Prove di terzo polo?
Domani alle 18,30 è fissato il voto sulla richiesta di dimissioni del sottosegretario Caliendo. Il gruppo di Fini sarebbe orientato ad astenersi, stando a quello che si sente, insieme all’Udc di Casini e ai rutelliani. Secondo Fabio Martini della Stampa ( ma anche la Meli sul Corriere ) sarebbero le prime prove del cosiddetto terzo polo. Ricompare persino Follini.
Chi sarebbe però il leader di questa coalizione? Fini? Casini? Montezemolo? Difficile capire anche perché sono convinto che la gran parte dei finiani non vorrà uscire dal Pdl e tantomeno abbandonare il bipolarismo per un’ avventura dal difficile esito.
A sinistra elettro-encefalogramma piatto. In caso di elezioni anticipate ( secondo me si terranno tra l’autunno e la primavera 2011) in corsa ci sarebbero Nichi Vendola e Sergio Chiamparino. Ecco spiegata la melina di Bersani che propone un improbabile e antidemocratico governo di transizione per guadagnare tempo. Almeno, il partito di Di Pietro ha le idee chiare: elezioni subito.
Comments
Giorgio Gaias
Io la vedo così prepariamoci per le elezioni..
Mariga
l’architettura costituzionale italiana prevedeva un potere legislativo gestito dalla cosidetta democrazia diretta ( parlamento e governo ), un potere giudiziario esrcitato dai giudici e un potere di controllo esrcitatato dalla democrazia indiretta ( Alta Corte, CSM e Presidenza della Repubblica).
Questi organi di controllo per effetto dei mecanismi di nomina misti non sono più rappresentativi della volonta popolare. Non avendo essi nessuna voglia di rispettarla cercano di disinnescarla logorandola. Da quì la posizione di Fini abilmente stimolato. Certo le elezioni sono importanti ma molto più importante è riuscire a controllare la porta d’ingresso della democrazia delegata cioè la Presidenza dell Repubblica. Fino a quando questa non sarà allineata alla volontà popolare avremo un continuo conflitto istituzionale con tradimenti , sgambetti e inganni.
Paolo
Ciao Bru,che delusione…
Vedere Fini e i tanti ex-camerati fare comunella con Rutelli (si commenta da solo il suo percorso politico), Casini e company è una cosa che mal digerisco.
Forse Gianfranco ha in mente qualcosa, di sicuro qualcosa che niente ha a che fare con il mandato dato dagli elettori quando è stato eletto.
Spero che prevalga il senso di responsabilità, il periodo storico ce lo impone, la crisi economica e la necessità di riforme dovrebbero imporre un maggior senso di responsabilità a tutti quei “guerriglieri” finiani che hanno destabilizzato il clima nella maggioranza e nel pdl. I problemi esistevano ed esistono ma non è certo con quelle modalità (scontro ripetuto, critica sistematica nei media e autolesionismo nei confronti del pdl) che si trova una sintesi e si risolvono i problemi interni. Est modus in rebus, sunt certi denique fines…