Se la trasparenza sbarcasse in Italia
Abbiamo capito che intorno agli appalti pubblici c’è un gran caos. Mi sono fatto questa idea: lavorano sempre i soliti, con tutti i governi, sotto ogni latitudine. Ci sono società e manager che fatturano milioni e milioni. Hanno rapporti con i piani altissimi della politica che noi parlamentari ci sogniamo. Avviene per le grandi opere, per i grandi eventi, avviene nelle piccole realtà locali.
Conosco impresari straricchi e altri che faticano a mettere il pranzo con la cena, e sono gente capace e molto per bene. Magari non sono yes men di un qualche sistema da ungere (o mungere) e da “osservare” con i voti.
Negli Stati Uniti, leggo sul Foglio di oggi, è diverso. Se uno va sul sito www.usaspending.gov troverà una vera e propria anagrafe telematica degli appalti pubblici federali, istituita grazie ad una legge che si chiama “Transparency act”. L’obiettivo è quello di fornire al pubblico informazioni su come vengono i dollari delle tasse. I visitatori, nell’ordine di milioni, conoscono classifiche, settori di competenza, collegio elettorale di riferimento (non male, eh?), quali sono le principali società di riferimento che hanno vinto gli appalti, stato dei lavori, persone impiegate e così via.
Impossibile in Italia? Certo, se si vuole tenere tutto nascosto. E badate, non è un problema di colore politico. Non sarebbe male se il governo in carica studiasse una legge così. Da parte mia provo a studiare una proposta.

Comments
una donna
onorevole , lei sogna, in Italia la trasparenza fa rima con imbroglio. Certo che se ci fossero più politici che credono nell’onestà , e nella vera essenza della politica l’italia inizierebbe a crescere pulita e limpida. Ma ormai non ci credo più, per uno come lei, amante, della trasprenza, cento mille corrotti. si onorevole ormai l’italia mi sembra una grande nazione che conoscerà tempi poco belli ,e così un pò da codardo vado via, a breve, tempo sistemare alcune cose.la saluto onorevole..
salvatore tedde
Buongiorno onorevole; con noi sfonda una porta aperta;
d’accordo su tutta la linea e ben venga la sua proposta per la istituzione di un albo trasparente online sul quale i cittadini possano informarsi circa gli appalti pubblici.
Tuttavia, mentre studia la sua proposta, per restare in materia di trasparenza (“atti di indirizzo e controllo” li definisce pomposamente il sito della Camera), ci può illuminare del perchè a distanza di un anno, la trasparenza del sito della Camera ci fa sapere che l’esame e la risposta “scritta” alla sua interrogazione parlamentare al Ministro dei lavori pubblici presentata il 10 Marzo 2009 (e da lei postata su questo Blog il 10/3/2009 con i successivi 32 commenti) risulta essere ancora “IN CORSO”?
ecco il link per la casa di vetro:
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=10345&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27MURGIA+BRUNO%27+|+%27sassari%27+|+%27olbia%27+|+%27g8%27+|+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
Insomma: Le hanno risposto (a voce o per iscritto) o no?
Tra l’altro il testo integrale della interrogazione era parecchio “tosto”; senza peli sulla lingua…; sembra scritto da un Deputato dell’opposizione (anzi, di più, rispetto all’opposizione attuale…. fatto salvo forse, il periodare dell’on.le Di Pietro…);
Oggi, – a un anno di distanza – è possibile che tanta animosità e sano incazzo siano stati , diciamo – soddisfatti – da una pagina internet dove lo “stato iter” – recita ancora “IN CORSO”?
In soldoni: la risposta scritta richiesta nella interrogazione…, almeno a Lei, le è mai arrivata?
O come funziona? Lei ha per caso ritirato l’interrogazione?
Mica per altro…; giusto per la trasparenza!
Cordiali saluti.
Enzo Cumpostu, Nuoro
E’ verissimo, questo è un dato di fatto: ma non solo per i mega-applati ma anche per quelli molto meno consistenti o per confermare o riconfermare convenzioni: per esempio vedi 118……….
Non aggiungo altro ( per ora)
antoni
Non male come idea, anzi benissimo. ma trasparenza vera. Negli appalti, nei concorsi, in tutta la Pubblica Amministrazione. Tutto visibile, tutto conoscibile, tutto controllabile in maniera legalitaria. Controllabile da tutti NOI poveri cittadini. Si spunterebbero le armi dei questuanti e dei politicanti del voto di scambio. bene onorevole. Dovremo prima o poi essere cittadini dell’Europa nella sostanza e se ci sono esempi da copiare ebbene si copi senza alcuna remora.
Massimiliano Mura
Salve Bruno. Vorrei suggerirti una cosa. OBBLIGARE le amministrazioni a pubblicare ogni 6 mesi l’importo dei lavori eseguiti e LIQUIDATI. Ci si renderà conto che tutti o almeno il 90% fanno eseguire i lavori e poi impiegano anni a saldare i conti con le imprese. Questo perchè, grazie al macchinoso sistema che solo la pubblica amministrazione possiede (PER FORTUNA!!!) possono indire gare d’appalto impegnando così imprese e uomini senza avere il becco di un quattrino in cassa, basandosi su incredibili previsioni di bilancio (il buon Soru era un mago in questo)!!!! La feroce crisi che stiamo vivendo è derivata (o causata?!?!?) anche da questo; è la pubblica amministrazione che deve far girare i soldi, ma se per farlo impiegano anni, tutti quelli che stanno intorno cascono come pere cotte.