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	<title>Bruno Murgia &#187; Bruno</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Polemica Veronesi: Ancora no al Nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ragioni a favore del nucleare sono molteplici, ma se non fossi sardo direi che in Sardegna il nucleare non va bene. Siccome sono sardo, raddoppio questa mia convinzione e ribadisco la mia contrarietà più totale. In questi giorni la polemica divampa intorno alla figura d&#8217;eccezione del prof. Veronesi, tirato in ballo a destra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2546" title="nucleare" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/07/nucleare-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" />Le ragioni a favore del nucleare sono molteplici, ma se non fossi sardo direi che in Sardegna il nucleare non va bene. Siccome sono sardo, raddoppio questa mia convinzione e ribadisco la mia contrarietà più totale. In questi giorni la polemica divampa intorno alla figura d&#8217;eccezione del prof. Veronesi, tirato in ballo a destra e a manca, quando per una volta viene messa una persona meritevole in un posto che conta, scelta oculata del Governo&#8230; ho seguito anche il dibattito a Omnibus (La7) e devo dire che le argomentazioni messe in campo dai fautori del nucleare sono anche convincenti.</p>
<p>Io per conto mio ho già aderito al comitato trasversale di opposizione al nucleare in Sardegna e ho firmato la proposta portata avanti dall&#8217;amico Mauro Pili per il No al nucleare e il No all&#8217;eolico off-shore in Sardegna.</p>
<p>La motivazione è la stessa: la Sardegna ne avrebbe un clamoroso danno d&#8217;immagine. La forza della nostra isola sta nel suo essere in qualche modo &#8220;selvaggia&#8221;, non conosce fenomeni massicci di urbanizzazione, anche se lo spopolamento si avverte a causa delle migrazioni verso luoghi di maggior benessere e prospettiva, ed è contraddistinta da grandi spazi incontaminati, nel limite del possibile, e da un basso livello di antropizzazione.</p>
<p>Oggi come oggi &#8211; a livello economico &#8211; un territorio attira di più in relazione ai servizi offerti o, in mancanza di questi, a ciò che di pulito e realmente conservato propone. Chi è alla ricerca del mare purchessia può frequentare alcune spiagge in Sardegna super-affollate, chi ricerca calette tranquille può farlo, in posti giusti. Ecco la Sardegna deve rimanere questo: un posto dove poter scegliere dove stare con la garanzia che ovunque noi siamo, saremo circondati sempre e comunque da un territorio di eccellenza.</p>
<p>Faccio un esempio stupido stupido. Prendiamo la lunga e notevole spiaggia de La Cinta di San Teodoro. C&#8217;è poco da dire: è affollata, c&#8217;è un turismo di tutti i tipi e fa da complemento al movimento giovanile delle serate estive dell&#8217;ottimo borgo turistico. Ora, in continente per avere questa combinazione devi andare a Riccione, per dire (spiaggia grande, servizi più divertimento). Ma che differenza c&#8217;è tra quel mare e il nostro? E vogliamo parlare della sabbia della spiaggia?</p>
<p>Insomma, a conti fatti, anche a parità di condizioni al turista in Sardegna viene offerto sempre un &#8220;di più&#8221; che non può essere rovinato dalla cattiva immagine proveniente dall&#8217;installazione di una centrale nucleare, anche se questa è sicurissima e lontana da una preziosa caletta o da un sito nuragico (ne dubito).</p>
<p>Il concetto può sembrare simbolico, ma vi posso assicurare che già l&#8217;industria petrolchimica in alcune zone ha fatto danni, e direi che ci basta. Dobbiamo passare a una industria leggera, nella quale l&#8217;ambiente abbia una posizione dominante e il nucleare, per quanto sicuro e conveniente, non ci aiuterebbe a prendere questa saggia decisione. Anche se io non sono pregiudizialmente contro e lo ritengo in qualche modo inevitabile, considerando la nostra situazione energetica.</p>
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		<title>I blog e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è così come può sembrare, che chi tocca i blog muore o faccia una brutta figura, ma l&#8217;idea generale che ogni volta la politica trasmette è quella di non capire un piffero sul funzionamento di internet. E uso la parola piffero perché penso che bisogna essere indulgenti, almeno nel vocabolario.
Già il fatto che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è così come può sembrare, che chi tocca i blog muore o faccia una brutta figura, ma l&#8217;idea generale che ogni volta la politica trasmette è quella di non capire un piffero sul funzionamento di internet. E uso la parola piffero perché penso che bisogna essere indulgenti, almeno nel vocabolario.</p>
<p>Già il fatto che si tenti di legiferare sui contenuti della rete in una legge che riguarda le intercettazioni e la privacy, dimostra che si procede a tentoni, nel tentativo di ricomprendere in uno stesso cesto le arance con le mele, esattamente come ci insegnavano a NON fare i maestri alle elementari.</p>
<p>Parificare con una norma di legge siti informativi &#8211; debitamente registrati presso le cancellerie dei tribunali -  e semplici blog è un&#8217;operazione che mi lascia molto, ma molto perplesso. Come ho già avuto modo di spiegare il blog non è un mezzo di diffusione al pubblico di notizie ed opinioni, ma un&#8217;estensione virtuale della nostra personalità, esattamente come un diario personale, con alcune connotazioni pubbliche che non sono immediate.</p>
<p>Scrivere e pubblicare in un blog equivale &#8211; grosso modo &#8211; a fare vedere le foto contenute nel cellulare a una cerchia di amici e conoscenti, che ovviamente assume una rilevanza pubblica se è di notevoli proporzioni. In ogni caso, tutta la possibile serie di reati è già contemplata dalla legge. Il confine tra opinione personale, intima, che racconto alla mia cerchia, e pubblico comizio è molto labile se lo facciamo discendere dal numero di persone che ascoltano. Così al bar io con tre amici posso benissimo diffamare una persona, in una conversazione privata e non venire querelato, perchè la diffamazione non raggiunge l&#8217;orecchio dell&#8217;interessato. Su internet, allo stesso modo, se un blog è poco letto (nel 95% dei casi lo è, fidatevi) la giustizia non ha interesse a perseguire delle ingiurie e delle diffamazioni, semplicemente perchè è poco economico dal punto di vista dell&#8217;ordinamento.</p>
<p>Invece, questa norma in pratica provoca due tipi di conseguenze, che non so se definire comiche o drammatiche:</p>
<p>1) Da un lato l&#8217;obbligo di rettifica e la previsione della multa scoraggiano qualsiasi blogger, anche il meno letto del mondo, che può essere rintracciato mediante Google, a smettere di raccontare le proprie opinioni personali alla sua cerchia modesta di 25 lettori. E&#8217; una censura preventiva contro ogni opinione, anche quella a favore, se viene espressa con un&#8217;ironia non comprensibile (è capitato!)</p>
<p>2) Dall&#8217;altro &#8211; lato comico &#8211; potrebbe far nascere una nuova professione, quella del cacciatore di ingiurie, che naviga sulla rete come un bounty killer, alla ricerca di querele facili.</p>
<p>Ci sono stati casi di bloggers querelati da più o meno famosi (e molto suscettibili) giornalisti per delle offese, che oltre che a essere meritate, in qualche caso, erano veramente ridicole&#8230; eppure è stato scomodato un giudice, si sono persi dei soldi nelle notifiche e nell&#8217;assistenza legale&#8230; tutto questo in un paese nel quale la giustizia soffre di carenza di personale e fatica a processare gli autori di reati ben più gravi.</p>
<p>Ecco perchè sono contrario. Ed ecco perchè firmerò l&#8217;appello proposto da varie personalità nel mondo della rete, che poi è sempre il mondo reale. E lo farò perché sono convinto che esistano già le leggi per perseguire certi reati e che si debba fare uno sforzo per capire che i blog sono una semplice estensione della personalità, in una dimensione particolare, che non può essere definita astrattamente pubblica.</p>
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		<title>Intercettazioni/ Murgia (Pdl):Via l&#8217;obbligo di rettifica per blog</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 lug. (Apcom) &#8211; All&#8217;indomani della fine dell&#8217;esame del ddl intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera, arriva l&#8217;apprezzamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, allo sforzo compiuto dal Parlamento, uno sforzo &#8220;teso a comporre i molteplici contrasti emersi nell&#8217;opinione pubblica e nel Paese&#8221;. Nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il capo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 lug. (Apcom) &#8211; All&#8217;indomani della fine dell&#8217;esame del ddl intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera, arriva l&#8217;apprezzamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, allo sforzo compiuto dal Parlamento, uno sforzo &#8220;teso a comporre i molteplici contrasti emersi nell&#8217;opinione pubblica e nel Paese&#8221;. Nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il capo dello Stato, che non ha mai nascosto le sue perplessità a cominciare dal testo approvato in prima lettura alla Camera e poi al Senato soprattutto nella parte che riguardava il divieto di pubblicazione delle intercettazioni, rileva il &#8220;merito della dialettica parlamentare&#8221; che ha richiesto &#8220;un tempo non breve e un percorso faticoso&#8221; che non deve stupire perché &#8220;perché si trattava di bilanciare tra loro diversi valori e diritti, tutti egualmente riconosciuti in Costituzione&#8221;. Napolitano li richiama tutti: &#8220;Il valore della sicurezza dei cittadini e dello Stato, da garantire con l&#8217;imperio della legge, contrastandone e colpendone ogni violazione attraverso la ricerca e la verifica, con i mezzi indispensabili, degli indizi di reato, e l&#8217;esercizio della funzione giurisdizionale secondo i principi del giusto processo. Il valore della libertà di stampa e più in generale di informazione; ovvero il diritto dei cittadini di essere informati e il relativo dovere di informare che impegna quanti esercitano tale professione&#8221;. E ancora, &#8220;il valore della libertà di comunicazione tra le persone, il diritto al rispetto della riservatezza e della dignità delle persone. Nessuno di questi valori e diritti può mai essere invocato contro gli altri&#8221;. Definire il &#8220;miglior bilanciamento possibile&#8221; tra questi valori e diritti, rileva il presidente della Repubblica, &#8220;è funzione delicata ed essenziale innanzitutto del legislatore&#8221; e secondo Napolitano questo sforzo è stato compiuto ed è &#8220;ancora in atto&#8221; in Parlamento soprattutto nella terza lettura del provvedimento in corso alla Camera. Se ci saranno altre modifiche al ddl Alfano che nel corso dell&#8217;esame in Commissione ha cambiato volto soprattutto nella parte riguardante il cosiddetto bavaglio alla stampa si vedrà in Aula a Montecitorio dove il ddl approderà per la discussione generale il 29 luglio prossimo. Ieri il Pdl Enrico Costa ha sottolineato che il testo uscito dalla Commissione era da ritenersi &#8220;un punto di convergenza definitivo&#8221; ma le opposizioni continuano a chiedere miglioramenti e soprattutto un rinvio dell&#8217;esame a settembre: oggi nel mirino del Pd, che ribadisce il voto contrario al complesso del ddl, è soprattutto la norma del provvedimento che cancella un articolo della legge Falcone del &#8216;91 rendendo di fatto più difficili le intercettazioni per indagare su associazioni a delinquere. Una norma che secondo la democratica Donatella Ferranti &#8220;tarpa le ali a tutte quelle indagini, come quelle sulla P3 e sulla cricca degli appalti, da cui è verosimile attendersi ulteriori sviluppi in nuovi filoni d&#8217;indagine&#8221;. Non solo dall&#8217;opposizione poi viene la richiesta di sopprimere la norma che stabilisce l&#8217;obbligo di rettifica entro 48 ore anche per i blog: &#8220;E&#8217; un passaggio gravissimo e fuori dal mondo&#8221; denunciano il senatore democratico Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. A loro si unisce anche il deputato del Pdl <strong>Bruno Murgia</strong> che osserva: &#8220;Non annullare l&#8217;obbligo di rettifica per i blog e i siti internet è un errore madornale. Questa norma dimostra la scarsa conoscenza su come funziona le rete e rende impossibili fare attività online che negli altri paesi vengono salutate come una grande conquista democratica&#8221;.</p>
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		<title>CHE SUCCEDE DA NOI</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl sardo]]></category>

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		<description><![CDATA[CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima che si sta facendo ogni giorno più difficile.<br />
 Nel Pdl una doppia resa dei conti. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta tenere la riunione dei trenta consiglieri regionali del Pdl per discutere della situazione politica, ma alla convocazione del capogruppo Mario Diana, che avrebbe voluto impostare una sorta di battaglia contro le «interferenze» del supervisore Romano Comincioli, si sarebbero presentati al massimo in sei. Messo sull’avviso, Diana ha annullato l’appuntamento e ha cercato di minimizzare l’accaduto: il rinvio è stato causato da «impegni di numerosi consiglieri, impossibilitati a partecipare». Secondo indiscrezioni, il suggerimento agli indisponibili sarebbe stato dato proprio da chi sostiene l’azione di rinnovamento avviata da Comincioli su incarico di Silvio Berlusconi dopo il crescente dissenso e la sconfitta alle elezioni provinciali. Si parla con insistenza di una «sfiducia» che potrebbe essere votata nel gruppo contro Diana (ma dopo l’esame della mozione contro Cappellacci). E, nella stessa operazione, ma con tempi un po’ più lunghi, rientra, secondo le stesse voci, anche l’avvicendamento al vertice del partito: il deputato Bruno Murgia (favorito) o il collega Settimo Nizzi al posto di Mariano Delogu. Sarebbe a rischio anche il ruolo di vice coordinatore vicario ricoperto da Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale.<br />
 La controffensiva di Delogu. Ieri, dopo l’attacco di Diana nei giorni scorsi, è stato Delogu a rilasciare una dichiarazione contro Comincioli: «Le cose sarde le vogliamo vedere in Sardegna, non abbiamo bisogno di tutori esterni». Per questo oggi Delogu (assieme a Diana e alla Lombardo) sarà da Cappellacci per la verifica politica di giunta.<br />
 Rimpasto forse a Ferragosto. Ma proprio a causa del caos e della conseguente paralisi del Pdl la verifica politica della giunta e il successivo rimpasto potrebbero procedere con tempi più lunghi del previsto: la scadenza di fine luglio non può più essere rispettata se il tema dovrà essere trattato &#8211; come si dice negli ambienti politici &#8211; dal nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa. Per il momento la coalizione si dovrà occupare della mozione di sfiducia (per respingerla) e della manovra correttiva del Bilancio.<br />
 Il Psd’Az minaccia l’appoggio esterno. Anche ieri sono proseguiti gli incontri bilaterali di Cappellacci con gli alleati. E’ stata la volta del Psd’Az, che, in linea con quanto detto dai Riformatori e dall’Udc, chiede un assessorato in più, per Giacomo Sanna ai Trasporti (oggi il Psd’Az ha i Lavori pubblici con Angelo Carta, che i sardisti vorrebbero confermare). Se la richiesta non sarà accolta &#8211; hanno detto i vertici dei 4 Mori &#8211; ci sarà solo l’appoggio esterno.<br />
 I numeri della spartizione non tornano più. Cappellacci vorrebbe riservarsi alcune scelte, oltre quelle scontate che sono le conferme di Giorgio La Spisa (Bilancio) e Antonello Liori (forse non alla Sanità). Con uno o due assessorati del presidente, non tornerebbero i conti o nel Pdl o tra gli alleati. E i centristi, approfittando della debolezza politica di Cappellacci, non vogliono fare alcuna rinuncia: l’Udc vuole salire da 2 a 3, i Riformatori e il Psd’Az da 1 a 2.<br />
 La giunta sarà quasi azzerata. Si è detto di La Spisa e Liori, gli unici due politici dell’esecutivo attuale (si erano dimessi dal Consiglio perché c’era ancora l’incompatibilità). Cappellacci, che non può frenare l’avanzata dei partiti, vorrebbe tenere almeno altri due assessori: Andrea Prato all’Agricoltura e Franco Manca al Lavoro. Prato, sul quale ci sono dei veti politici dei centristi per la conferma all’Agricoltura, potrebbe essere spostato al Turismo. Più incerta, al momento, la posizione di Manca, che rischia di trovarsi senza sponsor.<br />
 La mozione di sfiducia martedì in aula. In questo clima così pesante, martedì il Consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra contro Cappellacci. Se la mozione dovesse essere approvata, scatterebbero le dimissioni del governatore e le elezioni anticipate. Per questo motivo (e anche perché si vota a scrutinio palese) tutti danno per scontato che il centrodestra, pur in caso di probabile litigio persino in aula, alla fine ridarà la fiducia al presidente della giunta regionale<strong>.(Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)</strong></p>
<p>Alemanno: Pdl va ristrutturato  (ANSA) &#8211; ROMA &#8211; &#8216;Ho esposto a Berlusconi la mia idea di un partito strutturato e della necessita&#8217; di congressi&#8217;. Cosi&#8217; il sindaco di Roma Alemanno sul Pdl. In proposito, ha detto il primo cittadino, il Cavaliere &#8217;sta valutando la situazione anche perche&#8217; la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc&#8217;. &#8216;La leggenda dell&#8217;Italia sotto la dittatura mediatica e&#8217; stucchevole&#8217; &#8211; ha aggiunto Alemanno &#8211; ed e&#8217; un grande regalo che la sinistra fa a Berlusconi ed al centrodestra&#8217;.</p>
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		<title>Lavoro e laurea, abbiamo un problema</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/07/22/lavoro-e-laurea-abbiamo-un-problema/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ricordo quando lo disse D&#8217;Alema e traumatizzò il centrosinistra di allora: non esiste più il posto-fisso. Quello che ci domandiamo tutti, oggi, perlomeno coloro che sono attenti alle dinamiche sociali, è se esista il diritto al posto fisso. Se ciòè esso non rappresenti più un miraggio o un diritto reale, concreto, da acquisire e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ricordo quando lo disse D&#8217;Alema e traumatizzò il centrosinistra di allora: non esiste più il posto-fisso. Quello che ci domandiamo tutti, oggi, perlomeno coloro che sono attenti alle dinamiche sociali, è se esista il diritto al posto fisso. Se ciòè esso non rappresenti più un miraggio o un diritto reale, concreto, da acquisire e conquistare, al quale si deve rinunciare solo per cause di forza maggiore.</p>
<p>Che il mondo del lavoro sia cambiato, in questi anni, almeno venti, lo dicono i numeri. Gli stessii numeri sulla disoccupazione sembrano dare ragione a un modello liberista, flessibile, &#8220;precario&#8221;, in grado di assorbire maggiori posti di lavoro, a fronte delle rigidità del modello uscito dalla riforma del 1970.</p>
<p>Lo Statuto non è stato mai smantellato, anche se sono intervenute diverse leggi, nel corso degli anni che hanno profondamente mutato la materia. Il dato però sul quale mi soffermo chiama in causa il fallimento dell&#8217;università italiana e la sua incapacità di produrre ricchezza, lavoro e quindi diritti.</p>
<p>Secondo questa <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/la-fine-del-posto-stabile-solo-al-6-dei-neolaureati/3813002?ref=HREC1-4" target="_blank">indagine Gidp</a>, ormai solo il 6% dei neolaureati entra in azienda con un contratto a tempo indeterminato. Lo stage diventa la prima modalità di accesso, mentre la crisi ha fatto conoscere un fenomeno davvero curioso e in sè preoccupante: l&#8217;esplosione delle partite iva, cioè delle collaborazioni a progetto, sotto le quali si nascondono spesso dei rapporti di lavoro continuativi, abilmente mascherati e spogliati dei diritti.</p>
<p>Il dato sociale è chiaro, quello relativo alla formazione lo è meno. Se da un lato abbiamo una crisi generale dell&#8217;economia, soprattutto per cause esterne, dall&#8217;altro non posso non sottolineare il fatto che le università italiane non hanno ancora fatto quella grande inversione a U che è richiesta dalla nuova economia. Anzi, il paese è terribilmente indietro, anche nella ricerca, in tutti quei settori relativi alla modernizzazione, che non hanno sostituito adeguatamente la perdita di posizioni nel campo della grande industria. Resistono le piccole-medie imprese, che rappresentano il vero tessuto economico del paese, sia al Nord che al Sud, con la differenze che per queste non è necessario spesso possedere un titolo di studio elevato, proprio perchè la formazione deriva da altri saperi ed è specifica per determinate produzioni.</p>
<p>Forse abbiamo laureato troppe persone in ambiti privi di sbocchi professionali? O forse il nostro mercato del lavoro è asfittico ed è compresso dalla crisi? Credo siano entrambi i motivi. E bisogna cambiare, per assicurarci un futuro migliore e dare un senso alla formazione e all&#8217;istruzione.</p>
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		<title>I sindaci discutono dell&#8217;idea di parco</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[«Perché la gente deve restare in montagna?» E&#8217; l&#8217;interrogativo lanciato da Pierpaolo Sau, neo sindaco di Tonara, nel dibattito sul Gennargentu, svoltosi venerdì sera. Il tavolo istituzionale ha richiamato nel paese di Montanaru tanti sindaci della montagna: Desulo, Arzana, Gairo, Orgosolo, Ussassai, Sorgono, Tonara. Tanti politici: i consiglieri regionali Pietro Pittalis e Silvestro Ladu, l&#8217;assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Perché la gente deve restare in montagna?» E&#8217; l&#8217;interrogativo lanciato da Pierpaolo Sau, neo sindaco di Tonara, nel dibattito sul Gennargentu, svoltosi venerdì sera. Il tavolo istituzionale ha richiamato nel paese di Montanaru tanti sindaci della montagna: Desulo, Arzana, Gairo, Orgosolo, Ussassai, Sorgono, Tonara. Tanti politici: i consiglieri regionali Pietro Pittalis e Silvestro Ladu, l&#8217;assessore regionale Antonello Liori, i parlamentari Mauro Pili e Bruno Murgia e poi l&#8217;avvocato Basilio Brodu, l&#8217;ex presidente della Regione Angelo Rojch, i rappresentanti dei movimenti antiparco e tanti altri. Tutti uniti per costruire un progetto di sviluppo e valorizzazione dei territori montani dell&#8217;interno afflitti dallo spopolamento, dalla mancanza di infrastrutture, penalizzati da un sistema viario inefficiente, dove investire è più rischioso che altrove. Su queste aree ogni tanto aleggia come uno spettro il parco del Gennargentu, modello di sviluppo combattuto da queste parti, perché calato dall&#8217;alto, privo del consenso della gente. Le parole sono sempre le stesse. Ora sembra che qualcosa voglia cambiare per davvero. I sindaci vogliono costruire una rete di relazioni, presentarsi uniti per far sentire con forza la loro voce alla Regione e allo Stato. È ora di voltare pagina: alle parole devono seguire fatti concreti per frenare lo spopolamento di questi territori e consentire alla gente di vivere nei piccoli paesi e valorizzare quell&#8217;immenso patrimonio di risorse locali e di beni identitari. Il valore dell&#8217;azione congiunta dei primi cittadini è stato sintetizzato da Mauro Pili: «I sindaci hanno la forza e gli strumenti per formulare strategie di sviluppo sfruttando le risorse del territorio». L&#8217;incontro di Desulo è solo la prima tappa di un percorso di incontri che i sindaci, insieme ai rappresentanti regionali e nazionali, hanno deciso di iniziare. (<strong> dall&#8217;Unione sarda</strong> )</p>
<p><em>In realtà il convegno è stato organizzato dal Pdl con la collaborazione decisiva dei sindaci della montagna. Non un convegno istituzionale, dunque, ma politico. Specificato più volte ma difficile da spiegare ai giornalisti&#8230;</em></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>A che punto siamo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo preciso sul Foglio di oggi. Giornate alla Camera incredibili, piene di voci, ipotesi, smetite e contro-smentite. Nessuno si dimette da niente ma sembra che molte cose siano in ebollizione nella pentola del Cav. Un solo coordinatore con un vice-finiano? Chi sarebbero? Intanto un appello di Augello e Moffa per una pace duratura tra Fini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=48387304">Articolo preciso sul Foglio di oggi. </a>Giornate alla Camera incredibili, piene di voci, ipotesi, smetite e contro-smentite. Nessuno si dimette da niente ma sembra che molte cose siano in ebollizione nella pentola del Cav. Un solo coordinatore con un vice-finiano? Chi sarebbero? Intanto un appello di Augello e Moffa per una pace duratura tra Fini e Berlusconi, c&#8217;è anche la firma di Alemanno.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brunomurgia.it%2F2010%2F07%2F14%2Fa-che-punto-siamo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Gennargentu, uno sviluppo alternativo alle vecchie proposte</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Il caso del reinserimento del Parco del Gennargentu nell&#8217;aggiornamento della lista dei parchi proposta dal Ministero dell&#8217;ambiente dimostra due cose. La prima: non avere rispetto per le battaglie delle autonomie locali e dei movimenti organizzati e non avere conoscenza della storia dei territori. La seconda: poichè il problema del Gennargentu si ripresenta puntuale significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Il caso del <a href="http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/185362" target="_blank">reinserimento del Parco del Gennargentu</a> nell&#8217;aggiornamento della lista dei parchi proposta dal Ministero dell&#8217;ambiente dimostra due cose. La prima: non avere rispetto per le battaglie delle autonomie locali e dei movimenti organizzati e non avere conoscenza della storia dei territori. La seconda: poichè il problema del Gennargentu si ripresenta puntuale significa che non è stato risolto e che ancora non si vede l&#8217;alternativa di sviluppo. Siamo stati fermi, è ora di riprendere il discorso. No al Parco, certo, ma sì,decisamente, ad un modello di sviluppo che parta dal basso.</p>
<p>2. I numeri sulla crisi del Nuorese e delle aree centrali dell&#8217;Isola,compresa l&#8217;area del Gennargentu, fallimento dell&#8217;industria che ha perso occupati, aziende in crisi:il territorio è collassato sotto il peso dell&#8217;indecisione o di programmi di rilancio puntualmente smentiti dalla realtà.</p>
<p>3. Dobbiamo essere propositivi e lanciare il concetto di sviluppo integrato del territorio. lo suggerisce il nome, mira a riunire, sotto un&#8217;unica visione, l&#8217;idea di far crescere economicamente il territorio attraverso il concorso di più forze: quelle imprenditoriali, quelle agroalimentari, quelle legate specificamente alla campagna, quelle sindacali, quelle istituzionali, le banche, le fondazioni e le università. Un grande concorso di idee e progetti che vada oltre i fumosi e quasi mai rispettati accordi di programma e miri a costruire solide gambe per tavoli di sviluppo che guardino al futuro, salvaguardando il presente.</p>
<p>4. L&#8217;università è un capitolo fondamentale. Le promesse mai mantenute, la perdita di corsi importanti, spingono il territorio allo spopolamento. Nello stesso senso anche i vincoli imposti alle campagne e ai loro proprietari sono un incentivo all&#8217;abbandono, se non vengono messi in chiaro i benefici economici delle operazioni, Di fatto il parco oggi non rappresenta una soluzione. Tuttavia, noi tutti dobbiamo fare lo sforzo di indicare delle alternative.</p>
<p>Dobbiamo riprendere la strada dell&#8217; università con una legge apposita che preveda l&#8217;istituzione di corsi basati sulla gastronomia locale, sulla biocompatiblità dei cibi, sulle risorse naturali e sul turismo, sul modello della Laurea Magistrale in promozione e gestione del patrimonio enogastronomico e turistico, ideata da Slow Food di Carlin Petrini, in modo da formare giovani in grado di lanciare e gestire imprese turistiche legate al territorio, avendo in mente la cultura della terra. Un ente del genere, finanziato e promosso anche con fondi privati, potrebbe dare un forte impulso al nostro territorio, offrendo una valida alternativa al sistema dei parchi, che pare obsoleto, almeno come modello di fruizione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>5. L&#8217;albergo diffuso è sicuramente uno strumento di potenziamento del territorio. Bisogna pertanto impegnarsi a fondo per migliorare la viabilità interna e proporre un&#8217;offerta turistica alternativa che dal mare, molto apprezzato, anche da queste parti, veicoli turisti verso l&#8217;interno, verso la montagna. Il turismo in montagna non può essere visto solo come lo sfruttamento di dieci giorni di neve, se va bene, e di riapertura di una stazione sciistica comunque insufficiente.</p>
<p>6. Il vero obbiettivo è quello di offrire il territorio come alternativa turistica, attraverso la creazione di un&#8217;offerta che contempli escursioni a cavallo, a piedi, in bicicletta itinerari enogastronomici e naturalistici. Lo sforzo va fatto unendo le istituzioni, i privati e chi abbia voglia di inserirsi in questo mercato, magari sfruttando dei finanziamenti che vadano oltre le migliorie e le ristrutturazioni.</p>
<p>7. Il passaggio dall&#8217;industria pesante delle cattedrali del deserto a imprese leggere, basate sull&#8217;ambiente e sul territorio, farà solo bene, anche in termini occupazionali, tentando di salvare il salvabile con degli accordi di programma o delle riconversioni, che devono comunque essere lungimiranti e in grado di mantenere le promesse, altrimenti è meglio pensare a dare un lavoro ai nostri figli. Incentivi dovranno essere previsti per tutti coloro che operano seguendo i criteri della conservazione dell&#8217;ambiente, dell&#8217;impresa leggera, aumentando quindi l&#8217;offerta formativa, anche in livelli inferiori all&#8217;università, in modo di consentire a tutti di poter accedere a nuove professioni e fornire l&#8217;apporto necessario per cambiare il futuro dell&#8217;isola e soprattutto della zona del Gennargentu.</p>
<p><strong><em>(Per parlare di queste cose ci vediamo il 16 alle 18 all&#8217;Hotel Gennargentu di Desulo. Saranno presenti tutti i sindaci dell&#8217;area, imprenditori, cittadini, consiglieri regionali e parlamentari)</em></strong></p>
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		<title>Fare in modo che lo scazzo non arrivi quaggiù</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 08:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non credo che Fini pensi realmente ad un terzo polo. Le idee del presidente della Camera sono quelle  di un bipolarista convinto già dalla famosa alleanza con Mario Segni. Penso che la strada percorribile sia quella di un vero e duraturo accordo dentro il Pdl, senza infingimenti e rendendosi conto che le cose così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2502" title="ponte-25-abril-3" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/07/ponte-25-abril-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Non credo che Fini pensi realmente ad un terzo polo. Le idee del presidente della Camera sono quelle  di un bipolarista convinto già dalla famosa alleanza con Mario Segni. Penso che la strada percorribile sia quella di un vero e duraturo accordo dentro il Pdl, senza infingimenti e rendendosi conto che le cose così non vanno.</p>
<p>Oggi Gianni Alemanno ritorna su <a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/10/07/11/governo-maroni-lega-udc-incompatibili.html" target="_blank">Repubblica</a> a chiedere un cambio di passo nell&#8217;azione di governo e nel partito. Leggere i giornali e&#8217; ultimamente non troppo piacevole per i nostri elettori: equivoci, dichiarazioni affrettate, parole in libertà, sbagli politici macroscopici e chi più ne ha piu&#8217; ne metta.</p>
<p>Nel Pdl c&#8217;e anche un&#8217;altra classe dirigente. Per lo più silenziosa, impegnata, che lavora duro e compare poco. Non e&#8217; usurata da mille incarichi, non ha un super potere concentrato, ha le carte in regola dopo molto impegno. Ecco: bisognerebbe ripartire da qui, facendo in modo che anche chi e&#8217; più o meno giovane (termine equivoco in Italia, dove tutti sono giovani) o chi ha semplicemente voglia e passione da spendere, sia coinvolto. Se lo scazzo arriva anche all&#8217;asse portante del partito non la vedo benissimo.</p>
<p>I temi non mancano, anche se la questione innovazione e meritocrazia resta fondamentale, in un paese dove il potere e&#8217; affare per pochi, sempre i soliti. Condivisibili moltissimi articoli usciti in questi giorni, compreso quello di Pierluigi Battista con il suo &#8220;Non e&#8217; un paese per giovani&#8221;.</p>
<p>C&#8217;e poi questa idea del terzo polo che accarezza anche molte persone di sinistra che non credono più in un Pd con pochissime ambizioni e con un logoramento di fatto nelle proprie proposte. Sento alcuni intellettuali di sinistra attratti dalla sirena finiana, alcuni insospettabili. L&#8217;idea e&#8217; di fare un cartello dei buoni contro il Cav. Ma poi e&#8217; la politica che decide. Come mettere insieme infatti i temi laici con quelli super cattolici di Casini? Come conciliare i temi etici e quelli dell&#8217; immigrazione con le proposte dell&#8217;Udc, diametralmente opposte?</p>
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		<title>Alemanno, PDL: serve una svolta</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/07/09/alemanno-pdl-serve-una-svolta/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Al suo futuro politico non ci pensa e lo dice con ironia: «Faccio il sindaco di Roma, è un lavoro durissimo. Se alla fine di questa esperienza sarò ancora vivo, allora mi porrò il problema sul da farsi». Al Pdl, invece, ci pensa eccome. Tanto che dal 23 al 25 luglio riunirà a Orvieto tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2492 alignleft" title="Alemanno scalata" src="http://www.brunomurgia.it/wp-content/uploads/2010/07/Gianni-Alemanno-durante-una-scalata-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Al suo futuro politico non ci pensa e lo dice con ironia: «Faccio il sindaco di Roma, è un lavoro durissimo. Se alla fine di questa esperienza sarò ancora vivo, allora mi porrò il problema sul da farsi». Al Pdl, invece, ci pensa eccome. Tanto che dal 23 al 25 luglio riunirà a Orvieto tutti i circoli di «Nuova Italia», la sua componente. Non solo. Gianni Alemanno chiede di fare al più presto i congressi, di completare il tesseramento e di ritrovare prima possibile un equilibrio nel partito. Insomma, secondo il primo cittadino, serve una «scossa» al Pdl e al governo.</p>
<p><strong>Sindaco Alemanno, non le sembra che i due fondatori del Pdl, Berlusconi e Fini, siano arrivati ormai a un punto di rottura insanabile?</strong><br />
«Credo che in politica non ci sia mai l&#8217;ultima spiaggia. Sicuramente il clima è molto teso ma possiamo ancora recuperare. Del resto un Pdl unito è nell&#8217;interesse sia di Berlusconi che di Fini».</p>
<p><strong>Ma lei il presidente Fini lo vede? Lo frequenta? Vi sentite?</strong><br />
«I miei rapporti con Gianfranco sono improntati a correttezza e amicizia, costruite nel corso di molti anni. Anche in questo momento continua il dialogo».</p>
<p><strong>Eppure lei potrebbe avere un ruolo politico fondamentale. Molti la descrivono come il futuro Fini, cioè di fatto l&#8217;erede della destra. Non ci si vede?</strong><br />
«Evidentemente non ci si rende conto di cosa vuol dire fare il sindaco di Roma. E poi mi scusi ma queste argomentazioni portano jella. Ha visto come sono andate a finire le ambizioni politiche degli allora sindaci di Roma Rutelli e Veltroni? Preferisco occuparmi della città eterna, poi si vedrà».</p>
<p><strong>Però non trascura la politica. A Orvieto ci sarà un appuntamento importante per la sua componente&#8230;</strong><br />
«Sì, per tre giorni ci incontreremo con tutti i circoli di Nuova Italia, come succede ormai da dodici anni. Faremo il punto del nostro impegno politico. Discuteremo soprattutto di due temi: l&#8217;unità nazionale, che è la base per affrontare le riforme, e ovviamente il Pdl, che ha bisogno di una forte scossa».</p>
<p><strong>Una scossa di che tipo?</strong><br />
«Ormai è passato un anno dalla fondazione del Pdl, servono i congressi. Inoltre è necessario completare anche il tesseramento».</p>
<p><strong>Nei congressi si conteranno le correnti. A proposito, ma Berlusconi non ha scomunicato tutte queste fondazioni che invece di fare cultura si occupano di politica e finiscono per diventare delle lobby interne al partito?</strong><br />
«Intanto credo che dai congressi ci guadagnino tutti. Proprio perché sono convinto che sia la stagnazione del partito a generare il correntismo. Vede, quando ci si confronta pubblicamente e a tutto campo si sconfiggono i giochi di palazzo. Inoltre dai congressi escono sempre degli eletti che dunque sono incontestabili».</p>
<p><strong>Chi ha invitato a Orvieto?</strong><br />
«Tutti. Gli ex di An, a partire da Gasparri, La Russa e Matteoli. E poi gli ex di Forza Italia. In particolare credo moltissimo nel rapporto con i ministri Sacconi e Tremonti».</p>
<p><strong>A proposito di Tremonti, la legislatura è cominciata con un rapporto molto stretto tra lei e il ministro dell&#8217;Economia. Erano i tempi in cui lei chiedeva 500 milioni di euro al governo per aiutare la Capitale alle prese con un debito enorme. Poi le cose sono cambiate. Tant&#8217;è che adesso l&#8217;esecutivo trasferirà a Roma solo 300 milioni. Cos&#8217;è successo?</strong><br />
«Non è accaduto nulla di particolare. Semplicemente ci sono due versioni di Tremonti: l&#8217;intellettuale e politico, con cui ho un rapporto molto solido, e il ministro dell&#8217;Economia, che non guarda in faccia nessuno e non fa sconti».</p>
<p><strong>Non si è sentito maltrattato dalla manovra economica del governo?</strong><br />
«No. Abbiamo ottenuto 300 milioni di euro all&#8217;anno che ci sosterranno nel nostro lavoro per coprire l&#8217;enorme debito ereditato dalle consiliature precedenti. Nessuno ha ottenuto così tanto in questa manovra di lacrime e sangue».</p>
<p><strong>E con la Lega? Si aspettava tutte queste tensioni con i soliti slogan contro Roma e i romani?</strong><br />
«Sarà il federalismo fiscale a fare chiarezza. Roma non è ladrona ma creditrice per la fiscalità generale. La nostra città dà molto di più allo Stato di quello che riceve. Sarà evidente a tutti con le nuove norme».</p>
<p><strong>Due giorni fa c&#8217;è stata un&#8217;altra rissa in Parlamento. Le sembra normale che i deputati si picchino? Peraltro nella discussione che ha portato alle mani sono state coinvolte le romanissime Meloni e Saltamartini&#8230;</strong><br />
«Il Parlamento è stato sempre scenario di episodi spiacevoli anche nella prima Repubblica. Ricordo molte risse. In questo caso è stato davvero sgradevole l&#8217;atteggiamento e il tono usato nel suo intervento da Barbato, un deputato dell&#8217;Italia dei Valori che non conosco. In ogni caso la Saltamartini e la Meloni gli hanno risposto a tono e senza alzare le mani». (Alberto Di Majo, per <a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/09/1178097-alemanno_congressi.shtml" target="_blank">Il Tempo</a>)</p>
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