Bersani, il Sancho Panza di Di Pietro
Abbiamo capito che il nuovo corso del Partito democratico di Bersani è in realtà sempre uguale a se stesso: appresso a Di Pietro. Bersani non ha una linea autonoma, è troppo impegnato a non lasciare la piazza all’Italia dei valori, perdendo la capacità di proporre politica in proprio.
Sabato gli esponenti dell’opposizione scenderanno in piazza contro Silvio Berlusconi e un po’ contro Napolitano. Un po’ ma non troppo, chè le idee compiute non fanno parte della strategia del Pd. Sempre a traino di Di Pietro, poi dei radicali, infine di Casini, Bersani fallisce proprio dove si pensava che potesse essere vincente: un grande partito socialdemocratico di vecchio stampo, solido nelle alleanze e chiaro nei ragionamenti. Così non è.
Se avesse il necessario fegato politico, Bersani attaccherebbe Napolitano, reo di aver controfirmato il decreto del governo che favorisce la riammissione delle liste. Napolitano fa un ragionamento che qualsiasi italiano di buon senso farebbe: che elezioni
democratiche sarebbero se i milioni di elettori romani non trovassero
sulla scheda la lista provinciale del Pdl?
I cavilli sono una cosa, il giudizio degli elettori è ciò che conta.
Cioè: se il comportamento del Pdl laziale verrà giudicato insufficiente allora la Polverini verrà punita. Ma dovranno essere le urne a decretarlo, non una specie di dittatorello sudamericano ignorante come Di Pietro, che si porta a spasso il segretario del Pd.
Comments
Mariga
Non mi aspetto da Bersani una politica adeguata al paese diviso come è tra il non lasciare lo spazio a Di Pietro e il tentativo di mettere d’accordo i suoi.
Ma il problema non è Bersani,
Il problema è il Pdl che non riesce ad evolvere verso forme di partito accettabili.
Se non si da subito al popolo della libertà la possibilità a tutti i livelli di scegliere la sua classe dirigente e di elaborare politiche territoriali, prima i poi arriverà una proposta più convincente ( te lo immagini un PDL cosi organizzato contro una proposta credibile )
D’altronde chiedere all’opposizione comportamenti coraggiosi non nasconde forse un’insoddisfazione in casa propria ?
Bruno
>mariga, quella sarebbe stata la seconda parte del ragionamento. ma per il momento mi sembrava importante sottolineare come il pd sia sempre lo stesso. un saluto. br
freedom
On. Murgia, ma le sembra giusto che Lei si occupi e si preoccupi del PD e delle sue allenze? Spetta a Lei decidere dietro a chi deve stare il PD e a criticarne le scelte? Perché no vi fate qualche chilo di affari vostri preoccupandovi del vostro PDL nel quale voi ex aennini non valete più di un fico secco (e la cosa mi dispiace!) Spetta forse al PD giudicare se sia o meno giusto che lei sia alleato con leghisti xenofobi o altri? No, e la cosa è reciproca. Forse anche Lei è diventato cultore della nuova scuola di pensiero che prevede che finché si parla dei problemi degli altri nessuno vede i propri? Sarebbe pia illusione!. Forse per decenza o quieto vivere sarebbe opportuno lasciarvi navigare nel mare che preferite, quello degli altri. Io non penso che sia giusto lasciarvi campo libero. Guardi invece, onorevole Murgia, la Sua prua e la direzione che il vostro prescelto sta dando al vostro vascello. Lasci perdere il PD, lasci perdere Bersani e le sue compagnie e si occupi del vicolo cieco nel quale le Sue Compagnie La stanno portando. A giudicare Bersani e le sue compagnie ci penseranno i suoi elettori e non Lei, che ha sicuramente altre prospettive che il futuro giudicherà.
La saluto – freedom.
un uomo
Onorevole, restando nella metafora, nella PDL lo scudiero lo fa la Lega. Che ruolo resta ad A.N.? Ronzinante? Temo di sì…
Roberto Seri
La questione su Bersani è certamente vera, dimostra come il PD sia allo sbando specie volendo scimmiottare l’IDV.
Hanno sicuramente perso la bussola ma come espresso da chi mi ha preceduto mi sto preoccupando seriamente di cosa è il PDL oggi.
Mi dispiace dover anche io non approfondire il discorso di Bersani, loro sono spariti completamente, ma hanno capito una cosa, Bersani l’ha citata in un intervista: devono solo attendere e cercare di non colpire direttamente Berlusconi, discutere degli argomenti e non delle persone e non tarderà molto che riusciranno a prendere consensi.
Devo dire che è vero, la forza del PDL è Berlusconi, se lo attaccano il PDL si rafforza, cosa vera, cosa ancor più vera, causa la CRISI INCREDIBILE, le soluzioni adottate sono insufficienti, potrebbero andare bene per in una situazione normale, peccato che l’arrivo di una crisi devastante come non se ne vedeva da oltre cinquant’anni, abbia reso le misure in difesa del paese insufficienti.
Se fossimo in guerra, questa sarebbe considerata una vera invasione, dove per controbattere il nemico occorre la MOBILITAZIONE generale.
Tornando al PDL quello che sta accadendo non è edificante.
Non c’è giorno senza sorprese, dal caso Di Girolamo, al caso clamoroso delle liste, posso capire solo in parte il voler difendere la propria posizione, ma occorre fare chiarezza altrimenti non credo che gli elettori tollerino ancora simili misfatti.
Occorre un giro di vite, perché la morale è quasi scomparsa, chi è al governo ha il DOVERE della massima chiarezza e onestà, il paese è alla deriva, solo per scelte di campo non si danno i dati reali a livello economico.
Sicuramente, non sono persone come Di Pietro che possono risolvere i problemi, (non tutto quello che dice è scorretto però) ma non voler ascoltare niente e nessuno è peggio, specie se si continua a fare il gioco dell’opposizione.
Mettiamoci in testa una cosa, l’uscita della crisi è molto lontana, lo spettro della GRECIA non è che un piccolo assaggio di quello che può accadere, le soluzioni adottate per contenere la crisi sono pressoché nulle.
Sono molto fatalista, un popolo come il nostro può cambiare solo se sbatte violentemente la faccia per terra, solo allora si sveglierà e deciderà di cambiare le cose.
Un saluto
Fabrizio Mureddu
Caro Bruno leggo la tua frase:
“I cavilli sono una cosa, il giudizio degli elettori è ciò che conta.
Cioè: se il comportamento del Pdl laziale verrà giudicato insufficiente allora la Polverini verrà punita. Ma dovranno essere le urne a decretarlo, non una specie di dittatorello sudamericano ignorante come Di Pietro…..”
1) Non ti sembra “sudamericano” affidare al popolo elettore il giudizio sulle “insufficienze” (in termini di legittimità dell’operato degli incaricati alla presentazione delle liste per il PDL, che è la questione contesa) del PDL laziale?
2) Pensi che la questione vada risolta con lo strumento della decretazione, sia essa governativa, dipietrista o elettorale, o con soluzioni di più “alto respiro” (ipotesi Scalfaro)?
3) Pensi che il Governo abbia fatto bene a “voler entrare” dentro le questioni giurisdizionali in corso (ciò che ha fatto con il decreto di indirizzo iterpretativo/novativo) o sei per una soluzione che, elevando il supremo principio democratico della massima partecipazione popolare possibile, trovi soluzioni legislative GENERALI?
4) Pensi che se fosse capitata la stessa vicenda in Emilia Romagna Berlusconi si sarebbe comportato allo stasso modo?
Bruno
>freedom di nome ma non di fatto.
>fabrizio, pasticcio certo, ma occorre trovare una strada per il voto. emilia romagna? non mi interessa il problema, sarebbe un processo alle intenzioni. br
freedom
On. Murgia, la libertà di fatto è quella che consente a Lei di valutare, criticare, scrivere tutto ciò che la Sua coscienza, sapienza ed esperienza Le dettano. Questa libertà è e deve essere concessa a tutti, anche se in questo periodo un pò di apprensione non mi sembra immotivata. E’ per tale ragione che, forse con troppa foga lo riconosco, mi permetto di dissentire con Lei ritenendo, alla stregua di molti altri Suoi lettori, la tristezza del panorama a sinistra (che Lei sanchopanzando stigmatizza) non riuscirà mai a nascondere il vuoto assoluto che nel Suo partito di riferimento circonda il vertice della piramide (evidenziato dal pericoloso dilettantismo emerso in questi giorni). E’ in questo contesto che ritengo (parere personale) che sia giusto che ognuno curi il proprio orticello e lo ripulisca dalle erbe infestanti prima di occuparsi di quello del vicino.
La saluto – freedom.
Bruno
>freedom, ognuno ha le sue opinioni. per esempio, ho letto con attenzione il parere di roberto seri, le puntualizzazioni dell’amico fabrizio mureddu e così via.
il pdl, dopo le regionali, avrà bisogno di fermarsi e farsi una bella riflessione. la vicenda lazio, l’ho scritto, è grave, compresa la superficialità legata alla faccenda della lista provinciale romana. però, per fare una valutazione completa, aspetterei risultato delle regionali: le regioni vinte e quelle perse, le oscillazioni elettorali, i numeri del pdl e quelli del pd.
non posso però evitare di fare una riflessione sulla sinistra, su quello che è, che rappresenta, che rappresenterà. discutere dell’ atteggiamento e delle strategie di bersani non è inutile perchè è interesse di tutti. bersani non si è tolto dall’ abbraccio mortale di di pietro e questo rende il clima della politica oggettivamente difficile. nei prossimi post vorrei scrivere ancora di sinistra. sono convinto che gli ultimi leader veri siano stati d’alema ( parabola chiusa quando è finito il suo governo e ancor di più quando non è stato voluto come presidente della camera e della repubblica), veltroni e -faccio una rivelazione- renato soru per le speranze che aveva scatenato. br
freedom
On. Murgia, su alcune cose non posso che concordare con Lei, soprattutto quando vede che a sinistra esistono alternative al vertice da Lei peraltro scritte nero su bianco. La sinistra è un corpo in movimento, sicuramente alla ricerca di una luce più forte delle altre, ma in movimento, alla ricerca di qualcosa che forse ancora non si è trovata. Ma si cerca, si prova, si discute e si litiga, si fanno primarie, si manda a quel paese (giustamente o meno) un D’Alema, un Veltroni o altri. Questa, per me, è democrazia, espressione di volontà popolare. E’ questa la mia lettura di questo tempo. Molte delle scelte della sinistra non mi piacciono ma quando vedo dalla Sua parte il prevalere della prepotenza del potere, l’allergia alla critica interna, la valenza esclusivamente percentualistica dell’apporto aennino, la mistificazione della realtà per la gente che affronta quotidianamente enormi problemi, l’assoluta negazione di una corretta rappresentazione della nostra isola a livello nazionale, il riconoscimento dei valori estetici e non quelli più sani del cuore e del cervello, eccetera, mi sento in dovere di esprimere il mio disappunto su chi, da quel lato della barricata, trova il tempo di dedicarsi ai problemi degli altri.
Rinnovo il mio cordiale saluto – freedom.
Bruno
freedom, un saluto cordiale anche a lei, però mi pare che nel blog non si parli solo (male ) della sinistra.quando c’è da criticare lo faccio senza particolari problemi. avevo una carica insignificante nel pdl regionale, l’ho mollata, in polemica con cose che non mi paiono andar benissimo.
roberto seri, ignazio e manolo: cerchiamo di non essere pessimisti oltremodo. siamo consapevoli delle difficoltà, ma calma, giudichiamo alla fine. un saluto. br