Nucleare in Sardegna, Stracquadanio sbaglia.
(DIRE) Roma, 25 mar. – Per Bruno Murgia, deputato del Pdl, il ‘no’ al Nucleare in Sardegna e’ “una scelta convinta e motivata”. Il suo “no secco” riguarda “la visione del nostro futuro”, dichiara il parlamentare, commentando le parole del collega del Pdl Giorgio Stracquadanio che vede la Sardegna come “sede ideale per ospitare una centrale nucleare”, riferisce Murgia.
Pero’, “Stracquadanio sbaglia - attacca il deputato Pdl sardo – questa vicenda riguarda il come immaginiano la Sardegna, dato che il nucleare e’ una scelta di lungo termine. Noi la immaginiamo pulita, ma non arretrata”. Con un’economia “leggera, dinamica, legata all’ambiente e al territorio che affianchi il turismo- spiega Murgia- un’economia di sviluppo basata sulla specializzazione, a basso impatto ambientale, in stretta connessione con le Universita’ e la ricerca”. La Sardegna “e’ un paradiso terrestre ideale e tale deve rimanere”, chiarisce.
Per Murgia la classe politica sarda deve avere in mente un’idea di sviluppo “innovativa”, con la quale “il nucleare e’ in aperta contraddizione”.
Comments
Mariga
Non ho ancora sentito un politico locale dire che è d’accordo per fare una centrale nucleare nel suo territorio , sia esso di destra che di sinistra. Quelli che sono d’accordo sul nucleare lo vogliono mettere fuori dal loro collegio elettorale. Ho l’impressione che le loro posizioni nascano da convenienze elettorali piuttosto che da posizioni tecniche ed economiche.
Personalmente sono d’accordo su una centrale al TORIO ad OTTANA
MARCELLO FOIS
Che ne dite di iniziare un ciclo virtuoso in cui cittadini, quali noi siamo, partecipano alla vita del proprio territorio con proposte attive?
Questo è lo spazio di un Deputato della Repubblica, quindi è lo spazio giusto per rapportarsi senza pelosità ai politici in corso.
Io ne ho alcune.
Nuoro: demolire l’orribile Biblioteca Satta per riportare la cultura dello sguardo in Piazzetta Aspromonte (senza parcheggio);
spostare la Biblioteca, e non solo, negli spazi del Mulino Galisay che la regione Sardegna ha affidato al comune di Nuoro;
Orani: dimostrare quanto effettiva sia la passione del territorio per il suo magnifico figlio Nivola, chiudendo finalmente al traffico “un paese che si può attraversare a piedi” e magari funzionare da progetto pilota all’interno della Sardegna…
Io a Ottana, negli spazi del Petrolchimico, ci farei Teatri di posa e sale di registrazione, montaggio, mixer… E’ un’area facilmente raggiungibile e ben servita in quanto a viabilità… Si produrrebbero scorie molto positive.
Il nucleare dei cervelli è assolutamente rivoluzionario! Proviamoci senza inutili polemiche. Ce la facciamo?
freedom
Come promesso scrivo perché sono d’accordo con il Suo post. Non posso impedirmi però di aggiungere che, nuovamente, Lei non è d’accordo con coloro che La affiancano in quello spicchio di emiciclo e con il capo.
freedom
Mariga
bene facciamo biblioteche , spostiamole pure al mulino Galisai, chiudiamo le strade al traffico, facciamo teatro ovunque , ma i Sardi che non scrivono libri e non fanno gli attori o gli artisti di che cosa devono vivere? delle vostre visioni ?
mario
Bravo Onorevole: NO al Nucleare! La Sardegna DEVE pensare al proprio futuro in una maniera del tutto nuova. La produzione di energia deve essere distribuita sul territorio, non centralizzata. Più posti di lavori, più opzioni per le rinnovabili, più attività economiche in luoghi che altrimenti sarebbero fuori dalle direttrici e dai distretti principali.
- Marcello Fois dice:”Io a Ottana, negli spazi del Petrolchimico, ci farei Teatri di posa e sale di registrazione, montaggio, mixer… E’ un’area facilmente raggiungibile e ben servita in quanto a viabilità… Si produrrebbero scorie molto positive.”
Marcè, non d’accordo: di più! Ma i soldi, chi ce li mette? Per una scelta di questo tipo bisogna stimolare investimenti dall’estero. Anzi, andarli proprio a cercare. Magari istituendo una VERA zona franca, ben diversa da quella barzelletta che nemmeno riescono ad attuare dove già prevista.
MARCELLO FOIS
Gentile Prof. Mariga è evidente che è proprio la sua assenza di “visioni” che ci divide. Stia sereno, Berlusconi ha promesso che debellerà il cancro nei prossimi tre anni, quindi stringa i denti e tra poco non dovrà più preoccuparsi per questi comunisti visionari che preferiscono l’energia nucleare positiva dell’intelligenza a quella dell’uranio o del torio… Ma, nonostante Lei si sforzi di contraddirlo, Bruno insiste a dire che Lei è una persona acuta e colta, e Bruno è uomo d’onore…
Mariga
Marcello , come al solito preferisci disquisire sul sesso degli angeli e affronti i problemi di crescita e sviluppo da un’ottica parassitaria,
Tra la tua visione e quella di Zidda / Deriu non vedo grosse differenze , immaginate tutti una Nuoro a misura di librai e passeggiatori che disquisiscono in strade chiuse al traffico e disseminate di ciottole con fiori secchi, dei massimi sistemi.
L’energia la vorresti rinnovabile ma non va bene l’eolico e il fotovoltaico perchè deturpano ( dovresti proporre una grossa dinamo mossa a pedali da chi non legge )
La verita è che tu stai bene “chie istat male s’arranzete”
Un consiglio continua scrivere libri , lo sai fare molto bene, lascia a chi li sa affrontare i problemi di crescita e sviluppo-
antoni
Vorrei conoscere in nomi e i cognomi di chi sa fare molto bene e sa affrontare, credo con soluzioni valide, i problemi di crescita e sviluppo, magari della nostra terra. Giusto per sapere. Grazie
Volete voi l’aumento delle tasseeeee? Nooo; Volete voi una Sardegna fiorita 365 gg all’annoooo? Siiii; Volete che le ciminiere di Ottana sbuffino Chanel n° cinqueeee? Siiiiii; Se il tenore dei proclami è questo…..allora. basta crederci!
Rosa Spina
La centrale nucleare in Sardegna è come il G8 a La Maddalena: alla fine si ridurrà tutto ad un enorme spreco di denaro pubblico, indagine della magistratura e opere incompiute. Credo che la centrale nucleare (costo stimato in 3 miliardi di euro), seppure verrà costruita (tempo previsto 10 anni), non entrerà mai in funzione e rimarrà solo un enorme fungo a deturpare il paesaggio e palesare per l’ennesima volta quanto siamo impotenti di fronte allo strapotere delle lobby della politica, del cemento, degli appalti.
Tiago
Caro Mariga,con questo mio scritto,spero che lei abbia da capire la differenza fra,No al Nucleare ,No all’Eolico Selvaggio delle Multi nazionali in odore di Mafia,Si al Fotovoltaico e Si al Mini Eolico.La prego di leggere attentamene tutto il sottoscritto,forse si renderà conto cosa è il NUCLEARE.
SOSTENERE LE ENERGIE RINNOVABILI IN SARDEGNA PER DIRE ANCORA NO AL NUCLEARE
In risposta al Ministro Scaiola,sulla possibilità della costruzione di centrali Nucleari in Italia , a quanto pare in Sardegna , abbiano già individuato delle zone strategiche. La Sardegna secondo gli studi sarebbe un’ottima zona per costruire il Nucleare.
Questi sono i minimi requisiti.
-E’ un isola lontana dall’Italia in caso di guasto al Reattore.
-Il numero delle abitanti è basso circa 1.500.000 sarebbero contaminati in caso di fuga Radioattiva.
-Ci sono tante miniere dismesse per lo stoccaggio delle scorie.
-C’è una un’alta concentrazione di basi e militari in caso di attacchi terroristici.
-E’ una terra a basso rischio sismico.
Al ministro che dice “La dove si deciderà di costruire una centrale,la comunità sindaci e cittadini dovranno essere d’accordo,nel caso decideranno di non avere la centrale non si farà”.
Però nell’attuale il governo c’è una proposta di un disegno di legge per superare il no dei comuni e dei cittadini alla costruzione delle centrali,nel sito già individuato dal governo.
Ecco cosa è il Nucleare
Tratto dal sito http://www.byoblu.com dal post Petizione No al Nucleare
<<Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]
Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.
Ci sono molte ragioni per dire no al nucleare. Oggi inizieremo a pubblicarne alcune. Nei prossimi giorni completeremo il quadro.
1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici
Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo”, che c’è stata a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto.
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo stesso che a centinaia di chilometri.
2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive
Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione.
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le “ecoballe” radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni! L'uranio 238 per milioni di anni…
3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione
Le centrali di terza generazione, che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione – seconda generazione -, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca – spegnimento automatico se c'è un incidente grave.
Le chiama ponte verso una quarta generazione che promette sarà assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose. Ma i reattori di quarta generazione NON esistono! Sono previsti DOPO il 2030, come se fosse domani; e quanto dopo?
Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, perchè tanto “la probabilità di un impatto aereo è trascurabile”…
4. E’ favola “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”
Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni – 35 all'anno – per i prossimi 60 anni! Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà. Il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali – ne sono già state chiuse 117 – ce ne vorrebbero 70 nuove entro il 2015. Una ogni mese e mezzo! E altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, solo il 6,5% dell'energia totale…
2.000 scienziati dell'IPCC – ONU – lo hanno certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta.
Inoltre il ciclo completo – estrazione ed arricchimento dell’uranio, smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale – emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.
5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo
L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.
Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il picco: se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito da 7 a 75 dollari la libbra.
6. Altro che “bassi costi”: il nucleare è fuori mercato
Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/ kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush – 1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent -, nessuno ci investe più dal 1976.
L’unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l’azienda privata ci sta perchè lo Stato paga – fa pagare ai contribuenti.. – lo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale, che costa quasi come la costruzione. Lo stato garantisce inoltre l'acquisto di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il privato! Ma l’entrata in funzione della centrale, ordinata nel 1996, è slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di 4 volte di una centrale a metano della stessa potenza, 1600 MW.
I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto.
In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti. Questo è il paese dove un km di Tav costa 4 volte di più rispetto alla Francia. Chi pagherebbe?
L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?
Per ora, avete di che riflettere. Nei prossimi giorni, approfondiremo anche il resto.
«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]
Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.
Ci sono molte ragioni per dire no al nucleare. Oggi inizieremo a pubblicarne alcune. Nei prossimi giorni completeremo il quadro.
1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici
Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo”, che c’è stata a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto.
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo stesso che a centinaia di chilometri.
2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive
Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione.
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le “ecoballe” radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni! L'uranio 238 per milioni di anni…
3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione
Le centrali di terza generazione, che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione – seconda generazione -, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca – spegnimento automatico se c'è un incidente grave.
Le chiama ponte verso una quarta generazione che promette sarà assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose. Ma i reattori di quarta generazione NON esistono! Sono previsti DOPO il 2030, come se fosse domani; e quanto dopo?
Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, perchè tanto “la probabilità di un impatto aereo è trascurabile”…
4. E’ favola “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”
Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni – 35 all'anno – per i prossimi 60 anni! Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà. Il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenz«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]
Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.
Ci sono molte ragioni per dire no al nucleare. Oggi inizieremo a pubblicarne alcune. Nei prossimi giorni completeremo il quadro.
1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici
Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo”, che c’è stata a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto.
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo stesso che a centinaia di chilometri.
2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive
Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione.
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le “ecoballe” radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni! L'uranio 238 per milioni di anni…
3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione
Le centrali di terza generazione, che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione – seconda generazione -, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca – spegnimento automatico se c'è un incidente grave.
Le chiama ponte verso una quarta generazione che promette sarà assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose. Ma i reattori di quarta generazione NON esistono! Sono previsti DOPO il 2030, come se fosse domani; e quanto dopo?
Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, perchè tanto “la probabilità di un impatto aereo è trascurabile”…
4. E’ favola “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”
Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni – 35 all'anno – per i prossimi 60 anni! Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà. Il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali – ne sono già state chiuse 117 – ce ne vorrebbero 70 nuove entro il 2015. Una ogni mese e mezzo! E altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, solo il 6,5% dell'energia totale…
2.000 scienziati dell'IPCC – ONU – lo hanno certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta.
Inoltre il ciclo completo – estrazione ed arricchimento dell’uranio, smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale – emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.
5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo
L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.
Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il picco: se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito da 7 a 75 dollari la libbra.
6. Altro che “bassi costi”: il nucleare è fuori mercato
Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/ kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush – 1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent -, nessuno ci investe più dal 1976.
L’unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l’azienda privata ci sta perchè lo Stato paga – fa pagare ai contribuenti.. – lo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale, che costa quasi come la costruzione. Lo stato garantisce inoltre l'acquisto di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il privato! Ma l’entrata in funzione della centrale, ordinata nel 1996, è slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di 4 volte di una centrale a metano della stessa potenza, 1600 MW.
I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto.
In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti. Questo è il paese dove un km di Tav costa 4 volte di più rispetto alla Francia. Chi pagherebbe?
L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?
Per ora, avete di che riflettere. Nei prossimi giorni, approfondiremo anche il resto.
a delle 435 centrali attuali – ne sono già state chiuse 117 – ce ne vorrebbero 70 nuove entro il 2015. Una ogni mese e mezzo! E altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, solo il 6,5% dell'energia totale…
2.000 scienziati dell'IPCC – ONU – lo hanno certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta.
Inoltre il ciclo completo – estrazione ed arricchimento dell’uranio, smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale – emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.
5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo
L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.
Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il picco: se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito da 7 a 75 dollari la libbra.
6. Altro che “bassi costi”: il nucleare è fuori mercato
Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/ kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush – 1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent -, nessuno ci investe più dal 1976.
L’unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l’azienda privata ci sta perchè lo Stato paga – fa pagare ai contribuenti.. – lo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale, che costa quasi come la costruzione. Lo stato garantisce inoltre l'acquisto di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il privato! Ma l’entrata in funzione della centrale, ordinata nel 1996, è slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di 4 volte di una centrale a metano della stessa potenza, 1600 MW.
I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto.
In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti. Questo è il paese dove un km di Tav costa 4 volte di più rispetto alla Francia. Chi pagherebbe?
L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?
Per ora, avete di che riflettere.
La Regione Sardegna ,deve informare , promuovere, educare più incisivamente,quasi all’ossessione ,gli Enti Pubblici che hanno proprietà di stabili(uffici,scuole,palestre,teatri,cc.) ,cittadini per l’installazione sui tetti delle case,Imprese e industrie che hanno capannoni,aziende agricole ecc.
Che
-Per il fotovoltaico bisogna che ci sbrighiamo,perché non tutti lo possono fare, ma solo i primi. Perchè in Italia c’è il tetto di soli 1.200 Megawatt ,Target imposto dalla Comunità Europea,di installazioni di fonti rinnovabili,oltre il quale non verranno più sottoscritti contratti per l’incentivazione dal GSE.
Quindi non c’è molto tempo a disposizione perché entro il 2012 il Target imposto dalla Comunità Europea cioè i 1.200 Megawatt. non sarà più incentivato col Conto Energia che sarebbero dei soldi che ti riconoscono per ogni Kwh che un impianto Fotovoltaico produce ,dal semplice scambio di energia prodotta dal sole e trasformata dai pannelli in Silicio in energia elettrica.
-Per l’ Eolico Spiegare in alternativa:
alle pale alte 120mt. che oltre deturpano il paesaggio,ma alla comunità dove sono installate gli entra
solo 0,5% della guadagno annuale presunto della produzione di una pala chiaramente il resto se lo portano via i grossi gruppi Enel,Endesa ecc., ammettendo che funzionino.
Che esiste il micro e mini Eolico a dei costi accessibilissimi, che sono delle pale di dimensioni ridotte che vanno da altezze di circo 1 mt. sino a 3mt. per il micro eolico con produzioni da 0,500 kw a 3/4Kw,installabili in un tetto,sino ad arrivare col mini eolico con pale alte sino ai 10/15 metri all’incirca come un palo di illuminazione stradale per produzioni sino a 20Kw da installare a terra in aree Industriali aziende agricole ecc.
Le pale sono silenziosissime a livello di pochi decibel,e per produrre hanno bisogno di un vento che soffia alla velocità di 3mt/sec.circa paragonabile al tremolio delle foglie di un albero.
Per una Sardegna pulita e sostenibile dobbiamo essere i primi anche in queste cose,dando l’esempio all’Italia.
Saluti
Fabio
Allora in ordine.. rispondo a mariga, e dico che la centrale al Torio a Ottana se la faccia a casa sua, perchè oltre ad inquinare il territorio, più di quanto non sia inquinato, distrugge la pastorizia e la produzione dei prodotti doc e dop, che a pochi kilometri da ottana sono il fulcro dell’economia, poi il turismo, sono poche le persone che vanno a farsi una bella vacanza all’aria aperta a 15 km da una centrale al Torio, poi mercello, la vita in sardegna non è sempre come quei 3 giorni dell’isola delle storie, abbiamo bisogno di ben altro, turismo, energie alternative, pastorizia, turismo; incentivare il turismo montano recuperando le strutture esistenti (sporting club di monte spada, la struttura di san cosimo a mamoiada, il campeggio di gavoi), poi, pastorizia creare un unico grande consorzio, non controllato dagli industriali del latte (SEPI, PODDA ECC… ), E le energie alternative, come bacini montani e collinari per la produzione di energia e elettrica, e pannelli fotovoltaici, sulla piana di ottana in primis, e portovesme, portotorres ecc.. su tutti quei siti industriali che ormai sono morti.
stefano
Ciao Tiago.
Apprezzo il tuo intervento, lo credo molto approfondito e illuminante.
Vorrei che tu, se puoi, usassi la tua abilita anche per scrivere un intervento per l’altra sponda, poi tu e io potremmo con calma esaminare i pro e i contro senza pregiudizi.
sei d’ accordo???
stefano
Tiago
Stefano cosa vuoi dire usare l’abilità per scrivere un intervento per l’altra sponda?????
Non ti ho capito!!!!!
Ma quale sponda??
Forse la sponda di quelle persone che fanno diventare lecito l’illecito?
stefano
Si e no tiago,
vorrei solo che usassi la tua abilità per vedere i lati positivi, visto che la tua ricerca e incentrata solo su un punto, screditare il Nucleare, vorrei che con la stessa abilità ne cercassi i lati positivi, e poi dopo averne fatto un intervento ne discutessimo.
tutto qua.