Università e altri problemi

Questo il riassunto di alcune cose fatte e proposte in questi giorni di ripresa dell’attività politica:

- Il tribunale di Nuoro: un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Alfano, affinchè si risolva una volta per tutte la drammatica situazione di carenza del personale. Un tribunale con due soli magistrati non può lavorare. Ho sottolineato come “la situazione più delicata rimane quella della Procura, che lo stesso presidente dell’ordine forense definisce “incredibile” in quanto in una terra del malessere, come la Sardegna, la Procura non può rimanere così sguarnita: è notizia di questi giorni che il Pm, Daniele Rosa, autore di tante inchieste inportanti, andrà via da Nuoro per entrare in forza alla Procura di Lanusei. Il Ministero, anziché sostituirlo, ha pensato bene di sfoderare la figura dei “pm a rotazione”; da oggi, e sino a data da destinarsi, si alterneranno, a turni di 15 giorni ciascuno, quattro giovani pm sino all’altro ieri in forze alla Procura militare di Cagliari “.

Affianco agli studenti, contro la ventilata chiusura del corso di Scienze dell’Amministrazione di Nuoro, da parte della facoltà di Scienze politiche di Cagliari. Sono d’accordo con i rappresentanti degli studenti: si palesa un evidente violazione di un patto stipulato al momento di pagare le tasse e formalizzare l’iscrizione. Al di là di tutta la vicenda che mi sembra sia stata penosamente gestita male, nei cinque anni di legislatura precedente.

Sempre sull’università, col collega Carmelo Porcu annunciamo un’interrogazione sullo stato dei test di ammissione a Medicina e in genere nelle facoltà a numero chiuso e chiediamo al Ministro Gelmini di inserire nella riforma universitaria nuovi criteri di ammissione, tra i quali quelli durante il corso di studi (media voto durante la carriera, con benefici in termini di tasse), al fine di selezionare meglio, ma dare la possibilità ai più bravi di passare, contro ogni forma di illegalità attualmente presente. La malasanità comincia quando si trucca il test di ammissione.

G8 e Sassari-Olbia, interrogazione parlamentare

In breve:

Bruno Murgia – Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
premesso che…

con un atto ufficiale del 29 agosto del 2008, lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si era impegnato, firmando un’ordinanza, con cui finanziava tutte le opere per il G8, compresa la Olbia-Sassari;
- proprio in relazione a quest’ordinanza la struttura di missione del G8 ha avviato le gare d’appalto per gli 8 lotti della nuova strada;

- le 800 imprese che hanno presentato le offerte aspettano solo l’esito della gara per partire con i lavori.

Intende sapere…

- se il Governo intenda dare seguito all’impegno assunto dal Presidente del Consiglio il 29 agosto 2008 e dare al nord della Sardegna un asse viario capace di collegare in sicurezza e velocità i due aeroporti (Olbia e Alghero), i due porti (Olbia e Porto Torres) e i due capoluoghi (Olbia e Sassari);

se il Governo non ritenga necessario attuare un “piano di rinascita” per il nord della Sardegna anche in vista di un evento unico e irripetibile come il G8.

Le condizioni del carcere di Badu ‘e Carros

Interrogazione a risposta scritta.

Bruno Murgia – Al Ministro della Giustizia.
Per sapere, premesso che:

- nel carcere di Badu ‘e Carros oltre il 40% dei detenuti sono detenuti speciali e pericolosi;

- rispetto a un organico ministeriale previsto di 211 unità, ci si trova a far servizio in 194 unità;

- il quadro viene aggravato dal fatto che l’organico e’ stato determinato in proporzione ai detenuti e non tenendo conto dei posti effettivi di servizio che necessariamente vanno coperti per assicurare le condizioni minime di sicurezza;

- anche la sezione femminile, che dovrebbe ospitare 10-12 detenute, attualmente ne ospita quasi il doppio, ed essendo la struttura ubicata su due piani, l’unica agente che vi presta servizio oltre a sobbarcarsi del controllo delle detenute, ha anche il compito di vigilanza ai vari corsi scolastici, nonché’ i passeggi e le sale ricreative;

- se la situazione di Badu e Carros e’ grave, l’istituto di Mamone non può certo vantare tratti migliori;

- infatti a fronte di una dotazione organica di circa 110 unità di polizia penitenziaria si e’ in presenza di un carico di detenuti di 300 unità, proiettate a circa 500 in un imminente futuro;

- a ciò si aggiunga l’assenza di un direttore in pianta stabile, di un Commissario di polizia penitenziaria, e ciò determina un quadro di instabilità ed incertezza nei ruoli chiave rendendo impossibile qualunque azione programmatoria di lungo periodo impedendo così, di fatto, di definire una stabile organizzazione della struttura;

- inoltre il contesto risulta esasperato sia dall’assenza di personale amministrativo, che pone in carico agli operatori di polizia penitenziaria tale attività distogliendo ulteriori forze dal servizio istituzionale, sia dagli interventi di traduzione e piantonamento (circa 300 solo nel 2008 ) espletati oltre all’Istituto di Mamone anche a supporto degli altri istituti;

- a fronte di una prestazione indispensabile e pretesa per assicurare le funzionalità dei servizi, non trovi corrispondenza il trattamento economico dovuto ;

quali misure intenda adottare il Ministero affinché i carceri citati in premessa, non vengano identificati come luoghi di insicurezza, dove si registrano condizioni igieniche insufficienti, completa assenza delle più elementari misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, degrado, abbandono e sovraffollamento;

quali azioni intende intraprendere il Governo per far si che l’immagine dei suddetti istituti penitenziari non sia quella conseguente alla politica del disinteresse e dell’abbandono e che condanni, anche modelli dalle grandi potenzialità di recupero – come Mamone – alla morte per inedia;

se il Governo, ed il nuovo Governatore della Sardegna, abbiano intenzione di dar seguito all’accordo, siglato nel 2005 tra giunta regionale e amministrazione penitenziaria, per dare più vivibilità alle carceri e costruire la rete necessaria attorno ai detenuti, anche una volta fuori dal carcere;

se le Istituzioni interessate non ritengano necessario porre fine a questo quadro di incertezza derivante anche da un organizzazione del lavoro che comporta, non solo la rinuncia sostanziale ai riposi ed alle ferie, ma continue e spossanti prestazioni straordinarie che non vengono compensate perché abbondantemente fuori i tetti massimi sanciti dall’Amministrazione Centrale.