A che punto siamo
Articolo preciso sul Foglio di oggi. Giornate alla Camera incredibili, piene di voci, ipotesi, smetite e contro-smentite. Nessuno si dimette da niente ma sembra che molte cose siano in ebollizione nella pentola del Cav. Un solo coordinatore con un vice-finiano? Chi sarebbero? Intanto un appello di Augello e Moffa per una pace duratura tra Fini e Berlusconi, c’è anche la firma di Alemanno.
Comments
Giorgio Gaias
Riflessione da far leggere a FINI
Attacchi concentrici e ripetuti di un assedio mediatico, giudiziario e politico puntano a far dimenticare il buono che è stato fatto con i governi Berlusconi in questi anni per evitare all’Italia quello che è invece successo a Paesi come Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, perfino Gran Bretagna.
È facile immaginare in quali condizioni si troverebbe oggi il Paese, se al potere fosse stata sempre la sinistra. Ma i guru post-comunisti non smettono per questo di pontificare. “Mai eravamo caduti così in basso”, scriveva ieri su Repubblica Piero Ottone, che da direttore del Corriere della Sera negli anni di piombo tradì la grande tradizione liberale della borghesia milanese fiancheggiando il Pci e la presa delle casematte della cultura, dalle università all’editoria, da parte dei catto-comunisti. Erano gli anni in cui i terroristi erano “compagni che sbagliano”, gli anni in cui si gettavano al governo le basi per quella formidabile lievitazione del debito pubblico che con l’apparato burocratico locale costituisce la più pesante zavorra ereditata dal centrosinistra.
Nonostante questo debito pubblico cresciuto negli ultimi vent’anni di oltre 30 punti percentuali fino al 115,8 per cento del PIL nel 2009, la manovra presentata, per ammissione dello stesso Tito Boeri in prima pagina su Repubblica, “è importante, ma piccola al cospetto degli altri Paesi europei. Se da noi ci sono – prosegue Boeri – ‘lacrime e sangue’, chissà cosa dovrebbero dire i cittadini francesi e belgi, che subiscono un aggiustamento fiscale 3 volte superiore al nostro.
Per non parlare di cittadini di Paesi nell’epicentro della crisi con aggiustamenti da 5 (Portogallo) a 10 (Irlanda) volte maggiori del nostro”. Tale è lo stupore dei commentatori di sinistra, che Mario Deaglio su La Stampa scrive: “Forse sarebbe stato ragionevole lasciare un po’ di respiro agli enti locali e far pagare qualcosa di più ai contribuenti, ossia mettere le mani direttamente nelle tasche degli italiani”. Più tasse, insomma.
Detto questo, non va dimenticato quello che tra tutte le difficoltà è stato fatto dai governi Berlusconi.
In sintesi.
Una rivoluzione della politica e un insieme di riforme anche elettorali che
hanno portato a un sostanziale bipolarismo, in linea con le grandi democrazie
occidentali.
Il risanamento dei conti pubblici, per di più in un momento di crisi globale
che ha portato a deficit mai visti persino negli Stati Uniti.
La riforma del mercato del lavoro, che ha reso i tassi italiani di
disoccupazione più bassi della media europea e dei Paesi comparabili con il
nostro.
Il federalismo fiscale su basi di efficienza ed equità
L’introduzione della concorrenza in mercati come quello dei servizi pubblici
locali.
Nuove procedure di bilancio, ma anche la modernizzazione e informatizzazione
della pubblica amministrazione e drastici interventi di semplificazione
amministrativa e legislativa. Il che significa più controllo da parte dei
cittadini, più qualità, più trasparenza. Meno burocrazia.
La riforma dell’Università e della scuola.
Successi senza precedenti nella lotta alla mafia, alla camorra e alla
‘ndrangheta.
La sostanziale soluzione del problema dei flussi migratori illegali.
Il contrasto delle emergenze (rifiuti di Napoli, terremoto de L’Aquila), con
un’efficienza anch’essa senza precedenti e internazionalmente riconosciuta.
Per non parlare del nuovo peso e prestigio dell’Italia e del premier,
Berlusconi, nel consesso europeo e internazionale. Mai prima (per usare gli
avverbi di Ottone) l’Italia del centrosinistra con i suoi governi deboli e brevi
aveva avuto altrettanta forza, autorevolezza, incisività.
Enzo Cumpostu, Nuoro
Tu sai che tra il Cav e il Prsidente della Camera, se avessi la possibilità di scegliere un nominativo per il Presidente del Consiglio dei Ministri, sceglierei senza dubbio il secondo.
Aggiungo che alla forza, all’autorevolezza ed alla incisività occorre aggiungere, caro Giorgio, il rigore morale del fare politica: cosa che pare sia letteralmente andata – come dicono al nord – “in vacca” da un pò di tempo.
freedom
Giorgio Gaias, quando si ripropongono riflessioni di altri, come in questo caso, sarebbe opportuno citare la fonte.
salvatore tedde
@freedom: dai tempo al tempo freed….; GGGS è ancora disorientato dalla nuova grafica del Blog; .. e forse è anche un pò depresso dalla recente disfatta dell’assalto al Palazzo d’Inverno nuorese; ma è giovane, lui…; beato lui. Al massimo, poi, potrà risponderci che, nel fare copia/incolla di uno scritto di altri senza citare l’autore, ha degli illustri precedenti; oppure… che è stato solo un pò “babbeo”; meglio la seconda.
Ciao GiorgioGiovanniGaiasScà! Buone vacanze.
torbato
babbeo è un eufemismo . ..
ma è giovane dai, magari migliora ..
uhmmm . .. lo vedo in salita un miglioramento di gggggs
Giorgio Gaias
uno quello è un articolo preso da http://www.governoberlusconi.it mi pare logico non sia mio.. anche perchè si vede che preso da un sito del Cavaliere l’ho preso semplicemente per dire che Fini lo dovrebbe leggere.. punto..
poi scusate ma i vostri commenti non mi toccano per nulla specialmente da persone che non hanno le palle di mettere il loro nome.. fareste meglio a starvi zitti..
> Salvatore Tedde.. io disorientato dal fallito assolta al palazzo?? forse lo sono i nuoresi che hanno voluto questa sinistra e adesso scendono in piazza per manifestarci contro..
Giorgio Gaias
Riguardo a che punto siamo in Sardegna
Articolo di oggi sulla Nuova Sardegna
Per il vertice del Pdl in corsa Murgia e Nizzi
CAGLIARI. Nel centrodestra che si prepara alla verifica tutti guardano al Pdl ben sapendo che l’unità del partito di maggioranza relativa è indispensabile perché la coalizione possa andare avanti. E nel Pdl c’è molta tensione: gli scontri non sono stati risolti, ma la situazione è in grande movimento. Romano Comincioli, il senatore nominato «supervisore» del caso sardo da Silvio Berlusconi, ha quasi concluso il suo lavoro dopo aver sentito i parlamentari sardi e quasi tutti i consiglieri regionali del partito: nel giro di qualche giorno potrà fare la relazione richiesta dal Cavaliere.
Il primo dato che emerge dalle indiscrezioni sull’opera di consultazione fatta da Comincioli è che per la carica di coordinatore, attualmente ricoperta dal senatore Mariano Delogu, sono due le ipotesi che incontrano il maggior successo: quelle dei deputati Bruno Murgia (di area An come Delogu) e Settimo Nizzi (berlusconiano doc). Murgia, che nazionalmente fa riferimento a Gianni Alemanno, incontra un buon consenso non solo per le sue qualità politiche ma anche perché ha sempre evitato contrapposizioni interne: viene visto da molti come il candidato ideale a ciu affidare l’incarico di ricostruire l’unità del partito. Nizzi è sicuramente uomo di fiducia del premier, il quale, vista la deriva correntizia, vorrebbe puntare su personalità fedelissime oltre che brillanti.
Non si sa ancora quando Berlusconi deciderà il da farsi. Data la necessità di fare la verifica con gli alleati della giunta Cappellacci, c’è chi pensa che sia necessario procedere con immediatezza. Ma c’è anche ci pensa che per il partito sarebbe meglio decidere a fine agosto, nell’ambito della riorganizzazione del partito: decidere subito il caso sardo sarebbe interpretato come una bocciatura di Delogu, mentre lo stesso Comincioli ha precisato che «non ci sono preclusioni» nei confronti di nessun dirigente e che l’obiettivo è quello di rilanciare il partito «con la collaborazione di tutti». L’obiettivo che traspare è però non solo il rafforzamento della giunta ma anche il potenziamento delle iniziative del partito attraverso un maggiore dinamismo.
Per quanto riguarda il vertice del partito in Sardegna circolano indiscrezioni che la presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, non verrebbe confermata come coordinatrice regionale vicaria. Il doppio incarico, secondo una parte del gruppo del Pdl, la parte dei dissidenti, sarebbe stato frutto di incomprensioni e di gelosie.
La riorganizzazione immediata potrebbe invece partire dal gruppo consiliare proprio per consentire un rapporto temporale con la verifica politica della giunta. Lo scontro a distanza tra il capogruppo Mario Diana e il supervisore Romano Comincioli ha confermato una distanza tra i due che viene da lontano. Diana si è immediatamente schierato contro la nomina del senatore e ha contestato la sua scelta di aver consultato solo i parlamentari, Comincioli ha replicato dicendo di aver sentito quasi tutti i consiglieri regionali e così denunciando il fatto che a suo avviso Diana non riesce a guidare politicamente il proprio gruppo. Non viene quindi escluso, negli ambienti del Pdl, un avvicendamento anche alla guida del gruppo (e c’è chi pensa che Diana possa essere uno dei futuri assessori). Si vedrà.
Tutta da giocare, invece, la partita interna in vista del rimpasto. Il Pdl dovrebbe avere cinque assessori. E’ data per certa la conferma di Giorgio La Spisa e di Antonello Liori. Per gli altri tre posti se la vedrebbero un esponente di Sassari (si parla di Nanni Campus, Tore Amadu e Nicola Rassu), uno di Nuoro (Silvestro Ladu o Pietro Pittalis) e di uno tra Olbia (Matteo Sanna?) o Oristano (Mario Diana?). Le scelte territoriali terranno conto anche di chi guiderà partito e gruppo.
La «guerra» è appena iniziata. Comincioli ha sempre dimostrato di avere buone armi nella mediazione. Ma stavolta il suo compito non è per niente facile.
MI AUGURO CHE LA SCELTA RICADA SU DI TE BRU :)
freedom
Bravo Giorgio, così si fa. Sei sulla buona strada ed hai imparato la prima cosa importante citando l’autore. Il giorno in cui anche tu scriverai così ti faremo i complimenti, almeno per la forma visto che per la sostanza occorrono atre capacità.
freedom.
Giorgio Gaias
Sai caro freedom sei bravissimo a criticare, anzi è la cosa che ti riesce meglio non fai altro che questo. Vieni in casa di altri a rompere le palle senza nome per chissà quale ragione forse mancanza di coraggio togliamo il forse dai, a me puoi dire tutto quello che ti pare ti posso stare sulle palle ma, ci ho sempre messo la faccia in quello che ho detto tu no quando imparerai anche tu a metterla allora vieni a criticare per il momento quando il soggetto è zero la critica è nulla.. Buona serata!!!
Giorgio Gaias
Per tornare all’argomento del post è da ieri sera che volevo scrivere una mia riflessione.. ma non ho avuto tempo la scrivo adesso.
Il PDL e Berlusconi,credo sia evidente a tutti,sono ormai a un bivio. O riescono a rinnovarsi scaricando la zavorra, non Fini ma i vari coordinatori e sottosegretari coinvolti in faccende non lecite,o rischia di perdere sempre più credibilità. Berlusconi sicuramente ha dato un notevole impulso alla politica italiana,non è stato il miglior politico italiano degli ultimi 150 anni questo è chiaro. L’ Italia e tutti i cittadini italiani si trovano a vivere un momento cruciale per il futuro, la globalizzazione ha sparigliato un bel pò le carte in tavola, la crisi che ci attanaglia lo dimostra. E’ vero non attanaglia solo noi ma il mondo intero e forse noi stiamo reagendo e superandola in maniera meno indolore,ma chi glielo va a dire ai tanti lavoratori che hanno perso il posto o sono in cassa integrazione? Ma non è tanto questo il problema. Il problema è cosa sarà l’Italia del futuro. Non l’Italia del potere ma quella dei tanti lavoratori, piccoli imprenditori,piccoli commercianti ecc ecc. L’Italia vera stanca dei giochi politici di palazzo e che vuole risposte concrete e reali, non solo nuove manovre economiche e nessuna certezza. Il futuro del paese credo interessi a tutti, ma il futuro reale, siamo al governo di questo paese e ci aspettano altri tra anni di governo non so se la “crisi” Fini vs Berlusconi finirà con la scissione, ma noi abbiamo il dovere di costruire un grande partito un partito nuovo, moderno, capace che sappia attirare i giovani e con loro costruire la nuova classe dirigente. Il PdL non è un partito se consideriamo che al suo interno ci sono si e non 27 correnti che sono praticamente 27 micropartiti ognuno con un suo leader, non penso sia solo Fini il problema. Il vero problema è che il PdL non è mai nato tante troppe divergenze, troppi giochi di potere troppi interessi. Berlusconi deve pensare anche a costruire il PdL, spero recuperi Fini perchè anche se lo critichiamo io in primis è un grande valore in più per il PdL, dobbiamo fare i congressi regionali, provinciali e comunali, organizzare il partito in modo territoriale e portare avanti il movimento giovanile vero e proprio cuore pulsante di un partito come lo era Azione Giovani per Alleanza Nazionale. Ricordiamoci tutti che la politica si comincia a fare da ragazzini, attaccando manifesti durante le campagne elettorali, crescendo nelle sezioni giovanili e poi cominciando dalle consulte ai consigli comunali, questo si chiama senso di appartenenza. Ora purtroppo si prende gente, seppure eccelsa nelle proprie professioni, e si porta in parlamento, ma con quali risultati?
Io so soltanto una cosa, che Silvio Berlusconi oggi non è sostituibile da nessun altro leader politico, dato che ha un carisma e delle capacità politiche e diplomatiche senza precedenti. Lo si può criticare, nessuno è perfetto, anche lui commette errori, ma immaginate l’ Italia di oggi con un altro Premier, chi ha simili capacità? chi avrebbe la forza per gvernare in questa stagione di crisi globale? Fate un nome almeno, prima di mettere in dubbio la leadership di Berlusconi, Fini in primis dovrebbe fare questo e mettersi l’anima in pace. Concludendo non so chi ci governerà tra 3 anni spero non la sinistra siamo in tempo ancora per costruire un grande movimento che possa governare il paese per i prossimi 20 anni, un partito che guardi hai problemi reali della gente, un partito di destra quella destra moderna che sta governando praticamente tutta l’Europa a me piace molto David Cameron e penso che il nostro Gianni Alemanno abbia poco da invidiargli speriamo nel sindaco di Roma….
freedom
Giorgio, non ti agitare..ti peggiora. Se il saper criticare mi riesce bene non lo vedo come un rimprovero ma come un complimento. Per quanto concerne la mia identità se ti togliessi i paraocchi sapresti benissimo chi sono, con nome, cognome e residenza. Non ti aiuterebbe molto perché io ti conosco solo attraverso questo blog e tu manco quello. Per quanto riguarda la casa ricorda sempre che questa non è la tua ma quella di coloro che vogliono qui partecipare con diritti pari ai tuoi. In sostanza ne hai azzeccata una sola: mi stai veramente sulle palle come tutti i nostalgici di tempi che per tua fortuna non hai conosciuto.
P.S. : il tuo ultimo post è rispettabile e pertanto lo rispetto. E’ il secondo complimento in un giorno solo….penso non ti capiti spesso.
freedom
Giorgio Gaias
Caro freedom mi capita molto spesso invece, ascolta una cosa io non sono nostalgico di nessun tempo questo è il mio tempo l’unica cosa di cui sono nostalgico è il vero Gianfranco Fini punto!!!
freedom
Se sei nostalgico del vero Fini non potresti mai apprezzare berlusconi.
Giorgio Gaias
il vero Fini era amico di Silvio Berlusconi, non dico che dove considerarlo dio in terra perchè non lo è, Berlusconi è il mio leader una volta andato lui avanti un altro..