Il Pdl è ancora un bambino piccolo
Conosco bene l’italiano: Gianfranco Fini ieri a Oristano ha mica detto di essere stanco del Pdl. Il contrario: “il Pdl così com’è non mi piace, ma non ho nostalgia dei vecchi schemi…”. Stamattina invece il Giornale di Feltri titolava: “Fini: il Pdl non mi va più”. Colleghi dai visi straniti, perplessità, tensione. E’ evidente però il senso completamente diverso delle due affermazioni. L’effetto però è questo:confusione, vosi incontrollate, retroscena. Fini vuole fare un altro partito?
Ma quando mai. E’ così, però, che si costruiscono cose che non esistono. Anche il mio amico Fabio Granata (“il matto”, secondo le intercettazioni sull’affaire Tuvixeddu) diventa un pericoloso nemico di Berlusconi. Non tutto ciò che dice Fabio è condivisibile ma se nessuno è libero di pensare al proprio partito come meglio crede che cavolo di grande partito popolare è? Dove è possibile fare dibattito?
Stamattina ho chiesto a Riccardo Migliori, un veterano del Parlamento e di molte battaglie: “Come andrà a finire?”. E lui: “Il bambino piccolo va accompagnato”. Dunque il rischio non è che si sciolga il Pdl ma come costruirlo, come farne una casa trasparente dove ognuno di noi si senta motivato.
Trovo per esempio che la questione delle quote (70 e 30)fuorviante. Con questo meccanismo non sempre abbiamo messo in pista gente di qualità.Dobbiamo scegliere i migliori, dobbiamo costruire partiti sulle idee e sulla gestione corretta e aperta delle cose.
Specie nelle realtà dove siamo al governo, Sardegna ovviamente inclusa. Ieri il Governo ha fatto 4 nuovi sottosegretari: persone rispettabilissime, compresa la Santanchè. Non c’è nessun sardo in più e voi sapete come la questione della rappresentanza sia anche sostanza. In ogni caso per noi non c’è niente.
L’unanimismo non serve. Nei grandi partiti ci sono maggioranze e opposizioni. Ci sono battaglie sulle idee e sui modi di gestire: basta codificarle con regole interne e molti problemi si risolvono.

Comments
watergate
In tutte le analisi che leggo manca sempre una parola… Democrazia.
I partiti devono essere democratici, compreso il Partito (NON) Democratico e la democrazia deve essere alla base della “scelta” delle persone. Finché ci sarà questo meccanismo di cooptazione ci saranno sempre problemi.
Maralai
Tutti noi abbiamo cose da dire sul Pdl (nazionale e regionale) ma ci stiamo adoperando (a gratis) per difenderlo e per non fargli mancare le nostre energie democratiche per tirarlo fuori anche dai pasticci sulla questione delle liste elettorali finora non ammesse. Eppure ponderiamo bene le parole nell’esprimere i ns dissensi perchè esse non giovino alla propaganda contraria. Propaganda organizzata, militante e spesso aggressiva. Ne sappiamo noi dei blog, che ci esponiamo anche in diversi giornali. Sicchè io dico; ma il pres. Fini non si rende conto del malessere e della disaffezione che creano le sue stilettate contro il leader Berlusconi? Che senso avevano quelle affermazioni rese a Oristano, senza neppure essere stato sollecitato dalle domande, dichiarare che questo Pdl “come oramai noto”, “a me non piace”? Con tutto il casino che c’è sulla questione delle liste, come anch’io ho scritto molto in questi giorni, recapitando alcuni post persino a questo sito senza neppure ottenere mezza virgola di “ricevuta” (se non altro per disapprovare), ci si mette pure Fini a creare confusione? Perchè non ha il coraggio civile e democratico Gianfranco Fini di sfidare Berlusconi in aperte primarie per la leadership? La mia non è una provocazione, ma una considerazione degna delle migliori democrazie. Fini aveva tutte le carte in regola per raccogliere il “testimone” pdella leadership di tutto il centrodestraliberale. Se si aspetta il sostegno della sinistra, forse non ha capito l’indole dell’avversario. Le stilettate oramai quotidiane “allafollini” contro il premier e la gloria che generano nell’opposizione le sue “performance” c’infastidiscono non poco, e sono di danno a tutto il centro destra. Poi ritieni che l’on. Granata sia pure difendibile? Ma che Pdl è questo dove apertamente si rema contro ogni idea riformatrice delle istituzioni del Paese? Avete letto le sue (di Granata) dichiarazioni rilasciate a (a chi?) Micro Mega? E mi dispiace per Granata ma credo che la struttura della “giustizia” non la conosca molto bene per fare quel tipo di affermazioni. Che sconcertano e che mi fanno capire che, purtroppo, il Pdl delle riforme del Paese non c’è più, e che così facendo si vuole sciupare l’ampio consenso ricevuto dal Popolo Sovrano, e consegnare l’Italia a Bersani, De Magistri, Travaglio e Di Pietro. Ecco le dichiarazioni di Granata:
“Andrea Camilleri intervista Fabio Granata (Pdl) Micromega di dopodomani
“Pronti a far cadere il governo”
“Alfano sta tentando di ridurre i magistrati all’impotenza – dice lo scrittore -, si sta addirittura tentando di togliere loro la possibilità di dirigere le indagini». Un colpo di fioretto che offre solo il destro, al fine finiano, per mostrarsi patriota costituzionale, con patentino di anti-Cav: «Questa cosa non passerà mai, anche se dovessero porre la fiducia – replica l’onorevole -. Ci sono cose, tra le quali la tutela del sistema di giustizia, che noi riteniamo irrinunciabili per la nazione. Su queste cose non c’è compromesso possibile. Lo dico esplicitamente: se qualcuno proporrà che a dirigere le indagini non siano i pm ma la polizia, voteremo contro. Anche se sulla legge sarà posta la fiducia». «Fino a fare cadere governo?» chiede giustamente il creatore di Montalbano. «Sì, fino al punto di far cadere il governo», risponde Granata col coup de théâtre”.
mn
una donna
certo, conosci bene l’italiano sai usare le porole con maestria degne di un grande politico. ma caro onorevole, FINI ha commentato e detto quello che pensa riguardo al PDL. non necessita di magistrali giochi di parole, per giustificare il suo messaggio.
Matteo Patteri
“…..e tutto va ben madama la marchesa!”… (absit ironia et iniuria verbis!)…tuttavia …”Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur!”…
Enzo Cumpostu, Nuoro
Fini ha un piano, ben preciso, probabilmente a conoscenza di un cerchio ristrettissimo di collaboratori tra i fedelissimi del Presidente. Tutto ciò che hai detto in quattro righe non fa una grinza ma il problema è: qualità e peso politico vanno sempre di pari passo?
Bruno
>maralai( e gli altri), il pdl va sempre forte alle elezioni. lì scatta una molla incredibile. a me il partito unico è sempre piaciuto: sono un bipolarista, mi piace costruire un partito riformista di destra, in sardegna radicato nel nuovo autonomismo. è un soggetto che ancora non c’è, non esiste. ci sono pochi che comandano, gente che si crede incredibilmente forte e con poca cultura. in questi mesi ho sentito di tutto e di più. tenere le cose come stanno? si può, indubbiamente. ma sarebbe un errore perchè dentro il pdl, a roma come in sardegna, i problemi ci sono. dire che il partito così come è non piace è persino ovvio. non significa però lasciarlo andare alla deriva. va scelto un modello: partito aperto, leggero? strutturato, pesante? partito della societa o del ceto politico? il dibattito è aperto, la soluzione mica facile. così come stiamo non funziona. br
stefano
Quanta nostalgia di AN,
non siete d’accordo???????
Quirico Sanna
Nominati altri quattro nuovi sottosegretari ……… uno, pare che venga in vacanza in Sardegna…… l’altro ha il Padre che a fatto il Militare a Cagliari ….. Bè … tieni presente che senza questi presupposti il Presidente del Consiglio non li avrebbe nominati sottosegretari ………..
Un abbraccio !!!!
Luciano Luciani
Ciao Bru… scusa se scrivo a quest’ora ma essendo sveglio ho pensato di scrivere qualcosa anch’io! Ho partecipato all’incontro di Oristano e con grande dispiacere confermo che quanto riportato dalla stampa (compresa la freddezza del pubblico) sia una falsa notizia. A me ed al pubblico Fini è piaciuto tantissimo, al suo ingresso tutti in piedi ed applausi prolungati tant’è vero che la De Francisci ha avuto qualche problema a cominciare. Tu scrivi che va scelto un modello di partito… beh…….. mi pare che lo statuto parli chiaro e cioè parlando di movimento e non di partito sia stato previsto un partito leggero (all’americana). Di positivo possiamo registrare che con la nascita del PD e del PDL i più grossi problemi dell’Italia (la frammentazione politica che portava instabilità ed ingovernabilità) siano stati risolti… certo che arrivando dalla militanza come noi non si fa fatica a riconoscere nel partito leggero un certo grado di superficialità e se vogliamo dilettantismo(magari lo stesso che ci ha portato a non presentare alcune importanti liste!).
Bruno
>luciano, confermi la mia opinione.
>stefano, nostalgia di an? io no, direi.
>quirico, tocchi uno dei problemi… br
mago H
Se al presidente della Camera non piace il Pdl cos’ com’è lui che cosa ha fatto x migliorarlo???solo delle scelte politiche criticabilissime… forse con questa sua affermazione cerca di salvare la sua immagine visto il periodo non tanto facile x il partito??????
http://www.loccidentale.it/articolo/il+pdl+non+%C3%A8+un+partito+di+plastica+%C3%A8+berlusconi+che+%C3%A8+troppo+democratico.0087247