Non smetterò mai di ripeterlo, quando vedo la scelta delle materie. La maturità è un inutile rito che faremmo meglio ad abolire. Ci sono svariati motivi per mettere fine a una pantomima, che  nel tempo si è trasformata in una sottospecie di rito collettivo, buono per la sceneggiatura di qualche cineasta a corto di idee.

1) La maturità è inutilmente ansiogena – anche se fa parte di un’esperienza collettiva, come racconta bene la celebre canzone di Venditti, un po’ come la visita di leva per i maschi, l’esame posto a fine del quinto anno è inutilmente ansiogeno. Genera panico, notti insonni, che influiscono sul normale adattamento a un esame, che non è nemmeno propedeutico all’esame universitario classico (nè ai test di ammissione).

2) E’ uno spreco colossale di denaro pubblico – ammesso che l’istruzione non può essere vista in maniera tout-court aziendalista, gli sprechi sono sprechi e vanno tagliati. Prolungare l’anno scolastico, riunire commissioni, pagare ripetizioni private… spese inutili per un esame inutile.

3) L’esame in sè non ha senso, visto che certifica la bontà di una carriera scolastica, che da un anno all’altro può mutare. In sostanza si pensa a pronunciare un gioudizio definitivo su dei ragazzi che quando entrano alle superiori sono poco più che bambini, che maturano in modi differenti e che spesso nascondono questa maturità, mostrandola in ambiti diversi dalla scuola.

4) L’esame in sè ha poco valore didattico, non insegna nulla, non aiuta in niente. Se un esame ci dev’essere che sia quello di ammissione ai corsi universitari di un certo tipo. La parte finale del quinto anno va vista nell’ottica dell’università, visto che il diploma non serve più a nulla. E’ legato a un’epoca nella quale il diploma aveva un reale valore.

5) Si utilizzi l’ultimo bimestre del quinto anno per uno studio della contemporaneità: i fenomeni storici degli ultimi anni, internet e l’economia globalizzata, le tensioni religiose, il cambiamento del mondo del lavoro, la nuova geografia politica, gli indirizzi delle principali scienze. Due o tre grandi temi a settimana, attraverso i quali orientare i ragazzi verso l’università, con singole lezioni tenute da professori ospiti rappresentanti una particolare facoltà. Orientamento universitario, un aiuto a scegliere il proprio futuro.

6) La valutazione finale, valida ai fini dell’ingresso in alcune università o nel mondo del lavoro, viene data tenendo conto esclusivamente del triennio finale. La media matematica del terzo, quarto e quinto anno si ottiene computando i voti di tutte le materie anno per anno. Stop. Un esame modello finali di sci, che annulli i voti o li ritocchi grazie alla bacchetta magica è fuori contesto, perché de-responsabilizza i ragazzi e non li aiuta ad ottenere la perseveranza, che vista l’alta percentuale di abbandoni universitari, è l’ingrediente più importante per concludere gli studi (considerate le naturali distrazioni dell’età). Un voto che sale oltre la media se lo studente dimostra un miglioramento nel corso degli anni, un voto che insomma – a differenza di questo – tiene conto della maturazione dello studente.

Voi cosa ne pensate? Ritenete che l’esame di maturità sia ancora attuale?

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