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	<title>Bruno Murgia &#187; Cultura</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Ricercatori fannulloni? Con quegli stipendi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 18:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero grande problema della ricerca in Italia, non è quello dei (presunti) ricercatori fannulloni. Il vero problema è che si conosce il problema e non si fa nulla per risolverlo. Pur amando il nostro paese ancora mi domando come cavolo possiamo essere ancora presenti ai vertici dei paesi più importanti del mondo, quando ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero grande problema della ricerca in Italia, non è quello dei (presunti) ricercatori fannulloni. Il vero problema è che si conosce il problema e non si fa nulla per risolverlo. Pur amando il nostro paese ancora mi domando come cavolo possiamo essere ancora presenti ai vertici dei paesi più importanti del mondo, quando ormai abbiamo arretrato in tutti i settori più rilevanti.</p>
<p>La polemica del rettore della Sapienza <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/07/06/news/ricercatori_fannulloni_e_improduttivi_le_risposte_alle_accuse_del_rettore_frati-5424548/?ref=HREC1-2#commentatutti" target="_blank">Luigi Frat</a>i potrebbe avere anche un senso, se non fosse che lo stipendio cui fa riferimento e che verrebbe rubato dal ricercatore fannullone di turno, è veramente da fame. Insomma, se pure c&#8217;è furto è quasi giustificato, vista la scarsa considerazione che hanno i ricercatori, se quella è la paga che prendono.</p>
<p>Un paese civile che ha a cuore il proprio futuro farebbe della ricerca il perno di una ricostruzione industriale ed economica, soprattutto dopo momenti di crisi come questi, anche duraturi e non senza conseguenze sul piano della ricchezza individuale di ciascuno.</p>
<p>Il problema è che da noi c&#8217;è molta incertezza sulla destinazione dei fondi e spesso si seguono logiche baronali, cui i professoroni alla Frati non sono certo estranei. Insomma, la meritocrazia deve sempre partire dall&#8217;alto, visto che dall&#8217;alto la si mette in discussione, cooptando, scegliendo, dirottando fondi e attenzioni particolari a chi magari non lo merita.</p>
<p>Inoltre il concetto di produttività continuerà ad essere vago se gli stipendi sono così bassi. La ricerca medica, per fare un esempio, al di là dei grandi istituti privati, riesce bene con operazioni come Telethon, che sono seguite da organismi neutri rispetto alla politica e alle normali logiche universitarie.</p>
<p>Il vero problema è dunque la mancata priorità alla ricerca, che pure dovrebbe essere un capitolo di spesa di livello strategico, prioritario. In questo siamo così terribilmente indietro che giudichiamo il tutto irrecuperabile, tirando a campare. Io non penso che sia così e la polemica è solo strumentale e scentrata.</p>
<p>per approfondire: il sito dei <a href="http://ricercatoriprecari.wordpress.com/" target="_blank">ricercatori precari</a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brunomurgia.it%2F2010%2F07%2F06%2Fricercatori-fannulloni-con-quegli-stipendi%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Bob is dead</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mensile Max ha costruito un fotomontaggio con Roberto  Saviano morto ammazzato e steso in un obitorio. Saviano non ha apprezzato. I giornalisti di Max ribattono: è un modo per difenderlo. Faccio due considerazioni.
La prima riguarda il mondo della comunicazione. Non ci sono più le notizie, mancano le inchieste vere. Esiste lo spettacolo, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2425" title="saviano" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/06/saviano.jpg" alt="" width="250" height="250" />Il mensile Max ha costruito un fotomontaggio con Roberto  Saviano morto ammazzato e steso in un obitorio. Saviano non ha apprezzato. I giornalisti di Max ribattono: è un modo per difenderlo. Faccio due considerazioni.</p>
<p>La prima riguarda il mondo della comunicazione. Non ci sono più le notizie, mancano le inchieste vere. Esiste lo spettacolo, il trucco, la dissimulazione, la provocazione e la convenienza politica. Esistono i fotomontaggi che valgono più di un editoriale e di un’idea. In questo senso, Saviano è un morto che cammina. Per le cose che scrive e per come le comunica.</p>
<p>La seconda riguarda lo stesso Saviano. Lo scrittore napoletano ha schiere di ammiratori e alcuni detrattori. Per me è uno scrittore estremamente coraggioso ma a volte – intervenendo ovunque e su ogni questione legata alla alegalità, compresi i molteplici appelli da rivoluzionari da salotto di Repubblica, dà l&#8217;impressione di essere &#8220;usato&#8221; per mettere addosso il marchio dell&#8217;illegalità sopra l&#8217;avversario politico di turno, nonostante lo stesso Saviano si sforzi di smentire questa impressione (le sue accuse sulle connivenze con la camorra sono bipartisan, bisogna dirlo). Non mi sfugge il fatto che questa &#8220;<a href="http://www.corriere.it/cultura/09_novembre_13/saviano-grasso_b3b9b438-d040-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">pubblicità</a>&#8220;, cioè il dover essere personaggio pubblico a tutti i costi rappresenti per Saviano un salvacondotto, una via d&#8217;uscita, ma se entra nel meccanismo mass-mediatico deve stare attento a non rimanervi schiacciato. Il rischio della saturazione è molto alto, considerando che oggi tutti appaiono e difficilmente dicono qualcosa di sostanzioso.</p>
<p>Ecco perché il cattivo gusto di Max è la normale conclusione di questa interminabile e,  per certi versi scontata, discussione all’italiana. L’unico fatto da sottolineare è che il giovane che legge Max non  è detto che frequenti i quotidiani italiani. Più interessato a moda, cinema e musica si imbatterà nella falsa morte di Saviano, discutendone con gli amici all’ora dell’aperitivo. Imbastardendo un tema che non merita tanta superficialità.</p>
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		<title>La Padania non esiste, ma la Lega sì</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 08:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lega è un partito molto ben strutturato nel territorio. Non è preda di correnti come il nostro. Anzi, da quello che sento dai colleghi in tutta Italia, il Pdl ha gli stessi identici problemi organizzativi, a cominciare dalle sedi che non ci sono, alle quote, ai coordinamenti temporanei, al fatto che ci si vede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2417" title="bossi" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/06/bossi04g.jpg" alt="" width="300" height="230" />La Lega è un partito molto ben strutturato nel territorio. Non è preda di correnti come il nostro. Anzi, da quello che sento dai colleghi in tutta Italia, il Pdl ha gli stessi identici problemi organizzativi, a cominciare dalle sedi che non ci sono, alle quote, ai coordinamenti temporanei, al fatto che ci si vede per lo più in occasione di elezioni.</p>
<p>La giusta polemica innescata da Fini ( “<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/fini_insiste_la_padania_non_ce_bossi_in_10_milioni_difenderla/23-06-2010/articolo-id=455121-page=0-comments=1" target="_blank">la Padania non esiste</a>”) in realtà offre il destro a Bossi di mascherare i problemi del federalismo fiscale e dei tagli ai comuni rilanciando il sentimento anti-italiano, inventandosi una storia inverosimile sulla nazionale di calcio.</p>
<p>A ben vedere, ci sono analogie con la richiesta del Partito sardo d’azione di discutere una mozione nell’Aula del Consiglio regionale sull’indipendenza dell’Isola dall’Italia. Le modalità dei due partiti, pur così lontani culturalmente, sono simili, e tendono a creare un sentimento di appartenenza etnica della propria gente al territorio.</p>
<p>Fini pone un problema giusto. Berlusconi teme la Lega per via del grosso consenso, ma per recuperare voti al Nord una qualche strategia il Pdl se la dovrà inventare. Non mi sfugge il fatto che alcuni miei colleghi del nord mi dicono che le esternazioni del presidente della Camera in materia di immigrazione e voto spingono la gente a votare in massa per la Lega. Sono voti recuperabili? Paola Frassinetti del Pdl (ex An) propone lo studio obbligatorio dell’ Inno di Mameli. E’ una buona risposta in termini culturali ed evocativi ma dal governo ci si aspetta il rilancio dell’economia soprattutto meno tasse. Quando il Pdl lo farà, saremo finalmente un po’ meno cupi.</p>
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		<title>TRA MASSARINI E MENTANA</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Massarini vs Mentana]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentana è bravissimo in televisione. Sulla rete ha il pregio di riportare il dibattito politico ma non c&#8217;è niente del fascino di ciò che avviene on line. Lo schema è infatti quello della tv, il confronto avviene tra addetti ai lavori, tra protagonisti che mutuano uno stile che può andare sul piccolo schermo ma che qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_ulMVNVLOBOQ/SEpw2dhcVoI/AAAAAAAAAFQ/1jxfsu1V-i8/s320/massarini.jpg"><img src="http://2.bp.blogspot.com/_ulMVNVLOBOQ/SEpw2dhcVoI/AAAAAAAAAFQ/1jxfsu1V-i8/s320/massarini.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Massarini</p></div>
<p>Mentana è bravissimo in televisione. Sulla rete ha il pregio di riportare il dibattito politico ma non c&#8217;è niente del fascino di ciò che avviene on line. Lo schema è infatti quello della tv, il confronto avviene tra addetti ai lavori, tra protagonisti che mutuano uno stile che può andare sul piccolo schermo ma che qui, sul mio Mac, sembra lento, privo di fantasia, demotivante. Già la scenografia rimanda ad uno sceneggiato degli anni &#8216;50, poltrone in pelle ( o forse in velluto), dominano i marroni, ed una certa rigidità. Il Corriere poteva mettere in campo giovani cronisti ma ha preferito prendere il sicuro. Un grande professionista che intelligentemente occupa uno spazio libero ma a me pare un occasione persa.</p>
<p>Avviene il contrario con il grande rientro di Carlo Massarini che rifà &#8220;Mister Fantasy,reload &amp; rewind&#8221;, ogni mercoledì su Rai Sat Extra. E&#8217; grande tv: Massarini passeggia all&#8217;interno dello strepitoso Maxxi di Roma, ricorda gli anni&#8217;80 ( che fine avevano fatto Krisma dopo quello videoclip girato a Bali? come se la passa Vecchioni?), ci sono video, musica, giornali e fumetti. Roba che può benissimo passare su Internet in qualsiasi momento della sera e della notte. Puoi metterti a letto con un portatile sulle ginocchia ed evitare il dibattito tra Di Pietro in forma ignorantissima e La Russa versione Fiorello. Meglio Luzzato Fegiz, anche con quella cravatta improbabile.</p>
<p>( <em>Se è possibile afferrare lo spirito dei tempi con Massarini piuttosto che con Vespa, Mentana, Floris e Santoro? Beh, conoscete la mia risposta ).</em></p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brunomurgia.it%2F2010%2F03%2F18%2Ftra-massarini-e-mentana%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Italiano/1</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Fiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettetela come vi pare, ma a me questo italiano che vince un Oscar e grida &#8220;Viva l&#8217;Italia!&#8221; mi riempie di orgoglio.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 446px"><a href="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//10/03/08/20100308_095735_0B0646DE.jpg"><img src="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//10/03/08/20100308_095735_0B0646DE.jpg" alt="" width="436" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Mauro Fiore ha vinto l&#39;Oscar per la migliore fotografia con il film Avatar</p></div>
<p>Mettetela come vi pare, ma a me questo italiano che vince un Oscar e <a href="http://www.filmisnow.it/magazine/mauro-fiore-un-oscar-per-litalia/9155/">grida &#8220;Viva l&#8217;Italia!&#8221; </a>mi riempie di orgoglio.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brunomurgia.it%2F2010%2F03%2F09%2Fviva-litalia%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Invecchiare?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 23:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni &#8216;80 mi piacevano ma li ascoltavo di nascosto,troppo springsteeniano per ammetterlo. L&#8217;altro giorno hanno suonato a Roma e  me li sono persi.
Sono assalito da lunghissime nostalgie, ricordo a memoria i numeri dei giocatori di basket di quegli anni. Kelly Tripucka? Detroit Pistons, numero 7. Michael Cooper? Lakers, numero 21. Isiah Thomas?11! Parish? Facile: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.nba.com/media/celtics/RobertParish.jpg"><img src="http://www.nba.com/media/celtics/RobertParish.jpg" alt="" width="200" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Robert Parish, the chief. Negli anni &#39;80 è stato il centro dei Boston Celtics</p></div>
<p>Negli anni &#8216;80 mi piacevano ma li ascoltavo di nascosto,troppo springsteeniano per ammetterlo. L&#8217;altro giorno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e8sykxHJ_m0&amp;feature=player_embedded">hanno suonato a Roma</a> e  me li sono persi.</p>
<p>Sono assalito da lunghissime nostalgie, ricordo a memoria i numeri dei giocatori di basket di quegli anni. Kelly Tripucka? Detroit Pistons, numero 7. Michael Cooper? Lakers, numero 21. Isiah Thomas?11! Parish? Facile: 00.</p>
<p>Ho verificato ciò che compro ultimamente da i Tunes. Sono un cultore delle novità, eppure&#8230; Ecco una lista, traete voi le conclusioni: New Order, Duran Duran, Neil Young, Prefab Sprout, A-ha,  Bob Mould  (Husker-du), X, Madonna, Stone Roses, James, The The, Orange Juice, Martin Stephenson, Hothouse Flowers, Waterboys.</p>
<p>Ecco invece la roba quasi nuova: Gaslight Anthem, Julian Casablancas, Kooks, Keane, Phoenix. Insomma, una gabbia nostalgica dove forse è bello rifugiarsi&#8230; o forse no?</p>
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		<item>
		<title>Libri e lettori, un problema italiano</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/02/23/libri-e-lettori-un-problema-italiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aspetto più deprimente di questa statistica è proprio il numero, nudo e crudo. In Italia si vendono abbastanza libri, ma i lettori sono molto pochi, cioè i lettori saltuari sono circa 25 milioni, quelli che in pratica avrebbero letto almeno un libro non scolastico in un anno. Molto meno coloro che hanno letto più libri: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/02/libri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2130" title="libri" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/02/libri-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>L&#8217;aspetto più deprimente di <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/17/libri_e_lettori_l_italia_agli_ultimi_posti_in_ue_-scheda,23032672.html" target="_blank">questa statistica</a> è proprio il numero, nudo e crudo. In Italia si vendono abbastanza libri, ma i lettori sono molto pochi, cioè i lettori saltuari sono circa 25 milioni, quelli che in pratica avrebbero letto almeno un libro non scolastico in un anno. Molto meno coloro che hanno letto più libri: appena il 6.9% quelli che leggono un libro al mese.</p>
<p>Il dato sconfortante è che l&#8217;Italia è un paese anziano, con una popolazione scolastica che si mantiene su livelli accettabili solo grazie ai figli degli immigrati, un tasso di natalità bassissimo, al quale fa da contraltare &#8211; vivaddio! &#8211; l&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita tra le più alte al mondo.</p>
<p>C&#8217;è dunque un segmento ultramaggioritario che non legge praticamente mai. Ho letto da poco una notizia che in sè mi ha sconvolto. Una informazione scientifica. Se l&#8217;uomo si disabitua a leggere e scrivere, per anni, ritorna in pratica all&#8217;età scolare! Non conta nulla il titolo di studio! Un avvocato che si laurei a 25 anni, cominci a praticare la professione a 28-30 e non legga quasi mai, avrà solo da scrivere, quando non lo fa qualcun altro per lui, delle citazioni e poco altro, a 50 anni sarà tornato indietro di 40 anni rispetto alla sua capacità di leggere e scrivere. Con l&#8217;aggravante che è in un fase della propria vita nella quale lo sviluppo è cessato da un pezzo: questo vale per tutti, immaginate un medico che non legge mai un romanzo e che è abituato a leggere solo riviste mediche e compilare ricette.</p>
<p>Questo ha un senso: la laurea deve aiutarti a fare una professione non a vincere il premio Pulitzer! Ma l&#8217;abbandono del libro e della lettura ha un costo gravissimo, considerando, per esempio, che per prevenire l&#8217;alzheimer i medici consigliano di continuare a stimolare il cervello, con letture e appuntamenti sociali.</p>
<p>Il dato dell&#8217;editoria è reso ancora più grave dalla politica secondo me sbagliata dei grandi editori, i quali dichiarano di voler aumentare la percentuale dei lettori abituali. Molto bene, peccato che questo sia un obbiettivo perseguito a parole e che invece, nella realtà, essi si muovano unicamente secondo logiche di mercato che comprimono parecchio il rischio d&#8217;impresa (so che può sembrare contraddittorio, ma in Italia le grandi aziende che funzionano lavorano in oligopolio, duopolio o monopolio &#8211; solo le piccole e medie affrontano davvero il mercato globale).</p>
<p>Gli editori invece seguono la tipologia del lettore, non è vero che aumentano il lettore abituale. Le politiche editoriali sono poco fantasiose e inclini a seguire la moda: funziona Harry Potter? Avanti col fantasy! Funziona Montalbano? Sotto col giallo all&#8217;italiana! Piacciono i romanzi di Twilight? Vai con i vampiri! Eppure il caso di Stieg Larsson dimostra che il lettore abituale italiano è si diviso in settori e generi, come ovunque credo, ma è anche poco provinciale, cioè attento alle novità anche quando queste si trasformano in un &#8220;fenomeno di culto di massa&#8221; (tipo Pink Floyd, Led Zeppelin o Herman Hesse negli anni Sessanta) oppure descrivono paesi lontani dal nostro stile di vita.</p>
<p>Di fatto però gli editori puntano sui generi e fanno politica editoriale basata sul genere, che non aumenta la base dei lettori abituali, ma il numero di copie vendute tra gli amanti del genere. Infatti, come numero globale di copie vendute siamo tra i primi in Europa, mentre scendiamo come numero complessivo di lettori, come detto sopra.</p>
<p>Quindi gli editori non devono semplicemente cercare nuovi lettori abituali (insistere sul genere di successo fa vendere, ma è disincentivante da questo punto di vista), ma cercare nuovi argomenti, nuovi generi per farli piacere, scoprire anche nuovi autori, ma soprattutto provare a dar credito a romanzi non di genere. In Italia i successi letterari più clamorosi degli ultimi anni, che non appartengono alla narrativa di genere, sono frutto di politiche editoriali di marketing molto azzeccate, per la benevolenza di qualche critico sul Corriere oppure per un rapporto stretto col mondo del cinema che amplifica il valore di opere letterarie altrimenti mediocri. Ma fuori da questo circolo si vende poco: a meno di non essere Faletti, che buon per lui, tutto ciò che tocca diventa oro.</p>
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		<title>Anna Wintour potrebbe rovesciarmi il cappuccino rovente sulle mani</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Della Valle]]></category>
		<category><![CDATA[McQueen]]></category>
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Frivolo? Non proprio. Parliamo di ciò che ha fatto grande l&#8217;Italia nel mondo. Intanto si è suicidato Alexander McQueen. Presto ritornerò sul decreto tv con le sue modifiche. Devo una risposta a Claudio che comunque è contenuta qui.
Roma, 11 FEB (Velino) &#8211; &#8220;Ha ragione Della Valle. Bisogna difendere il made in Italy e [...]]]></description>
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<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/wintour.jpg"><img src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/wintour.jpg" alt="" width="300" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Wintour</p></div>
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<p><em>Frivolo? Non proprio. Parliamo di ciò che ha fatto grande l&#8217;Italia nel mondo. <a href="http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/alexander-mcqueen-muore-suicida/66738">Intanto si è suicidato Alexander McQueen.</a></em><em> Presto ritornerò sul decreto tv con le sue modifiche. Devo una risposta a Claudio che comunque è contenuta <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20894/decreto-romani-ok-della-camera"><span style="color: #ff0000;">qui</span></a></em><em><span style="color: #ff0000;">.</span></em></p>
<p>Roma, 11 FEB (Velino) &#8211; &#8220;Ha ragione Della Valle. Bisogna difendere il made in Italy e smetterla con i provincialismi. Milano non puo&#8217; rinunciare alla settimana della moda, ne&#8217; vedere il suo programma ridimensionato.<br />
Capisco che Anna Wintour sia la persona piu&#8217; influente del settore e il numero uno della moda nel mondo, ma le sfilate milanesi danno visibilita&#8217; anche a tanti sconosciuti creativi, che verrebbero danneggiati dallo sconvolgimento del calendario&#8221;. Lo dichiara <strong>Bruno</strong> <strong>Murgia</strong>, deputato del Pdl e componente della Commissione Cultura, intervenendo sulla polemica innescata dal patron della Tod&#8217;s. &#8220;Per questo motivo&#8221;, dice ancora <strong>Murgia</strong>, &#8220;interessero&#8217; della vicenda il ministro della Cultura Bondi, visto l&#8217;alto valore storico e culturale delle nostre creazioni e il ministro delle Attivita&#8217; Produttive, al fine di difendere i prodotti della moda italiana nel mondo e dare una risposta forte alle richieste degli artigiani e degli imprenditori del settore&#8221;.</p>
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		<title>Il giornale che manca</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[la maddalena]]></category>
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		<description><![CDATA[Repubblica ha pubblicato un’inchiesta sul cosiddetto flop del G8 alla Maddalena.Cose che un po’ tutti noi sapevamo: abbandono delle strutture nelle quali i grandi della terra avrebbero dovuto dormire, stanze più o meno in malora, condizione generale di incuria.
Sono cose che personalmente avevo già denunciato con puntuali interrogazioni fatte firmare anche al mio ottimo collega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Repubblica ha pubblicato un’inchiesta sul cosiddetto <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/01/28/news/g8-maddalena-2101455/">flop del G8 alla Maddalena</a>.Cose che un po’ tutti noi sapevamo: abbandono delle strutture nelle quali i grandi della terra avrebbero dovuto dormire, stanze più o meno in malora, condizione generale di incuria.</p>
<p>Sono cose che personalmente avevo già denunciato con puntuali interrogazioni fatte firmare anche al mio ottimo collega Fabio Granata. Ovviamente, i giornali sardi non hanno mai dato conto di questo. Quando mi hanno citato era solo perché affermavo polemicamente che aver spostato il G8 all’Aquila sarebbe stato dannoso per l’economia e il rilancio della Sardegna, che-appunto- di grandi eventi e turismo dovrebbe vivere.</p>
<p>Un paio di giorni fa la stessa cosa, mentre ci sono paginate su questa faccenda delle assenze, argomento populistico e demagogico, niente su cose concrete. O meglio: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/29/il-flop-maddalena-finisce-in-parlamento.html">Repubblica del 29 gennaio pubblica un ampio stralcio della mia interrogazione, i sardi locali niente.</a></p>
<p>Mi sono convinto da molto tempo che la nostra informazione sia pigra anche se non mancano ottimi giornalisti, anzi nei prossimi giorni cercherò di segnalare i buoni pezzi che meritano di essere letti. Il punto è che una società in crisi come la nostra dovrebbe avere giornali frizzanti, tosti, pure polemici. Ma così non è. Li trovo conformisti, silenziosi, uguali a se stessi sempre e comunque. Se qualcuno dei giornalisti in questione leggesse questo post è probabile che si offenda, scatterà la ripicca e non mi vedrete più sui quotidiani sardi. Alcune persone mi chiederanno: “Ma che fine hai fatto?”. Io risponderò: “Cercatemi sul blog” , ma ho la sensazione che internet non sia un mezzo, checchè se ne dica, utilizzato dalla gran parte degli elettori che invece si informa seguendo tv e giornale locale.</p>
<p>Se avessi un po’ di soldi il giornale me lo farei io,tipo il Foglio di Ferrara: opinioni, inchieste e la cronaca vera di una società meno piatta di come “quelli” la raccontano.</p>
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		<title>Comunicava anche senza un cellulare</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;era della iper-comunicazione ( siamo sempre connessi, internet premio nobel per la pace, iPad, blackberry, social network, tutti sanno tutto e di tutti ) questo grande uomo, così fondamentale per la letteratura ( quante volte avete sentito parlare di &#8220;romanzo di formazione&#8221;?) era sparito da quarant&#8217;anni.
Il Giornale e Libero ne scriveranno sicuramente, ma della notizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 535px"><a href="http://citypaper.net/blogs/criticalmass/files/2009/01/9c1aa64a.jpg"><img src="http://citypaper.net/blogs/criticalmass/files/2009/01/9c1aa64a.jpg" alt="" width="525" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">J.D. Salinger ha scritto Il giovane Holden</p></div>
<p>Nell&#8217;era della iper-comunicazione ( siamo sempre connessi, internet premio nobel per la pace, iPad, blackberry, social network, tutti sanno tutto e di tutti ) questo grande uomo, così fondamentale per la letteratura ( quante volte avete sentito parlare di &#8220;romanzo di formazione&#8221;?) era sparito da quarant&#8217;anni.</p>
<p>Il Giornale e Libero ne scriveranno sicuramente, ma della notizia della <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/01/28/e-morto-salinger/">morte di J.D. Salinger </a>non c&#8217;è traccia in <a href="http://www.camera.it/index.asp?tab=3#tab_3">prima pagina</a>.</p>
<p><a href="http://twitter.com/eastonellis/status/8335981746">Certo che Bret è sempre piuttosto matto.</a></p>
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