Paninari
Penso che questa storia della presentazione della lista del PDL sia talmente comica da nascondere la gravità della situazione. Purtroppo. Adesso il PDL ha un candidato fortemente indebolito, che pure puntava alla vittoria e ha grandi possibilità di farcela. Non so se si è trattato di dilettantismo, come ha detto Rotondi, manifestando il suo curriculum democristiano. Di sicuro non ci facciamo una gran bella figura, perché alla fine per presentare una lista non è che ci voglia chissà che cosa, in termini di adempimenti.
E’ anche un po’ il segno che il PDL va costruito dalle fondamenta, dalla gente: partecipazione, dibattito e… firme a iosa.

Comments
Quirico Sanna
Un’esperienza già vissuta ad Olbia ……. Caro Bruno, serve un PARTITO !!!! …… invece di pretoriani leccaculo e pure ignoranti !!!!!…………
P.S.
Ad Olbia, la inamissibiltà delle liste, comportò il commissariamento della Federazione …… e …. decretò la fine politica di Franceschino Bardanzellu…… mi pare di sentire ancora quella voce ” Avvocato del c…zo cosa vuoi… insegnare a me a presentare una lista?” … infatti, nonostante le mie rimostranze, l’esperto Franceschino Bardanzellu presentò una documentazione errata e incompleta …… con il risultato di far escludere la lista di A.N.
Gianmichele Nonne
Serve un partito, delle regole e un codice etico.
una donna
onorevole, ma dove siamo, nel paese delle banane? per favore prenda le distanze da questo circo. lei che è un addetto ai lavori ,mi dica, dove avete iniziato a imbarcare acqya? forse da un anno, nascita di un partito voluto dall’alto ma non dalle truppe? speriamo che a nuoro le liste vengano presentate in tempoooo.
stefano
Caro Onorevole,
da una lettura dei giornali di oggi mi sembra che questa persona (tra l’altro ex f.i.), in passato abbia generato altri problemi simili.
Ma nonostante tutto sia sempre stato fra i dirigenti di partito.
bello.
Sono d’accordo con chi pensa che questa unione sia ormai scomoda, speriamo che La Russa si decida e torni su qualche passo, non per far cadere il governo ma per ridare vita ad AN, e tornare ad essere alleati e che ognuno poi paghi i propri errori.
stefano
Onorevole
Le scrivo la mia email e mi scuso per la mia convinzione che potesse vederla dall’inserimento del messaggio bernstef@tiscali.it.
Appena posso mi riservo di farmi riconoscere con gli amici di Orune, volevamo attendere Sabato alla riunione del pdl ma si era fatto davvero tardi.
a risentirci.
stefano
Il Mango di Treviso
Il problema del PDL? Ignoranti leccaculi gente senza scrupoli, ex pubblitalia che non sanno fare niente solo sparare idiozie con quell’arroganza da prenderli a sberle! La verita’ e’ che Il partito non esiste. Va tutto rifatto ed organizzato. Ma visto che siama in Italia il paese della “distraiti e ti fotto”, aspetta e spera….
Pazzesco tutto!
Maralai
Esclusioni e dintorni: a Radicale, Radicale e mezzo.
I Radicali stanno diffondendo questo video http://www.boninopannella.it/contribuisci che incastrerebbe gli esponenti del Pdl (partitodeilatori di liste) nella concitazione all’interno (e non all’esterno) del palazzo di giustizia romano. Ma secondo me offrono la prova della violenza radicale contro i rappresentanti del pdl romano. Difatti si sentono le urla: “quello la non può entrare, lei non può entrare” etc etc.! Lei non può entrare!!!
Lei non può entrare! E cosa vi sentite, a casa vostra! E cosa siete diventati il padreterno della democrazia italiana? A che titolo un cittadino si erge poliziotto in un pubblico palazzo come quello di giustizia e impedisce ad un altro cittadino di recarsi in cancelleria? Questa è la prova che gli amici della Bonino (che parla da tempo come Diliberto) hanno violato la legge che in fattispecie dispone che le liste debbano essere accettate dal cancelliere anche se presentate “TARDIVAMENTE”.
I radicali possono fare tutti gli scioperi della fame e della sete che vogliono, ma non possono, ripeto non possono arbitrariamente “farsi” la loro legge contro quella dello stato; inoltre hanno impedito ai pidiellini e al cancelliere di interagire tra di loro, per la deposizione e l’accoglimento delle liste, interrompendo così l’esplicarsi degli effetti funzionali e giuridici del pubblico servizio tutelato dalla norma, in ipotesi anche “TARDIVAMENTE”. Che resta aspetto da disciplinare nelle sedi del giudizio quindi del giudice (come i Tar) e non della bolgia ululante e chiassosa dei radicali, che hanno patentemente commesso tra l’altro il reato di interruzione di pubblico servizio perseguibile d’ufficio.
Non servono lettere al capo dello stato come hanno fatto in molti, tra cui la Polverini, considerato che il capo dello Stato NON è il Re, e non può d’imperio districare la matassa elettorale; ma occorre trovare le risposte “sfrugulando” (secondo scuola PR di cui siamo stati “allievi”) tra le pieghe della norma vigente e subito dopo affacciarsi alla finestra di un giudice e ribadire un atavico concetto “contadino”: a radicale radicale e mezzo.
Maralai
(marionanni)
Mariga
On questo partito di nominati deve lasciare l’isola. Ieri quattro nuovi sottogretari, nessun Sardo .
Non sono d’accordo con Maninchedda circa gli sbocchiperchè non razzola come parla, ma condivido tutte le motivazioni.
La situazione dei treni in Sardegna, denunciata da Mauro Pili ( anche lui parla ma non razzola), è emblematica.
Facciamo il Partito Federalista Sardo e chiediamo a tuttii Sardi di iscriversi con la garanzia che ogni eletto sara ricandidato qualunque sia la sua provenienza .
Un solo punto di programma: spezzare la dipendenza politica da Roma.
PER RIUSCIRE C’E’ BISOGNO DI CORAGGIO
una donna
coraggio? i sardi hanno dimenticato la loro fierezza il loro coraggio. hanno venduto tutto non c’è rimasto più nulla ragazzi. tutti vogliono soldi potere ,servire ROMA. obbedienza senza limiti.
Massimiliano
Non commentabile quanto accaduto…
I partiti sono infarciti di persone che portano aspettative e non lavorano seriamente…
forse però ciò è comprensibile dal momento che, troppe volte, il messaggio che è stato dato è che le attribuzioni importanti e pesanti vengono assegnate a chi non ha lavorato seriamente o, peggio, per nulla…
Massimiliano Mura
Bruno questa situazione è quanto meno imbarazzante. Sarebbe opportuno cacciare a pedate dal partito quelli che, con la loro intollerabile sufficienza, si rendono protagonisti di simili leggerezze. Un saluto.
Enzo Cumpostu, Nuoro
Occorre mobilitarsi, far casino, inconcepibile ed inmmissaible che la cosa sia confermata secondo le volontà del centrosinistra: siamo al caos più totale, dove non si sa se dar credito a ipotesi di sabotaggio esterno, interno o incompetenza puerile di chi doveva adempiere a ciò.
Spero che Berlusconi – quello che diceva pochi giorni fa: “Il partito è mio” – cambi musica.
Sulla partecipazione della gente, sul dibattito, condivido, lo sai… :-)))
un uomo
“Peracottari” meglio si confà a quelli parlano troppo e poi sgarrano le mosse più ovvie. Che vergogna, che vergogna…
salvatore tedde
Enzo Cumpostu scrive:
“Occorre mobilitarsi, far casino, inconcepibile ed inamissibile che la cosa sia confermata secondo le volonta del centrosinistra: siamo al caos più totale…”
gli chiedo: mobilitarsi e far casino contro chi? E che c’entra il centrosinistra con i “paninari” o con chi li ha mandati a depositare le liste?
Ecco, magari Cumpostu poteva iniziare il suo commento dalla frase “siamo al caos più totale…” e attendere;
le risposte (serie, perchè la questione è maledettamente seria, visto che forse anche da questa parte qualcuno sta inziando a rendersi conto di cosa abbia voluto dire legarsi mani e piedi al Berlusconi più bello&bravo degli ultimi 150 anni), sono arrivate e stanno arrivando; e non sull’Unità o sul fatto di Padellaro, per intenderci. Leggete-Vi in casa vostra caro Cumpostu e Co…; chi est menzus!
http://www.secoloditalia.it/publisher/In%20Edicola/section/
Quell’effetto Sturmtruppen
Il timbro mancante di Formigoni in Lombardia, la firma saltata sul listino Polverini nel Lazio, la candidatura del condannato Conte inserita di nascosto a Caldoro in Campania. Siamo al di là del commentabile, anche perché vorremmo sottrarci al gioco facile del “cacciateli tutti e subito” varato dal Giornale e da Libero, che in piena campagna elettorale ha poco senso. Vediamo in questi giorni l’esito di una sorta di “partitocrazia senza partiti”, dove diventa impresa ardua persino gestire il più classico e burocratico degli adempimenti: la formazione e la corretta presentazione delle candidature. C’è un disagio insopprimibile nel nostro mondo. C’è sconcerto e fastidio per la fiera delle dichiarazioni sciocche, delle interviste ridicole, dei filmati in romanesco rubati e sparati su YouTube. Questo modello sfilacciato è l’altra faccia del “partito-caserma”, dove i colonnelli indicano la linea e la truppa esegue: le Sturmtruppen più che “esercito del bene”. Se il dovere indica la necessità di continuare a sostenere i nostri candidati governatori, le nostre liste, le attese del nostro elettorato, il rispetto che abbiamo per tutto ciò impone di richiedere, ora e subito, comportamenti conseguenti a tutta la classe dirigente che si è messa sulla prima linea della campagna elettorale immaginandola come una passeggiata tra i boschi. Non lo è mai stata e comunque non lo è più. Un minimo di lucidità e qualche fanfara in meno aiuterebbero ad affrontare la salita col fiato che richiede.