Entries from: gennaio 2010

Quelli che aiutano

La Cavour parte per Haiti

La Cavour parte per Haiti

1. Rimango sempre impressionato dalla capacità di risposta del governo americano rispetto alle grandi crisi mondiali determinate da cataclismi. Magari fanno confusione, possono pure arrivare in ritardo, o come dice Castro, sfruttare qualche popolazione più povera (Castro è il re di questo tipo di demagogia antiamericana), ma quando decidono di aiutare qualcuno lo fanno nel nome della prima potenza mondiale. Questo significa che non mandano un c-130 o aspettano le donazioni dei privati, ma stanziano incredibili fondi federabili, di norma assegnati a personalità di rilievo. Ma voi, dico, ce li vedete Prodi e Amato che incaricati da Berlusconi amministrano gli aiuti per una popolazione in difficoltà come quella di Haiti? Io no.

2. A scanso di equivoci La Russa ha fatto bene a ordinare la partenza della portaerei Cavour, che dispone di avanzate strutture sanitarie, assolutamente necessarie in queste ore. Parte con ritardo, ma qualcosa si muove. Se siamo la sesta potenza economica del mondo, magari la settima, dobbiamo dimostrarlo anche in queste occasioni, stanziando dei soldi (e non il solito c-130 e il manipolo della validissima Protezione Civile, che si distinse nello Tsunami di Santo Stefano). Molti soldi.

3. Se continua così fra duecento anni la nostra nave ammiraglia potrebbe chiamarsi Emanuele Filiberto di Savoia. Il presenzialismo è una malattia incurabile a quanto pare.

4. Ali Agca è uscito, ha scontato la pena, fatto tanto carcere, ha ricevuto il perdono del precedente Pontefice e può godersi ciò che gli rimane della sua misteriosa vita. Importante è che non venga preso troppo sul serio dai nostri giudici, quando dice certe cose.

Un sardo in più nel governo

Non è una novità. E’ un tema che ho proposto spesso.Domenica ne ha scritto il direttore dell’Unione sarda. Ieri i giornali sardi hanno ripreso il mio comunicato. Qualcuno mi ha detto: cambierà poco. Io dico che un uomo in più può essere utilissimo alla causa sarda. Sui dossier scottanti noi non ci siamo. Dobbiamo chiedere, telefonare, chiedere un appuntamento, aspettare. Non va bene.

Appello al premier: «Abbiamo bisogno di almeno un politico sardo in più nella compagine di governo: le emergenze di questi giorni impongono che vi sia un nostro rappresentante in grado di fare da trait d’union tra le politiche della giunta e l’esecutivo guidato dal presidente Berlusconi». sostiene il deputato sardo del Pdl, Bruno Murgia. Il parlamentare sottolinea: «A proposito di nuovi e autorevoli ingressi nel governo, chiedo che anche la Sardegna abbia una presenza numerica e politica più pesante. Mi sembra giusto che l’Isola sia adeguatamente rappresentata, l’ottimo Peppino Cossiga non può sopperire a tutto. Spero che questa mia proposta abbia il giusto sostegno da parte dell’opinione pubblica. A oggi, la Sardegna appare esclusa dai processi decisionali che la riguardano».

Le grandi vertenze, le grandi promesse, ma soprattutto le troppe delusioni. Anche secondo Murgia è il momento di cambiare rotta: «Soprattutto ora c’è bisogno di qualcuno che si faccia portatore delle istanze dei sardi su temi come il lavoro, i trasporti, l’energia: occorre perciò una delega pesante e concreta, un uomo che possa fare da cerniera tra le diverse realtà e che abbia, ovviamente, potere di firma e che possa lavorare da Roma – con la possibilità di incidere per davvero – sui punti caldi che ci riguardano».