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	<title>Bruno Murgia &#187; Lavoro</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Lavoro e laurea, abbiamo un problema</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/07/22/lavoro-e-laurea-abbiamo-un-problema/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ricordo quando lo disse D&#8217;Alema e traumatizzò il centrosinistra di allora: non esiste più il posto-fisso. Quello che ci domandiamo tutti, oggi, perlomeno coloro che sono attenti alle dinamiche sociali, è se esista il diritto al posto fisso. Se ciòè esso non rappresenti più un miraggio o un diritto reale, concreto, da acquisire e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ricordo quando lo disse D&#8217;Alema e traumatizzò il centrosinistra di allora: non esiste più il posto-fisso. Quello che ci domandiamo tutti, oggi, perlomeno coloro che sono attenti alle dinamiche sociali, è se esista il diritto al posto fisso. Se ciòè esso non rappresenti più un miraggio o un diritto reale, concreto, da acquisire e conquistare, al quale si deve rinunciare solo per cause di forza maggiore.</p>
<p>Che il mondo del lavoro sia cambiato, in questi anni, almeno venti, lo dicono i numeri. Gli stessii numeri sulla disoccupazione sembrano dare ragione a un modello liberista, flessibile, &#8220;precario&#8221;, in grado di assorbire maggiori posti di lavoro, a fronte delle rigidità del modello uscito dalla riforma del 1970.</p>
<p>Lo Statuto non è stato mai smantellato, anche se sono intervenute diverse leggi, nel corso degli anni che hanno profondamente mutato la materia. Il dato però sul quale mi soffermo chiama in causa il fallimento dell&#8217;università italiana e la sua incapacità di produrre ricchezza, lavoro e quindi diritti.</p>
<p>Secondo questa <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/la-fine-del-posto-stabile-solo-al-6-dei-neolaureati/3813002?ref=HREC1-4" target="_blank">indagine Gidp</a>, ormai solo il 6% dei neolaureati entra in azienda con un contratto a tempo indeterminato. Lo stage diventa la prima modalità di accesso, mentre la crisi ha fatto conoscere un fenomeno davvero curioso e in sè preoccupante: l&#8217;esplosione delle partite iva, cioè delle collaborazioni a progetto, sotto le quali si nascondono spesso dei rapporti di lavoro continuativi, abilmente mascherati e spogliati dei diritti.</p>
<p>Il dato sociale è chiaro, quello relativo alla formazione lo è meno. Se da un lato abbiamo una crisi generale dell&#8217;economia, soprattutto per cause esterne, dall&#8217;altro non posso non sottolineare il fatto che le università italiane non hanno ancora fatto quella grande inversione a U che è richiesta dalla nuova economia. Anzi, il paese è terribilmente indietro, anche nella ricerca, in tutti quei settori relativi alla modernizzazione, che non hanno sostituito adeguatamente la perdita di posizioni nel campo della grande industria. Resistono le piccole-medie imprese, che rappresentano il vero tessuto economico del paese, sia al Nord che al Sud, con la differenze che per queste non è necessario spesso possedere un titolo di studio elevato, proprio perchè la formazione deriva da altri saperi ed è specifica per determinate produzioni.</p>
<p>Forse abbiamo laureato troppe persone in ambiti privi di sbocchi professionali? O forse il nostro mercato del lavoro è asfittico ed è compresso dalla crisi? Credo siano entrambi i motivi. E bisogna cambiare, per assicurarci un futuro migliore e dare un senso alla formazione e all&#8217;istruzione.</p>
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		<title>La situazione Equipolymers</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.
Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.</p>
<p>Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana di Ottana.</p>
<p>Ieri mattina a Roma l’ultima puntata. Con l’ad di Polimeri Europa (Eni) Alberto Maria Alberti che, di fronte al braccio destro di Scajola Giampietro Castano e al vice presidente di Confindustria Roberto Bornioli, ha dato l’ok a Clivati e Lohia per la fornitura della materia prima dallo stabilimento di Sarroch. «Polimeri Europa dà la disponibilità &#8211; si legge nel verbale &#8211; a proseguire il confronto su fornitura, stoccaggio e trasporto di paraxilene nella prospettiva di utilizzo a piena capacità degli impianti di Ottana». Un documento in realtà abbastanza sibillino (Indorama-Ottana Energia si impegnano a comprare da Sarroch anche il poco utile metaxilene, e Polimeri Europa non garantisce che le produzioni verranno fatte nell’isola) ma abbastanza chiaro da vincere le ultime resistenze del colosso thailandese. Con Lohia e Clivati che, appena usciti da ministero, sono saliti sul jet privato di Indorama e hanno raggiunto Milano, per la «storica» stretta di mano.</p>
<p>Ottana è salva dunque. E tutti gioiscono. A iniziare da Cappellacci: «Un passo decisivo compiuto dopo il decisivo accordo firmato a Cagliari per lo sviluppo della Sardegna centrale». Per continuare con Alberti: «Sono state poste le basi di una fruttifera collaborazione». E finire con Scajola: «Un’intesa che garantirà la necessaria prosecuzione e sviluppo del sito industriale sardo». Ma, trattativa a parte, c’è da sottolineare il risultato più prezioso che la Sardegna centrale incassa da questa infinita vertenza: la conferma che «uniti si può vincere». La battaglia sui costi di energia, servizi e trasporti infatti parte da lontano. E la compravendita di Equipolymers è stata solo il cavallo di Troia dentro cui Provincia, Confindustria, sindaci e sindacati hanno «nascosto» le loro storiche rivendicazioni. Basti per tutti la parte energetica dell’accordo siglato in Regione martedì. Che ricalca fedelmente il documento firmato in Provincia a giugno del 2009 (dopo oltre un anno di trattative) tra Paolo Clivati,</p>
<p>Roberto Deriu, sindaci, sindacati e Confindustria. Intorno a quell’accordo, e alla successiva proposta di Clivati di acquistare Equipolymers, si è lentamente stretta la «falange» nuorese. Che in un anno ha ottenuto più di quanto negli ultimi decenni il territorio avesse mai osato pensare. Questo grazie a un lavoro di squadra in cui tutti hanno giocato fuori dai loro tradizionali ruoli, concentrati unicamente sull’obiettivo finale.</p>
<p>A iniziare dalla Provincia appunto, che ha il merito di aver da subito «scommesso» su Clivati. Per proseguire con i sindacati, con il trio Mussoni-Ganga-Pittalis (a cui poi è subentrata la Corda) e in seconda battuta con l’Ugl di Luca Usai. Che da una parte hanno tenuto «calde» le piazze. E dall’altra hanno messo in campo rapporti molto personali (ottimo quello di Ganga con l’amico scout Mastrobuono ad esempio) con i vertici del ministero. E poi Confindustria, che dopo una partenza lenta (a lungo ha tentato di convincere la Dow a restare) ha ingranato la quarta, diventando tra i critici più severi della multinazionale americo-kuwaitiana, e tra i più «presenti» in ogni fase della trattativa. E infine i politici del territorio. In particolare Paolo Maninchedda e Bruno Murgia. Che hanno fatto da collegamento con Regione e Parlamento. E, spesso a fari spenti, hanno seguito passo passo tutte le partite fondamentali. Il fuoriclasse è però uno: Paolo Clivati. Tanto garbato quanto risoluto ha iniziato la battaglia per non perdere il suo «cliente» (Equipolymers compra quasi tutta la produzione di Ottana Energia) e ha alzato l’asticella a ogni passaggio. Ottenendo tutto l’ottenibile. E, se l’i mpressione che l’altrettanto garbato e risoluto Aloke Lohia ha dato in questi tre giorni sarà confermata, la bella favola di Ottana potrebbe essere solo all’inizio. (<a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/equipolymers-ai-thailandesi-e-fatta/1891702" target="_blank">La Nuova Sardegna</a> &#8211; 19 marzo 2010)</p>
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		<title>Se la trasparenza sbarcasse in Italia</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/02/24/se-la-trasparenza-sbarcasse-in-italia/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Abbiamo capito che intorno agli appalti pubblici c’è un gran caos. Mi sono fatto questa idea: lavorano sempre i soliti, con tutti i governi, sotto ogni latitudine. Ci sono società e manager che fatturano milioni e milioni. Hanno rapporti con i piani altissimi della politica che noi parlamentari ci sogniamo. Avviene per le grandi opere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/02/appalti-edilizia.jpg"></p>
<div id="attachment_2133" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/02/appalti-edilizia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2133" title="appalti edilizia" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/02/appalti-edilizia-300x225.jpg" alt="Sotto il cielo trasparente cosa c'è?" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sotto il cielo trasparente cosa c&#39;è?</p></div>
<p></a>Abbiamo capito che intorno agli appalti pubblici c’è un gran caos. Mi sono fatto questa idea: lavorano sempre i soliti, con tutti i governi, sotto ogni latitudine. Ci sono società e manager che fatturano milioni e milioni. Hanno rapporti con i piani altissimi della politica che noi parlamentari ci sogniamo. Avviene per le grandi opere, per i grandi eventi, avviene nelle piccole realtà locali.</p>
<p>Conosco impresari straricchi e altri che faticano a mettere il pranzo con la cena, e sono gente capace e molto per bene. Magari non sono yes men di un qualche sistema da ungere (o mungere) e da “osservare” con i voti.</p>
<p>Negli Stati Uniti, leggo sul Foglio di oggi, è diverso. Se uno va sul sito <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4498">www.usaspending.gov</a> troverà una vera e propria anagrafe telematica degli appalti pubblici federali, istituita grazie ad una legge che si chiama “<a href="http://www.opencongress.org/bill/111-h2392/show">Transparency act</a>”. L’obiettivo è quello di fornire al pubblico informazioni su come vengono i dollari delle tasse. I visitatori, nell’ordine di milioni, conoscono classifiche, settori di competenza, collegio elettorale di riferimento (non male, eh?), quali sono le principali società di riferimento che hanno vinto gli appalti, stato dei lavori, persone impiegate e così via.</p>
<p>Impossibile in Italia? Certo, se si vuole tenere tutto nascosto. E badate, non è un problema di colore politico. Non sarebbe male se il governo in carica studiasse una legge così. Da parte mia provo a studiare una proposta.</p>
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		<title>La maturità è un inutile rito da abolire</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Non smetterò mai di ripeterlo, quando vedo la scelta delle materie. La maturità è un inutile rito che faremmo meglio ad abolire. Ci sono svariati motivi per mettere fine a una pantomima, che  nel tempo si è trasformata in una sottospecie di rito collettivo, buono per la sceneggiatura di qualche cineasta a corto di idee.
1) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non smetterò mai di ripeterlo, quando vedo la <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2010/01/30/1121083-scogli_della_maturita_2010.shtml" target="_blank">scelta delle materie</a>. La maturità è un inutile rito che faremmo meglio ad abolire. Ci sono svariati motivi per mettere fine a una pantomima, che  nel tempo si è trasformata in una sottospecie di rito collettivo, buono per la sceneggiatura di qualche cineasta a corto di idee.</p>
<p>1) La maturità è inutilmente ansiogena &#8211; anche se fa parte di un&#8217;esperienza collettiva, come racconta bene la celebre canzone di Venditti, un po&#8217; come la visita di leva per i maschi, l&#8217;esame posto a fine del quinto anno è inutilmente ansiogeno. Genera panico, notti insonni, che influiscono sul normale adattamento a un esame, che non è nemmeno propedeutico all&#8217;esame universitario classico (nè ai test di ammissione).</p>
<p>2) E&#8217; uno spreco colossale di denaro pubblico &#8211; ammesso che l&#8217;istruzione non può essere vista in maniera tout-court aziendalista, gli sprechi sono sprechi e vanno tagliati. Prolungare l&#8217;anno scolastico, riunire commissioni, pagare ripetizioni private&#8230; spese inutili per un esame inutile.</p>
<p>3) L&#8217;esame in sè non ha senso, visto che certifica la bontà di una carriera scolastica, che da un anno all&#8217;altro può mutare. In sostanza si pensa a pronunciare un gioudizio definitivo su dei ragazzi che quando entrano alle superiori sono poco più che bambini, che maturano in modi differenti e che spesso nascondono questa maturità, mostrandola in ambiti diversi dalla scuola.</p>
<p>4) L&#8217;esame in sè ha poco valore didattico, non insegna nulla, non aiuta in niente. Se un esame ci dev&#8217;essere che sia quello di ammissione ai corsi universitari di un certo tipo. La parte finale del quinto anno va vista nell&#8217;ottica dell&#8217;università, visto che il diploma non serve più a nulla. E&#8217; legato a un&#8217;epoca nella quale il diploma aveva un reale valore.</p>
<p>5) Si utilizzi l&#8217;ultimo bimestre del quinto anno per uno studio della contemporaneità: i fenomeni storici degli ultimi anni, internet e l&#8217;economia globalizzata, le tensioni religiose, il cambiamento del mondo del lavoro, la nuova geografia politica, gli indirizzi delle principali scienze. Due o tre grandi temi a settimana, attraverso i quali orientare i ragazzi verso l&#8217;università, con singole lezioni tenute da professori ospiti rappresentanti una particolare facoltà. Orientamento universitario, un aiuto a scegliere il proprio futuro.</p>
<p>6) La valutazione finale, valida ai fini dell&#8217;ingresso in alcune università o nel mondo del lavoro, viene data tenendo conto esclusivamente del triennio finale. La media matematica del terzo, quarto e quinto anno si ottiene computando i voti di tutte le materie anno per anno. Stop. Un esame modello finali di sci, che annulli i voti o li ritocchi grazie alla bacchetta magica è fuori contesto, perché de-responsabilizza i ragazzi e non li aiuta ad ottenere la perseveranza, che vista l&#8217;alta percentuale di abbandoni universitari, è l&#8217;ingrediente più importante per concludere gli studi (considerate le naturali distrazioni dell&#8217;età). Un voto che sale oltre la media se lo studente dimostra un miglioramento nel corso degli anni, un voto che insomma &#8211; a differenza di questo &#8211; tiene conto della maturazione dello studente.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Ritenete che l&#8217;esame di maturità sia ancora attuale?</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oVdYtZWwONk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oVdYtZWwONk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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		<title>Lo sviluppo della Sardegna centrale</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/30/lo-sviluppo-della-sardegna-centrale/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuoro, 30 nov. &#8211; La Confindustria della Sardegna centrale chiede un impegno preciso a parlamentari e consiglieri regionali del territorio. I politici che hanno accolto l&#8217;invito &#8211; il deputato Bruno Murgia e i consiglieri Pietro Pittalis, Giuseppe Luigi Cucca, Roberto Capelli, Silvestro Ladu e Giovanni Mariani &#8211; ipotizzano un percorso che possa agevolare l&#8217;utilizzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuoro, 30 nov. &#8211; La Confindustria della Sardegna centrale chiede un impegno preciso a parlamentari e consiglieri regionali del territorio. I politici che hanno accolto l&#8217;invito &#8211; il deputato Bruno Murgia e i consiglieri Pietro Pittalis, Giuseppe Luigi Cucca, Roberto Capelli, Silvestro Ladu e Giovanni Mariani &#8211; ipotizzano un percorso che possa agevolare l&#8217;utilizzo di risorse disponibili quali quelle della programmazione negoziata. Da qui la proposta di un tavolo tecnico assieme agli assessori regionali all&#8217;Industria e alla Programmazione che possa individuare una sorta di percorso preferenziale e soprattutto facilitare l&#8217;assegnazione e la spendita delle risorse.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Confindustria &#8211; come hanno spiegato Salvatore Nieddu e Roberto Bornioli &#8211; e&#8217; finanziare il progetto Fenice presentato nelle scorse settimane ai sindacati, che riunisce trentotto proposte, 34 piccole e medie imprese, quattro grandi imprese per un investimento complessivo di poco inferiore ai 143 milioni e mezzo di euro E un totale di circa 400 addetti. In discussione anche la questione Equypolimers, azienda della multinazionale DOW Chemical che si appresta a lasciare l&#8217;area industriale di Ottana e che nonostante la decisione di vendere gli impianti per la produzione del PET, ha intascato l&#8217;ultima tranche del finanziamento pubblico, pari a tredici milioni di euro.</p>
<p><strong>Murgia</strong> ha chiesto chiarimenti al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e ha annunciato un&#8217;iniziativa che potrebbe formalizzarsi in un emendamento alla Finanziaria per la verifica della spesa e dell&#8217;utilizzo delle risorse pubbliche destinate negli ultimi anni alla Sardegna Centrale. (AGI)</p>
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		<item>
		<title>Sette studenti sardi al master in &#8220;Urban Strategies&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CAGLIARI, 11 NOV &#8211; Sono sette gli studenti sardi che parteciperanno al nuovo master in &#8216;Urban strategies&#8217; che mette a disposizioni 15 posti per analizzare l&#8217;area metropolitana di Cagliari. Il via al corso universitario e&#8217; stato dato dall&#8217;incontro di ieri fra il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, l&#8217;assessore regionale degli Enti Locali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; <em>CAGLIARI, 11 NOV &#8211; Sono sette gli studenti sardi che parteciperanno al nuovo master in &#8216;Urban strategies&#8217; che mette a disposizioni 15 posti per analizzare l&#8217;area metropolitana di Cagliari. Il via al corso universitario e&#8217; stato dato dall&#8217;incontro di ieri fra il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, l&#8217;assessore regionale degli Enti Locali, Gabriele Asunis, ed il promotore del master, Wolf Prix, direttore del Dipartimento di Architettura dell&#8217;Universita&#8217; delle arti apllicative di Vienna.</em></p>
<p>I principali obiettivi del master, illustrati oggi in una conferenza stampa, riguardano la progettazione urbana improntata allo sviluppo della sostenibilita&#8217; e la massimazione dell&#8217;utilizzo delle risorse naturali per la promozione di energie alternative: sole, vento e acqua. Il corso si articola secondo un diverso tema che sara&#8217; proposto ogni anno e dara&#8217; le basi al supporto che la Regione vuole dare ai singoli Comuni nella progettazione della pianificazione comunale ed intercomunale. L&#8217;Universita&#8217; di Cagliari, con la direzione del Dipartimento di Architettura della facolta&#8217; (Darch) ha aderito all&#8217;accordo che prevede uno scambio di ricerche multidisciplinari svolte in parallelo alle attivita&#8217; dell&#8217;istituto viennese</p>
<p>Cosa ve ne pare? Che idee avete in merito a questi progetti (non siate distruttivi, non si parla di Berlusconi qui). La mia opinione ? La strada da percorrere è esattamente questa.</p>
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		<title>Ma siamo un paese per giovani?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una saggistica che non va mai in crisi: si occupa dei giovani ma non offre mai letture definitive. Anzi: ognuna è diversa dall&#8217; altra. Se negli anni &#8216;90 la fine del mito del posto fisso e i contratti superflessibli erano una ricchezza, oggi le cose &#8211; sembrerebbe &#8211; non stanno più così.
Lasciamo stare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1692" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1692" title="giovani1" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2009/11/giovani1-300x199.jpg" alt="I giovani di oggi sono un rebus irrisolto" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">I giovani di oggi sono un rebus irrisolto</p></div>
<p>C&#8217;è una saggistica che non va mai in crisi: si occupa dei giovani ma non offre mai letture definitive. Anzi: ognuna è diversa dall&#8217; altra. Se negli anni &#8216;90 la fine del mito del posto fisso e i contratti superflessibli erano una ricchezza, oggi le cose &#8211; sembrerebbe &#8211; non stanno più così.</p>
<p>Lasciamo stare per un attimo Giulio Tremonti e la sua dichiarazione (&#8220;torniamo al posto fisso&#8221;) e concentriamoci su due studi. Il primo, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-gioventu-errante/2113172&amp;ref=hpsp" target="_blank">pubblicato dall&#8217; Espresso</a>, racconta l&#8217;Italia giovane che emerge dalle giornate internazionali di studio del Centro Pio Manzù. Un grande convegno tenutosi all&#8217;inizio di ottobre che descrive una &#8220;gioventù errante&#8221;. Un popolo nomade, spiega la ricerca, ma tutto sommato confuso e<br />
felice. Un popolo figlio di questa Italia, dunque. Ventenni probabilmente meno bamboccioni perchè più grintosi e trentenni ancora chusi in casa, vittime dei genitori ma, allo stesso tempo, salvati dalla famiglia.</p>
<p>Voglio capire, allora.</p>
<p>Qual è la realtà, se poi una serie di articoli di Federico Pace di Repubblica danno conto di un mondo giovanile sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso, senza alcuna tutela, garanzia e possibilità? Decine di mail a Repubblica nelle quali la condizone di precari emerge drammatica. Le risposte? Ammetto: silenzio sostanziale della politica, liti sulle ricette e sulle analisi.</p>
<p>Tema enorme che ci vede poco competitivi con gli altri paesi.</p>
<p>Poi i saggi pubblicati. Boeri e Galasso: &#8220;Contro i giovani&#8221;. Il professor Alessandro Rosina, &#8220;Non è un paese per i giovani&#8221;. Ma ognuno punta il dito in direzioni diverse. Boeri è concreto: innalzamento dell&#8217;età pensionabile e contratto unico a tempo indeterminato senza tutele dell&#8217;art.18 per i primi tre anni. Rosina attacca il sistema ma poi la colpa è dei bamboccioni. Io la vedo come Boeri: proporrei misure concrete e sfiderei il mondo giovanile, anche se penso che il tempo dei grandi movimenti liberi sia finito e che il &#8216;68 sia preistoria pura.</p>
<p>Un fatto è certo: l&#8217;egoismo sociale dei padri ricade e ricadrà sui propri figli. Già oggi le pensioni che percepirà un trentenne saranno miseria rispetto al proprio genitore che ha goduto di anni di economia<br />
sostanzalmente rassicurante. Il fatto è che tutti vogliono andare a riposo quanto prima: i costi per  Stato diventano enormi con i rislutato che ci sono poche risorse per il sostegno all&#8217;ingresso nel mondo del lavoro.</p>
<p>Ciò che mi colpisce è che l&#8217;andazzo tutto italiano non viene constestato dai cosiddetti giovani. Se c&#8217;è poca meritocrazia, se i concorsi sono diventati una burla, se il sistema è bloccato la colpa è<br />
sempre di qualcun altro. Vedo in giro gente molto poco ambiziosa con poca voglia di lavorare. Non ci sarà alcun uomo politico che potrà cancellare l&#8217;apatia che assale molti dei trentenni italiani.</p>
<p><strong>UPDATE. Dal sito web del Secolo:&#8221; Abbiamo sciolto un partito che aveva una lunga e importante storia per partecipare a un grande progetto di trasformazione della realtà italiana: dove sta? Come si pensa di realizzarlo? E quando cominciamo a parlarne sul serio?&#8221;</strong></p>
<p>Bene: sono TOTALMENTE d&#8217;accordo.</p>
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		<title>In giro si sente nostalgia del 1994, il berlusconismo allo stato nascente</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 01:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[1) La definirei sindrome del 1994: voglia di quell&#8217; anno fantastico. Tremonti non era ancora di Forza Italia. In arrivo dall&#8217; allora movimento di Mario Segni, non era depositario dello straordinario potere di cui gode ora.Ma oggi il super ministro dell&#8217; economia è sotto pressione: l&#8217;attacco non arriva dall&#8217; esterno ma direttamente dal mondo berlusconiano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><img src="http://img171.imageshack.us/img171/2492/tremonti4we.jpg" alt="Tremonti ha guidato la politica economica dell Italia con successo. Oggi però è necessario tagliare le tasse per muovere leconomia" width="277" height="277" /><p class="wp-caption-text">Tremonti ha guidato la politica economica dell&#39; Italia con successo. Oggi però è necessario tagliare le tasse per muovere l&#39;economia</p></div>
<p>1) La definirei sindrome del 1994: voglia di quell&#8217; anno fantastico. Tremonti non era ancora di Forza Italia. In arrivo dall&#8217; allora movimento di Mario Segni, non era depositario dello straordinario potere di cui gode ora.Ma oggi il super ministro dell&#8217; economia è sotto pressione: l&#8217;attacco non arriva dall&#8217; esterno ma direttamente dal mondo berlusconiano. Accuse precise, fastidiose: cordoni della borsa troppo stretti, nessuna voglia di abbassare la pressione fiscale, politica economico-culturale solidarista e di sinistra. Tutto l&#8217; opposto di ciò che sostengono Brunetta e Capezzone che rilanciano con un <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/governo%2C+maggioranza%2C+partito%3A+punti+fermi+e+nuove+sfide.0078641">documento liberista</a> pubblicato dall&#8217;Occidentale. Non finisce qui. Un altro documento in <a href="http://www.notapolitica.it/2009/10/21/esclusivo.aspx">dieci punti</a> ha agitato le acque del Pdl per 24 ore. Poi, persa la paternità delle proposte, la crisi sembra rientrata. Restano i problemi però.</p>
<p>2) Dentro il Pdl -  nel controluce del dopo Cav- si gioca una battaglia per la supremazia nel campo delle politiche economiche e nell&#8217; idea della società a venire.Sui temi dell&#8217;economia Fini ancora non si è espresso in maniera dirimente come per etica e immigrazione. Gli altri lo fanno con chiarezza brutale. La lotta è tra bismarkiani e liberisti. Forse una eccessiva semplificazione ma rende l&#8217; idea di quello che succede. La metterei giù così, se non vi fosse la lite per i soldi a Roma capitale tra Tremonti e Alemanno. Quindi: Tremonti-Alemanno-Sacconi contro Brunetta e i giovani emergenti.Fini è la terza destra post-ideologica che cerca nuove soluzioni. Vediamo quale sarà l&#8217;azione concreta di Cameron una volta vinte le elezioni per capire se il leader britannico possa essere da esempio agli uomini della ex An.</p>
<p>3) Sono spariti gli alfieri del 1994. I Martino e gli Urbani, i Guzzanti e i Pera. Ha vinto la svolta tremontiana, la battuta fulminante tipo &#8220;il falò delle avidità&#8221; e la lettura raffinata e sociale della crisi della globalizzazione con &#8220;La paura e la speranza&#8221;. Tremonti ha vinto sul versante della lotta delle idee e ha piegato il Pdl ad una visione che ha nell&#8217; economia sociale di mercato e nel recupero di vecchie parole chiave del mondo di sinistra le sue basi.Il fatto è che gli indicatori economici segnalano una leggera ripresa e dunque gli uomini più vicini al Cav rilanciano il tema dell&#8217; ottimismo e del taglio delle tasse. Da qui la proposta dell&#8217;abolizione dell&#8217;Irap, una misura che guarda alle imprese. Meno fisco e più fiducia nella libertà di intraprendere: ricetta vecchia ma sempre efficace, se applicata davvero.</p>
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		<title>Cose di questi giorni</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 21:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Tremonti dice &#8220;credo nel posto fisso&#8220;. Novità? Altra provocazione intelligente? Punto di svolta? Una cosa di sinistra? Non siamo superficiali dai: nella critica della globalizzazione non può non rientrare la grande questione della mobilità, della flessibilità, della disumanizzazione.
2. Infatti&#8230; un lavoro per ogni persona. Penso che ci debba essere una cosa che ciascuno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Tremonti dice &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/occupazione/tremonti-postofisso/tremonti-postofisso.html" target="_blank">credo nel posto fisso</a>&#8220;. Novità? Altra provocazione intelligente? Punto di svolta? Una cosa di sinistra? Non siamo superficiali dai: nella critica della globalizzazione non può non rientrare la grande questione della mobilità, della flessibilità, della disumanizzazione.</p>
<p>2. Infatti&#8230; un lavoro per ogni persona. Penso che ci debba essere una cosa che ciascuno di noi debba poter fare, per vivere, sopravvivere o tentare di svilupparsi nel corso dell&#8217;esistenza. Le sovrastrutture del mercato, che sono ancorate a concetti come la libertà, la democrazia, l&#8217;impresa privata, se vengono poste in frizione con altri capisaldi del vivere civile, da cittadini dico, necessariamente o vanno in crisi o prendono il sopravvento. In soldoni: se la vita familiare dipende da un mutuo bancario e se un mutuo bancario dipende dalla stabilità professionale, è chiaro come il sole che il lavoro incide sulla totalità del benessere sociale di ciascuno di noi. Non si può essere costretti al peggio possibile, dobbiamo essere pronti a tutto, per istinto di sopravvivenza, ma come base dobbiamo affermare la centralità della persona, la sua capacità di evolversi e di essere in ogni istante libera, anche se le condizioni del mercato non glielo consentono.</p>
<p>3. E&#8217; una questione di punti di vista. Dieci anni fa D&#8217;Alema disse che i giovani di oggi avrebbero dovuto smetterla di pensare al posto fisso e vivevamo in un&#8217;epoca di grande sviluppo (quando Clinton e Blair traevano benefici dalle liberalizzazioni reaganiane e thatcheriane).</p>
<p>4. A proposito di economia: abbiamo firmato una <a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/206223" target="_blank">risoluzione</a> per far risparmiare soldi all&#8217;economia sarda: ss. 131 e dintorni.</p>
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		<title>Università e altri problemi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il riassunto di alcune cose fatte e proposte in questi giorni di ripresa dell&#8217;attività politica:
- Il tribunale di Nuoro: un&#8217;interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Alfano, affinchè si risolva una volta per tutte la drammatica situazione di carenza del personale. Un tribunale con due soli magistrati non può lavorare. Ho sottolineato come &#8220;la situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il riassunto di alcune cose fatte e proposte in questi giorni di ripresa dell&#8217;attività politica:</p>
<p>- Il tribunale di Nuoro: un&#8217;interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Alfano, affinchè si risolva una volta per tutte la drammatica situazione di carenza del personale. Un tribunale con due soli magistrati non può lavorare. Ho <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/143076" target="_blank">sottolineato</a> come <span id="ctl00_cph_lblTesto">&#8220;la situazione più delicata rimane quella della Procura, che lo stesso presidente dell’ordine forense definisce “incredibile” in quanto in una terra del malessere, come la Sardegna, la Procura non può rimanere così sguarnita: è notizia di questi giorni che il Pm, Daniele Rosa, autore di tante inchieste inportanti, andrà via da Nuoro per entrare in forza alla Procura di Lanusei. Il Ministero, anziché sostituirlo, ha pensato bene di sfoderare la figura dei “pm a rotazione”; da oggi, e sino a data da destinarsi, si alterneranno, a turni di 15 giorni ciascuno, quattro giovani pm sino all’altro ieri in forze alla Procura militare di Cagliari &#8220;.</p>
<p>Affianco agli studenti, contro la ventilata chiusura del corso di Scienze dell&#8217;Amministrazione di Nuoro, da parte della facoltà di Scienze politiche di Cagliari. Sono d&#8217;accordo con i rappresentanti degli studenti: si palesa un evidente violazione di un patto stipulato al momento di pagare le tasse e formalizzare l&#8217;iscrizione. Al di là di tutta la vicenda che mi sembra sia stata penosamente gestita male, nei cinque anni di <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/143394" target="_blank">legislatura precedente</a>.</p>
<p>Sempre sull&#8217;università, col collega Carmelo Porcu annunciamo un&#8217;interrogazione sullo <a href="http://www.asca.it/news-UNIVERSITA___MURGIA_E_PORCU_%28PDL%29__RIVEDERE_TEST_AMMISSIONE_MEDICINA-857234-ORA-.html" target="_blank">stato dei test di ammissione</a> a Medicina e in genere nelle facoltà a numero chiuso e chiediamo al Ministro Gelmini di inserire nella riforma universitaria nuovi criteri di ammissione, tra i quali quelli durante il corso di studi (media voto durante la carriera, con benefici in termini di tasse), al fine di selezionare meglio, ma dare la possibilità ai più bravi di passare, contro ogni forma di illegalità attualmente presente. La malasanità comincia quando si trucca il test di ammissione.</span></p>
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