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	<title>Commenti a: La Banca del Sud</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Di: Roberto Seri</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/03/12/la-banca-del-sud/comment-page-1/#comment-6822</link>
		<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 08:26:20 +0000</pubDate>
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		<description>Questa iniziativa di per se positiva, nasconde ancora tante insidie, prima tra tutte la reale efficacia che le si vuole dare.
Partiamo da un concetto: ancora oggi siamo costretti a sentirci intorno il malcontento di qualsiasi attività voglia intraprendere lo stato, sembra quasi qualcosa di cui ci vergogniamo.
Io ritengo che in questi ultimi vent&#039;anni, causa questa folle idea fatta circolare per convincere il popolo che il libero mercato e l&#039;allontanamento dello stato dall&#039;economia avrebbe portato risultati positivi.
Ritengo che solo un sottobosco di poteri economici abbia fatto circolare la malsana idea.
Quindi oggi ci ritroviamo nella condizione che avendo lasciato l&#039;economia libera da controlli, il mercato si sia ritorto contro il popolo stesso.
Anche la scelta della Banca del Sud, di per se corretta, nasce ancora con un peccato originale, in quanto la percentuale dello stato inserita è minima e a termine, sempre per lo stesso discorso di prima, lo stato non lo vuole nessuno perché rovinerebbe la cuccagna dei grandi speculatori e controllori del mercato che sono privati.
Non vorrei che l&#039;iniziativa sia volta all&#039;aiuto di qualcuno in particolare, in quanto nata per il Sud, spero rivolta alle sole piccole e medie aziende vero volano dell&#039;economia.
La Banca del Sud DEVE aiutare e entrare in concorrenza diretta con le grandi banche nazionali che stanno massacrando il mercato interno.
Ho spiegato meglio in un mio articolo questo concetto (http://operazionesardegna.wordpress.com/) spero solo che non vogliano distruggere questa iniziativa di per se valida ma non abbastanza difesa e valorizzata.
Questa nuova banca deve NECESSARIAMENTE entrare in competizione e in urto con le altre presenti sul mercato.
Non è possibile che la vita economica del Sud sia decisa da poche banche, intenzionate solo ad arricchire i propri azionisti.
Chiedendo allo stato di farsi indietro, è come se terzi debbano educare i nostri figli, facendoci fare un passo indietro.
Siamo in attesa di capirne di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa iniziativa di per se positiva, nasconde ancora tante insidie, prima tra tutte la reale efficacia che le si vuole dare.<br />
Partiamo da un concetto: ancora oggi siamo costretti a sentirci intorno il malcontento di qualsiasi attività voglia intraprendere lo stato, sembra quasi qualcosa di cui ci vergogniamo.<br />
Io ritengo che in questi ultimi vent&#8217;anni, causa questa folle idea fatta circolare per convincere il popolo che il libero mercato e l&#8217;allontanamento dello stato dall&#8217;economia avrebbe portato risultati positivi.<br />
Ritengo che solo un sottobosco di poteri economici abbia fatto circolare la malsana idea.<br />
Quindi oggi ci ritroviamo nella condizione che avendo lasciato l&#8217;economia libera da controlli, il mercato si sia ritorto contro il popolo stesso.<br />
Anche la scelta della Banca del Sud, di per se corretta, nasce ancora con un peccato originale, in quanto la percentuale dello stato inserita è minima e a termine, sempre per lo stesso discorso di prima, lo stato non lo vuole nessuno perché rovinerebbe la cuccagna dei grandi speculatori e controllori del mercato che sono privati.<br />
Non vorrei che l&#8217;iniziativa sia volta all&#8217;aiuto di qualcuno in particolare, in quanto nata per il Sud, spero rivolta alle sole piccole e medie aziende vero volano dell&#8217;economia.<br />
La Banca del Sud DEVE aiutare e entrare in concorrenza diretta con le grandi banche nazionali che stanno massacrando il mercato interno.<br />
Ho spiegato meglio in un mio articolo questo concetto (<a href="http://operazionesardegna.wordpress.com/" rel="nofollow">http://operazionesardegna.wordpress.com/</a>) spero solo che non vogliano distruggere questa iniziativa di per se valida ma non abbastanza difesa e valorizzata.<br />
Questa nuova banca deve NECESSARIAMENTE entrare in competizione e in urto con le altre presenti sul mercato.<br />
Non è possibile che la vita economica del Sud sia decisa da poche banche, intenzionate solo ad arricchire i propri azionisti.<br />
Chiedendo allo stato di farsi indietro, è come se terzi debbano educare i nostri figli, facendoci fare un passo indietro.<br />
Siamo in attesa di capirne di più.</p>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2010/03/12/la-banca-del-sud/comment-page-1/#comment-6807</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 18:32:56 +0000</pubDate>
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		<description>Più credito alle piccole e medie imprese, anche attraverso la formula delle garanzie, e più investimenti a sostegno dell&#039;occupazione, anche attraverso il rilancio dei progetti infrastrutturali. Per il Sud. Sono questi gli obiettivi principali della Banca del Mezzogiorno, che opererà per lo sviluppo di un&#039;area che ha estremo bisogno di agganciarsi a quella «risalita» che, come ha detto il premier Berlusconi, «c&#039;è anche se non veloce nè di grandi numeri». 

La nuova Banca, fondata con capitali privati e una piccola partecipazione pubblica a tempo determinato, opererà come istituto di credito &quot;di secondo livello&quot;. Questo significa che non avrà sportelli propri ma che si appoggerà, per rivolgersi alle imprese del Mezzogiorno e alle famiglie italiane, a una rete di sportelli messa a disposizione da Poste e da altre banche: in primis quelle più vicine al territorio che sono le banche di credito cooperativo, ma non saranno le sole a partecipare a questa iniziativa che resta aperta a tutti gli istituti di credito. 

Questo gigante, oltre alla distribuzione delle garanzie alle Pmi e a servizi di consulenza, farà impieghi a medio-lungo termine e raccolta emettendo speciali obbligazioni garantite dallo Stato oppure, in questo caso come qualsiasi altra banca, titoli obbligazionari mirati ai piccoli risparmiatori con fiscalità agevolata (5% invece del 12,50 per cento).

L&#039;impianto è stato disegnato per evitare il «carrozzone pubblico». Ma resta il pericolo che i tempi di realizzazione del progetto saranno pubblici: il 25 marzo il neocomitato dei promotori e il tavolo di consultazione formato da 11 organizzazioni imprenditoriali e associazioni economiche si riunirà per impostare i lavori. Un terzo obiettivo di questa banca dunque dovrà essere quello di fare in fretta per riuscire ad accelerare il passo del Sud verso la ripresa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più credito alle piccole e medie imprese, anche attraverso la formula delle garanzie, e più investimenti a sostegno dell&#8217;occupazione, anche attraverso il rilancio dei progetti infrastrutturali. Per il Sud. Sono questi gli obiettivi principali della Banca del Mezzogiorno, che opererà per lo sviluppo di un&#8217;area che ha estremo bisogno di agganciarsi a quella «risalita» che, come ha detto il premier Berlusconi, «c&#8217;è anche se non veloce nè di grandi numeri». </p>
<p>La nuova Banca, fondata con capitali privati e una piccola partecipazione pubblica a tempo determinato, opererà come istituto di credito &#8220;di secondo livello&#8221;. Questo significa che non avrà sportelli propri ma che si appoggerà, per rivolgersi alle imprese del Mezzogiorno e alle famiglie italiane, a una rete di sportelli messa a disposizione da Poste e da altre banche: in primis quelle più vicine al territorio che sono le banche di credito cooperativo, ma non saranno le sole a partecipare a questa iniziativa che resta aperta a tutti gli istituti di credito. </p>
<p>Questo gigante, oltre alla distribuzione delle garanzie alle Pmi e a servizi di consulenza, farà impieghi a medio-lungo termine e raccolta emettendo speciali obbligazioni garantite dallo Stato oppure, in questo caso come qualsiasi altra banca, titoli obbligazionari mirati ai piccoli risparmiatori con fiscalità agevolata (5% invece del 12,50 per cento).</p>
<p>L&#8217;impianto è stato disegnato per evitare il «carrozzone pubblico». Ma resta il pericolo che i tempi di realizzazione del progetto saranno pubblici: il 25 marzo il neocomitato dei promotori e il tavolo di consultazione formato da 11 organizzazioni imprenditoriali e associazioni economiche si riunirà per impostare i lavori. Un terzo obiettivo di questa banca dunque dovrà essere quello di fare in fretta per riuscire ad accelerare il passo del Sud verso la ripresa.</p>
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