La Lega sbarca al sud e fa egemonia culturale
Alle prossime elezioni provinciali sarde la Lega non mancherà. Non è una novità, come sapete sono sorte delle sedi leghiste in vari comuni, ma questo fatto ci dice molte cose sulla capacità dei leghisti di penetrare il territorio. La cara vecchia politica, la militanza (che noi avevamo molto cara) non si è persa. Il valore della militanza paga e risponde ai bisogni della gente: non hanno inventato nulla i leghisti, ma sono riusciti in una gigantesca operazione di egemonia culturale che non si vedeva dai tempi del PCI.
Il fatto essenziale è capire come siano arrivati a questo punto.
Prendiamo un esempio: la regolamentazione delle coppie di fatto è un bisogno credo universalmente riconosciuto come essenziale ormai. Tutti i paesi europei si sono dotati di norme di questo tipo, anche da parte di governi conservatori (in Spagna il partito di Aznar per dire). Ora in Italia ci sono stati tentativi da destra e da sinistra, come per esempio ha fatto Giovanni Rotondi, ebbene ogni tentativo di fare una legge finisce per sbattere contro un muro. Perché? Clericalismo, ma anche miopia. E soprattutto mancanza di dibattito pubblico. Non se ne parla e si conclude che non è importante.
Insomma, non si è mai fatta egemonia culturale sul tema, non lo si è fatto diventare un tema di importanza rilevante, talmente rilevante da solleticare il problema del consenso.
Ora veniamo al Federalismo. Prima che la Lega parlasse di Federalismo parlava sovente di secessione. Il Federalismo è stato il prodotto dell’alleanza della Lega coi partiti governativi. Tu ti allei con me al Nord, ma rinunci alla secessione: in cambio hai federalismo e ministeri. Normalissima trattativa politica, alla luce del sole peraltro e molto positiva per la coalizione di centrodestra. Ieri Bersani ha chiesto subito il senato federale, se non sbaglio.
Cosa significa questo?
Che la Lega sul tema ha fatto egemonia culturale, il tema è entrato nel dibattito e benchè sia meno stringente di altri temi, oggi viene sempre affrontato ed è un dibattito da campagna elettorale, nonostante molti ignorino quali benefici potrebbe portare…
Lo stesso meccanismo la Lega lo fa per l’immigrazione clandestina e per altri temi ai quali tiene in particolare modo. Ci tentò pure con l’euro, ma alla fine gli italiani, pur patendone, si sono abituati a questa nuova divisa.
Secondo la Sinistra che analizza i dati televisivi, la Lega non ha bisogno di andare in tv (e ci va molto meno del PD e del PDL) perché i suoi temi sono all’ordine del giorno, perché Berlusconi inculca la paura e genera un clima adatto alla Lega.
E’ sbagliato! Che paura può fare il federalismo? Eppure ne parla anche Bersani! La spiegazione è nella forza dirompente della Lega che è in grado di porre al centro dell’attenzione dei temi che diventano egemonici. Una lezione gramsciana che chiunque dovrebbe ricordare, che il PD ha smarrito e che il PDL non ha ancora mostrato di apprendere. Il radicamento nel territorio è il primo passo, perchè la Lega incolla i problemi ai territori e la loro risoluzione alle persone del territorio. Là dove non arriva la tv ritorna Gramsci. I sardi alle provinciali ci faranno capire se questo trend continua.
Comments
Mario
Per me la Lega da risposte sbagliate a problemi giusti. Perciò ora occorre incassare la lezione e provvedere quanto prima fornendo noi le risposte giuste. Non ci vuole molto: basta solo ascoltare la gente. C’è una crisi montante che in Italia si sta manifestando a macchia di leopardo(ma sempre meno). Chi la saprà contrastare adeguatamente e saprà anche comunicarlo correttamente, sarà premiato con la fiducia. Se ora è solo la Lega che viene percepita come la forza in grado di provare a dare a questa crisi delle risposte (ripeto: sbagliate!) il paese la vota o, quantomeno, la considera. La vera sfida di questo triennio consisterà nello spostare l’inerzia di questa tornata regionale.
stefano
Secondo il mio parere la differenza fra la Lega e gli altri partiti, è grande e fondamentale, non si tratta di egemonia culturale, ho capacità cognitiva, in grado cioè di cogliere i problemi della gente prima degli altri.
La sostanziale differenza è che normalemente il trend delle segreterie dei partiti cercano un candidato ideale da lanciare nelle varie corse, uno che sia in grado di comprendere la gente ed i problemi.
La Lega no, affida la corsa alla gente stessa, a delle persone vere, non fantocci subordinati abili oratori con 7 lauree, capisce i problemi prima degli altri perchè li vive, non gli vengono suggeriti ne cerca di abbindolare nessuno con le parole.
Vedete uno della Lega alla TV, di fronte a chiunque vogliate, parlerà in maniera differente, anche l’Italiano che usa è differente, si veste e si pone in maniera differente, con chi lo ascolta.
Parlo a dandomi del dolore, ma è la stessa cosa del
1600 quando e re e i signori parlavano latino, e la gente il volgare, ormai a forsa di cercare i politici si sono completamente estraniati dalla realtà, sono cosi lontani da noi che non li capiamo più, loro invece sono come noi.
Ultimo, finchè nel panorama politico vi era AN che teneva con i piedi per terra tutta la coalizione, la lega era in qualche modo frenata, adesso che siete diventati tutti del PDL, quindi esseri superiori creati da pubblitalia 80, forse non vi capisce piu nessuno-
ahhhhhh la mia AN !!!!! che triste destino essere uccisa da 4 im……… a caccia di poltrone.
Guglielmo Tell
Sarà interessante osservare tra qualche tempo i sardi inveire contro i terun, gli islamici e i negri….mooolto interessante. La Lega potrebbe finalmente “unificare” i sardi contro un nemico comune e mettere fine alla secolare rivalità tra i nordici galluresi e sassaresi, i barbaricini e i maurreddos del cagliaritano. Finalmente anche noi sardi ci sentiremo un popolo superiore e unito contro le orde di extracomunitari che non vogliono integrarsi con le nostre nobili e millenarie tradizioni.
Seriamente… essendo la Sardegna terra di conquista per tutti, temo che la Lega si affermerà con successo. Questo non farà che confermare quanto noi sardi abbiamo una psicologia debole, quanto siamo ridicoli e inferiori… si, proprio inferiori, in tutti i sensi: culturalmente e geneticamente. Altrimenti se fossimo davvero un popolo tosto e orgoglioso, come le penose leggende su di noi dicono, i leghisti non avrebbero nemmeno messo piede nella nostra isola e avremo cacciato a calci nel sedere sia loro che tutti gli altri che arrivano in questa terra di conquista a fotterci senza che nemmeno ci accorgiamo. Però e bello raccontarci che siamo dei balentes…meglio estinguersi, è più dignitoso che vivere da pecore.
Roberto Seri
Complimenti per l’articolo, veramente ben scritto e concordo sull’atteggiamento e radicamento della Lega nel territorio.
Devo aggiungere che occorre studiare l’approccio della Lega al problema della Sardegna, come loro affronteranno le varie problematiche.
E’ probabile che vedano qualcosa che noi non riusciamo più a vedere, studiarli non è sbagliato, anzi.
Viste le inimicizie della Sardegna al suo interno, è possibile che la Lega acquisisca quel livello di leadership utile per aggregare i tanti malcontenti e realizzare quello che auspichiamo: poter decidere autonomamente come investire i soldi incassati direttamente dai cittadini della Sardegna e essere responsabili a riguardo.
Ho approfondito l’argomento.
http://operazionesardegna.wordpress.com/2010/04/09/33%C2%B0-la-lega-in-sardegna/
Spero di trovare motivo di confronto per il raggiungimento del risultato.
Un saluto sincero
Pietro Caggiari
On . Murgia , scusi se le mie considerazioni non vengono fatte nel sito appropriato , non se l’abbia a male . Volevo semplicemente complimentarmi con Lei per l’ammirevole interpellanza rivolta al Ministro Zaia circa la ristrutturazione delle Associazioni in campo Agricolo .
Il tema riguarda l’A.I.P.A di Nuoro-Ogliastra .
E’ mai possibile che si combatta i virtuosi , o comunque un associazione che per numeri figura al sesto posto in ambito nazionale ?
Il tutto in nome della benedetta razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse pubbliche .
Virtuosi perchè :
1. Da sempre vicini ai veri protagonisti : gli allevatori .
2.Depositari dello storico in tema di cultura zootecnica nella nostra provincia .
3.Propositivi ,cioè volti al miglioramento ; basti pensare alla creazione dei LIBBRI MASTRI , genealogici su arieti , saccaie , ecc. . Senza dimenticare l’ultimo sforzo . quello del bolo identificativo .
4. Divulgatori instancabili , sempre presenti per prommuovere la bontà dei nostri allevamenti ; si pensi soltanto agli sforzi umani e non solo , volti all’organizzazione delle Fiere Zootecniche di rilevanza Nazionale svoltisi nella nostra Provincia .
5. Occulati amministratori : basti pensare alla salubrità finanziara interna , grazie anche a scelte lungimiranti , quali quelle immmobiliari .
Nella speranza di non averLa tediata inutilmente , Caro Onorevole ,si batta perchè il Cagliaricentrismo non ci annienti definitivamente .
giovanni deleuchi
riquoto il mio post sull’articolo della vittoria del centrodestra alle regionali…mi sembra pertinente anche con questo…..
…….La vittoria del centro-destra è indubbiamente di grande portata, e sarebbe stata ancora più grande se in Puglia invece di litigare avessimo scelto la candidata migliore…La Poli Bortone.
Un monito per quanto potrebbe accadere in Sardegna dove agli interessi generali si stanno anteponendo gli interessei particolari.
Abbiamo speso troppo tempo a litigare sulle alleanze, senza presentare un patto per la Sardegna da presentare in tutte le 8 province.
Anche all’interno del PDL ci stiamo dividendo in bande, senza che il partito prenda delle posizioni e detti le linee guida per il comportamento di organi di partito ed eletti.
Prendiamo esempio dalla lega(come dice bene Bruno), un partito vicino ai suoi elettori e radicato nel territorio (a proposito ..si sta espandendo anche in Sardegna). Si sta dimostrando vincente perchè ascolta la gente….
W la Sardegna…una terra da amare
Mariga
La presenza alle elezioni Sarde della Lega Nord, più che domande sulla capacità dei leghisti dovrebbe suscitare domande sull’incapacità del Psdaz.
Perché un partito come quello dei “Quattro Mori “ non riesce a raccogliere quel bisogno di “territorialità” che esiste oggi nella politica Italiana e Sarda?
Perché non riesce a trasformare in azione politica , come fa la Lega il sentimento identitario che c’è in ogni Sardo?
Personalmente credo sia questione di classe dirigente di quel partito legata a schemi di potere mal legati a indipendenze impercorribili e come tali non credibili.
Servono solo,che che ne dica l’ on Maninchedda, a coprire gli appetiti di panza di due dirigenti uniti solo dalla voglia di durare.
Sullo specifico : non c’è bisogno di regolamentare le coppie di fatto,c’è bisogno di riscrivere le regole del matrimonio che dopo il divorzio e le sentenze unidirezionale della Magistratura, ne ha cambiato il senso e l’uso.
Siamo troppo legati alla chiesa per guardarci dentro e garantire tutti gli attori.
Sul federalismo bisogna vedere le leggi attuatitive, ancora non si capisce cosa sia, una cosa è certa se lega è determinante e il resto dell’alleanza non riesce a staccarsi dal “contingente” saranno guai per tutti.
Efisio Nanni
Caro Bruno,
premetto che il fatto che la Lega sia sbarcata in Sardegna mi sembra cosa del tutto normale per un partito con l’ambizione di radicarsi in un territorio nel quale non raccoglie consenso locale. E mi fa sorridere che vi sia stata una levata di scudi contro l’apertura di sedi della Lega nell’isola, con argomentazioni davvero retrive e tribali. Ma credo anche che la Lega non esprima alcuna posizione culturale egemone ma solo elettorale. Dico “elettorale” perché politicamente – e quindi culturalmente – segna il passo da tempo. Negli anni ’80 e ’90 ebbe realmente una forza propulsiva dovuta alla sua capacità di (non intercettare) ma farsi portavoce di un malcontento nazionale molto forte del ceto produttivo vessato costantemente e inesorabilmente dallo Stato. Penso al popolo delle partite IVA, che ebbe moltissimo sostegno da parte della Lega agli esordi, o alle elezioni del Parlamento del Nord alle quali parteciparono anche i radicali candidando (e facendo eleggere) Benedetto Della Vedova, a testimonianza del fatto che aveva degli elementi di pratica liberale piuttosto interessanti. E mi riferisco anche al paradigma federalista di Miglio che rimase lettera morta, se non per qualche parola d’ordine con poco significato. Il punto vero è che la lega con quel formidabile animale politico che è Bossi ha capito una cosa fondamentale: cioè che, per come sono messe le cose da noi, con l’informazione e il sistema politico sempre più corporativo, per prendere voti era meglio “mollare” il federalismo (quello vero, che prevedeva la creazione di un governo federale e tre macroaree – escluse le isole – con forti poteri in materia normativa e fiscale) e conseguentemente agitare lo spauracchio della secessione, il quale da che mondo è mondo si sposa perfettamente con il sentimento tutto italiano di autoassoluzione e superiorità morale nei confronti degli altri, per poi – infine – tornare a una versione rozza e abbozzata dell’idea di stato federale. La devolution, per intenderci, è una scemenza. Una delle mosse meglio riuscite (una vera marketing strategy, e qui si capisce la vera portata della Lega) è stata – ed è tutt’ora in atto – anche quella di creare letteralmente l’esigenza di sicurezza – in un paese che dal ’95, dicono i dati, vede la criminalità ridursi di anno in anno – e di trovare ogni volta un nuovo nemico che titilli l’innato razzismo degli italiani e la loro supposta superiorità, sempre accarezzata e mai sopita, nonché il desiderio di autoassoluzione e deresponsabilizzazione che in genere ci caratterizza. Prima il terrone che porta via il lavoro a quelli del nord, poi l’immigrato generico che porta via il lavoro agli italiani e infine, l’immigrato clandestino che porta la criminalità in Italia e così via. De Crescenzo diceva in modo molto felice che c’è sempre qualcuno più a Nord di te. Non voglio chiaramente fare un’analisi sociologica della Lega, ma tutto questo per dire che quello che è rimasto di un Nord che voleva farsi portavoce di una vera e propria rivoluzione federalista, è ormai una cosa molto “romana”, che vive di un mito del buon governo e di efficienza che è facile smontare, che di volta in volta sposa “battaglie”di respiro esclusivamente elettorale e che si spartisce per bene la torta del potere con gli altri partiti nazionali. Chi si ricorda che fine hanno fatto le ronde padane? “Squadrismo”, le “nuove camicie brune”, l’evocazione dei pestaggi e tutto il bau-bau all’italiana. Poi puf! si sono sgonfiate come palloncini, perché andavano deserte. Io credo che il federalismo sia la vera carta vincente per l’Italia, specie per la sua caratteristica fondamentale di prevedere sistemi fiscali in concorrenza tra loro, ma non credo che la Lega abbia interesse vero a portarlo a termine, se non una versione annacquata, buona per le elezioni e per consolidare potere locale.
Ps, secondo me in Sardegna prenderà un fracco di voti.
Roberto Seri
Concordo perfettamente con Efisio Nanni, la Lega sta arrivando ed è ben accetta perché potrebbe trovare le soluzioni hai problemi Isolani.
Ricordo, che dopo la rivoluzione francese, l’arrivo dei rivoluzionari che intendevano LIBERARE la Sardegna (con l’arrivo di una flotta davanti a Cagliari) dal giogo dei nobili locali; questi ultimi (i nobili) riuscirono a far credere che i francesi erano i nemici (si, dei nobili) e quindi andavano combattuti; la cosa riuscì (con un miracolo) e per la Sardegna fu un nuovo fallimento.
I tempi sono cambiati, i cittadini sono più consapevoli e non credo cadano nella trappola dei “Sardisti” sui generis, dove a loro dire l’identità SARDA è vista – nella capacità di fumare il sigaro al contrario o cuocere il maialetto sottoterra – (citato anche nel loro sito) – http://www.partitosardo.eu/ – con queste definizioni tribali e con queste aspettative non si va da nessuna parte.
Il partito della Lega con tutti quelli disposti a individuare e risolvere i veri problemi della Sardegna, saranno i benvenuti.
Occorre più realtà e concretezza, se si parla solo di Lingua, Bandiera e Abitudini locali, non abbiamo fatto niente di importante.
Se per loro, questi punti lo sono, si creino una loro RISERVA indiana e ci vadano a vivere, forse gli daranno anche la sovvenzione per essere uomini in via di estinzione.
La Sardegna anch’essa è nel 2010, vuole crescere sia culturalmente che economicamente, lasciandosi alle spalle chi la vuole (pochi dirigenti di partito) tenere in posizioni di sottomissione.
La Sardegna si deve confrontare alla pari con il Continente, senza mettersi gambali o berritte, ma con persone credibili e con piani CONCRETI per le esigenze isolane.
Si potrà ottenere quello che si vuole, anche una indipendenza in uno stato federale.
bachisio loriga (siniscola)
RIFLETTIAMO ATTENTAMENTE SU QUANTO DETTO DA ITALO BOCCHINO.
«Favorevole a un premier gay ma non a uno leghista. Come ho più volte detto, il presidente del Consiglio non può rappresentare solo un’area del Paese e un leghista a capo del governo è improbabile per una ragione di “limite territoriale” che la Lega ha: non può governare un intero Paese chi ne rappresenta solo una parte».
IO SONO PIENAMENTE D’ACCORDO!
stefano
Per tutti, La Lega, fino ad adesso, in Sardegna ha raccolto praticamente nulla.
se non ricordo male era uno 0.75 per cento degli elettori.
Secondo, stando agli ultimi sviluppi, contrariamente al resto d’ italia, la Lega in Sardegna non fa parte della coalizione del centro destra, visto che i nostri dirigenti dicono che è piu di destra l’UDC, e quindi UDC e Sardisti in coalizione, Lega Nord e La Destra fuori.
Adesso la mia domanda è:
Chi voteranno gli elettori di Destra??, chi riterranno piu simbolicamente vicino ad i loro ideali, PDL e coalizzati, o Destra e Lega????
Certo è che se anche vincesse la coalizione, con degli alleati , come Capelli e Manichedda faremo sicuramente un pacco di risate alle spalle dei nostri dirigenti che non potranno nemmeno andare in bagno senza che qualcuno gli faccia le scarpe.
Bello, ma visto che lo hanno voluto loro ed il male cerco non è mai troppo, buona fortuna.
Solo un altra riflessione, ma non eravamo diversi da Prodi??, dalla politica degli inciuci???, delle alleanze e candidature fatte nei salottini ?????
Boo!!! signori miei forse sono sciroccato io.
Ma voi vi trovate a vostro agio in questo sistema?????
Roberto Seri
Il commento di Bocchino, personalmente non lo considero positivamente, in quanto è un segno di disprezzo verso la Lega.
Bocchino non è felice di parlare del mondo omosessuale (ipocrita), ma come luogo comune per screditare l’alleato.
Diciamocelo chiaro, è come se qualcuno preferisse concedere la moglie a un estraneo, che uscire in compagnia di una persone di bassa lega (ci sta anche l’aforisma).
Poteva benissimo risparmiarselo, specie considerando la forza elettorale che possiede.
Li ritengo più affidabili di molti del PDL, ex alleanza nazionale in particolar modo (mi dispiace dirlo).
La Lega sta cambiando il modo di far politica, più vicina alle persone e alle aziende, in sostanza vicino ai problemi.
Sono diversi, anche perché il loro linguaggio diretto e provocatorio, i modi non raffinati, sono comprensibili ai più.
Non fatevi imbambolare dalle persone con linguaggio sofisticato e modi raffinati, nella realtà pensa solo ai suoi interessi; ecco questa e la Lega, a volte un po rozza ma vera, sarà importante anche per la Sardegna prenderne quanto più dal loro pensiero.
Avete notato che nel panorama Italiano dove vengono ancora scoperte tangenti e favoritismi, troviamo tutto il panorama politico Italiano: PDL, PD, UDC, IDV, chi-più-ne-a-più-ne-metta, ma la Lega è sempre esclusa.
Al momento è il movimento più puro che abbiamo, fanno solo politica verso i cittadini e i loro territori; non pensano alle poltrone come molti.
Non è vero neanche che il loro è un movimento del Nord, perché se pur nato nel Nord il suo pensiero è valido in tutte le regioni d’Italia.
Quando si potrà capire questo, si apprenderanno tante cose che oggi non si vedono.
Lasciate da una parte giudizi superficiali, prima leggete quello che veramente vogliono dire, altrimenti non verranno compresi neanche come eventuali avversari.
Ricordo che oggi, oltre alla sparata di Bocchino, il governo è stato battuto per la ratifica del decreto salva liste.
Nel presentare a Roma la lista si erano messi a discutere, facendo altrettanto adesso in parlamento, che vergogna.
Queste persone facilone non possono stare in politica per scaldare le poltrone e dimenticarsi anche di votare.
Bomboi Adriano - SANATZIONE.EU
La Lega Nord nei suoi territori ha fatto un ottimo lavoro di penetrazione del territorio e di militanza. In questo concordo con Bruno Murgia. Trovo tuttavia inquietanti le dichiarazioni degli esponenti leghisti (Sardi) che nella replica al veto del PSD’AZ hanno affermato che la Lega per il PDL è un alleato maggiormente fedele (ed ovviamente più pesante a livello italiano) rispetto ai Sardisti:
Se questa insomma è la concezione con la quale si vede il territorio (in funzione della fedeltà ad una politica ESTERNA alla Sardegna) allora siamo ben lontani dall’aver capito il Popolo Sardo e le sue esigenze.
La cosa è ancora più grave se si considera che la Giunta Cappellacci non verrà certo ricordata (almeno fin’ora) per le sua tutela degli interessi isolani….
L’efficienza insomma di una giunta passa in secondo piano rispetto al posizionamento politico: La Lega Nord Sardegna in questo purtroppo fa solo parte del triste paesaggio senza distinguersi dal resto del quadretto…
BACHISIO (Siniscola)
La Lega pura? Un piffero! Stanno puntando esplicitamente alle banche.
Conquistare il monitoraggio e l’orientamento delle politiche creditizie renderà
concreta ogni politica che vorranno attuare nei prossimi anni.
Il ritorno che tutto ciò genera consoliderà e aumenterà a dismisura la loro
credibilità presso ogni elettore della PDL.
La verità è che si stanno prendendo la motrice economica del paese
con il bene placet di Berlusconi il quale è palesemente incapace di
stoppare Bossi & compagnia leghista.
SVEGLIA SIGNORI! NOI CHIACCHIERIAMO, LORO AGISCONO!
gonario
caro Bruno e cari tutti.
ho avuto modo di seguire la nascita della lega e del partito di Berlusconi prima e della destra poi ai tempi dell’università. in quei tempi nella mia facoltà e nella mia cerchia di amici si vedevano la triade dc dc e psi. nasceva però il dissenso fortissimo della liga veneta , di bossi di cossiga e segni. vi dico che tanti snobbavano berlusconi ( ricordo un convegno a milano in viale cassala in cui distribuivano le valigette del buon berlusconiano) ma che aveva il carisma che lo portò a diventare premier in poco tempo e senza base, ma tanti erano” incazzati” e votavano lega e bossi , altri seguivanio i partiti che poi sarebbero stati distrutti da mani pulite. era il principio degli anni 90.mi impressionava però una cosa: gli amici e colleghi piu dotati e seri votavano lega. ce l’avevano contro i terroni ignoranti , l’immigrazione incontrollata e le tasse di roma. e chi poteva dargli torto? analizziamo oggi il messaggio di bossi qua da noi. ce l’hanno contro chi arriva da oltre mare a portar via lavoro( padroni a casa nostra) e proprio a nuoro abbiamo esempi ecclatanti ,
; contro i cinesi e extracomunitari che non pagano e contro EQUITALIA l’inps e l’agenzia delle entrate (che Gabanelli di certo non di destra) ha smascherato facendo emergere tassi da usura scandalosi per le quali tutte le procure d’italia ( e in particolare pare qualla di una città sarda…) aprono fascicoli che porteranno a denunce e spero arresti. e chi può dar loro torto? su forza ditemi chi può dar loro torto . meditate…
gonario
dimenticavo: tgenete sott’ occhio il senatore rizzi che è in tour a nuoro. vuol bene a nuoro e grazie a lui potremmo avere un senatore amico nonchè futuro sottosegretario a roma. 2 gusti è meglio che 1
Bomboi Adriano - SANATZIONE.EU
Quando in Sardegna avremo risolto i vari problemi tra PSD’AZ, la nuova Fortza Paris ed altre sigle indipendentiste ed autonomiste, avremo un Partito Nazionale Sardo. Non abbiamo bisogno della Lega, ma non sono neppure così intimorito della sua presenza così come fanno coloro i quali non sono mai riusciti a realizzare un progetto robusto e concreto per l’isola ed hanno ben donde di cui preoccuparsi. Anzi, forse la presenza della Lega contribuirà ad accellerare sonnacchiosi dibattiti gonfi di retorica a buon mercato. Da ciò che vedo e da conversazioni private varie non ho tuttavia dubbi sul fatto che la geografia politica Sarda cambierà ed i movimenti arriveranno ad una positiva conclusione per quanto riguarda l’uniformazione di un progetto politico Sardo. Forse anche prima di quanti si pensi (nei prossimi anni). Solo due anni fa del resto era fantascienza vedere assieme negli stessi incontri alcune sigle, oggi non è più un tabù. Guardiamo con ottimismo al futuro, ma per queste elezioni…….