi elezioni).
Sappiamo anche ciò che dice la Bonino. La solita vecchia canzone a favore dell’aborto. Anche il nostro grande Giulianone Ferrara ultimamente si è fissato. Poi conosciamo perfettamente il parere dei mille radicali sparsi nel mondo, che non mancano di lanciare le freccette contro il bersaglio grosso della Chiesa, che non risponderà mai con un lancio di agenzia. Non poteva mancare Farefuturo ( “attenti, sulla laicità non si scherza”). Poi la pletora dei cattolici, il can can sui valori che mancano, i documenti ufficiali, le prese di posizione. La Chiesa bussola di riferimento, la Chiesa luogo dell’intrigo. Fare ciò che si crede e fare il cattolico adulto. Insomma, un corollario di reazioni così scontate e prevedibili da sbadigliare di primo mattino.
Prima che anche io vi venga a noia, dico la mia. La Chiesa ha diritto di esprimere la propria opinione, come crede. Può esprimere opinioni, anche fare politica, rimanendo nei famosi limiti di cui tanto parliamo. Sono perplesso dai tempi, direi intempestivi, di alcune uscite, che infatti hanno richiesto una precisazione, ma c’è un problema. Nel Lazio, battaglia infuocata, Emma Bonino è candidata alla presidenza: è un’abortista integrale. E’giusto che un tema come questo non venga esaminato? Che un cattolico non si ponga almeno il problema? Se la Chiesa non dicesse niente non abdicherebbe al proprio ruolo di guida morale e spirituale? E’ giusto che un candidato si spogli della propria storia personale? Sta all’elettore decidere. Sta al cattolico risolvere il dilemma interiore e stabilire se votare Bonino o meno. Caso mai c’è il solito problema di una sinistra che non riesce a essere sinistra fino in fondo e che fa fare acrobazie verbali alla Bonino, che pur con la sua storia dovrà essere abortista ma non troppo, in ossequio all’ala moderata del PD.
1) David Cameron è in testa nei sondaggi per le elezioni che si terranno in Inghilterra tra breve. Gordon Brown appare logorato rispetto al giovane rivale, anche se negli ultimi tempi il Labour ha cominciato una lenta ma continua risalita. Perché? I commentori credono che sia l’effetto ancora indefinito che Cameron comunica. Il suo è un mix di destra riformista, di destra solidale che si allontana sostanzialmente dal credo tatcheriano. C’è molta attenzione alla questione verde ( Cameron non manca di farsi fotorgrafare in bici ) e soprattutto alla comunicazione. Un leader giovane, comprensivo, figo, con l’aria di chi vuol far rinascere Londra. Un po’ come il primo Tony Blair che aveva con sé il mondo della cultura e della musica.


