PDL: La mia posizione
Marcello Fois mi ha mandato un sms, mi ha scritto qualcosa tipo, ti prego non darmi una delusione e dimmi che sei andato con Fini. Non gli ho ancora risposto, anche se bastava scorgere i 33 nomi di quelli che hanno aderito a Futuro e libertà per non trovarci il mio.
Il punto e’ che Marcello non e’ uno di noi, non ha una storia dentro un partito come il nostro, lunga quanto il dopoguerra fino ai giorni nostri. In piu’ il discrimine sta nell’ossessione verso Silvio Berlusconi che verra’ giustificata sempre in mille modi,perlopiù assurdi. Non e’ dunque facilissimo spiegare in due battute la complicata vicenda nella quale siamo immersi.
Anche perché ci sono amici e compagni di battaglie e storie che prendono improvvisamente una strada diversa.
IL RUOLO DI ALEMANNO
Il sindaco di Roma e’ stato e probabilmente sara’ un pontiere, un mediatore per cercare di tenere unito il Pdl. Intelligente anche il tentativo di ricucitura di Giuliano Ferrara. Tardivo, ha decretato l’ufficio di presidenza.
Le scelte e le separazioni sono state dolorose. Io sono rimasto fedele al gruppo guidato da Gianni Alemanno – e al Pdl – perché li’ c’è la mia storia politica e pure l’ ambizione di portare Gianni alla guida della nuova destra italiana. Dentro questo mondo, come e’ noto a chi mi conosce, avevo le posizioni più liberali, più aperte e probabilmente meno identitarie.
Sono convinto che destra e sinistra siano via via parole senza grandi significati attuali e che il futuro si giochi piu’ sulle scelte innovative che su vecchie concezioni novecentesche. In questo senso il discorso finiano, lo sguardo lungo sui temi dell’immigrazione e dei nuovi italiani, la laicità e le scelte dirompenti in materia di testamento biologico, molte elaborazioni culturali del Secolo di Flavia Perina e Luciano Lanna, mi sono parse piuttosto interessanti. Certo, non c’era chi mancasse di criticare: destra da salotto, destra all’acqua minerale e così via. Sciocchezze comunque: l’immaginario della nuova destra era anche una certa cultura pop con la voglia di appropriarci di un mondo e di uscire dalla politica per navigare nel contemporaneo fatto di libri, cinema, fumetti, rock e nuove tecnologie.
Non so poi fino a che punto queste motivazioni siano patrimonio dei deputati che in Fini si riconoscono. Personalmente poi faccio una differenza tra il Fini di inizio legislatura e quello ultimo. In ogni caso ho sempre guardato con perplessità al fatto che il presidente della Camera dovesse guidare una minoranza. Perché mai? Uno con l’ambizione di governare il paese non può trincerarsi dentro un gruppo del 20 o 30 %, quando ha il carisma di parlare a tutto il partito.
C’è infine tutta l’ultima fase – gestita in particolare dai falchi – che non mi ha convinto affatto. L’attacco a Mantovano, i toni esasperati, la confusione sulle indagini per mafia, il collegamento tra le indagini per l’omicidio Borsellino e questo governo… Mah. Ho sentito spesso le opinioni delle persone comuni: abbiamo votato Berlusconi perché governasse. Io aggiungo: e’ il leader scelto dagli italiani, deve governare, altrimenti tutti a casa. Non ci sono altre soluzioni.
MA A QUESTO PUNTO E’ INDISPENSABILE RILANCIARE IL PARTITO
Il Pdl e’ un partito ancora da strutturare, con una organizzazione deficitaria. Il partito carismatico deve pero’ avere una propria dinamica interna. Sono consapevole che non si risolva tutto con vecchi schemi: lotta di tessere per esempio. Inoltre la questione delle indagini su alcuni leader nazionali ha colpito la gran parte di noi e tanti, soprattutto, che provenivano dal mondo ex-An. Personalmente mi sarei comportato diversamente se le indagini avessero colpito me: avrei messo il partito al riparo da speculazioni e tutto il resto. Non ho gli elementi per giudicare ma sento gli umori dei nostri e tanto basta per essere preoccupato e per sperare che finalmente Silvio Berlusconi metta mano al partito, operando i giusti cambiamenti.
E’ più o meno quello che ha detto Alemanno a Orvieto: troppi yes-men intorno al Cav e via con congressi e cambiamento. Per superare la crisi occorre rilanciare il movimento sul territorio: vale anche e soprattutto per la Sardegna. Nell’Isola ci aspetta un duro lavoro, non credo si debba ancora giocare con i toni rinunciatari sentiti in quest’ultimo periodo.
La mia idea la conoscete: e’ un Pdl sardo, collegato alla società, innovativo, svelto.
Comments
Giorgio Gaias
Gianfranco Fini è stato praticamente espulso dal Popolo della Libertà, l’ex leader di AN se ne va dal partito che aveva contribuito a fondare mandando in soffitta la vecchia Alleanza Nazionale. Non voglio soprattutto per il mio passato che rivendico con orgoglio in AN e in Azione Giovane dare giudizi sul mio ex leader e sulle scelte da lui fatte negli ultimi tempi. Dico solo che tutto questo personalmente mi dispiace, fin da quando ho iniziato la mia militanza nella destra italiana ho ammirato Gianfranco Fini apprezzandone soprattutto lo spessore politico che pochi potevano vantare di avere come il suo, l’amarezza rimane e in cuor mio mi sento di dire grazie a Fini per tutto quello che è stato in questi anni per me un grande punto di riferimento, un leader, un esempio almeno fino a un paio di anni fa. Oggi faccio una scelta ragionata e con il cuore, sono di destra lo sono sempre stato, rimango nel PdL continuo a credere nel progetto del partito unico del centro-destra italiano, credo che Berlusconi sia l’unico leader possibile per il PdL anche perchè eletto democraticamente dai cittadini, rimango nel Popolo della Libertà con Gianni Alemanno confermando la scelta che feci gia quando ero in AN di militare nella corrente della destra sociale. Il mio impegno politico continua sempre con fiducia e orgoglio nel Popolo della Libertà, nella Giovane Italia e nei Circoli della Nuova Italia.
CIAO GIANFRANCO…..
Maralai
alemanno a fini ogni giorno (burrascoso) che passa da lezioni di stile al punto da farsi stimare anche da chi mai è stato con an. mi domando chi saranno gli sciagurati consiglieri che hanno fatto uscire di strada gianfranco fini, e spingerlo lontano mille miglia dalla cultura garantista del pdl, e persino ad odiare come un dipietrista qualsiasi, berlusconi. io, che non sono supponente come fois ha letto puntualmente con attenzione i nomi dei “finiani” senza inviare sms a nessuno, ed ho apprezzato l’assenza di bruno murgia; ho notato tuttavia la presenze di un parlamentare diventato indisponente come barbareschi, “nominato” da noi barbaricini, che in una intervista a la repubblica ha riempito di contumelie il pres. berlusconi. ora i finiani sono sul punto di schierarsi con i dipietristi per votare sulla scomunica politica di caliendo; votino come gli pare, che facciano anche cadere il governo. poi quando il Paese verrà consegnato a di pietro saranno riusciti a riempire di gioia i tanti fois e dare un bel cazzotto a tutti noi. che, ovviamente, ci adopereremo ad evitarlo, poichè non siamo così fessi e la libertà ci sta molto a cuore. e poi in questo senso, molto sono le riforme profonde che ci rimangono da fare. anche senza fini.
mn
salvatore tedde
sarebbe bello, finalmente, assistere ad un dibattito su questo tema in questo Blog;
la domanda circa la posizione di Bruno Murgia è arrivata da tantissimi forumisti politicamente vicini a lei, al PDL e a quello che fu AN;
non c’era da aspettare lo short message di Marcello Fois a mio parere; ma se la scintilla è quella va bene uguale.
Io mi metterei volentieri in ascolto, se discutete; mi interessa capire come vivete questa vicenda; e prometto di non intervenire per nessuna ragione al mondo.
Buona discussione.
Bruno
>tedde, perché non dovresti intervenire? Possiamo non essere d’accordo ma… Br
Giorgio Gaias
Tedde non è facile vivere tutto ciò anzi.. fidati.. personalmente la sto vivendo con tanti dubbi pur ribadendo la mia scelta di stare con Alemanno.
salvatore tedde
beh, la risposta credo di averla già data; basta scorrere un anno di post di questo Blog (è un gioco che faccio sempre da quando esistono questi spazi di confronto) e clikkare (..sulla destra, manco a farlo a caso…) le diverse parole “chiave” i cosidetti “tag”; sono esemplificativi della mutevolezza del giudizio individuale, a seconda dell’umore e, perchè no, della “convenienza” momentanea. Al peggio, si tace e si sorvola; la si butta in corner o si “lega” l’avversario nel corpo a corpo; passami le metafore Brù; perchè lo hai fatto abbondantemente nell’ultimo periodo; ma ti capisco anche se non ti giustifico.
E a me, l’ho ripetuto qui, sino alla nausea, caro Bruno non mi interessa fare il “Maramaldo”; o se preferisci su “entùrzu” di quell’animale macilento e “fadigàdu” che si avvia a diventare il PDL Italiano e, di conseguenza, quello sardo. Anche perchè – in questi casi – a dare i colpi di grazia ed a far legna a s’àrbule rutta bi curren totus ( e per primi quelli che hanno goduto dei frutti e dell’ombra delle chiome, quando rigogliose). Ho assistito, a Destra, in Italia, solo a trionfali nascite, sia che fossero mirabili “discese in campo”, sia che fossero annunci in TV a reti unificate o proclami dal predellino di una rombante AUDI serie 5;
A sinistra ho invece assistito a “parti” pilotati, difficili, successivi a gravidanze “da poleddu” (13 mesi e una settimana…); e a funerali tristi e sempre preceduti da altrettanto tristi separazioni e dolorosi divorzi (per entrambe le parti in causa).
Insomma: il PD non è mai nato o se è nato lo ha fatto come uno di quei bambini sfortunati che in realtà escono dal Reparto Ostetricia per andare in Pediatria e non uscire più dall’Ospedale o, al peggio, girarli tutti in lunghi e tristi viaggi della speranza; quello intrapreso dal Bimbo-PD è, peraltro, pure inutile ;
il PDL invece è nato come quei figli dei rampolli della cosidetta gente-bene; tutti belli, tutti biondi con gli occhi azzurri; tutti da reclàme televisiva. Ma era solo una fiction; in attesa della nascita del bimbo vero, si è provveduto a trasmettere – in prima serata – sempre la fiction. E molti, chi per il troppo desiderarlo e chi per comodità ( e, ovviamente, non dimentico quelli per interesse) ci avete creduto. Qualcuno (tu, Brunomù, ad esempio), appena ha capito che la fiction stava “agabbando” ha provato a dire che il pupo non cresceva (in Sardegna) perchè era biondo e a ogros “làtinos”; e allora hai iniziato ad avvisare:”oh.. mi che per crescere e diventare forte e robusto in Sardigna, il “crìo” deve avere capelli corvini, occhi scuri e profondi e perchè no? Anche il monochizzo che non guasta; almeno si capisce da dove arriva e dove vorrà andare! Chè non è roba per bambini continentàles, correre e saltare sugli acciottolati e tra fèrule e àrdu-candèla delle nostre periferie. Oppure, tempo fa, ripetevi ” a s’ingòlomu” che ci sarebbe voluto almeno unu Padrino de battìsimu o de crèsima “Sardo” (il famoso Sardo al Governo, almeno un sottosegretario); che vegliasse su di lui e lo prendesse sotto la sua protezione. Nudda, mancu fragu ‘e gomma…; non ti hanno ascoltato. Ho l’impressione che …. anche tu abbia maturato l’impressione che tutti quelli che – nel PDL – non sono di/a Cagliari non contino nulla in Sardegna; e che tutti quelli – nel PDL – (compresi stavolta i di/a Cagliari), quando escono fuori dalle 4 miglia costiere sarde, non contàdes una bòzziga!
E’ per questo che vorrei sentire voi in questo Blog: o vi devo citare per nome? O è rimasto, fra i fedelissimi (intesi come compagni di fede, appunto) il solo GGGS? (a proposito: Ciao GiorgioGiovà..; goditi l’ultimo mese di vacanze scolastiche prima di rimboccarti le maniche a cambiare ‘sto cazzo di mondo!).
E’ per questo che vorrei capire; e per capire occorre ascoltare.
Ascoltando sto.
Piero
Ma tu non stavi con Storace Giorgio?
salvatore tedde
ad esempio… se non viene pubblicato il mio ultimo commento… come faccio a consolare GGGS? Controlli bene onorè.. dev’essere che WordPress non digerisce Alemanno…
Giorgio Gaias
>Piero leggi qui http://giorgiogiovannigaias.rv89.com/about/ non ne ho voglia di rispiegare tutto il percorso :)
>Tedde Bruno gia li pubblica i commenti :)
Guglielmo Puligheddu
Per quanto può contare appoggio in pieno la scelta di Bruno. Sono stato di Allenza Naziole (ora che non esiste più non ho tessere di partito) e insieme abbiamo partecipato a tante manifestazioni, incontri, battaglie… Mi è sempre piaciuto Fini anche quando ha scelto (anche se è stata un scelta più o meno obbligata per lui) la fusione nel PDL, che comunque poteva essere gestita meglio da parte nostra (invece è stata quasi una resa).
Ad un certo punto però Gianfranco ha iniziato a smarcarsi sempre più (anche nella fase pre PDL), con argomentazioni a volte anche giuste ma troppo premature come tempi.
Senza entrare nel merito delle questioni ho notato che Fini cercava sempre più visibilità, pensava sempre più al proprio tornaconto personale in termini di posizione all’interno del popolo del centro destra. Insomma, più si allontanava la possibilità di diventare il successore di berlusconi e più lui scalciava e si dimenava per recuperare il terreno che perdevaPer quanto può contare appoggio in pieno la scelta di Bruno. Sono stato di Allenza Naziole (ora che non esiste più non ho tessere di partito) e insieme agli altri abbiamo partecipato a tante manifestazioni, incontri, battaglie… Mi è sempre piaciuto Fini anche quando ha scelto (anche se è stata un scelta più o meno obbligata per lui) la fusione nel PDL, che comunque poteva essere gestita meglio da parte nostra (invece è stata quasi una resa).
Ad un certo punto però Gianfranco ha iniziato a smarcarsi sempre più (anche nella fase pre PDL), con argomentazioni a volte anche giuste ma troppo premature come tempi.
Senza entrare nel merito delle questioni ho notato che Fini cercava sempre più visibilità, il gioco solitario. Più si allontanava la possibilità di diventare il successore di Berlusconi e più lui scalciava e si dimenava per recuperare il terreno appena perduto.
In conclusione: Ora Fini piace molto meno a noi e molto più al “popolo di sinistra”. Ma si è chiesto, Fini, quanti di quelli che oggi lo ricoprono di lodi ed elogi saranno disposti domani a votarlo? Si è messo a riflettere almeno per un millisecondo sul fatto che questo suo “pseudo” successo non sia solo il frutto, di riflesso, dell’antiberlusconismo che divora una bella fetta della popolazione italiana?
Con tutto il rispetto, senza nessuna intenzione di offendere, avrei due domande per Marcello Fois: lei lo voterebbe mai Gianfranco Fini? Per quale motivo allora prendersi la briga di scrivere un sms come quello?.
Giorgio Gaias
>Tedde io penso che la comunità ex AN sia veramente in confusione ecco perchè alcuni si astengono dal dire la loro, a me ripeto piange il cuore con tutte le critiche che posso muovere a Fini ma, piange il cuore.. perchè per me è stato sempre un punto di riferimento in AN.
Angelo
Ho provato a mettermi nei tuoi panni amico Bruno e ho capito che in fondo la scelta non è stata facile. E’ come perdere il proprio padre, ma perderlo fa diventare grandi e da grandi si prendono le decisioni importanti; cedere o continuare a vivere. Vivere con il resto della famiglia che comunque crede nel futuro e lo vuole vivere appieno. Sono contento che il fratello maggiore Gianni Alemanno guiderà il resto della famiglia, perche tutto sommato è lui quello che ha ereditato il meglio del padre. Anzi, nei momenti di crisi è stato anche suo mentore.
Il tempo di dara sicuramente ragione e se anche non dovesse essere COMPLIMENTI per la scelta coraggiosa, magari non da tutti compresa, ma presa con responsabilità e ONORE.
Saluti
Angelo
Bruno
>tedde, gugliellmo e tutti gli altri. Non sempre ho aggiornato perché Internet, che e’ uno strumento assolutamente fantastico, a volta mi annoia. O forse sono io annoiato e deluso dalle nostre vicende, specie nel’ Isola. La questione non e’ semplice e Salvatore tedde con un linguaggio efficace ha descritto tutte le difficoltà che viviamo. E’ vero: siamo nati troppo bene, vittorie su vittorie, quasi senza sforzo, complice anche una sinistra sterile e senza idee. Ci sono poi le vicende personali, le tradizioni, le lotte, le idee e gli scontri: le scissioni sono dolorose e normalmente, quando così repentine e forse neanche volute, non portano troppo lontano. Credo in Alemanno, nel senso che lo percepisco ancora integro e con molto da dare. Poi qualcuno potrà anche dire, con ragione magari, che si appoggia alle politiche neo-paternalistiche di Tremonti, ma e’ già qualcosa. Ho sperato che l’intervista di Fini a Ferrara aprisse una fase nuova ma la faccenda si era ingarbugliata e incattivita troppo. Immaginate poi che io sono amico di Fabio Granata, oltre al fatto che sono compagno di banco da due anni e ne ho seguito tutte le vicissitudini, firmando atti parlamentari e comunicati insieme. Ma, ripeto, la situazione e’ stata “stressata” esageratamente e oggi la scelta e’ appunto quella di stare nel Pdl, pure con i casini giudiziari e tutto il resto. Da ultimo: Berlusconi in calo? E allora la scelta vincente di candidare Maurizio Marinella il re delle cravatte napoletane a sindaco di Napoli? E’ o no un colpo?
A poi, devo imbarcarmi sull’ Olbia Roma delle 20,35. Un saluto. Br
Daniele M,
Non ho mai avuto dubbi sulla questione, neanche uno piccolo piccolo. Da anni ormai mi sento distante da Fini, non ho condiviso quasi nessuna delle sue uscite più celebri e discusse. Non ho condiviso sopratutto l’ultimo anno che ha visto Fini trasformarsi in un’insopportabile vuvuzela della politica italiana, un grillo parlante convinto di poter fare la morale a tutti gli altri. Non fa parte della mia formazione politica nemmeno quel tipo di lotta politica basata sulla strumentalizzazione delle inchieste giudiziarie per affossare gli avversari politici. IPer non parlare delle battaglie per la democrazia interna: da che pulpito? Non mi piacciono nemmeno certe figure di cui Fini si è circondato, spocchiosi snob impresentabili al popolo, gente che da l’impressione di provare schifo nello stringere la mano di un povero cristo. Inoltre, cosa fondamentale considerate le difficoltà contingenti e l’emergenza economica internazionale, ritengo che il governo Berlusconi meriti un buon voto per ciò che è riuscito a fare in questi due anni: una compagine fatta da persone valide che hanno ben lavorato e hanno dato l’impressione di impegno costante. Basta pensare a Sacconi, a Tremonti, alla Gelmini, a Maroni, Zaia, La Russa.
Per non parlare di Silvio Berlusconi che, a dispetto delle urla dei media , è in perfetta sintonia con la maggioranza silenziosa del popolo italiano, quella che non ama urlare ma che ha le sue opinioni e le esprime con chiarezza, sorprendendo tutti, nel voto.
Quindi occorre superare l’effetto vuvuzela e andare avanti con determinazione e senza tentennamenti e nell’azione del governo e, sopratutto, nella riorganizzazione del partito sul territorio a partire dall’elezione di un coordinatore unico. Vedrei bene un giovane, Maurizio Lupi, la stessa Gelmini non sarebbero affatto male. Nessun rimpianto, davvero, per quanto accaduto i giorni scorsi: c’era bisogno di chiarezza. Ora vedremo Fini all’azione, ricordandoci sempre le sue celebri parole indirizzate ai puttani della politica.
Bruno
>angelo, grazie mille. br
angelo angioi
Un saluto all’amico Bruno.
Riporto un pezzo scritto nel lontano 1992 in piena tangentopoli, pubblicato sul n°99 del settimanale Cuore, dal titolo “E’ colpa della società”
E’ colpa della società. Neesuno nnemmeno Gengis Khan, può diventare così nefasto solo per demeriti suoi. Provate a vivere circondati da leccaculo come G…….. La G…… Provate a vedere una grande città, Milano, conformarsi piano piano al vostro potere e, quel che è peggio, al vostro carrivo gusto. Provate a vedere un partito diventare corte, e un dcennio diventare feudo. provate a a sentirvi adorato dalle damazze ricche e sceme, dalle sciantose, dalle attricette. Provate a sentirvi indistruttibile, infallibile, tanto da giudicare ogni critica come una sordida trama e ogni ostilità come frutto dell’invidia. Provate ad abituarvi al servilismo dell’informazione, così che ogni giornalista libero vi sembrerà un farabutto pagato dal nemico. Provateci: e se non siete molto intelligenti (dunque carichi di dubbi su voi stessi) diventerete anche voi B…. C…….
Ciao Bruno a presto.
Bruno
>angelo angioi, capisco quello che vuoi dire. personalmente cerco di stare nel pdl con schiena dritta e cerco di combattere le cose che non mi piacciono. un saluto affettuoso. Br
Giorgio Gaias
>Daniele speriamo anche nel nuovo coordinatore regionale in Sardegna non c’è bisogno di fare il nome gia si sa :)
B
Sarà un mio limite ma non capisco proprio il senso dell’intervento del capogruppo del PDL al comune di Oristano. Sembra quasi il tentativo di trovare un posto al sole quando di posto ormai non ce n’è più.
Riguado al coordinatore regionale del PDl sarei curioso di capire in cosa è stato mancante. Forse a lasciare troppo campo ai parlamentari nazionali?