Molto nuvoloso al sud e sulle isole…
Giulio Tremonti ha detto ieri al convegno della Coldiretti qualcosa che tutti pensano: le regioni del Sud non spendono le risorse a disposizione. I governanti sono dei cialtroni. Il tema è vecchio: come dare torto al ministro dell’ economia ?
Sono d’accordo con lui. Attraverso i fondi comunitari avremmo potuto modificare la faccia dei nostri territori, fronteggiare la crisi di questi anni, mandare avanti progetti di sviluppo e infrastrutturali. Siamo invece appesi ai soliti problemi, con una generale e stucchevole lamentela verso lo Stato. Non sapendo con chi prendercela, se non con i funzionari e gli assessori di dubbia efficienza, siamo come al solito prodighi di dichiarazioni contro il governo centrale.
( A proposito: si discuterà mai la mozione sull’indipendenza dei sardisti? Come si concilia l’aspirazione a fare da sè quando non siamo in grado manco di far quadrare i conti di un assessorato?)
Anche il responsabile regionale della Confindustria sarda è sulla stessa linea e chiede che la prossima manovra della giunta intervenga soprattutto su sprechi, lasciando a imprese, ricerca e istruzione i fondi sufficienti per navigare in mezzo alle difficoltà.
Direi chiaro e tondo così, ai sardi: meno industria fallimentare e più piccola e media impresa a partire da turismo e agroalimentare. Sembrano concetti chiari ma il messaggio non è ancora passato.
Cappellacci poi dice di voler cancellare quattro province. Insorge Sanciu, secondo me con ragione. O le cancelli tutte o è inutile imbarcarsi in una lotta senza speranza.
Comments
Antonello
Checchè ne dica il nostro problema sono i funzionari stuggiasoldi come sapientemente osservò il presidente della commissione bilancio. E poi l’ec presidente! quel Soru, quel tiranno, quel despota! Che nonostante stia sempre assente dal consiglio regionale crea ancora problemi! E i cani randagi in gruppo? Niente da dire? O vi preoccupa solo la bocciatura del piano casa? Cosa state proponendo per risolvere la difficilissima vertenza dei cani abbandonati?
IoMe
Brambilla docet !
watergate
Okay Bruno, però a me la tirata di Tremonti ricorda le classiche tirate leghiste sulla mafia al Sud… salvo poi scoprire che l’Ndrangheta ha posto radici ben salde a Milano e al Nord ricicla i proventi del traffico di coca. Li ricicla in piccole imprese e strozzinaggio, approfittando della crisi. Ma ovvio che se nell’agenda poltiica parli di intercettazioni, poi basta una sparata qualsiasi di Tremonti a catturare l’attenzione.
Il problema dell’Italia è uno solo, dal quale discendono tutti gli altri: LA CORRUZIONE. La si può leggere anche in altra maniera: L’ILLEGALITA’ DIFFUSA. O ancora: INCAPACITA’ DELLO STATO DI FAR OSSERVARE LE LEGGI.
In Francia, un paese molto simile al nostro, per certi versi, due ministri si sono dimessi per delle spese pazze non proprio giustiicate. Da noi un ministro nominato con una delega in bianco, su un argomento coperto già da 2 ministri (fitto e bossi), imputato per gravi reati, che le prova tutte per non presenziare al processo, ci mette un mese a dimettersi, accusando tutti di complotto. Nel frattempo l’insignificante Rotondi chiama a raccolta il partito della maggioranza per difendere questo Ministro.
Poi ci lamentiamo dei governatori cialtroni…
watergate
In merito all’indipendenza dei sardisti… buone intenzioni, ma se si vuole davvero l’indipendenza bisogna schiodare il culo dal divano del salotto…
Bruno
Wat, quando però ricorderemo un governatore del sud illuminato, uno che ha fatto progredire la propria terra, faremo festa. la mafia non c’entra, brancher e rotondi neanche. ciò che ha detto tremonti è altro ma la crisi del pdl e del governo berlusconi si prestano a poter parlare di tutto. br
salvatore tedde
@Bruno Murgia “quando però ricorderemo un governatore del sud illuminato”…
Niki Vendola s’onorè…;
e non dico Soru solo perchè la Sardegna non è nel Sud..
Bruno
>salvatore, niki è un bravo venditore di sogni…
soru?, forse la conservatoria delle coste l’avrei mantenuta. ma mi spiegano che era funzionale al precedente piano paesistico, oggi non occorre anche se il piano casa l’hanno bocciato. poi, comincio a sentire qualcuno dire, certo, soru aveva un pessimo carattere ma…
essendo onesto fino in fondo dico che il governo regionale ad oggi è una delusione,soru aveva un suo perchè. un saluto. br
Maralai
il piano casa non è stato bocciato. se questa maggioranza, pidielle compreso, bocciasse il piano casa dovrebbe togliere il disturbo. in realtà così non è, poichè la bocciatura della messa a punto del c.d. piano casa altro non è che il ritorno a forme tribali della politica con i franchi tiratori che colpiscono la vittima predestinata da dietro il muretto a secco del voto segreto. sicchè dopo i mal di pancia di Oppi e di Fantola è arrivata la colica dei franchi tiratori. Oppi è da tempo che attacca l’ottimo assessore Asunis per fare il vuoto attorno a Cappellacci. mentre Fantola, a dimostrazione che vive in Australia ( ma chi ha formalizzato accordi politici con lui vive sulla luna) ha detto da tempo che il piano casa è fallito. vive con la testa tra le nuvole poichè il piano casa sta iniziando a decollare, nonostante il diffuso boicottaggio). Oppi viene lasciato libero di colpire gli esponenti di giunta più prestigiosi ma il bersaglio grosso resta Cappellacci. il quale non viene mai difeso dagli esponenti del pdl e dal suo coordinatore regionale.. e se le provinciali sono state perse dovrebbero farsene una ragione dal coordinatore regionale del pdl e tutti gli esponenti politici , consiglieri regionale e parlamentari dello stesso partito. in un partito con maggiore sensibilità politica i responsabili dell’organizzazione pidielle sarda non potevano perdere le elezioni, in quanto avrebbero dovuto bloccato il dualismo scellerato cagliaritano tra Farris e Massidda e la vergogna nuorese con Fortza Paris che a Cagliari difende (si fa per dire) Cappellacci mentre in provincia di Nuoro si è schierata con Deriu. il risultato è che Crisponi è stato lasciato solo ed ha perso per una manciatina di voti. in un partito serio, partito peraltro della maggioranza di Governo e di Regione, davanti ad una disfatta del genere i coordinatori regionali e provinciali dovevano dimettersi il giorno dopo le elezioni. Altro che aspettare Comincioli!
Maralai
(mn)
Bruno
>maralai, conosco la faccenda dei franchi tiratori, non cambia la sostanza anche se, ai nostri tempi, i numeri per governare non esistevano, oggi esistono alla grande. Crisponi lasciato da solo? Da me no di certo, lui potrà confermare. Certo, averlo scelto ad una manciata di ore dalla chiusura delle urne non ha agevolato ma c’erano grandi soloni in azione, questa volta non del pdl. Saluti. Br
Franco
Oh Bruno questo Cappellacci prima mi moltiplica AOU in ambito sanitario e ora se ne esce che sono inutili conservatoria e udite udite anche l’agenzia delle entrate. Già coerenti fino in fondo, dopo gli scippi del governo non hanno battuto ciglio. Lei a Roma che può fare?
Maralai
la riscossa è iniziata e cappellacci è risalito in cattedra, operando concretamente riforme che tutti vogliono soltanto a parole. tagliare quattro consigli provinciali è atto di coraggio, e noi siamo col presidente cappellacci. altro che balle. e dalla polvere della sconfitta è iniziata anche la conta delle pulci di “alleati” che altro non voglio che la fine anticipata dell’esperienza cappellacci. che vergogna l’apisodio dei franchi tiratori! al mio blog, una “dedica” all’udicino capelli.
M
http://www.maralai.ilcannocchiale.it
Massimiliano
Caro Bruno… io preferirei invece discutere la mozione di indipendenza DAI sardisti (!)
tiago
X Marala
Cappellacci, trovandosi le casse prosciugate dagli scippi berlusconiani, annuncia con enfasi risparmi. Sono cospicui nei servizi essenziali; irrisori negli sprechi che continuano senza soluzione. L’ultimo, 350.000 al premio Rodolfo Valentino, è diventato stigma per la stampa nazionale dello sperpero di denari pubblici nelle regioni meridionali.
Renato Soru e la sua giunta i tagli agli sprechi li hanno fatti davvero. L’attuale presidente nel confronto rasenta il ridicolo. Per tutti un esempio. L’eliminazione di 750 auto e mezzi vari – con risparmi di 3,5 milioni di euro all’anno – contro 13 auto in meno annunciate da Cappellacci. Ed intanto il direttore generale dell’Ambiente gira per Cagliari in un ingombrante gippone simil forestale! La sostanza delle cose evidentemente poco importa a chi fu assessore al bilancio di una giunta che ha portato la Sardegna sull’orlo del fallimento.
Soru risanò i danni di quella stagione non preoccupandosi del consenso personale. Ed inaugurò una stagione di sobrietà nei comportamenti della giunta e dell’amministrazione. Aboliti lussi e spese di rappresentanza, cadeaux, pranzi e cene nei ristoranti con soldi pubblici. Eliminati telefonini, inutili missioni, viaggi, gite, ospitate, convegni e convention. Comportamenti spartani secondo lo stile e l’etica delle democrazie nordeuropee. Si vietò il vezzo di cambiare mobilio ed arredi e di ristrutturare ambienti al cambio dell’assessore. Andazzo tornato in auge. Basta fare il giro degli assessorati e dei conti.
Nei quattro anni e mezzo di governo di centro-sinistra, si attuarono una profonda revisione istituzionale ed una sensibile riduzione dei costi in tutti i settori. A partire dalla presidenza dove sparì, con grande scandalo, la figura del “cerimoniere”.
Oggi in presidenza e nei diversi assessorati, oltre all’aumento del personale negli uffici di gabinetto, a contratto una pletora di portavoce e sedicenti giornalisti con incremento a dismisura della spesa. Inessenziali ai fini dell’efficienza e dell’efficacia. E’ diminuito infatti il diritto all’accesso ed all’informazione istituzionale per i cittadini e gli amministratori. Sono aumentati spot e promozioni personali. Delibere fondamentali sono occultate ed importanti documenti irraggiungibili. Senza controllo e poco trasparente la spesa per la cosiddetta pubblicità istituzionale che ha invaso i media locali. L’obiettivo è ottenere consenso ed occultare 15 mesi persi a girare a vuoto.
Qui di seguito alcune concrete azioni, tra le tante, tese al risparmio ed alle buone prassi, attuate dalla giunta Soru che Cappellacci dovrebbe emulare.
Ventitre Comunità montane cancellate. Con esse 23 presidenti, 200 assessori e più di 500 consiglieri. Un risparmio di 3,5 milioni di euro all’anno. Eliminati un’infinità di Enti strumentali della Regione e con essi 50 consigli di amministrazione e 1000 posti di sottogoverno.
Abbanoa S.P.A. e la riforma del sistema idrico hanno accorpato le funzioni di oltre 60 soggetti e fatto sparire i relativi consigli di amministrazione che prima gestivano servizi idrici e fognari.
Consorzi industriali (L.R. 3/2008 e 10/2008) ridotti da 16 ad 8. Falcidiati i consigli di amministrazione. Riordinate le funzioni in materia di aree industriali ed attribuiti ruoli agli Enti locali. Semplificate le procedure e resa trasparente la spesa. Attribuite agli enti competenti le funzioni strategiche: pianificazione urbanistica, impianti acquedottistici, di depurazione e fognari. Introdotte procedure concorsuali per la selezione del personale. Fatto divieto di costituire o acquisire partecipazioni in società private. Prosciugato il terreno di coltura di uno spregiudicato sottogoverno.
Enti e consorzi agricoli cancellati con oltre 50 consigli di amministrazione ed istituite 3 Agenzie al posto di 9 Enti e delle loro succursali.
Pulizie dei locali. Un bando più corretto ed adeguato ha portato economie per 9 milioni di euro in tre anni. E l’ottimizzazione nell’uso dei locali e la cessazione di fitti inutili hanno lasciato nelle casse regionali altri 3 milioni di euro all’anno. Altro che comprare altri palazzi.
AREA – Azienda regionale edilizia abitativa (LR n. 12/2006) – ha portato alla soppressione di 4 IACP provinciali e la non attivazione di altri 4 per le nuove province. Da 20 consiglieri di amministrazione (40 se fossero stati attivati gli altri) degli IACP agli attuali 5 di AREA. Da 12 revisori (24 con le nuove province) agli attuali 3. Scomparsi 24 posti (48 per 8 province) di sottogoverno.
ESIT liquidato con funzioni trasferite all’Assessorato del Turismo, gli Enti Provinciali per il Turismo (EPT), le Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo (AAST). Le loro competenze affidate a Province e Comuni.
UTR – Unità tecnica regionale dei lavori pubblici – formata da dirigenti regionali (funzione gratuita), coadiuvati da 15 esperti nelle varie materie ha sostituito (LR n. 5/2007 sugli appalti di competenza della Regione) 2 Sezioni del Comitato regionale dei lavori pubblici con 18 componenti; 4 Comitati provinciali con 36 componenti. Si è passati da 54 componenti dei Comitati tecnici (pagati solo per il fatto di far parte di tali organismi) agli attuali 15 esperti (pagati per singola istruttoria espletata). Ben 39 posti di sottogoverno in meno.
Il bisturi dei risparmi ha riguardato ambiti ignoti alla gran parte dei cittadini. Non semplici da capire per i non addetti ai lavori. Si tratta di società e di partecipate dove il denaro pubblico si sprecava in quantità.
La società Sigma Invest spa liquidata. Promuoveva attività imprenditoriali attraverso l’assistenza tecnico-finanziaria. Interveniva nelle aziende in crisi per assisterne il risanamento ed il rilancio. Ricapitalizzata di volta in volta dalla Regione e strutturata nella forma di holding finanziaria, assumeva una partecipazione minoritaria nel capitale sociale della società beneficiaria.
Alla data della liquidazione le aziende nei confronti delle quali la Sigma Invest aveva effettuato delle erogazioni e, per le quali il rimborso non era avvenuto, erano 14 di cui 8 dichiarate fallite e 6 formalmente in bonis. Di queste ultime solo per 2 si poteva presumere il buon fine dell’intervento con il rimborso dell’erogazione alle scadenze previste contrattualmente. Erano le uniche che pagavano regolarmente gli interessi stabiliti mentre le restanti 4 non rispettavano in alcun modo gli adempimenti. Il totale dei crediti nei confronti delle 14 società ammontavano a 18.117.696 di euro. Per la maggior parte dei crediti vantati le garanzie ricevute dalla Sigma Invest era insussistenti o comunque inadeguate.
La Sigma Invest controllava ulteriori 4 società con un patrimonio immobiliare facente capo a società controllate. Palmas cave srl (circa 270 ettari nel Comune di Sant’Antioco). Seamag srl (circa 14 ettari nello stesso comune). Immobiliare Sigma srl (4 capannoni industriali e 2 appartamenti). Nel corso del 2008 furono espletati dall’assessorato all’industria 3 bandi di gara per la concessione in affitto per 70 anni, e la contestuale riqualificazione e trasformazione dei cespiti immobiliari, siti in luoghi di particolare interesse paesaggistico di proprietà delle società. Messi in mobilità 79 dipendenti ancora in forza alla società Palmas Cave utilizzando gli ammortizzatori sociali. Il recupero crediti ha portato alla Regione circa € 6.500.000 euro.
SAR Consorzio per la realizzazione e la gestione del servizio agrometereologico per la Sardegna SRL, soppresso (D.G. n. 54/62 del 30.12.2004). I suoi compiti istituzionali, le risorse umane – 49 dipendenti -, materiali, rapporti giuridici in essere, trasferiti all’ARPAS (L.R. n. 6 del 18/05/2006). Durante la liquidazione sono stati gestiti i numerosi contenziosi tra personale e precedente consiglio di amministrazione. Pagate 6 mensilità di stipendi arretrati e chiuse o transate la maggior parte delle cause pendenti.
Porto Terminal Mediterraneo spa, nata nel 1969 per la progettazione e la realizzazione del Porto Canale di Cagliari messo in liquidazione. Aveva costituito la SIACA (partecipata al 40%, pure essa in liquidazione). Esaurito il suo compito svolgeva attività di progettazione e realizzazione dei Centri intermodali di Sassari, Olbia (mai realizzato) e Chilivani. La società partecipata al 51% dalla Regione e al 49% dal Casic era stata acquisita dalla Regione con la giunta Masala-Cappellacci. I centri intermodali naturalmente non erano mai entrati in funzione.
L’elenco degli sprechi eliminati concretamente da Soru potrebbe continuare. Stupisce che, in questi giorni, non vengano ricordati dalla stampa per la qualità e quantità dell’azione che anticipava soluzioni proposte in questi giorni a livello nazionale e locale. Ricordiamo da ultimo quattro casi. Esemplari del diverso comportamento etico ed amministrativo.
Fondazione Cisi, nota per vicende giudiziarie che hanno coinvolto pezzi dell’attuale maggioranza. Istituita il 20 aprile 2000 con legge regionale è andata avanti per quattro anni elargendo stipendi e rimborsi pur non essendo stata mai operativa. Fu liquidata dalla giunta Soru. La magistratura se ne occupò come fece per le allegre gestioni dei denari di enti regionali in spregiudicate operazioni finanziarie.
Commissione del Paesaggio istituita da Cappellacci con la legge sul Piano casa con lauti riconoscimenti economici ai tre consulenti al posto di quella prevista dal Codice Urbani, totalmente gratuita, che Soru attivò e che il Tar di Cagliari ritenne illegittima nella nota vicenda di Tuvixeddu.
ARST. La giunta Cappellacci (D.G. 9/16 del 12/05/2010) ha modificato lo Statuto del Consiglio di Amministrazione. Ne aumenta il numero da tre cinque. Rinnova i componenti, il Collegio sindacale, i due supplenti, il Revisore dei Conti. Il nuovo Statuto abolisce titoli e competenze nella scelta dei componenti. E’ discrezionale ed affidata all’assessore. Aumenta lo stipendio al presidente dell’ARST equiparato ad un Direttore Generale della Regione con 20 anni di anzianità di servizio: 150-170 mila euro all’anno e quello dei Consiglieri (50% dell’indennità del presidente).
Locali in affitto e palazzi vuoti. Nel 2004 la giunta Soru decise di non acquistare i palazzi in via Santa Gilla del costruttore-editore Zuncheddu. Né prese in affitto, per un milione di euro, una palazzina nella stessa zona e dello stesso proprietario. Non c’era necessità né degli uni né dell’altra. Per volontà del Consiglio regionale di recente è fallito l’ennesimo tentativo di acquisto, per 125 milioni di euro, da parte della giunta Cappellacci di quei palazzi in via Santa Gilla. E’ andata invece a buon fine la stipula del contratto per quella palazzina che nel 2004 si ritenne superflua. L’assessore Corona vuole dislocarvi parte del personale di Sardegna it. E’ un caso di spreco di denaro pubblico meritevole dell’attenzione della Corte dei Conti. Sardegna it sta benissimo nei locali in cui attualmente è ubicata. E’ disponibile inoltre il palazzo in via Nazario Sauro, di proprietà della Regione. E’ ultimato e può ospitare tre assessorati. Trasferito il personale si farebbe ulteriore cassa con gli edifici dismessi. La Regione non ha bisogno di locali in affitto. Ne ha in esubero.
Riprende dunque la stagione del sottogoverno, dei favori, dello sperpero. Altro che tagli agli sprechi. La giunta di destra cerca di vanificare i tanti risultati conseguiti con Renato Soru e la sua giunta. Riporta la gestione della cosa pubblica al peggiore lassismo e al clientelismo più becero. Si vedano i pasticci del concorso bandito per dirigenti dalla giunta Cappellacci. Si trascina da mesi, tra rinvii, interventi del TAR e della Procura della Repubblica, conflitti di interesse, sciatteria ed improvvisazione.
E’ tempo dunque che i risparmi ed i tagli Cappellacci li faccia alle sue chiacchiere e ai costi delle ridicole comparsate televisive.
renato
Onorevole, ma Lei sa quando Tremonti ha REALMENTE sbloccato i fondi strutturali? Ma sopratutto, per quanto tempo li ha tenuti bloccati? Si informi bene e poi si chieda il perchè. La paghiamo per questo, non certo per rilanciare frasi vuote tipiche della più trita tradizione bresciana.