Entries from: aprile 2010

2346

in questi giorni ho poco tempo per scrivere. ci sentiamo tra un po’. un saluto. bruno

La Lega sbarca al sud e fa egemonia culturale

Alle prossime elezioni provinciali sarde la Lega non mancherà. Non è una novità, come sapete sono sorte delle sedi leghiste in vari comuni, ma questo fatto ci dice molte cose sulla capacità dei leghisti di penetrare il territorio. La cara vecchia politica, la militanza (che noi avevamo molto cara) non si è persa. Il valore della militanza paga e risponde ai bisogni della gente: non hanno inventato nulla i leghisti, ma sono riusciti in una gigantesca operazione di egemonia culturale che non si vedeva dai tempi del PCI.

Il fatto essenziale è capire come siano arrivati a questo punto.

Prendiamo un esempio: la regolamentazione delle coppie di fatto è un bisogno credo universalmente riconosciuto come essenziale ormai. Tutti i paesi europei si sono dotati di norme di questo tipo, anche da parte di governi conservatori (in Spagna il partito di Aznar per dire). Ora in Italia ci sono stati tentativi da destra e da sinistra, come per esempio ha fatto Giovanni Rotondi, ebbene ogni tentativo di fare una legge finisce per sbattere contro un muro. Perché? Clericalismo, ma anche miopia. E soprattutto mancanza di dibattito pubblico. Non se ne parla e si conclude che non è importante.

Insomma, non si è mai fatta egemonia culturale sul tema, non lo si è fatto diventare un tema di importanza rilevante, talmente rilevante da solleticare il problema del consenso.

Ora veniamo al Federalismo. Prima che la Lega parlasse di Federalismo parlava sovente di secessione. Il Federalismo è stato il prodotto dell’alleanza della Lega coi partiti governativi. Tu ti allei con me al Nord, ma rinunci alla secessione: in cambio hai federalismo e ministeri. Normalissima trattativa politica, alla luce del sole peraltro e molto positiva per la coalizione di centrodestra. Ieri Bersani ha chiesto subito il senato federale, se non sbaglio.

Cosa significa questo?

Che la Lega sul tema ha fatto egemonia culturale, il tema è entrato nel dibattito e benchè sia meno stringente di altri temi, oggi viene sempre affrontato ed è un dibattito da campagna elettorale, nonostante molti ignorino quali benefici potrebbe portare…

Lo stesso meccanismo la Lega lo fa per l’immigrazione clandestina e per altri temi ai quali tiene in particolare modo. Ci tentò pure con l’euro, ma alla fine gli italiani, pur patendone, si sono abituati a questa nuova divisa.

Secondo la Sinistra che analizza i dati televisivi, la Lega non ha bisogno di andare in tv (e ci va molto meno del PD e del PDL) perché i suoi temi sono all’ordine del giorno, perché Berlusconi inculca la paura e genera un clima adatto alla Lega.

E’ sbagliato! Che paura può fare il federalismo? Eppure ne parla anche Bersani! La spiegazione è nella forza dirompente della Lega che è in grado di porre al centro dell’attenzione dei temi che diventano egemonici. Una lezione gramsciana che chiunque dovrebbe ricordare, che il PD ha smarrito e che il PDL non ha ancora mostrato di apprendere. Il radicamento nel territorio è il primo passo, perchè la Lega incolla i problemi ai territori e la loro risoluzione alle persone del territorio. Là dove non arriva la tv ritorna Gramsci. I sardi alle provinciali ci faranno capire se questo trend continua.

Elezioni, lezioni e dintorni

1. I dirigenti del PD sembrano quelli della Juve. Cambiare tanto per cambiare e rispondere alla piazza non ha senso. Lo dice un vecchio cuore granata che ne ha viste tante di sventure. Questi 3 anni senza elezioni dovrebbero far bene a tutti: al PD (che deve guardarsi dall’incredibile voto di protesta alla sua sinistra) e al PDL, che può capire alcuni fenomeni di radicamento e imparare a stare nella gente, per tenere botta anche alle amministrative, di solito fucina per la classe dirigente futura.

2. In Sardegna le prossime provinciali non saranno così indicative, a meno di non volerle trasformare in un referendum contro la Giunta. In verità quattro di esse andranno al voto per la seconda volta e i cittadini proveranno a capire se queste nuove province sono servite. Io sono sempre dubbioso sull’utilità di alcuni enti, ma non nego che in termini di programmazione abbiano una qualche importanza. A patto che incidano davvero sul territorio… a Nuoro governano gli stessi da tempo immemore… gli stessi che danno la colpa agli altri per lo stato disastrato del Nuorese. Per non dire della città capoluogo.

3. Secondo l’opposizione c’è un problema di lingua italiana nella riforma universitaria. In attesa di comprendere bene se si tratta del solito allarmismo, veniamo ad alcune considerazioni. Quando leggo dei forum, dei commenti noto che ci sono molte lacune nella nostra lingua… un mio amico ha una sua teoria semplice, che credo valga la pena di essere ripetuta: Facebook e i social network hanno dato l’accesso a internet a tante persone che non sapevano nemmeno accendere un computer. Di fatto Facebook è usato da oltre venti milioni di italiani, difficile pensare che siano tutti sufficientemente alfabetizzati. Ciò che colpisce è l’assoluta mancanza dei fondamentali, come direbbe un Mario Sconcerti qualsiasi. La scuola italiana in questi ultimi decenni, diciamo due, ha fallito o è regredita molto e la colpa è della classe politica in generale. Non si tratta nemmeno dell’annosa questione scuola pubblica / scuola privata (lo stato della scuola pubblica è disastrato da tanto, con responsabilità trasversali), ma dei modelli di insegnamento secondo me. Da poco ho letto che i calcoli e la matematica in effetti non servono nelle elementari. Questo deriva dal fatto che i concetti principali, se non vengono ripetuti, utilizzati, rielaborati, finiscono per scomparire. Un cinquantenne che abbia smesso di scrivere al momento della laurea, diciamo, alla sua età troverà le stesse difficoltà di uno scolaro che ha appena imparato a distinguere gli avverbi dagli aggettivi. Sembra una sciocchezza, ma ho letto che il funzionamento del cervello umano segue questa prassi: se viene oliato, ricorda, altrimenti cancella tutto. Però ritengo che la matematica, per tornare alle riforme e ai modelli di insegnamento, sia utilissima per un campo di professioni collegate all’ambito della ricerca universitaria, che sono fondamentali per il nostro paese. Tra le cause che allontanano la ricerca universitaria dalle ambizioni dei giovani italiani ci sono – a mio avviso – oltre che gli stipendi da fame dei dottorandi anche pochi stimoli nella scuola inferiore. Va bene la ricerca filologica, salviamo l’italiano (dal linguaggio degli SMS!), ma diamo ai giovani prospettive in professioni che salvano il futuro del paese: biotecnologie, ingegneria, tutela del territorio, architettura, matematica e informatica, fisica, energie e chimica.