Entries from: marzo 2010

Politica e rappresentanza

Renata Polverini

Alla fine il problema delle firme è il minimo. Siccome in una repubblica parlamentare si fa affidamento sulla rappresentanza, io penso che questa debba essere, come si può dire… trasparente. Rendere trasparente il meccanismo della rappresentanza, fin dalle origini, cioè dalla raccolta delle firme, credo sia imperativo.

E allora perchè non semplificare e rendere razionale il tutto? Che senso ha per un partito che siede in parlamento o esprime una giunta regioanle raccogliere firme per certificare la propria esistenza e liceità? Che senso ha tutto questo se poi si presentano, lasciatamelo dire, cani e porci, del tutto non rappresentativi, che inseguono magari un rimborso elettorale?

E’ un gigantesco cane che si morde la coda. Allora, forse sarebbe meglio fare così: che le liste rappresentate nell’organo di rappresentanza che si sta votando non siano più sottoposte all’obbligo della raccolta delle firme (come succede in America) e che questo obbligo, al contrario, investa chi si presenta con un simbolo / lista nuova ovvero non rappresentata nell’organo che si deve eleggere (dalle provinciali in su).

Il fatto è che in questi anni si cambiano talmente tanti nomi e progetti che il cittadino rischia la confusione, ma questa raccolta delle firme, al di là degli autogol di questi giorni, è un fatto anacronistico che scoraggia la trasparenza.

Invecchiare?

Robert Parish, the chief. Negli anni '80 è stato il centro dei Boston Celtics

Negli anni ‘80 mi piacevano ma li ascoltavo di nascosto,troppo springsteeniano per ammetterlo. L’altro giorno hanno suonato a Roma e  me li sono persi.

Sono assalito da lunghissime nostalgie, ricordo a memoria i numeri dei giocatori di basket di quegli anni. Kelly Tripucka? Detroit Pistons, numero 7. Michael Cooper? Lakers, numero 21. Isiah Thomas?11! Parish? Facile: 00.

Ho verificato ciò che compro ultimamente da i Tunes. Sono un cultore delle novità, eppure… Ecco una lista, traete voi le conclusioni: New Order, Duran Duran, Neil Young, Prefab Sprout, A-ha,  Bob Mould  (Husker-du), X, Madonna, Stone Roses, James, The The, Orange Juice, Martin Stephenson, Hothouse Flowers, Waterboys.

Ecco invece la roba quasi nuova: Gaslight Anthem, Julian Casablancas, Kooks, Keane, Phoenix. Insomma, una gabbia nostalgica dove forse è bello rifugiarsi… o forse no?