UNA STRETTA di mano nello studio milanese dell’avvocato Ubaldo Livolsi. Tra l’amministratore delegato di Equipolymers Italia, Roberto Lombardi, il patron di Indorama, Aloke Lohia, e il suo compagno di cordata, l’imprenditore milanese Paolo Clivati.

Così si è concluso (manca la firma, ma è una formalità) il passaggio di mano dello stabilimento che produce Pet nella piana di Ottana.

Ieri mattina a Roma l’ultima puntata. Con l’ad di Polimeri Europa (Eni) Alberto Maria Alberti che, di fronte al braccio destro di Scajola Giampietro Castano e al vice presidente di Confindustria Roberto Bornioli, ha dato l’ok a Clivati e Lohia per la fornitura della materia prima dallo stabilimento di Sarroch. «Polimeri Europa dà la disponibilità – si legge nel verbale – a proseguire il confronto su fornitura, stoccaggio e trasporto di paraxilene nella prospettiva di utilizzo a piena capacità degli impianti di Ottana». Un documento in realtà abbastanza sibillino (Indorama-Ottana Energia si impegnano a comprare da Sarroch anche il poco utile metaxilene, e Polimeri Europa non garantisce che le produzioni verranno fatte nell’isola) ma abbastanza chiaro da vincere le ultime resistenze del colosso thailandese. Con Lohia e Clivati che, appena usciti da ministero, sono saliti sul jet privato di Indorama e hanno raggiunto Milano, per la «storica» stretta di mano.

Ottana è salva dunque. E tutti gioiscono. A iniziare da Cappellacci: «Un passo decisivo compiuto dopo il decisivo accordo firmato a Cagliari per lo sviluppo della Sardegna centrale». Per continuare con Alberti: «Sono state poste le basi di una fruttifera collaborazione». E finire con Scajola: «Un’intesa che garantirà la necessaria prosecuzione e sviluppo del sito industriale sardo». Ma, trattativa a parte, c’è da sottolineare il risultato più prezioso che la Sardegna centrale incassa da questa infinita vertenza: la conferma che «uniti si può vincere». La battaglia sui costi di energia, servizi e trasporti infatti parte da lontano. E la compravendita di Equipolymers è stata solo il cavallo di Troia dentro cui Provincia, Confindustria, sindaci e sindacati hanno «nascosto» le loro storiche rivendicazioni. Basti per tutti la parte energetica dell’accordo siglato in Regione martedì. Che ricalca fedelmente il documento firmato in Provincia a giugno del 2009 (dopo oltre un anno di trattative) tra Paolo Clivati,

Roberto Deriu, sindaci, sindacati e Confindustria. Intorno a quell’accordo, e alla successiva proposta di Clivati di acquistare Equipolymers, si è lentamente stretta la «falange» nuorese. Che in un anno ha ottenuto più di quanto negli ultimi decenni il territorio avesse mai osato pensare. Questo grazie a un lavoro di squadra in cui tutti hanno giocato fuori dai loro tradizionali ruoli, concentrati unicamente sull’obiettivo finale.

A iniziare dalla Provincia appunto, che ha il merito di aver da subito «scommesso» su Clivati. Per proseguire con i sindacati, con il trio Mussoni-Ganga-Pittalis (a cui poi è subentrata la Corda) e in seconda battuta con l’Ugl di Luca Usai. Che da una parte hanno tenuto «calde» le piazze. E dall’altra hanno messo in campo rapporti molto personali (ottimo quello di Ganga con l’amico scout Mastrobuono ad esempio) con i vertici del ministero. E poi Confindustria, che dopo una partenza lenta (a lungo ha tentato di convincere la Dow a restare) ha ingranato la quarta, diventando tra i critici più severi della multinazionale americo-kuwaitiana, e tra i più «presenti» in ogni fase della trattativa. E infine i politici del territorio. In particolare Paolo Maninchedda e Bruno Murgia. Che hanno fatto da collegamento con Regione e Parlamento. E, spesso a fari spenti, hanno seguito passo passo tutte le partite fondamentali. Il fuoriclasse è però uno: Paolo Clivati. Tanto garbato quanto risoluto ha iniziato la battaglia per non perdere il suo «cliente» (Equipolymers compra quasi tutta la produzione di Ottana Energia) e ha alzato l’asticella a ogni passaggio. Ottenendo tutto l’ottenibile. E, se l’i mpressione che l’altrettanto garbato e risoluto Aloke Lohia ha dato in questi tre giorni sarà confermata, la bella favola di Ottana potrebbe essere solo all’inizio. (La Nuova Sardegna – 19 marzo 2010)

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