Che PDL sarà dopo il voto?
I giudizi degli osservatori si sprecano, i commenti dei retroscenisti ci raccontano di un dissidio ormai insanabile, di nodi da scegliere, mentre la macchina della campagna elettorale va avanti e e si pensa a portare a casa quanti più voti possibili.
Ma ce lo chiedono tutti: che PDL sarà dopo il voto?
Pochi giorni fa Fini ha dichiarato che non gli piace. Ma anche Berlusconi sembra essersi rotto le scatole di un certo tipo di andazzo (“i giochi di potere”, li chiamano) e che alla fine questa imbardatura non fa altro che rallentare il suo cavallo, che era ben lanciato nei sondaggi (oggi tutti in calo) e nei progetti.
Effettivamente la frittata è stata fatta: c’è poco da dire, al di là delle polemiche e delle stupidaggini, viene da pensare che c’è stata una battuta da arresto che non trasmette molta sicurezza. Però non dò per persa la partita, anzi, penso che i candidati del PDL siano tutti in lizza per vincere e che le regioni in bilico sono talmente in bilico che ogni forzatura appare un pretesto per raccattare voti.
Il Piemonte, il Lazio e la Puglia. Sono queste, principalmente, le regioni dove si gioca il destino del PDL. Ma non prendetela in termini di vita o di morte. Se il partito vince, mantenendo l’attuale assetto e senza un impegno concreto di Berlusconi nella campagna elettorale, si potrebbero trarre alcune conseguenze. Invece, se vince con l’impegno diretto di Silvio, soprattutto nelle regioni in bilico… bene, allora chi ha in mente progetti alternativi verrà invitato a spiegarli, a dichiararli, oppure a tirarsi fuori dal progetto principale, che si dimostra vincente.
Se invece ci dovesse essere una sconfitta, ovvero tutte le regioni indecise rimanessero al centrosinistra, bene allora la resa dei conti sarà totale e non si può escludere nulla.
Quello che auspico io non è un sereno confronto, ma un vivace dibattitto sul nostro futuro. Altrimenti avremmo perso un’ottima occasione per migliorare le cose. Intanto portiamo a casa la vittoria però.
Comments
Mariga
IL PdL di oggi , come dice Lei, non piace a Fini, non piace a Berlusconi ma diciamola tutta, non piace a nessuno
Troppi Commissari, troppa gente che non è legata al territorio.
Non traspare neanche l’intenzione che alla fine si darà voce agli iscritti o agli elettori , tutto è tenuto a mò di coperchio per reprimere sussulti e richieste non in linea.
Prenda Nuoro : avete un Commissario che vive a Cagliari, che da tanto tempo non ha più contatti con Nuoro, probabilmente senza il vostro aiuto non è in grado neanche di preparare le liste, non oso immaginare quale sia la conoscenza delle problematiche della Città e della Provincia-
A oggi tutto il territorio non ha un riferimento locale a livello di Comuni , non oso pensare come farà le scelte per le provinciali e quale sarà il suo ruolo nelle trattative con gli alleati, li contatterà a Cagliari ?
Vedrà che frittate se ne faranno altre.
Questo Pdl va bene per elezioni Nazionali, a livello locale occorre un’altra organizzazione, altra partecipazione.
Qui il partito leggero rischia di diventare volatile e gassoso.
Avevate la possibilità di fare il funerale a Bersani e C. gli state faccendo delle poderose trasfusioni con questi personaggi che, anche se non si sa da dove vengono, si sa benissimo dove vogliono andare.
Lo stesso trattamento di Nuoro nelle vicende Regionali è figlio di questa impostazione di partito alla cui base c’è sempre un proconsole del capo sul territorio e un lacchè disposto a rappresentarlo in barba alle leggi della democrazia, mai un proconsole sbatterà o pugni sul tavolo per richiedere qualcosa per il territorio che rappresenta.
La politica non sempre fuziona dall’alto, il più delle volte funziona dal basso.
Soluzioni ; si faccia una seria politica di tesseramento in tutto il territorio, si fissino la data dei congressi e si modifichi lo statuto ridando dignità alle periferie.
Se ciò non si fa avremo sempre governi locali di sinistra e governi centrali alternati.
Manolo Mureddu
Credo che a prescindere dall’esito elettorale, l’unico modo possibile per “fondere” le due anime che(principalmente) compongono il PDL sia lo strumento delle primarie. Solo in questo modo, dando la parola agli elettori, si puo avere una classe politica basata sul consenso e(forse) sulle capacità.
Ignazio Locci
Stò male a vedere così il mio partito, dilaniato da lotte intestine, non se ne può più.
i cittadini non capiscono e puniranno probabilmente questa classe dirigente, ma la punizione più severa sarà per noi militanti a rosicare e a guardare la sinistra continuare a prendersi gioco di noi.
Roberto Seri
Alla domanda che PDL sarà dopo il voto, innanzitutto come citato da lei citato, bisogna cercare di vincere, cosa non certa specie dopo le incredibili leggerezze.
Sono veramente arrabbiato per il numero incredibile di esponenti del PDL non all’altezza della situazione, come si può dare sicurezza al cittadino comune quando si vedono queste cose.
Addirittura si deve intervenire a livello governativo con un decreto INTERPRETATIVO; perché mettere una toppa se non occorreva prima.
Tutte queste situazioni stanno minando la coalizione, è evidente che al suo interno ci sia del fermento, qui occorre grande chiarezza a riguardo.
Dispiace che con la sinistra allo sbando, la coalizione del PDL anziché rafforzarsi stia vibrando al proprio interno, non è un segno di confronto, bensì di scontro.
L’unico collante rimane Berlusconi che a riguardo dovrà una volta per tutte fare pulizia e non continuare in quei piccoli peccati di cui di tanto in tanto ricade, quali candidare persone improponibili, la linea deve essere certa e sicura.
Questo è un match-race, dove il PDL ha un vantaggio in termini di barca e di partenza, ma se inizia a far salire sulla barca paperino, i puffi e braccio di ferro, il rischio di sconfitta c’è.
Una cosa importante è creare un movimento dal basso, specie nel territorio, non legato alla solita politica dei Furbetti del Quartierino o della Cricca del G8.
Primarie, ma non come modello quello della sinistra, dove vengono imposti i vecchi dinosauri, che se si confrontano con elementi diversi prendono delle SVENTOLE (vedi la Puglia).
Per prima cosa bisogna avvicinare i giovani e portare nuove idee, i veterani come valido supporto per l’esperienza acquisita, senza però occupare tutte le cariche di rilievo altrimenti non ci sarà mai rinnovamento.
Come citato da altri, la politica la si deve fare specie dal basso, per renderla vera e attiva.
Con l’augurio che qualcuno si dia una svegliata, il rischio non è quello dell’allontanamento dalla politica, ma per come stanno andando le cose (a livello economico) è possibile che il popolo si possa ribellare a questo stato di fatto.
Immaginate il giorno in cui l’Italia possa andare in default, vedi la Grecia, o peggio come già detto da Fini non si riuscisse a pagare le pensioni, allora le cose cambieranno molto velocemente.
Giorgio Giovanni Gaias
Io credo che l’unità del PdL si vedrà sabato prossimo alla manifestazione nazionale del PdL io ci sarò =)
stefano
Che partito sarà dopo le elezioni????
sarà un grande partito al servizio della lega, perchè con i pellegrini che abbiamo che volete che ci voti??