Decreto Romani da rivedere
INTERNET: MURGIA (PDL), DECRETO ROMANI ASSOLUTAMENTE DA RIVEDERE =
(AGI) – Roma, 2 feb. – Per Bruno Murgia, deputato Pdl e componente della commissione Cultura alla Camera, il filtro su internet previsto dal decreto Romani e’ “assolutamente da rivedere”. “Concordo in pieno con le osservazioni del Garante Calabro’. Il filtro su internet – spiega in una nota – e’ restrittivo e rischia di risultare del tutto inefficace. Sono d’accordissimo sul perseguire, anche penalmente, tutti quei soggetti che attraverso i siti delinquono a vario titolo, le leggi esistono gia’, ma non si puo’ tollerare una mano pesante in un settore che e’ considerato decisivo per lo sviluppo della democrazia e l’affermarsi dei diritti civili, come il caso Iran insegna”.
“Leggo di molte perplessita’ intorno allo schema di decreto. Bisogna comprendere come funziona internet e allontanare la pretesa di poter controllare tutto, che se fosse messa in pratica ingigantirebbe solo una pratica burocratica, rendendo piu’ dispendioso il ricorso alla rete. Vorrei sommessamente ricordare – aggiunge – che Internet non e’ solo terra di opinioni, ma anche di opportunita’ economiche. A titolo d’esempio valga il dato che il 40% delle prenotazioni turistiche viene fatto online e l’Italia e’ un paese turistico”.
“Mentre Obama va su YouTube, noi siamo preoccupati di fare la guerra a Google, colpendo YouTube. Ed e’ inutile – conclude – che sottolinei la cattiva compagnia degli anti-Google di tipo governativo”. (AGI) Com/Bal 021155 FEB 10
Comments
Claudio
Da persona che lavora e conosce il mondo del Web da anni, mi permetto non solo di essere completamente d’accordo con Lei ma di complimentarmi per le Sue parole, le prime ed uniche sensate sull’argomento Internet che ho sentito da tanto tempo. Il mondo del Web ha solo bisogno di più controllo, ma facendo applicare le leggi che già esistono: se qualcuno diffama di persona, sulla carta stampata, nelle trasmissioni televisive, per telefono o su Internet, la legge da applicare è sempre la stessa e già esiste. Controlli preventivi, purtroppo ideate da persone che non conosco a fondo la realtà del Web. farebbero sprofondare l’Italia nel medio evo delle nuove tecnologie.
Grazie ancora e spero che le Sue parole vengano ascoltate dalle persone che devono legiferare in tal senso
pier
da persona che dovrebbe stare in parlamento a dare un parere sulla schema di decreto (posto che se ne sta discutendo nelle commissioni proprio in questi giorni), mi permetto di chiederle, quale sarebbe secondo lei l’articolo del cd decreto Romani che prevede il filtro restrittivo su internet di cui parla?
Tanto per saperlo, numero dell’articolo e comma se è possibile.
Bruno
>pier, posto che io stralcerei la materia internet dal decreto, troppo complessa per trattarla come un media tradizionale ( non mi convince per niente l’equiparazione tv-internet)infatti all’art.1 comma 4 si parla di qualsiasi piattaforma di diffusione, quindi anche internet. all’ art. 4 ci sono le definizioni, da “fermo restando” in poi. nel comma h si parla di responsabilità editoriale. all’art.5 si parla delle garanzie per gli utenti rispetto ai media audiovisivi e radiofonici compreso, quindi internet.
direi l’art.6, dove di parla di diritto d’autore. l’art.8, con i “brevi estratti di cronaca”. quante sono le tv ( vedi studio aperto) che rilanciano video tratti da youtube?
all’art.22 si dice che l’attività di fornitore di sevizi di media audiovisivi a richiesta (quindi anche internet) è soggetta al regime di autorizzazione da parte del ministero.
l’insieme di queste norme non mi convince.
e,comunque, le suggerisco di leggere con molta attenzione: http://www.apogeonline.com/webzine/2010/01/25/decreto-romani-tanti-dubbi-interpretativi#more-1975. vedrà che le ritornerà un po’ di gentilezza.
Pietro
L’equiparazione Video di YouTube / Programma televisivo è demenziale.
Maralai
resto fermamente contrario al “tipo” di reazione di Barbareschi nell’opporsi al supposto decreto “manipolablog”: “noi ex di An voteremo contro”. come dire: “noi di blàblàblà voteremo a favore”. credo che di questo passo a dispetto del consenso intorno al Pdl, alcuni esponenti del medesimo (pidielle) ce la stiano mettono tutta per farlo apparire diverso da quello che è. Che ancora non è flagellato da fazioni interne per via della ex appartenenza partitica. Dunque; tutti ci opporremo all’ipotesi del controllo dei blog; che reputo il vero miracolo della libertà di pensiero, di espressione e di opinione, sia individuale che collettiva. Gli strumenti per perseguire eventuali delitti mediatici sono già statuiti in legge e non se ne abbisogna di nuove. Però alcune cose vanno dette sulle tutele del cittadino di non essere spesso offeso o sbeffeggiato , minacciato o indotto alla latitanza dalle discussioni, da chi agisce vigliaccamente da dietro gli pseudonimi, a volte dei veri spessi muretti a secco. Lo vedo anche nel mio blog che alcuni teste di …offendono, aggrediscono, intimoriscono minacciano (anche il titolare, ossia il sottoscritto) persone perbene gratuitamente ma soprattutto impunemente. Allora quando sento che i blog sono già equiparati al metro giuridico sulla garanzia della diffusione dell’informazione e della individuale libertà di espressione, dico che questa è una balla che va civilmente e democraticamente rimossa. Quando scrivo a dei giornali (mi) chiedono il mio recapito ed anche il mio nome; e solo a mia richiesta pubblicano in anonimato; ma la redazione del giornale conosce nome e cognome dell’autore, ossia il mio nome. Al mio blog devo ricorrere al blck list, ossia all’oscuramento delle offese, ma dell’offensore non ho neppure idea, se è un austriaco od un mio vicino di casa. Quindi ben venga l’obbligo di facilitare (stavo scrivendo l’obbligo) della individuazione dell’identità di chi scrive ai fini dell’esercizio della sua libertà di pensiero, che non dev’essere quella di spaventare impunemente e anonimamente la mia.
saluti
M
Maralai
leggasi nel prec. commento “black list” e “l’obbligo di imporre…”.
M