Ricercatori fannulloni? Con quegli stipendi…
Il vero grande problema della ricerca in Italia, non è quello dei (presunti) ricercatori fannulloni. Il vero problema è che si conosce il problema e non si fa nulla per risolverlo. Pur amando il nostro paese ancora mi domando come cavolo possiamo essere ancora presenti ai vertici dei paesi più importanti del mondo, quando ormai abbiamo arretrato in tutti i settori più rilevanti.
La polemica del rettore della Sapienza Luigi Frati potrebbe avere anche un senso, se non fosse che lo stipendio cui fa riferimento e che verrebbe rubato dal ricercatore fannullone di turno, è veramente da fame. Insomma, se pure c’è furto è quasi giustificato, vista la scarsa considerazione che hanno i ricercatori, se quella è la paga che prendono.
Un paese civile che ha a cuore il proprio futuro farebbe della ricerca il perno di una ricostruzione industriale ed economica, soprattutto dopo momenti di crisi come questi, anche duraturi e non senza conseguenze sul piano della ricchezza individuale di ciascuno.
Il problema è che da noi c’è molta incertezza sulla destinazione dei fondi e spesso si seguono logiche baronali, cui i professoroni alla Frati non sono certo estranei. Insomma, la meritocrazia deve sempre partire dall’alto, visto che dall’alto la si mette in discussione, cooptando, scegliendo, dirottando fondi e attenzioni particolari a chi magari non lo merita.
Inoltre il concetto di produttività continuerà ad essere vago se gli stipendi sono così bassi. La ricerca medica, per fare un esempio, al di là dei grandi istituti privati, riesce bene con operazioni come Telethon, che sono seguite da organismi neutri rispetto alla politica e alle normali logiche universitarie.
Il vero problema è dunque la mancata priorità alla ricerca, che pure dovrebbe essere un capitolo di spesa di livello strategico, prioritario. In questo siamo così terribilmente indietro che giudichiamo il tutto irrecuperabile, tirando a campare. Io non penso che sia così e la polemica è solo strumentale e scentrata.
per approfondire: il sito dei ricercatori precari
Comments
MR.TINA
I RICERCATORI e ASSEGNISTI trovano SOLO quel che CERCANO: SOLDI!
Non sono alcuni fannulloni, ma tutti inutili, del tutto e concettualmente, non scoprono altro che la sedia che occupano, sono la’ntitesi del genio e della scoperta che è passione sudore non soldi, se sono come qui si dice “pochi” mille euro per non fare un tubo davanti al pc, andassero a lavorare davvero. Questo governo sta raddrizzando la schiena ad una università di incompetenti esosi, la figura del ricercatore e dell’assegnista è illogica e me ne frego se all’estero esiste, vorrà dire che anche colà pel mondo… ci son soldi da buttare ai falliti dello studio: i superlaureati buoni a nulla, qui come altrove. Le scoperte le fanno i GENII! Non i bamboccioni con l’ipad!!