Entries from: agosto 2010

Tirrenia, privatizzazione si trasforma in farsa

(AGI) – Roma, 5 ago. – “La vicenda della privatizzazione della Tirrenia si sta trasformando in una farsa”. Lo afferma il deputato del Pdl Bruno Murgia, commentando la mancata firma del contratto da parte della Mediterranea Holding, controllata dalla Regione Sicilia. “Da un lato sono soddisfatto perche’ forse evitiamo una privatizzazione farlocca, dallo Stato a una Regione, dall’altro lato non posso non rimanere sconcertato per quanto sta succedendo, perche’ si continua a danneggiare i passeggeri e soprattutto i sardi. La privatizzazione e’ fondamentale, ma e’ necessario farla bene per fare entrare la compagnia in un sano circuito di concorrenza che porti a un miglioramento globale dei servizi e alla fine dei frequenti disagi”.

___ commenti moderati fino al rientro dalle vacanze, buone ferie a tutti ___

Disturbi bipolari

Che confusione, e voglio essere buono. I finiani hanno deciso di astenersi sulla mozione contro Caliendo ma gli uomini al governo voteranno contro, in linea con il Pdl. Capisco fino ad un certo punto. Ma forse si cerca una via d’uscita dal pasticcio, magari dopo l’estate, quando l’ autunno rinfrescherà le idee di qualcuno.

Volete la mia? Al loro posto non sarei entrato in Aula e avrei evitato tutto il caos politicante di queste ore.

Trovo sbagliata la mossa di votare con i centristi soprattutto per ragioni politico-culturali. Che c’entra infatti il nuovo corso finiano, la destra laica e libertaria con il cattolicesimo antico di Casini? Con le posizioni super-moderate di Rutelli? L’ impressione e’ che si tratti di un pre-accordo elettorale di tipo difensivo. Stamattina il direttore del Tempo Mario Sechi ha avuto buon gioco nel mettere in difficoltà il professor Campi. Sechi ha detto: i cittadini non ci capiscono niente! E mi e’ parso che lo stesso Campi non fosse in piena sintonia con le posizioni assunte dal gruppo Futuro e libertà.

Ieri con Barbara Saltamartini e Paola Frassinetti abbiamo diramato un comunicato nel quale ci dichiaravamo bipolaristi convinti e invitavamo i nostri amici finiani a non buttare al mare 15 anni di battaglie fatte con fatica e passione.

(Luca Sofri sulla questione Caliendo )

Prove di terzo polo?

Domani alle 18,30 è fissato il voto sulla richiesta di dimissioni del sottosegretario Caliendo. Il gruppo di Fini sarebbe orientato ad astenersi, stando a quello che si sente, insieme all’Udc di Casini e ai rutelliani. Secondo Fabio Martini della Stampa ( ma anche la Meli sul Corriere ) sarebbero le prime prove del cosiddetto terzo polo. Ricompare persino Follini.

Chi sarebbe però il leader di questa coalizione? Fini? Casini? Montezemolo? Difficile capire anche perché sono convinto che la gran parte dei finiani non vorrà uscire dal Pdl e tantomeno abbandonare il bipolarismo per un’ avventura dal difficile esito.

A sinistra elettro-encefalogramma piatto. In caso di elezioni anticipate ( secondo me si terranno tra l’autunno e la primavera 2011) in corsa ci sarebbero Nichi Vendola e Sergio Chiamparino. Ecco spiegata la melina di Bersani che propone un improbabile e antidemocratico governo di transizione per guadagnare tempo. Almeno, il partito di Di Pietro ha le idee chiare: elezioni subito.

PDL: La mia posizione

Marcello Fois mi ha mandato un sms, mi ha scritto qualcosa tipo, ti prego non darmi una delusione e dimmi che sei andato con Fini. Non gli ho ancora risposto, anche se bastava scorgere i 33 nomi di quelli che hanno aderito a Futuro e libertà per non trovarci il mio.

Il punto e’ che Marcello non e’ uno di noi, non ha una storia dentro un partito come il nostro, lunga quanto il dopoguerra fino ai giorni nostri. In piu’ il discrimine sta nell’ossessione verso Silvio Berlusconi che verra’ giustificata sempre in mille modi,perlopiù assurdi. Non e’ dunque facilissimo spiegare in due battute la complicata vicenda nella quale siamo immersi.

Anche perché ci sono amici e compagni di battaglie e storie che prendono improvvisamente una strada diversa.

IL RUOLO DI ALEMANNO
Il sindaco di Roma e’ stato e probabilmente sara’ un pontiere, un mediatore per cercare di tenere unito il Pdl. Intelligente anche il tentativo di ricucitura di Giuliano Ferrara. Tardivo, ha decretato l’ufficio di presidenza.

Le scelte e le separazioni sono state dolorose. Io sono rimasto fedele al gruppo guidato da Gianni Alemanno – e al Pdl – perché li’ c’è la mia storia politica e pure l’ ambizione di portare Gianni alla guida della nuova destra italiana. Dentro questo mondo, come e’ noto a chi mi conosce, avevo le posizioni più liberali, più aperte e probabilmente meno identitarie.

Sono convinto che destra e sinistra siano via via parole senza grandi significati attuali e che il futuro si giochi piu’ sulle scelte innovative che su vecchie concezioni novecentesche. In questo senso il discorso finiano, lo sguardo lungo sui temi dell’immigrazione e dei nuovi italiani, la laicità e le scelte dirompenti in materia di testamento biologico, molte elaborazioni culturali del Secolo di Flavia Perina e Luciano Lanna, mi sono parse piuttosto interessanti. Certo, non c’era chi mancasse di criticare: destra da salotto, destra all’acqua minerale e così via. Sciocchezze comunque: l’immaginario della nuova destra era anche una certa cultura pop con la voglia di appropriarci di un mondo e di uscire dalla politica per navigare nel contemporaneo fatto di libri, cinema, fumetti, rock e nuove tecnologie.

Non so poi fino a che punto queste motivazioni siano patrimonio dei deputati che in Fini si riconoscono. Personalmente poi faccio una differenza tra il Fini di inizio legislatura e quello ultimo. In ogni caso ho sempre guardato con perplessità al fatto che il presidente della Camera dovesse guidare una minoranza. Perché mai? Uno con l’ambizione di governare il paese non può trincerarsi dentro un gruppo del 20 o 30 %, quando ha il carisma di parlare a tutto il partito.

C’è infine tutta l’ultima fase – gestita in particolare dai falchi – che non mi ha convinto affatto. L’attacco a Mantovano, i toni esasperati, la confusione sulle indagini per mafia, il collegamento tra le indagini per l’omicidio Borsellino e questo governo… Mah. Ho sentito spesso le opinioni delle persone comuni: abbiamo votato Berlusconi perché governasse. Io aggiungo: e’ il leader scelto dagli italiani, deve governare, altrimenti tutti a casa. Non ci sono altre soluzioni.

MA A QUESTO PUNTO E’ INDISPENSABILE RILANCIARE IL PARTITO
Il Pdl e’ un partito ancora da strutturare, con una organizzazione deficitaria. Il partito carismatico deve pero’ avere una propria dinamica interna. Sono consapevole che non si risolva tutto con vecchi schemi: lotta di tessere per esempio. Inoltre la questione delle indagini su alcuni leader nazionali ha colpito la gran parte di noi e tanti, soprattutto, che provenivano dal mondo ex-An. Personalmente mi sarei comportato diversamente se le indagini avessero colpito me: avrei messo il partito al riparo da speculazioni e tutto il resto. Non ho gli elementi per giudicare ma sento gli umori dei nostri e tanto basta per essere preoccupato e per sperare che finalmente Silvio Berlusconi metta mano al partito, operando i giusti cambiamenti.

E’ più o meno quello che ha detto Alemanno a Orvieto: troppi yes-men intorno al Cav e via con congressi e cambiamento. Per superare la crisi occorre rilanciare il movimento sul territorio: vale anche e soprattutto per la Sardegna. Nell’Isola ci aspetta un duro lavoro, non credo si debba ancora giocare con i toni rinunciatari sentiti in quest’ultimo periodo.

La mia idea la conoscete: e’ un Pdl sardo, collegato alla società, innovativo, svelto.