Politica e rappresentanza
Alla fine il problema delle firme è il minimo. Siccome in una repubblica parlamentare si fa affidamento sulla rappresentanza, io penso che questa debba essere, come si può dire… trasparente. Rendere trasparente il meccanismo della rappresentanza, fin dalle origini, cioè dalla raccolta delle firme, credo sia imperativo.
E allora perchè non semplificare e rendere razionale il tutto? Che senso ha per un partito che siede in parlamento o esprime una giunta regioanle raccogliere firme per certificare la propria esistenza e liceità? Che senso ha tutto questo se poi si presentano, lasciatamelo dire, cani e porci, del tutto non rappresentativi, che inseguono magari un rimborso elettorale?
E’ un gigantesco cane che si morde la coda. Allora, forse sarebbe meglio fare così: che le liste rappresentate nell’organo di rappresentanza che si sta votando non siano più sottoposte all’obbligo della raccolta delle firme (come succede in America) e che questo obbligo, al contrario, investa chi si presenta con un simbolo / lista nuova ovvero non rappresentata nell’organo che si deve eleggere (dalle provinciali in su).
Il fatto è che in questi anni si cambiano talmente tanti nomi e progetti che il cittadino rischia la confusione, ma questa raccolta delle firme, al di là degli autogol di questi giorni, è un fatto anacronistico che scoraggia la trasparenza.

Comments
Mariga
la vicenda dell’esclusione delle liste evidenzia 3 aspetti importanti :
1) i giudici pur di mettere in difficolta il governo Berlusconi sono disposti ad attaccarsi a qualsiasi fatto formale tralasciando aspetti di contenuto e sostanza.
2) Nel PDL guazzano una manica di incapaci che non sanno fare nulla però vogliono fare tutto e qualcuno glielo consente anche.
3)Invocare modifiche delle regole quando la partita è iniziata è dannoso. Si da l’impressione che a qualcuno è permesso sbagliare senza pagare pegno ad altri no.
Sarebbe meglio prima di fare decreti correttivi dare un calcio nel culo ai responsabili dei casini e recepire le evidenze logiche che Lei ha fatto insieme alle correzioni di cui si parla.
Bruno
caro mariga, le sue valutazione hanno senso fondato. i giudici non ci aiutano ma ciò che è successo a roma ha del paradossale. per quanto riguarda il pdl non c’è che dire: prima cambia, prima si riorganizza, prima mette in campo idee e regole interne e meglio è. saluti. br
Enzo Cumpostu, Nuoro
Update notturno di una notte insonne:
oma, 5 mar. (Apcom) – Il Quirinale ha firmato il decreto interpretativo varato stasera dal Consiglio dei ministri per superare il caos delle liste in Lazio e Lombardia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha emanato il decreto legge una volta verificato che il testo – si spiega al Quirinale – approvato dal governo corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente.
Il provvedimento d’urgenza è stato adottato dall’esecutivo per sanare la situazione che si è venuta a creare sulle liste del centrodestra a Roma e in Lombardia non ammesse.
In una breve dichiarazione alla stampa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, stasera aveva affermato che si tratta di una “interpretazione autentica di alcune disposizioni del procedimento elettorale”, mentre non rappresenta “nessuna modifica alla legge elettorale”. Mira invece a fornire uno “strumento interpretativo” ai Tar che dovranno valutare i ricorsi contro l’esclusione della lista del Pdl nella provincia di Roma, e della lista Formigoni in tutta la Lombardia.
Il Partito Democratico ha aperto un fuoco di sbarramento contro il provvedimento. Pierluigi Bersani, quando si è avuta la certezza che il Governo avrebbe approvato il decreto, non ha perso tempo: “Usano il dl interpretativo per arrivare comunque al risultato che gli serve per aggiustare il loro pasticcio, ma il trucco c’è e si vede, in alcuni casi fino al ridicolo”. Tra i democratici è prevalsa la linea dura con un fronte che comprende l’area ex prodiana, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini, la presidente del partito Rosy Bindi. “Questo è un vero e proprio golpe contro il quale occorre opporsi con una chiamata alle armi democratiche” ha affermato da parte sua il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro.
A dire il vero poco prima lo stesso Di Pietro invocava come risposta a questa decisione l’intervento delle FF.AA…
Parliamoci chiaramente: abbiamo toccato il fondo, siamo arrivati al “Punto di Cournot” del lecito. E Di Pietro pure.
Mariga, Bruno: non è questione di freni giudiziari
Maralai
dal mio blog
http://www.maralai.ilcannocchiale.it
e grazie per l’ospitalità
mn
^^^
Maralaicorsivo. Ma davvero è più rassicurante affidare l’Italia a questo esaltato (di pietro n.d.c.)? Dovevamo meglio andare al voto con la democrazia dimezzata? E se volessimo riflettere almeno un istante, serenamente, con questo decreto interpretativo della norma non rimanda il giudizio definitivo, il giudizio che conta in definitiva nelle mani e nelle menti del Popolo Sovrano? Perchè l’opposizione non ha mostrato la necessaria umiltà davanti ad un vulnus, ad una ferita profonda cui si sarebbe andati ad incidere alla democrazia italiana con l’impedimento a milioni di italiani di votare lo schieramento preferito? E se siamo generosi con iracheni e afganistani, con somali e libanesi, perchè non lo siamo una volta almeno, nelle circostanze che contano, con noi stessi? Oppure dobbiamo rivolgerci all’Onu per consentire elezioni democratiche e civili nel nostro Paese?
Non si dice che siamo una Nazione-famiglia? Oppure anche in politica “fratelli-coltelli?”. Cosa abbiamo sul capo, che cosa o chi ci obbliga di votare all’una o all’altra parte, i carriarmati sotto casa? Chi ci obbliga di votare Berlusconi od anche Di Pietro, oppure Bersani o la Polverini se non la Bonino? Oppure non votare per niente? Non mi sembra che accade anche nelle migliori competizioni sportive che le false partenze vengano interrotte dalla salva di un’arma per fare rientrare gli atleti nei ranghi per ripartire tutti assieme? Ovvio che vince chi ha più “gas”; è una regola che appartiene non soltanto allo sport ma anche alla politica.
Maralai
(marionanni)
un uomo
Maralai, quando l’ UDC è stato escluso dalle elezioni a Trento nessun esponente ha parlato di colpo di stato né ha evocato fantomatici giudici rossi anti-qualcosa.
E’ così difficile attenersi alla regola più elementare? Le regole, giuste o sbagliate che siano, si cambiano sempre prima, non durante o – peggio – dopo. Ci si può arrampicare su tutti gli specchi che si trovano ma se si emenda questo semplice assunto, è finita.
Un Ragazzo
Ma quand’è che Maralai capirà che copia-incollare i suoi pezzi in altri blog è una delle cose universalmente riconosciute come tra le più scorrette della rete?
Maralai
x->”un uomo circa 18 ore fa”. le regole esistono da tempo e non le ha rispettate chi, con una violenza inaccettabile e comunque da codice penale, ha impedito arbitrariamente la deposizione delle liste nell’ufficio di cancelleria, che devono essere accolte anche se “presentate tardivamente”. non a caso è indagata anche una magistrata che ha (sono convinto in buona fede) dato man forte con la forza pubblica alla barriera di facinorosi che insieme hanno impedito ai latori delle liste pidielline di portarle a compimento dal cancelliere. questo si un patente reato! se a te non è capitato è capitato a me durante il voto: la legge impone la chiusura dei seggi alle 22, ma in molti abbiamo votato alle 23 e passa perchè eravamo dentro i locali prima delle 22. se ciò è ammesso per il voto perchè il criterio non dev’essere uniformato al passaggio della presentazione delle liste? metti che uno con il “malloppo” delle liste si rompa l’osso del collo lungo le scale del tribunale e non riesce a raggiungere l’ufficio del cancelliere entro le dodici, credi che non sia giusto ammettere i cittadini al voto? diverso è se le liste alle dodici si trovano ancora nelle sedi del partito di appartenenza. questa ipotesi non avrebbe nessuna giustificazione. sull’esclusione dell’udici trentino non conosco il fatto, ma temo che i tre trentini delle tre liste trentine stessero alla follini e tabacci tutti e tre trotterellando. siccome non le hai dette tu le ragioni dell’esclusione dell’Udc te le dico io; quindi (consiglio di Stato): “la lista è stata presentata alle ore 15.14 e che l’autenticazione della sottoscrizione del segretario provinciale Udc, apposta in calce alla lista medesima, è stata effettuata alle ore 15.45 del giorno 25 settembre 2008, tanto in violazione del termine perentorio sancito dall’art.28 della legge provinciale 2/2003″. però le date delle predette elezioni erano state prorogate proprio in virtù dei ricorsi, prima accolti dal Tar e poi negati dal consiglio di stato. Un ritardo ingiustificabile e che nessuna barriera di cafoni ha causato, ma soltanto l’inerzia udicina, sanzionata dal consiglio di Stato.
x->”un ragazzo circa 7 ore fa”. “se il topolino non va alla montagna, la montagna va dal topolino”. la conoscevi? e visto che sei un giovane, pronunciati nel merito perchè stiamo parlando di diritti fondamentali, tra cui quelli di consentire commenti senza senso e rintracciabilità alcuna. in nome della Libertà.
mn