INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Murgia, Pili, Porcu

PREMESSO CHE

- fin dalla fine degli anni ’60 il territorio della piana di Ottana e’
stato individuato dalle forze politiche, sociali e imprenditoriali
come adatto all’installazione di insediamenti industriali
- da allora lo Stato ha investito ingenti risorse economiche con il
fine di creare migliaia di posti di lavoro e benessere generalizzato
- secondo ricerche e centinaia di inchieste giornalistiche, i
finanziamenti erogati non hanno creato ne’ benessere ne’ posti di
lavoro, tradendo anche le piu’ pessimistiche aspettative
- nel 1998 si sottoscrisse il famoso Contratto d’area di Ottana, con
il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e politici del
territorio, fino a Regione e Stato
- allora, il Contratto d’area prevedeva la realizzazione di 35
iniziative imprenditoriali per complessivi circa 170 milioni di euro,
con la creazione di 1362 posti di lavoro
- dopo molti anni, a fronte di un primo investimento di 125 milioni,
il bilancio sarebbe negativo; il Ministero dello Sviluppo economico ha
proceduto a diverse procedure di revoca
- i posti di lavoro creati sarebbero 345, molto, molto al di sotto
delle previsioni
- altri dati parlano di 11 aziende che hanno ricevuto un provvedimento
di revoca totale delle agevolazioni (per irregolarità amministrative e
fiscali), 5 un provvedimento di revoca parziale (per il mancato
rispetto degli indici di occupazione), mentre 13  sono in produzione,
garantendo oggi circa 400 occupati
- sembra che solo un’azienda, l’Antica Fornace Villa di Chiesa, abbia
rispettato impegni e obiettivi

APPURATO CHE

-sono state poste in essere molte altre iniziative come patti
territoriali, contratti sulla chimica e svariate iniziative regionali,
compreso l’utilizzo, anche qui dai risultati non sempre chiari e
apprezzabili, di strumenti come la legge nazionale 488
- vi e’ stata una recente rimodulazione di alcuni fondi sempre a
valere sul Contratto d’area di circa 2 milioni
- i giornali hanno dato conto di un’inchiesta della Guardia di finanza
proprio sull’uso criminoso dei finanziamenti nazionali sul Contratto
d’area
- secondo questa inchiesta, 14 aziende sarebbero indagate per fatture
false, opere inesistenti,acquisto di vecchi macchinari,lavoratori in
nero
 - la multinazionale thailandese Indorama, dopo aver firmato il Patto
per il Territorio il 17 marzo 2010 a Cagliari, minaccia di scappare da
Ottana per via degli enormi e storici disagi infrastrutturali:
energia, trasporti e servizi

VISTO CHE

- non si ha certezza sullo stato dell’inquinamento del territorio,
sulla salute dei lavoratori e dei cittadini, dopo molti anni di
sviluppo dell’industria pesante, tanto che la locale Asl ha avviato,
con fondi propri, un’indagine approfondita per capire l’entita’ del
fenomeno, per rilevare eventuali elementi tossici e diossine negli
alimenti di produzione animale e verificare la presenza di sostanze
pericolose nelle acque, nei terreni e nei vegetali

ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO, SI VUOLE CONOSCERE

- il quadro preciso e definitivo sul Contratto d’area di Ottana: fondi
spesi,revocati, aziende vincenti e revocate, l’esatto  numero dei
posti di lavoro creati, tutto ciò per esprimere un compiuto giudizio
sulla base di dati finalmente certi

SI VUOLE SAPERE

- se non sia opportuno che  la stessa indagine riguardi l’analisi di
tutti gli strumenti che hanno visto l’utilizzo di fondi statali e
regionali, siano essi patti territoriali che utilizzo di leggi di
finanziamento  come la 488, proprio per avere un quadro completo,
preciso ed esaustivo delle risorse impiegate, quelle non spese, quelle
sparite nel nulla, in provincia di Nuoro

- se non sia il caso di avviare un’ indagine, mediante ispettori
governativi, che verifichi le
responsabilità a tutti i livelli: politici, sindacali e del mondo
delle imprese, come per altro chiesto anche da altre forze politiche
in anni passati e recentemente dalla Provincia di Nuoro
-  che utilizzo verra’ fatto delle eventuali risorse recuperate
- quale sia il progetto strategico del Governo rispetto agli
investimenti produttivi nella Sardegna centrale
- se non sia ormai il caso di abbandonare le vecchie forme di
industria pesante per concentrarsi su un’economia piu’ leggera e piu’
legata alle attività del territorio
- quali azioni il Governo voglia  mettere in campo  rispetto al gap
infrastrutturale : strade, ferrovie, continuità territoriale merci
- se le indagini della Asl dovessero appurare forme di inquinamento di
cui sopra, quali strategie il governo ritenga di mettere in campo, e
se non sia giusto avviare un’ azione giudiziaria rispetto alle
multinazionali che si sono avvicendate nel corso di quarant’anni di
industrializzazione della Sardegna centrale

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