Giulio Tremonti ha detto ieri al convegno della Coldiretti qualcosa che tutti pensano: le regioni del Sud non spendono le risorse a disposizione. I governanti sono dei cialtroni. Il tema è vecchio: come dare torto al ministro dell’ economia ?

Sono d’accordo con lui. Attraverso i fondi comunitari avremmo potuto modificare la faccia dei nostri territori, fronteggiare la crisi di questi anni, mandare avanti progetti di sviluppo e infrastrutturali. Siamo invece appesi ai soliti problemi, con una generale e stucchevole lamentela verso lo Stato. Non sapendo con chi prendercela, se non con i funzionari e gli assessori di dubbia efficienza, siamo come al solito prodighi di dichiarazioni contro il governo centrale.

( A proposito: si discuterà mai la mozione sull’indipendenza dei sardisti? Come si concilia l’aspirazione a fare da sè quando non siamo in grado manco di far quadrare i conti di un assessorato?)

Anche il responsabile regionale della Confindustria sarda è sulla stessa linea e chiede che la prossima manovra della giunta intervenga soprattutto su sprechi, lasciando a imprese, ricerca e istruzione i fondi sufficienti per navigare in mezzo alle difficoltà.

Direi chiaro e tondo così, ai sardi: meno industria fallimentare e più piccola e media impresa a partire da turismo e agroalimentare. Sembrano concetti chiari ma il messaggio non è ancora passato.

Cappellacci poi dice di voler cancellare quattro province. Insorge Sanciu, secondo me con ragione. O le cancelli tutte o è inutile imbarcarsi in una lotta senza speranza.

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