Ripartire da Nuoro
A Nuoro il risultato ci ha visto sconfitti, alla fine: con onore. Il gap storico con la sinistra dei posti di lavoro regalati è stato annullato quasi del tutto.
A Nuoro città il Pdl elegge quattro consiglieri comunali ed è nettamente il primo partito del centrodestra, avvicinandosi al Pd nella sua roccaforte storica. Sempre a Nuoro città, Crisponi ha battuto Deriu. Ci sono belle realtà all’interno (sindaci a Tonara, Desulo, Belvì e Sorgono,compresa la storica affermazione a Orgosolo, più qualche altro perso per una manciata di voti) e altre nelle quali ci sono giovani di qualità.
In altre, invece, siamo assenti, per colpa nostra e per stupidaggine politica.
E’ anche certo che l’attenzione della giunta cagliaritanocentrica nei nostri confronti è decisamente discutibile, sotto molto punti di vista, compreso quello della rappresentanza dei territori.
Che cosa dobbiamo fare: ristrutturare radicalmente il coordinamento provinciale e dotarsi di un programma. Idee, come è noto, non ne mancano. E’ da queste che si parte. L’organizzazione è alla base di un buon lavoro ma se non si ha molto da dire gli elettori se ne accorgono immediatamente.
Il risultato regionale è molto deludente, come deludente appare per la gente comune l’opera dell’amministrazione regionale, come ci hanno spesso ripetuto in campagna elettorale.
Cambiamenti? Non ho certezze e bacchette magiche. Il partito è profondamente diviso. A me piace un movimento dell’autonomia (Pdl sardo) con una serie di temi strettamente sardi. Un partito che combatte, vivo, che fa campagne, che propone idee e che non si limiti alla gestione dell’ordinario, ma sfrutti il consenso per stabilire delle fondamenta. Come minimo, otto grandi assemblee provinciali e una finale devono essere fatte. Con tre o quattro idee guida. Tre o quattro bandiere che ristabiliscano moderna sardità, gestione in prima persona della nostra terra, senza chiusure ottuse ma consci che la terra dove poggiamo i piedi è il nostro bene più prezioso. Molte cose le ho scritte nei mesi scorsi sul blog e sui giornali. Passate inosservate.
Così però non resistiamo a lungo. Occorre cambiare marcia e direzione. Vista la situazione, operazione difficilissima. Come è ovvio che occorra una giunta più forte, più politica. Faccio affermazioni polemiche? Dico ad alta voce ciò che tutti sostengono ogni giorno.
(Chi vuole può inviare un contributo e aprire un dibattito )
Caro Bruno, sono convinto che sia necessario rivedere il tutto. Per quanto mi riguardo sono il primo a mettermi in discussione. Credo sia arrivato il momento di dare una scossa al sistema, servono cambiamenti sia a livello di giunta regionale che di organizzazione di partito. Non si tratta di andare contro questo o quest’altro ma di dare un segnale di forte cambiamento alla nostra comunità.
Donne e uomini capaci, che siano liberi di scegliere i loro collaboratori e individuare la futura classe dirigente del PDL.
Azzeriamo il tutto e ripartiamo con fiducia….
Per capire il mio pensiero riporto un breve commento riportato sul blog di un amico pugliese
Il PDL raggiungerà la sua piena maturità solo e quando sarà strutturato, sarà in grado di far interagire sul territorio una classe dirigente, capace , scelta dalla base e cittadini all’interno di un perimetro segnato da regole riconosciute e rispettate da tutti.
Solo allora si potrà parlare di un partito solido, partecipato, radicato. Se questo traguardo tarda ad essere raggiunto, mi chiedo quali siano i tempi della sua sopravvivenza, legata alle doti carismatiche del suo leader nazionale.
Il rischio concreto è che la modernità del Pdl venga presto archiviata, che diventi anch’esso un partito anacronistico, con una classe dirigente assuefatta ed incapace di cogliere i cambiamenti in atto laddove il confronto dalle piazze tradizionali si è spostato su luoghi virtuali che appaiono e scompaiono con la stessa velocità con cui viaggiano le informazioni sulle autostrade informatiche.
Organizzazione è la parola d’ordine che il PDL deve far circolare ovunque e nuovo spirito di partito deve spingere chi crede già nel suo futuro prossimo…”
Antonello Gallisai, vice coordinatore Pdl Nuoro
Comments
watergate
Peccato, sarebbe stato un bel segnale di cambiamento epocale per tutta la zona centrale, che dovrebbe lamentarsi di meno, ogniqualvolta rinnova le amministrazioni che hanno contribuito ad affossarla.
Se un sindaco di sinistra lavora bene è giusto rinnovarlo. Ma se una città viene governata da anni dalla stessa gente al potere, c’è pcoo da fare… le responsabilità sono chiare.
Paqujto Farina
Ciao Bruno….
leggo il tuo commento/analisi al risultato elettorale e lo condivido. Aggiungo una piccola considerazione. L’occasione era piu’ unica che rara, con tantissimi elettori di sinistra (liberi) che ci hanno votato….e che sentivano l’esigenza di un cambiamento, comunque salutare. Peccatto che gli elettori di sinistra che ci hanno votato erano in meno di quelli di centro destra che hanno votato a sinistra………….
Un abbraccio
dalla baronia
mi sarebbe piaciuto che i rappresentanti del PDL e UDC si fossero mossi prima delle elezioni, o forse impauriti di un volto nuovo nel panorama di cdx, avete voluto voi stare fermi, cosi continuiamo in “su connotu” classe dirigente di dx e sx è uguale, inefficcenza-
fabrizio forma ORANI
DOPO IL DRAMMATICO RISULTATO ELETTORALE SI E’ CONFERMATA LA INEFFICENZA DEL DIRETTIVO PROVINCIALE OLTRE CHE REGIONALE. AD UN ANNO DI DISTANZA DALLE REGIONALI 2009. LA PRECENTUALE DI VOTI DEL CENTRODESTRA E’ CALATA INESORABILMENTE BASTA GUARDARE LE CIFRE DEL MINISTERO DELL INTERNO PER NON AGGIUNGERE ALTRO. DAL 2009 IN PREVISIONE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA PROVINCIA NON SI E’ MINIMAMENTE PENSATO A DARE UNA STRUTTURA CAPILLARE TERRITORIALE AL PARTITO P.D.L ; SI E’ COSTITUITO UN DIRETTIVO PROVINCIALE NON ELETTO IL QUALE NON RAPPRESENTA CON I SUOI COMPONENTI IL TERRITORIO MA SOLO CORRENTI POLITICHE . IL COORDINATORE PROVINCIALE DEVE ESSERE ELETTO DALLA BASE SOLO COSI EGLI PUO’ AVERE L INTERESSE DI FARE BENE LE COSE, LA SUA FIGURA DEVE ESSERE STIMATA DA TUTTI, DEVE AVERE LA CORTESIA DI RISPONDERE AL TELEFONO, DEVE NEL BREVE TEMPO POSSIBILE METTERSI A DISPOSIZIONE PER GESTIRE E ORGANIZZARE IL PARTITO ECC ECC. IN QUESTE ELZIONI IL CENTRO DESTRA AVEVA LA VITTORIA IN UN PIATTO D ARGENTO, GOVERNO NAZIONALE E REGIONALE E’ IN MANO AL P.D.L , PD DIVISO , DELUSO , E COSCENTE DELLA PRECEDENTE GESTIONE PROVINCIALE, MOLTI NON SONO SALITI A VOTARE HANNO LASCIATO CAMPO LIBERO NONOSTANTE BEN SAPPIAMO CHE CHI E’ DI SINISTRA VA A VOTARE ANCHE IN PUNTO DI MORTE . OCCASIONE STORICA MANCATA BRUCIANDO UN VALIDO ESPONENTE COME LUIGI CRISPONI CHE SI E’ MESSO IN GIOCO , LA DIRIGENZA PROVINCIALE NON AVENDO IN MANO LA GESTIONE DEL PARTITO A LIVELLO LOCALE SI E’ APPESA ALLA SPERANZA CHE L ELETTORATO DI CENTRO DESTRA SALISSE A VOTARE ANCHE SENZA ESSERE MOBILITATA DAI VARI GRUPPI POLITICI LOCALI; RISULTATO SCONTATO CHI E’ ILLUSO CHE SENZA MOBILITAZIONE E SOSTEGNO E INTERESSAMENTO POLITICO SI RAGGIUNGANO I RISULTATI E’ MEGLIO CHE LASCI IMMEDIATAMENTE LA POLITICA. IL MALCONTENTO SERPEGGIA OVUNQUE EX CLASSI DIRIGENTI CHE SCAPPANO IN ALTRI PARTITI COME RIFORMATORI, SARDISTI, U.D.C , IL PEGGIO CHE IN QUESTI PARTITI STANNO FINENDO LE PERSONE TRASPARENTI CHE LAVORAVANO ,CHE FACEVANO RISULTATO ,CHE AVREBBERO FATTO LA DIFFERENZA IN QUESTE ELEZIONI.BENE QUELLA GENTE E’ STUFA DI QUESTA CLASSE DIRIGENTE PROVINCIALE E REGIONALE CHE E’ ASSENTE , INCAPACE DI GESTIRE,INCAPACE DI DARE RISPOSTE, INCAPACE A ENTUSIASMARE LA GENTE , INCAPACE DI CAPIRE CHE DIETRO UN FALLIMENTO DI QUESTE PROPORZIONI CI SI DEVE DIMETTERSI E LASCIARE SPAZIO E OPPORTUNITA’ AD ALTRI DI CREARE E FARE .GIUDICARE , E’ , FARE CRITICA E’ FACILE SOPPRATUTTO DOPO IL TRISTE RISULTATO ,MA SE VOGLIAMO CRESCERE O RADDRIZZARE LA SCHIENA , CORREGGERE GLI ERRORI PER NON RIPETERLI IN FUTURO E QUINDI CRESCERE UN DOMANI , COME NEL CALCIO L ALLENATORE VA A CASA CON DISONORE E SI METTE UN ALTRO AL SUO POSTO. LA CLASSE DIRIGENTE DI UN PARTITO VA CREATA DALLA BASE CHE ELEGGE DEMOCRATICAMENTE I SUOI RAPPRESENTANTI I QUALI SONO DELEGATI A INDIVIDUARE IL FUTURO COORDINATORE , LE IMPOSIZIONI NEL 2010 SI PAGANO PRIMA O POI, UN PARTITO SERIO HA UNA STRUTTURA SERIA ,CAPILLARE,COORDINATA,AGGIORNATA,SEGUITA,ECC SOLO COSI LE SFIDE POLITICHE SI VINCONO SI OTTENGONO SODDISFAZIONI DI OGNI GENERE , IL P.D.L STA MORENDO NELL INDIFFERENZA DI CHI HA LA RESPONSABILITA’ DI GESTIRE AL MEGLIO UN GRANDE PROGETTO POLITICO CONDIVISO DA TANTI E ODIATO DA TROPPI.
Antonello
Caro Bruno, sono convinto che sia necessario rivedere il tutto. Per quanto mi riguardo sono il primo a mettermi in discussione. Credo sia arrivato il momento di dare una scossa al sistema, servono cambiamenti sia a livello di giunta regionale che di organizzazione di partito. Non si tratta di andare contro questo o quest’altro ma di dare un segnale di forte cambiamento alla nostra comunità.
Donne e uomini capaci, che siano liberi di scegliere i loro collaboratori e individuare la futura classe dirigente del PDL.
Azzeriamo il tutto e ripartiamo con fiducia….
Per capire il mio pensiero riporto un breve commento riportato sul blog di un amico pugliese
Il PDL raggiungerà la sua piena maturità solo e quando sarà strutturato, sarà in grado di far interagire sul territorio una classe dirigente, capace , scelta dalla base e cittadini all’interno di un perimetro segnato da regole riconosciute e rispettate da tutti.
Solo allora si potrà parlare di un partito solido, partecipato, radicato. Se questo traguardo tarda ad essere raggiunto, mi chiedo quali siano i tempi della sua sopravvivenza, legata alle doti carismatiche del suo leader nazionale.
Il rischio concreto è che la modernità del Pdl venga presto archiviata, che diventi anch’esso un partito anacronistico, con una classe dirigente assuefatta ed incapace di cogliere i cambiamenti in atto laddove il confronto dalle piazze tradizionali si è spostato su luoghi virtuali che appaiono e scompaiono con la stessa velocità con cui viaggiano le informazioni sulle autostrade informatiche.
Organizzazione è la parola d’ordine che il PDL deve far circolare ovunque e nuovo spirito di partito deve spingere chi crede già nel suo futuro prossimo……”
Giorgio Giovanni Gaias
Caro Bruno non posso non schierarmi a favore delle parole scritte dall’amico Antonello, il PdL mi dispiace dirlo ma non è un partito maturo anzi continua ad apparire agli occhi di molti la semplice unione di Alleanza Nazionale e di Forza Italia. Il PdL rischia di non avere futuro se come dice Antonello non riuscirà ad avere una struttura interna moderna e competitiva con una classe dirigente all’altezza che sappia condurre il partito verso nuovi traguardi, senza dipendere solamente dalla “salute” del Presidente del Consiglio poichè non oso immaginare cosa accadrebbe se venisse meno Berlusconi oggi forse sarebbe la fine di tutto, anzi togliamo il forse. Aggiungo un problema che a me sta molto a cuore, non esiste un movimento giovanile, se qualcuno si è illuso che senza movimento giovanile un partito possa andare avanti ha sbagliato di grosso e dimostra di non capire nulla di politica, poichè un partito senza giovani non ha futuro. Quindi mi sembra giusto che nel momento in cui noi tutti faremo un analisi dettagliata del risultato elettorale (auspico una riunione il prima possibile a Nuoro) mettere per iscritto almeno 4 o 5 punti per dare linfa nuova al PdL. Provo a fare una bozza secondo il mio punto di vista:
1) Rinnovamento della classe dirigente, costituzione di circoli in tutto il territorio della Provincia, sede a Nuoro con riunione periodiche, Responsabili di territorio per ogni comune, sfruttare le nuove tecnologie come siti internet, socialnetwork ecc.
2) Creazione di un movimento giovanile del PdL Nuoro e Provincia che abbia i mezzi per poter funzionare e portare avanti nelle scuole, nelle università ( sperando che continui ad esistere un università a Nuoro), nelle piazze la sua voce.
3) Superare le divisioni ideologiche che spesso hanno ostacolato la coesistenza di varie anime del PdL, nessuno dice di dimenticare da dove veniamo e chi siamo ma la logica AN+FI e quindi 30% a 70% non ha più senso ad esistere.
4) Creazione di un programma per il territorio, che sappia affrontare i problemi dal lavoro all’anuversità e lanciare una campagna forte di tesseramento in modo da coinvolgere la maggior parte di gente possibile.
5) Mettersi tutti a disposizione del partito METTENDO PRIMA DI TUTTO IL BENE DEL PDL A QUELLO PERSONALE poichè all’interno del partito ci sono troppi personalismi e la sconfittà alle elezioni Provinciali ne sono la prova lampante.
Per il momento mi fermo qui ma, mi riservo di ripetere tutto ciò e anche altro nella prossima riunione del PdL Nuorese.
Saluti Giorgio
Giorgio Giovanni Gaias
Lunedì si riunirà il coordinamento regionale, che farà anche il punto sulla giunta Cappellacci
Il Pdl sardo verso il commissariamento?
Matteo Mascia
Roma. A qualche giorno dalla bruciante sconfitta rimediata nel turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, l’aria che si respira tra le file del Pdl sardo è molto pesante. Un’atmosfera che rischia di far aumentare le frizioni interne piuttosto che favorire il dialogo in un partito che non può far altro che leccarsi le ferite. I dirigenti nazionali auspicano che si torni al più presto a quella compattezza che permise poco più di un anno fa di strappare l’Isola al centrosinistra di Renato Soru. Ma l’obiettivo, anche agli occhi dei più ottimisti, è molto difficile da raggiungere, almeno nel breve periodo. Non è da escludere nemmeno l’intervento in prima persona di Silvio Berlusconi: in questi giorni il Cavaliere ha dato mandato al suo plenipotenziario in Sardegna, il senatore Romano Comincioli, di sondare il terreno per capire in che modo si potrà cercare di ricucire lo strappo.
Per quanto riguarda la provincia di Cagliari molti imputano la sconfitta alla candidatura del senatore del Pdl Piergiorgio Massidda, che ha deciso di correre contro il suo partito portando a casa quasi il 10 per cento delle preferenze. «Non c’è una guerra mia a qualcuno del Pdl. Dietro le scelte mie e di tanti elettori del Pdl – ha chiarito ieri Massidda – ci sono nobili motivi che vogliamo avere la possibilità di spiegare e discutere. Ancora non è stato spiegato – ha proseguito – perché a un fondatore del partito sia stato impedito di candidarsi, dopo che, a settembre, mi hanno mandato avanti. Hanno scelto un candidato che non conosceva neanche il suo programma, un ignorante della politica e delle campagne elettorali». Le accuse sono rivolte a Giuseppe Farris, il candidato “ufficiale” della coalizione del centrodestra, che è riuscito, aiutato da un livello di astensionismo senza precedenti, a perdere 45mila voti tra primo e secondo turno. Il senatore “ribelle”, dopo aver confermato di aver votato Farris al secondo turno, ha definito il deputato Salvatore Cicu «il grande sconfitto di questa tornata elettorale». È stato infatti l’ex sottosegretario alla Difesa a premere perché Farris ottenesse la candidatura, pressioni che non hanno fatto altro che aumentare il malcontento in una compagine che non godeva di buona salute.
«Una delle principali cause della sconfitta è stata la mancanza di coesione – ha sottolineato il consigliere regionale e coordinatore di Generazione Italia, Ignazio Artizzu – Il Pdl sardo ha bisogno di unità e questo obiettivo non lo raggiungeremo mai se continueranno a esserci padroni del vapore o persone che preferiscono il pensiero unico al pluralismo». «Questo partito – ha continuato Artizzu – ha un estremo bisogno di tornare tra la gente e di dar voce ai militanti, in questi giorni si è parlato di un possibile commissariamento, io sono favorevole a tutto quello che possa dare una scossa e possa portare a un cambiamento». Lunedì si riunirà il coordinamento regionale del Pdl, un incontro utile per provare almeno a cercare il bandolo della matassa. Si dovranno fare i conti anche con gli altri partiti della coalizione – Riformatori sardi e Sardisti su tutti – che chiedono un’immediata verifica dell’azione di governo della giunta guidata da Ugo Cappellacci.
Articolo a Pag. 3 del Secolo d’Italia di oggi.
Gianfranco Pilu
Si possono fare le analisi che si vogliono, un fatto è certo, non ci si mobilita l ‘ ultimo mese di campagna elettorale. L ‘ elettore, di qualunque orientamento sia, a meno di quelli redicati ideologicamente; ti vota se lo segui per 5 anni, se per cinque anni ti fai sentire, se fai vedere che ci sei, diversamente vota altri. Non si arriva all’ appuntamento elettorale dove fino alla fine non sai chi sia il tuo candidato , anzi in corsa ne bruci più di uno.
Sono caduti i riferimenti statutari, i punti di riferimento, ci si è affidati alla sola buona volontà dei singoli per tenere in piedi il partito, poi sono arrivati i consoli da Cagliari, che senza nulla sapere del terreno sul quel su muovevano hanno imposto i loro pretoriani; eravamo sucubi dei ricatti e dei giochi del PSdAz, che non è un leale alleato, ma si è dimostrato uno che intendeva far pesare la sua ” spada di Brenno”, e ancora oggi, più che mai. Quanti sono stati i canditadi di AN/PdL candidati nel PSdAZ ? e perchè ?
Una volta esisteva un partito, vi era discussione, anche calorosa e animanta, se si vuole, ma vi erano punti di riferimento, vi era democrazia. Amministratori locali lasciati soli, in balia di se stessi per anni, salvo poi gli ultimi giorni cercarli per chiedere il voto e dirgli fatti da parte, anzichè valorizzare quel patrimonio di esperienza che avevano maturato, Oggi togli fuori Berlusconi, cosa resta ? restano i nominati che si sono appropiati del partito lasciando fuori dalla porta quel patrimonio di militanti di base che altro non chiedevano di potersi organizzare, di avere punti chiari di riferimento, regole chiare; E’ venuta gente che ha imposto, d’ imperio il proprio dettato, senza ascoltare la gente, covergento in una ammucchiata di ” meretrici ” , lasciando fuori dalla porta i valori e cultura di riferimento. Sono arrivati i ” velini “, quelli che ci dovevano essere, che dovevano apparire, indipendentemente dall ‘ ” essere “. Tanto ancora si potrebbe dire, quante le belle e altisonanenti, in italiano fluente, che si potrebbero spendere. Per dire il niente.
La politica è l’ arte del possibile; certo, ma è anche fatta di idee e di progetti, di propositività, e di tanto lavoro che mi sembra non ci sia stato, o per lo meno, io non me ne sono accorto. gfpilu
Gianfranco Pilu
Si possono fare le analisi che si vogliono, un fatto è certo, non ci si mobilita l ‘ ultimo mese di campagna elettorale. L ‘ elettore, di qualunque orientamento sia, a meno di quelli redicati ideologicamente; ti vota se lo segui per 5 anni, se per cinque anni ti fai sentire, se fai vedere che ci sei, diversamente vota altri. Non si arriva all’ appuntamento elettorale dove fino alla fine non sai chi sia il tuo candidato , anzi in corsa ne bruci più di uno.
Sono caduti i riferimenti statutari, i punti di riferimento, ci si è affidati alla sola buona volontà dei singoli per tenere in piedi il partito, poi sono arrivati i consoli da Cagliari, che senza nulla sapere del terreno sul quel su muovevano hanno imposto i loro pretoriani; eravamo sucubi dei ricatti e dei giochi del PSdAz, che non è un leale alleato, ma si è dimostrato uno che intendeva far pesare la sua ” spada di Brenno”, e ancora oggi, più che mai. Quanti sono stati i canditadi di AN/PdL candidati nel PSdAZ ? e perchè ?
Una volta esisteva un partito, vi era discussione, anche calorosa e animanta, se si vuole, ma vi erano punti di riferimento, vi era democrazia. Amministratori locali lasciati soli, in balia di se stessi per anni, salvo poi gli ultimi giorni cercarli per chiedere il voto e dirgli fatti da parte, anzichè valorizzare quel patrimonio di esperienza che avevano maturato, Oggi togli fuori Berlusconi, cosa resta ? restano i nominati che si sono appropiati del partito lasciando fuori dalla porta quel patrimonio di militanti di base che altro non chiedevano di potersi organizzare, di avere punti chiari di riferimento, regole chiare; E’ venuta gente che ha imposto, d’ imperio il proprio dettato, senza ascoltare la gente, covergento in una ammucchiata di ” meretrici ” , lasciando fuori dalla porta i valori e cultura di riferimento. Sono arrivati i ” velini “, quelli che ci dovevano essere, che dovevano apparire, indipendentemente dall ‘ ” essere “. Tanto ancora si potrebbe dire, quante le belle e altisonanenti parole , in italiano fluente, che si potrebbero spendere. Per dire il niente.
La politica è l’ arte del possibile; certo, ma è anche fatta di idee e di progetti, di propositività, e di tanto lavoro che mi sembra non ci sia stato, o per lo meno, io non me ne sono accorto. gfpilu
barbaricino
Caro Bruno, se la sinistra ha vinto per l’ennesima volta è solo perché il triunvirato di centrodestra (Tu, Pietro Pittalis e Salvatore Ladu) ha deciso che nessun’altro che abbia la possibilità di salire in alto quanto voi debba inserirsi in questo gioco di potere. Sbaglio o non ho visto nemmeno mezza riga di giornale vostra dedicata a sostenere Crisponi in campagna elettorale??
E allora, doppio e triplogiochisti, almeno finitela di prenderci per il culo: godetevi le vostre prebende e non stressateci dai vostri blog con la storiella che le cose possono cambiare! Siete voi i primi a non volerlo!!! :(
Bruno
barbaricino anonimo, non stressare tu con le tue ovvie cazzate. dovresti almeno sapere che ti riferisci a silvestro e non a salvatore ladu. il cul del tuo finto indirizzo mail indica più che bene quello che sei.
Giorgio Giovanni Gaias
>Barbaricino le tue osservazioni sono sbagliate per tanti motivi.
1) Bruno, Pietro e Silvestro non sono i coordinatori del PdL loro hanno i lori incarichi nelle istituzioni e mi pare che stiano facendo un buon lavoro andando anche contro molte critiche.
2) La classe politica e dirigente dei partiti italiani è vecchia e la colpa non è di certo di Bruno che ha 40 anni e anzi rappresenta quella fetta di ragazzi che si sono fatti il culo crescendo tra le file del Fronte della Gioventù e in An poi.
3) In questi elezioni c’erano molti giovani candidati chi c’è riuscito bene chi no pazienza nel suo piccolo ha portato qualcosa al PdL, se abbiamo perso è perchè c’è qualcuno che dopo il primo turno ha accomodato il culo nella sedia e questo non è Bruno ma. qualche candidato gia sicuro del posto.
4) La spaccatura nel PdL è DOVUTA SOLO E SOLTANTO A PERSONAGGI CHE METTONO PRIMA I LORO INTERESSI A QUELLI DEL PARTITO e abbiamo tanti casi nei vari coordinamenti cittadini di queste cose con spaccature, con una parte del partito che porta voti ai Sardisti.
4) E’ vero e non lo possiamo nascondere che qualche volta forse più di qualche volta c’è stata l’assenza da parte di qualcuno e ripeto non è ne Bruno ne Pietro ne Silvestro quindi se 2 più 2 fa quattro… chi ha orecchie per intendere intenda..
5) Il partito va rinnovato hai ragione va fatto con un lavoro di tutti quandi attraverso la creazione di una struttura partito efficiente partito più movimento giovanile che lavorino fianco a fianco un partito aperto elle nuove sfide del futuro un partito autonomo anche a livello provinciale che possa prendere le sue decisoni senza dover passare da Cagliari per qualsiasi cosa..
Dobbiamo raccogliere i cocci di quello che è stato con la consapevolezza che le elezioni le ABBIAMO PERSE perchè a nessuno spero venga in mente di raccontarci la favola che il centro-destra siccome è arrivato al 48% come coalizione allora abbiamo vinto. Il PdL non è il primo partito della coalzione abbiamo perso consensi semplicemente perchè dopo la vittoria di Ugo Cappellacci non siamo stati bravi a sfruttare quella aria nuova di cambiamento che stava arrivando anche a Nuoro.
6) qui chiudo dobbiamo tutti farci un bel esame di coscienza chi ha sbagliato si farà da parte o gli sarà chiesto di farsi da parte chi invece ha voglia di lavorare si farà il culo per il PdL e non per se. E in questa fase sarà ancora più indispensabile l’esperienza, le capacità e le competenze di Bruno.
saluti