Lo sostiene Barbara Saltamartini, deputato, responsabile nazionale delle pari opportunità di An

Caro Bruno, non posso non intervenire in questa tua interessante discussione. Come hai giustamente riportato, e te ne ringrazio, la mia posizione circa l’equiparazione dell’età pensionabile è contraria. Sono contraria perchè le tanto decantate PARI OPPORTUNITA’ debbono essere sancite in partenza e non solo richieste alla fine del percorso di vita professionale.Tra l’altro questo principio è ancor più valido se si crede in quello del MERITO … a parità di condizioni chi è più bravo vince, a prescindere se sia uomo o donna. Purtroppo in Italia ciò non è ancora nei fatti.
Il secondo motivo, che contraddice la tua tesi, è che dall’operazione riforma dell’età pensionabile non si traggono tanti e tali benifici economici che, come tu sostieni, potrebbero essere rinvestiti nelle politiche di conciliazione vita/lavoro. Infatti il primissimo calcolo effettuato dagli uffici competenti ci dice che a regime dal 2013 (fra 5 lunghi anni…) il risparmio potrebbe essere di circa 210 milioni di euro. Sai bene che non ci facciamo nulla a favore delle donne, né possiamo utilizzare queste rirse per arrivare alla tanto sperata equiparazione dei salari (in Italia le donne sono pagate circa il 25% in meno dei colleghi uomini con stesso incarico e grado).
Allora, per concludere, l’Unione europea ci ha condannato all’infrazione perchè giudica discriminante per le donne il fatto di andare in pensione 5 anni prima rispetto agli uomini. Ciò detto il nostro Governo dovrà entro il 13 gennaio predisporre una risposta a riguardo, nel frattempo noi classe dirigente politica siamo chiamati a confrontarci per far sì che le VERE discriminazioni delle donne siano superate….Io mi sto impegnando affinchè nel nostro Paese le donne non debbano scegliere se essere madri o lavoratrici.
Un caro saluto, a presto.
Barbara
^^^^
Sui risparmi ho letto molte cifre, ma prendo per buone le tue,che i giornali hanno riportato.
Dico questo: le donne vivono mediamente 10 anni in più degli uomini. Andarsene dal lavoro 5 anni prima degli uomini potrebbe significare avere ambizioni diverse per carriera e stipendio. Dunque, una pensione più povera. Gli uomini prendono il 64% della pensione, le donne il 46%. I salari delle donne sono inferiori di un terzo a parità di mansione.
Penso che sia un tabù da rompere e non solo perché si debba essere riformisti a tutti i costi ma perché parificare l’ età della pensione significa compiere un balzo in avanti rispetto alle pari opportunità. Poi tu dici che una donna non deve essere messa nelle condizioni di dover scegliere la famiglia o i figli. Ai perfettamente ragione. Ma il nostro sistema di welfare spende quasi tutto per le pensioni e quasi niente nel sostegno alle famiglie. O meglio: dovrebbe spendere molto di più e molto meglio. Il tema dell’ innalzamento si porrà comunque.
Capisco che occorrano eguali condizioni di partenza per poi far valere merito e capacità, ma la sentenza della Corte di giustizia ci pone di fronte ad un dilemma da sciogliere nel più breve tempo possibile. Buon Natale, a presto! br
![[Facebook]](http://www.brunomurgia.it/wp-content/plugins/bookmarkify/facebook.png)
![[MySpace]](http://www.brunomurgia.it/wp-content/plugins/bookmarkify/myspace.png)
![[Segnalo]](http://www.brunomurgia.it/wp-content/plugins/bookmarkify/segnalo.png)
![[Email]](http://www.brunomurgia.it/wp-content/plugins/bookmarkify/email.png)
