L’amarezza dei deputati sardi Melis (Pd) e Murgia (Pdl). E Portas (Moderati piemontesi) salva un leghista dalla folla. SILVIA SANNA per la Nuova Sardegna

SASSARI. Raccontano di avere già provato altre volte quella brutta sensazione, un misto di amarezza e vergogna «che ti assale nel vedere quello che ti succede attorno, e nel pensare a dove sei». Bruno Murgia, deputato nuorese del Pdl, lo scrive anche su Facebook: «Caos alla Camera, ci vuole l’elmetto». E lo ripete a fine serata, quando confessa di avere avuto l’impressione di stare dentro «un acquario in cui girano pescecani che si guardano a muso duro». Pronti ad attaccarsi, quando la tensione sale: «E in questi due giorni – dice Guido Melis, deputato sassarese del Pd – il clima era particolarmente infuocato, visti i temi all’ordine del giorno». Murgia e Melis, come tutti gli altri deputati, hanno vissuto in diretta lo spettacolo andato in onda in tv, «scene indecorose, in un cortocircuito generale in cui nessuno è stato in grado di gestire la situazione – attacca l’esponente Pdl – né i capigruppo né il servizio d’ordine». Due giornate convulse in cui «la maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti, la sua intemperanza al rispetto delle regole. Il vaffa del ministro La Russa al presidente Fini non ha precedenti», aggiunge Guido Melis. Rimasto colpito dal nervosismo del ministro Alfano, che «per la rabbia ha lanciato la sua tessera parlamentare verso i banchi dell’opposizione. Ha colpito uno di noi, poi l’ha raccolta Donadi dell’Idv». Su Facebook Melis prende un po’ in giro il Guardasigilli: «E se invece del ministro facesse il lanciatore di tessere alle prossime Olimpiadi? Se ne gioverebbe la giustizia e magari avremmo anche una medaglia». Un futuro da atleta ipotizzabile anche per altri ministri berlusconiani, come «la Brambilla, che con un balzo si è catapultata al suo posto ma nonostante lo scatto non ha fatto in tempo a votare». Il presidente Fini aveva appena dato lo stop e dai banchi hanno iniziato a volare commenti pesanti, parolacce, palline e giornali, uno dei quali ha colpito proprio il leader di Fli. «Che dire? – aggiunge Bruno Murgia – è stato tutto molto brutto. Dall’inizio alla fine: perché è spiacevole vedere i parlamentari entrare scortati a Montecitorio per proteggersi dalla gente che urla, li insulta e lancia oggetti. In particolare quando riconosce esponenti della maggioranza». Non è sfuggito all’occhio attento dei contestatori il deputato leghista Gianluca Buonanno, piemontese.

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