Non è una novità. E’ un tema che ho proposto spesso.Domenica ne ha scritto il direttore dell’Unione sarda. Ieri i giornali sardi hanno ripreso il mio comunicato. Qualcuno mi ha detto: cambierà poco. Io dico che un uomo in più può essere utilissimo alla causa sarda. Sui dossier scottanti noi non ci siamo. Dobbiamo chiedere, telefonare, chiedere un appuntamento, aspettare. Non va bene.

Appello al premier: «Abbiamo bisogno di almeno un politico sardo in più nella compagine di governo: le emergenze di questi giorni impongono che vi sia un nostro rappresentante in grado di fare da trait d’union tra le politiche della giunta e l’esecutivo guidato dal presidente Berlusconi». sostiene il deputato sardo del Pdl, Bruno Murgia. Il parlamentare sottolinea: «A proposito di nuovi e autorevoli ingressi nel governo, chiedo che anche la Sardegna abbia una presenza numerica e politica più pesante. Mi sembra giusto che l’Isola sia adeguatamente rappresentata, l’ottimo Peppino Cossiga non può sopperire a tutto. Spero che questa mia proposta abbia il giusto sostegno da parte dell’opinione pubblica. A oggi, la Sardegna appare esclusa dai processi decisionali che la riguardano».

Le grandi vertenze, le grandi promesse, ma soprattutto le troppe delusioni. Anche secondo Murgia è il momento di cambiare rotta: «Soprattutto ora c’è bisogno di qualcuno che si faccia portatore delle istanze dei sardi su temi come il lavoro, i trasporti, l’energia: occorre perciò una delega pesante e concreta, un uomo che possa fare da cerniera tra le diverse realtà e che abbia, ovviamente, potere di firma e che possa lavorare da Roma – con la possibilità di incidere per davvero – sui punti caldi che ci riguardano».

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