Murgia si dimette dai vertici del Pdl
CAGLIARI. Il centrodestra conferma l’alleanza regionale per le elezioni amministrative ma il Pdl non riesce a superare il caso dei dissidenti. Dopo la nuova riunione dei consiglieri regionali che fanno capo a Beppe Pisanu e Mauro Pili e il conseguente invito di Silvio Berlusconi perché vengano messe da parte le ostilità nei confronti del vertice sardo del partito e della giunta, ieri c’è stata una novità in grado di provocare nuovi scossoni: il deputato Bruno Murgia, area An, si è dimesso da vice coordinatore regionale. Tensioni anche nel centrosinistra che ha sì quasi completato l’alleanza ma ha nuovamente rinviato la scelta dei candidati.
Le dimissioni di Bruno Murgia. Il deputato nuorese si è mosso ieri in totale autonomia. Non ha firmato il documento dei dissidenti (e sabato non ha partecipato alla cena oristanese che ha avuto per protagonisti Pisanu e Pili oltre che consiglieri regionali) ma ha ugualmente espresso un malessere crescente dimettendosi da vice coordinatore regionale. Ha spiegato nella lettera a Delogu: «Ritengo che l’attività del partito vada rilanciata a tutti i livelli e che il partito debba essere la casa di tutti. In questi mesi raramente ho avvertito la sensazione di far parte di una squadra». Dopo aver spiegato di aver «sempre sempre cercato più i motivi di unione che di divisione», Murgia ha detto che «oggi al nostro interno, deve essere avviato un profondo chiarimento». Se le dimissioni «possono essere utili a favorire maggiore compattezza, tanto meglio». In ogni caso «credo oggi più che mai nel progetto politico messo in campo da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini».
Nel pomeriggio ci sono stati ripetuti interventi di Delogu e Cappellacci («ripensaci») ma Murgia ha deciso di non ritirare le dimissioni: «Restano perché non sono abituato a fare andirivieni, sia chiaro che non voglio agire contro Cappellacci, del quale apprezzo la determinazione nell’affrontare le emergenze della Sardegna», ma «voglio che questo mio segnale venga accolto nel concreto».
Il vertice dei partiti del centrodestra. L’alleanza regionale che ha vinto le elezioni di un anno fa resta valida. Lo hanno detto i leader delle sigle del centrodestra che ieri si sono riuniti a Cagliari. C’erano Mariano Delogu e Salvatore Cicu per il Pdl, Giorgio Oppi e Nello Cappai per l’Udc, Michele Cossa per i Riformatori, Giovanni Colli e Pietro Sanna per il Psd’Az, Mario Floris per l’Uds, Franco Cuccureddu per l’Mpa e Raffaele Farigu per Sardegna Socialista. Di candidature ancora non si è parlato ufficialmente. Ciascun partito dovrà esprimere le opzioni territoriali e, una volta che si sarà trovato l’accordo sul quadro generale, si passerà alla individuazione dei nomi. Nel pomeriggio si riunito il coordinamento del Pdl. Al centro della discussione il caso dei dissidenti. Tutti nel partito si sono detti sinora d’accordo con la presa di posizione di Berlusconi. «L’apprezzamento espresso dal presidente Berlusconi per il presidente della Regione Ugo Cappellacci – hanno dichiarato il coordinatore Mariano Delogu e il capogruppo Mario Diana – è la conferma di quanto di positivo stanno facendo il Pdl e la coalizione di centrodestra che governano la Sardegna». «Alla luce degli importanti risultati che si stanno raggiungendo e degli attestati di apprezzamento che il presidente Cappellacci si sta guadagnando – hanno sottolineato – il Pdl sardo saprà sostenere con forza ed unità, come ha sempre fatto, l’operato della giunta e del suo presidente, affinchè sia data piena attuazione al programma di governo della Regione e si possa traghettare la Sardegna fuori dalla crisi economica, rilanciandone lo sviluppo». Ma anche i dissidenti si erano detti d’accordo con il premier: «Esprime gli stessi concetti contenuti nel nostro documento, anche noi – ha fatto notare Nanni Campus – chiediamo un partito e una giunta ancora più incisivi». (Filippo Peretti, La Nuova Sardegna)
