Quando la Sinistra evoca la dittatura e il regime, ha un solo modo per riuscire ad essere convincente: buttare giù il Regime. Se c’è dittatura la sua battaglia per la libertà è sacra: non basta una manifestazione. La resistenza va portata in piazza, in ogni strada, ogni giorno, in ogni fabbrica. Bisogna mettere in ginocchio il paese, invadere le piazze, chiedere le dimissioni, trascinare la resistenza sulle strade e resistere alle forze dell’ordine. Nulla deve essere lasciato intentato.

Nulla.

A meno che non ci troviamo di fronte a un allarme all’acqua di rose.

Ce lo vedete Di Pietro recitare un ruolo diverso dall’anti-berlusconiano? Quando è stato al Governo è durato pochissimo: ha un’unica dimensione, da piazza, da resistenza, da opposizione. Quando è stato magistrato istruiva processi contro il suo futuro avversario politico. Cioè zero futuro! E il PD? La sua classe dirigente, a parte il centrismo democristiano, viene da un’era geologica di opposizione, ce l’ha scritto nel DNA, anche se come dice Bossi è un partito valido, che viene sprecato nella mediocrità della proposta politica, mai del tutto convincente.

Insomma: non è una scelta tra chi odia o chi ama, ma tra chi recita una parte irrimediabile e chi può governare.

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