CHE SUCCEDE DA NOI
CAGLIARI. Il Pdl è in pieno caos tra dirigenti che resistono e nuovi dirigenti che avanzano, i tempi della verifica si allungano, lo scontro sulla nuova giunta si aggrava sulla spartizione degli assessorati: Ugo Cappellacci, già alle prese con l’inchiesta sull’eolico, viaggia verso l’esame della mozione di sfiducia (martedì in Consiglio regionale) in un clima che si sta facendo ogni giorno più difficile.
Nel Pdl una doppia resa dei conti. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuta tenere la riunione dei trenta consiglieri regionali del Pdl per discutere della situazione politica, ma alla convocazione del capogruppo Mario Diana, che avrebbe voluto impostare una sorta di battaglia contro le «interferenze» del supervisore Romano Comincioli, si sarebbero presentati al massimo in sei. Messo sull’avviso, Diana ha annullato l’appuntamento e ha cercato di minimizzare l’accaduto: il rinvio è stato causato da «impegni di numerosi consiglieri, impossibilitati a partecipare». Secondo indiscrezioni, il suggerimento agli indisponibili sarebbe stato dato proprio da chi sostiene l’azione di rinnovamento avviata da Comincioli su incarico di Silvio Berlusconi dopo il crescente dissenso e la sconfitta alle elezioni provinciali. Si parla con insistenza di una «sfiducia» che potrebbe essere votata nel gruppo contro Diana (ma dopo l’esame della mozione contro Cappellacci). E, nella stessa operazione, ma con tempi un po’ più lunghi, rientra, secondo le stesse voci, anche l’avvicendamento al vertice del partito: il deputato Bruno Murgia (favorito) o il collega Settimo Nizzi al posto di Mariano Delogu. Sarebbe a rischio anche il ruolo di vice coordinatore vicario ricoperto da Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale.
La controffensiva di Delogu. Ieri, dopo l’attacco di Diana nei giorni scorsi, è stato Delogu a rilasciare una dichiarazione contro Comincioli: «Le cose sarde le vogliamo vedere in Sardegna, non abbiamo bisogno di tutori esterni». Per questo oggi Delogu (assieme a Diana e alla Lombardo) sarà da Cappellacci per la verifica politica di giunta.
Rimpasto forse a Ferragosto. Ma proprio a causa del caos e della conseguente paralisi del Pdl la verifica politica della giunta e il successivo rimpasto potrebbero procedere con tempi più lunghi del previsto: la scadenza di fine luglio non può più essere rispettata se il tema dovrà essere trattato – come si dice negli ambienti politici – dal nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa. Per il momento la coalizione si dovrà occupare della mozione di sfiducia (per respingerla) e della manovra correttiva del Bilancio.
Il Psd’Az minaccia l’appoggio esterno. Anche ieri sono proseguiti gli incontri bilaterali di Cappellacci con gli alleati. E’ stata la volta del Psd’Az, che, in linea con quanto detto dai Riformatori e dall’Udc, chiede un assessorato in più, per Giacomo Sanna ai Trasporti (oggi il Psd’Az ha i Lavori pubblici con Angelo Carta, che i sardisti vorrebbero confermare). Se la richiesta non sarà accolta – hanno detto i vertici dei 4 Mori – ci sarà solo l’appoggio esterno.
I numeri della spartizione non tornano più. Cappellacci vorrebbe riservarsi alcune scelte, oltre quelle scontate che sono le conferme di Giorgio La Spisa (Bilancio) e Antonello Liori (forse non alla Sanità). Con uno o due assessorati del presidente, non tornerebbero i conti o nel Pdl o tra gli alleati. E i centristi, approfittando della debolezza politica di Cappellacci, non vogliono fare alcuna rinuncia: l’Udc vuole salire da 2 a 3, i Riformatori e il Psd’Az da 1 a 2.
La giunta sarà quasi azzerata. Si è detto di La Spisa e Liori, gli unici due politici dell’esecutivo attuale (si erano dimessi dal Consiglio perché c’era ancora l’incompatibilità). Cappellacci, che non può frenare l’avanzata dei partiti, vorrebbe tenere almeno altri due assessori: Andrea Prato all’Agricoltura e Franco Manca al Lavoro. Prato, sul quale ci sono dei veti politici dei centristi per la conferma all’Agricoltura, potrebbe essere spostato al Turismo. Più incerta, al momento, la posizione di Manca, che rischia di trovarsi senza sponsor.
La mozione di sfiducia martedì in aula. In questo clima così pesante, martedì il Consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra contro Cappellacci. Se la mozione dovesse essere approvata, scatterebbero le dimissioni del governatore e le elezioni anticipate. Per questo motivo (e anche perché si vota a scrutinio palese) tutti danno per scontato che il centrodestra, pur in caso di probabile litigio persino in aula, alla fine ridarà la fiducia al presidente della giunta regionale.(Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)
Alemanno: Pdl va ristrutturato (ANSA) – ROMA – ‘Ho esposto a Berlusconi la mia idea di un partito strutturato e della necessita’ di congressi’. Cosi’ il sindaco di Roma Alemanno sul Pdl. In proposito, ha detto il primo cittadino, il Cavaliere ’sta valutando la situazione anche perche’ la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc’. ‘La leggenda dell’Italia sotto la dittatura mediatica e’ stucchevole’ – ha aggiunto Alemanno – ed e’ un grande regalo che la sinistra fa a Berlusconi ed al centrodestra’.
Comments
Giorgio Gaias
La situazione del PdL Sardo non è della migliori anzi è il momento più complicato dalla vittoria di Ugo Cappellacci, se continueremo a essere un partito dove ognuno tira l’acqua al suo mulino non andremo da nessuna parte anzi sarà sempre peggio e attenzione che l’anno prossimo abbiamo le comunali a Cagliari. Penso che Delugu con tutto il rispetto abbia fatto il suo tempo così come tutto il coordinamento regionale per non parlare di quello provinciale di Nuoro, cambiare rotta si può e si deve. Caro Bruno ti ricordi la sera della riunione a Nuoro post-elezioni cosa ti ho scritto per messaggio? Sei l’unico che può rimettere in sesto il tutto, a quanto pare ci avevo visto giusto :) Spero che tu sia il prossimo coordinatore regionale, sappiamo benissimo tutti che non è facile e sarai chiamato a un ruolo abbastanza complicato e delicato ma, non sei solo anzi siamo tutti con te almeno quelli che ci siamo sempre stati speriamo veramente che questo partito possa finalmente definirsi partito non solo nella carta. La riflessione di Alemanno è la stessa che facciamo tutti da fin troppo tempo i congressi ci vogliono i congressi regionali, provinciali e cittadini. Ancora in bocca al lupo Bru.. ciao
Bruno
Marcello, non ho condiviso i rapporti tra Cappellacci e Carboni: io con quello non ci avrei mai parlato. Ho dichiarato pubblicamente che la dabbenaggine non è consentita quando si ricoprono ruoli così importanti e delicati. Per il resto non dirò quello che vuoi che io dica e non sarò distruttivo per il semplice motivo che il realismo politico impone che Cap riscriva il patto con i sardi perchè ha ricevuto il mandato di guidare l’Isola, a partire soprattutto da una giunta che finora ha deluso. Ogni esponente politico di maggioranza sa che dovrà sostenere questo sforzo: altrimenti dietro l’angolo c’è una sconfitta, non un giardino fiorito. Meno industria direi e più turismo e impresa, facendo i conti però con una crisi drammatica.
Il tema dei comportamenti in politica è per me dirimente da sempre ( ne parliamo moltissimo soprattutto con i colleghi ex-An ), essendo figlio di una storia politica e personale molto chiara e improntata alla massima onestà, correttezza e trasparenza.
>giorgio, tu sei troppo buono con me ma, oltre ai giornali, nessuno mi ha mai detto niente. br
Giorgio Gaias
Io troppo buono?? =) riconosco solo le tue capacità xD
ps. Fini mi sta piacendo quest’ultimo periodo ho l’impressione che ne vedremo delle belle forse forse è ancora il buon vecchio Gianfranco..
Paolo
Caro Bruno, spero che quanto dicano i giornali sia vero, lo spero soprattutto per il nostro PDL sardo che tanto ha patito.
Conoscendoti sei persona che sa ascoltare e che analizza e si pone di fronte alle problematiche in maniera chiara e onesta. Saresti la persona giusta nel posto giusto e sono sicuro che con te molti si riavvicinerebbero e soprattutto si riappassionerebbero ad un nuovo progetto di rinascita del PDL sardo. Paolo
Paolo
@giorgio: purtroppo temo che la tua sia solo un’impressione. occorre, come ha detto Alemanno , che si recuperi quanto prima un’unità interna tra i due cofondatori altrimenti è veramente dannoso per il PDL continuare con queste lotte intestine e con queste continui “parapiglia” mediatici tra finiani e resto del PDL.
Giorgio Gaias
>Paolo sono d’accordo con te..
Generazione Italia (AN) Nuoro
Caro Bruno il PdL in Sardegna e in particolar modo a Nuoro sta peggio rispetto alla situazione nazionale. Un coordinamento regionale e provinciale che non funzionano per niente. A Nuoro dobbiamo ringraziare la fatica e l’impegno dell’amico Antonello Gallisai perchè è l’unico del coordinamento che ha lavorato insieme a te e qualche altro, a livello regionale e meglio lasciar perdere sta di fatto che a Nuoro quel poco che è stato fatto è venuto dalla parte ex AN tutti gli altri erano in vacanza per caso?? La situazione è veramente delle peggiori decidiamoci a cambiare rotta, se diventerai coordinatore regionale azzera subito il coordinamento nuorese e convochiamo una grande assemblea di tutti gli iscritti, i simpatizzanti e i militanti e diamo voce a tutti loro ed eleggiamo il coordinamento. Porta avanti la tua idea di PdL Sardo federato con Roma, fai del PdL sardo un partito moderno e democratico in cui tutti possano esprimere la propria opinione e che non siano schivi di questo o di quel uomo di potere, siamo ancora in tempo per salvare tutto ma, più il tempo passa più rischiamo il tracollo. Siamo nelle tue mani sappiamo sono mani buone.
Ciao Carissimo..
Paolo
@generazione italia
Condivido l’allarme per lo stato del nostro partito in provincia di Nuoro e condivido pienamente l’elogio al lavoro dell’amico Antonello Gallisai che come tanti altri con altre esperienze politiche alle spalle si è prodigato con e per il partito, non mi sento di condividere la tua ( o vostra) analisi relativamente al disimpegno di tutto il resto del coordinamento, si sono commessi degli errori, il partito non è strutturato, ma occorre rimarcare che siamo un unico partito IL POPOLO DELLA LIBERTA’, si cresce insieme al partito e per il partito senza distinguo di provenienza politica e senza pregiudizi nei confronti di nessuno, te lo dice uno che proviene da Alleanza Nazionale e che ha creduto e crede ancora in quegli ideali che sono andati a fondersi nel pdl in un unico grande partito liberale e moderno.
Non è corretto dire che tutto cio’ che è stato fatto è merito solo dagli ex AN, anche perchè ti potrei illustrare casi concreti , direi lampanti e inconfutabili, nei quali questo impegno è venuto meno, senza fare polemica credo si debbano ringraziare tutti quanti in primis tutti i militanti e simpatizzanti siano essi provenienti da FI, da AN o da altri partiti confluiti nel PDL, dobbiamo lavorare tutti insieme, credo non ci sia piu’ posto per la nostalgia o per un eventuale rollback, è evidente che AN non esista piu’,basta con le polemiche, si discute per costruire e per compattare il pdl e noi come ex AN dobbiamo portare la nostra esperienza e i nostri valori.
Credo che un punto di partenza che dimostra cambiamento e voglia di voltare pagina siano gli interventi di Bruno, Pietro Pittalis e Silvestro Ladu, nell’ultima riunione fatta a Nuoro,tutti congiuntamente hanno chiesto l’azzeramento del coordinamento provinciale, una maggiore attenzione del governo regionale e nazionalenei confronti della nostra provincia e l’esigenza oramai non più differibile di un radicamento del partito nel territorio; mi pare sia un buon segnale che conferma il loro impegno e il loro amore per il PDL a Nuoro, sono sicuramente segnali di unità e un invito a tutti quanti a lavorare insieme senza rancori, a confrontare le nostre idee e a costruire qualcosa di forte e duraturo col dialogo; le esperienze passate sono un valore aggiunto da condividere , non una discriminante. Ciao, Paolo
Gianfranco Pilu
non posso che condividere e associarmi al riconoscimento verso Antonello Gallisai, che conosco da una una vita e con il quale abbiamo condiviso in altri tempi, periodi ben più motivanti ed entusiasmanti, anche se in occasione delle ultime provinciali ci ha distinto una diversa visione e strategia operativa, ma gli va certamente riconosciuto il merito di aver tentato il tutto e per tutto di tenere la ” barra ” all ‘ interno di quell’ humus e limes che ci accomuna. Dopodichè da azzerare c’è tutto il coordinamento regionale, e ripartire dalle cose comuni e condivise, La Provincia di Nuoro è il Sardegna , ma la Sardegna non è solo Cagliari il suo Cesare e i suoi pretoriani. La provincia di Nuoro si estende fino al Marghine, e i suoi confini non finiscono al Pratosardo, non lambisce solo Oliena, è più estesa, e tutti, dico tutti vanno a formare la Provincia di Nuoro, con pari trattamento e pari dignità.
… ad ogni buon intenditore…poche parole. – gfp
Claudia Fusani
Suelli, Sueddi in sardo, «subito dopo Senorbì», paesino di mille e cento anime, regione della Trexenta, provincia di Cagliari. E le parole di una dirigente della presidenza della Regione Sardegna che smentisce il suo governatoreo: la marcia indietro sull’eolico, e la presa di distanza dal gruppo di Carboni, arriva a marzo quando cominciano a trapelare sui giornali le prime notizie sull’inchiesta della procura di Roma. Non una scelta. Un alibi.
I guai arrivano spesso da dove meno te lo aspetti. Dai luoghi più insignificanti e dalle persone più fidate. I guai del governatore sardo Ugo Cappelacci (indagato per abuso di ufficio e corruzione), al di là del ruolo da «babbeo» e da «ingenuo» che il governatore ha deciso di ritagliarsi, arrivano proprio dal paesino della Trexenta e dalle parole di una sua stretta collaboratrice. Quello di Suelli è uno dei dettagli più intriganti della faccenda P3. Nel paesino in provincia di Cagliari, infatti, il 13 dicembre 2009 il governatore Cappellacci organizza e improvvisa un super vertice segreto con il gruppo di potere occulto: i referenti politici Verdini e Dell’Utri (accertamenti li indicano come soci di fatto di Flavio Carboni e nascosti dietro prestanome nelle società Karis e Karios 32), il consulente mediatore Marcello Garau e il tecnico della Regione Franco Piga. Per gli investigatori è l’incontro decisivo che sblocca la situazione per gli impianti eolici in Regione a favore di Carboni e soci.
La P3 ha cercato di infiltrarsi e di condizionare le istituzioni e la pubblica amministrazione in almeno tre regioni: Campania (Cosentino), Lombardia (Formigoni e Marra) e in Sardegna per la grande partita dell’eolico. Alle «attività di infiltrazione» del «gruppo di potere occulto» in Sardegna è dedicato il quinto capitolo dell’informativa finale dei carabinieri del Nucleo operativo di Roma, il più lungo, il più corposo. Anche questo tentativo è andato male, ma gli investigatori scrivono che tutto salta «in modo inatteso e per eventi imprevisti». A metà febbraio esplode infatti l’inchiesta sul G8 della procura di Firenze, un terremoto giudiziario e istituzionale che sembra spaventare Cappellacci e farlo desistere dall’idea di diventare in qualche modo socio in affari di Carboni &c. A febbraio 2010, secondo l’accusa, l’attività di infiltrazione aveva già prodotto almeno tre passi importanti: 1) la nomina di Ignazio Farris a capo dell’Arpa, l’agenzia regionale che si occupa di ambiente e quindi anche di eolico, su indicazione di Carboni che tramite Dell’Utri e Verdini aveva “convinto” il neo eletto governatore Ugo Cappellacci; 2) sul Credito cooperativo fiorentino, la banca di Verdini, erano già transitati assegni per centinaia di migliaia di euro da parte di una decina di società interessate all’affare (nella Karis e Karios 32 potrebbero esserci come soci occulti anche Verdini e Dell’Utri), le presunte tangenti per la mediazione dei politici; 3) Carboni e soci avevano a disposizione, in Sardegna, terreni che aspettavano solo il via libera della Regione. Mancava solo una cosa: il regolamento e la conseguente delibera della Regione Sardegna. Che, per l’appunto, viene definito nella supersegreta riunione di Suelli. Prima di allora Cappellacci incontra il gruppo almeno altre sei volte e sempre a Roma: il 13 e il 28 settembre; il primo e il 21 ottobre; il 26 novembre; il 9,il 13 e il 21 dicembre. «Nei giorni successivi alla riunione segreta – scrivono i carabinieri – si sono succeduti diversi abboccamenti nel corso dei quali, in attuazione della strategia concordata durante il vertice sardo, la bozza della delibera è stata consegnata da uno stretto collaboratore di Cappellacci a Marcello Garau, sodale di Carboni, con l’impegno da parte di Garau di riconsegnarla con le correzioni apportate. La restituzione del documento è poi avvenuta in data 21.12.2009».
Una riunione decisiva quella di Suelli con tanto di tecnici e di piantine dei terreni da dedicare agli impianti. Una domenica di dicembre in cui «gli illustri ospiti», spiega Carboni al telefono, «sarebbero andati a vedere com’è la Sardegna a Natale». Cappellacci in persona va all’aeroporto a prendere Verdini e dell’Utri. Tutti gli invitati alla riunione segreta sanno che l’appuntamento è all’hotel T di Cagliari, due suite sono state riservate per l’occasione. «Ma – dice Carboni – il presidente locale ha deciso di cambiare location, ha preferito una località riservata e tranquilla dove parlare in pace. Non è bene che si facciano vedere tutti insieme in un luogo pubblico». Anche Berlusconi sembra essere informato dell’incontro. Dice Carboni a Cosmi, uno dei suoi collaboratori, il 12 dicembre: «Queste persone sono invitate dal Presidente sardo a Cagliari, quelli sono venuti per lui e per tutto il suo gruppo. L’altro Presidente non verrà, resta alla Certosa».
Il 2 marzo Farris spiega a Garau «che tutto si è completamente arenato». Colpa dell’incheista sul G8. A conferma arrivano oggi anche le parole di R. M., dirigente della regione nominata da Cappellacci per cui il governatore decise di sottrarre l’affare dell’eolico ai privati (leggi Carboni) e di dare vita ad una società per azioni a partecipazione pubblica solo a marzo scorso, dopo lo scandalo dell’inchiesta G8 e il coinvolgimento di Verdini. Un alibi trovato in corsa. Prima che fosse troppo tardi.
Generazione Italia (AN) Nuoro
>Paolo nessuno mette in dubbio che siano un unico partito se così si può definire, perchè a me sembra più un cartello elettorale mal riuscito pure. Comunque costruiamolo questo PdL un partito moderno e democratico senza mele marce dentro, fuori i vari Verdini e Dell’Utri, un partito in cui tutti possono dire la loro senza che si scateni il finimondo. In Sardegna idem costruiamolo questo partito ma non il partito di Lombardo e dell’irriconoscibile Delogu diventato più forzista di Bondi. E’ ora di cambiare in tutti i sensi, a Nuoro le cose sono peggiori nessuno sta mettendo in discussione il lavoro di Bruno, Pietro e Silvestro e Antonello ma, il lavoro di tutto il resto non dei militanti e dei giovani ( nonostante non esista un movimento giovanile) hanno lavorato bene, è mancata tutta la classe dirigente del partito tutti dal primo all’ultimo ognuno ha tirato l’acqua al suo mulino senza pensare al bene comune, vi sfido a dimostrare il contrario. Gli unici che ho visto lavorare per il partito sono Antonello, Peppe Montesu, Davide Sanna, Basilio Brodu punto e non mi pare che Antonello, Davide e Peppe vengano da Forza Italia o sbaglio??? L’unico ex Forza Italia che ha lavorato bene si chiama Pietro Pittalis. Nell’ultima riunione fatta io mi ricordo gente che non si è mai vista in un anno alzare la voce e dire che lei non era stata cercata vi dice niente Lina Lunesu?? E’ ora di finirla con questi elementi in cerca solo di poltrone il PdL deve ripartire dalla gente e con la gente, abbiamo la fortuna di avere un deputato come Bruno a Nuoro un valore aggiunto un grande leader valorizziamolo e costruiamo il PdL.
Voglio precisare una cosa perchè quando si chiede l’azzeramento del coordinamento provinciale sembra che si chieda la testa di Tonino Tilocca e non è cosi Tonino è un signore ma, ha tanti mille impegni e gli viene in salita gestire il PdL per di più in un territorio come quello nuorese, Tilocca può essere un valore aggiunto del PdL nuorese o meglio dire del nuovo PdL nuorese quello che deve ancora nascere.
>Gianfranco ragionamento che non fa una piega, aver tagliato fuori il nuorese dalla giunta regionale è stato un grande errore come quello di consegnare la ASL Nuorese ai sardisti dandogli i posti di potere i risultati si sono visti.
Onore Sardo
Sentite, ma vogliamo ancora farci rappresentare dall’interfaccia
istituzionale di un gruppo di affaristi senza scrupoli e remore?
Essere di Destra significa innanzitutto credere nella DIGNITA’!
Basta con i mercanti a capo della Regione!
Luigi
Bruno, ogni giorno rimango esterreffatto di questo Cappellacci. Non lo fa apposta, è proprio così. Non recita, è nato attore, è vero, non saprebbe manco mentire. La prossima volta rifilateci un candidato schedato, non un signor nessuno perchè mi son rotto di dovermi turare il naso ogni volta!
salvatore tedde
in relazione alla pattuglia dei Parlamentari “Sardi” (così possiamo/dobbiamo chiamarli quelli nominati a rappresentare la Sardegna nel Parlamento della Repubblica), sembrerebbe che l’unico parlamentare “sardo” che non obbedisce a Berlusconi è Luca Barbareschi!!!
A pensar male si fa peccato.. ma credo che tanto l’avesse capito che la sua carriera politica – con questa legislatura – è conclusa;
Allora … almeno un bel gesto.
Insomma, con Fini e gli altri 34+11, nessuno con la “berritta” !
Onorè.. e mi faccia “uscire ” dalla “cella di moderazione” dove mi ha rinchiuso..; almeno e solo per questo post; e ite diàulu mica posso essere sempre e solo d’accordo con Lei come Bombòi!
;-)
Giorgio Gaias
Ieri sera Gianfranco Fini è stato praticamente espulso dal Popolo della Libertà, l’ex leader di AN se ne va dal partito che aveva contribuito a fondare mandando in soffitta la vecchia Alleanza Nazionale. Non voglio soprattutto per il mio passato che rivendico con orgoglio in AN e in Azione Giovane dare giudizi sul mio ex leader e sulle scelte da lui fatte negli ultimi tempi. Dico solo che tutto questo personalmente mi dispiace, fin da quando ho iniziato la mia militanza nella destra italiana ho ammirato Gianfranco Fini apprezzandone soprattutto lo spessore politico che pochi potevano vantare di avere come il suo, l’amarezza rimane e in cuor mio mi sento di dire grazie a Fini per tutto quello che è stato in questi anni per me un grande punto di riferimento, un leader, un esempio almeno fino a un paio di anni fa. Oggi faccio una scelta ragionata e con il cuore, sono di destra lo sono sempre stato, rimango nel PdL continuo a credere nel progetto del partito unico del centro-destra italiano, credo che Berlusconi sia l’unico leader possibile per il PdL anche perchè eletto democraticamente dai cittadini, rimango nel Popolo della Libertà con Gianni Alemanno confermando la scelta che feci gia quando ero in AN di militare nella corrente della destra sociale. Il mio impegno politico continua sempre con fiducia e orgoglio nel Popolo della Libertà, nella Giovane Italia e nei Circoli della Nuova Italia.
CIAO GIANFRANCO…..
Orgoglio di Sardegna
Onorevole Murgia, lo sanno anche a Lollove dell’incontro che si era tenuto presso la “Location” di Suelli che fà riferimento al Commissario straordinario del più grande ospedale della Vostra fantastica Sardegna. Vorrei dare un contributo in proposito all’argomento.
Come anche riporta il sito di Sardegna Democratica l’ormai ex Presidente dell’ARPAS il Dott. Farris con determinazione dirigenziale n. 85 del 28 Giugno 2010, con la quale attribuisce al geologo Piero Italo Persod (dirigente Arpas nel campo geologico, ex Progemisa) l’incarico provvisorio di direttore del servizio valutazione e analisi ambientale dell’area tecnico scientifica dell’Arpas. Sino a quel momento le funzioni erano formalmente attribuite a un altro dirigente, l’ingegner Mauro Iacuzzi, come risulta dalla delibera. Invece Farris scorpora gli incarichi lasciando a Iacuzzi una sola area di lavoro, quella “monitoraggio e controlli ambientali”. A Persod, Ignazio Farris conferisce pieni poteri sulla parte autorizzativa dei
progetti, quella ricompresa nella “valutazione e analisi ambientale”. Il provvedimento non fa una grinza: rientra nei poteri
di Farris organizzare come meglio ritiene l’Arpas. Il 5 maggio 2010 l’ingegnere in arrivo dalla Provincia di Cagliari
scorpora le attività. E quando il 20 giugno firma la determina le attribuisce poteri retroattivi: Persod risulta così a capo
del servizio valutazione e analisi ambientale Arpas già dal 5 maggio 2010. Anche se ha partecipato, con quelle funzioni non
ancora ufficialmente assunte, a ben più di una riunione a partire dal gennaio 2010. Perché conferire retroattività al
provvedimento?
Bene tale Ing. Mauro Iacuzzi (abbiamo anche il nipote del Commissario del più grande ospedale della Sardegna tra l’altro è Segretario particolare dell’Assessore all’Agricoltura è si chiama Garau Massimiliano, fresco Sindaco di Suelli, è notorio tra la mite popolazione che la sua vittoria sia stata condizionata dalle numerose assunzioni tramite Agenzia interinale con personale indirizzato al Brotzu e al Binaghi, il tutto 30/40 giorni prima delle elezioni amministrative, su queste assunzioni ho visto che i Consiglieri Regionali Espa e Diana hanno presentato un interrogazione in Consiglio Regionale) è il cognato dello stesso commissario del più grande ospedale della Sardegna. Pensa te che combinazione!!!! In ogni caso lottizzare i vari Enti è oramai insito nella politica, ma utilizzare gli stessi Enti per favorire (sarà naturalmente la Procura di Roma a dirlo) in modo illecito alcune persone o Imprese o politici, non è legale, in uno Stato Democratico. Ci vuole uno scatto d’orgoglio da parte dei Sardi! Caro Presidente una Regione non può essere governata da un babbeo, non si può essere babbei ad oltranza e visto che l’ Isola ha seri problemi e io sono convinto che Lei non sia all’altezza. Abbia l’onestà di tornare a fare il commercialista insieme ai suoi amici che oggi amministrano la Sfirs e il Brotzu.