ANTICONFORMISMI
1)Roberto Saviano, autore del celebre Gomorra, in un’intervista a Pietrangelo Buttafuoco su Panorama ha dichiarato di apprezzare molto l’ attività di Roberto Maroni contro la Mafia. Parlano i risultati, le numerose catture di boss di primo livello e i beni sequestrati alle cosche. Eppure la Lega giudica non sempre con simpatia lo scrittore napoletano, attualmente sotto scorta per le minacce della camorra.
2)Gianfranco Fini si è regalato il cronografo della X Mas, il corpo d’elite della Repubblica sociale. E meno male che il presidente della Camera era rosso… Anche se la carta di Verona era piuttosto rossa… Ma, come si diece, questa è un’altra storia
3)Giovanni Sartori ha scritto il 20 sul Corriere della Sera che un milione e mezzo di immigrati di fede islamica non sono integrabili nella nostra Italia. Sartori,normalmente antiberlusconiano, parla come un leghista delle valli.
Comments
Giorgio Giovanni Gaias
Non mi dirai che è tornato il CAMERATA Gianfranco??? Per la serie ” A Natale si può fare quello che non puoi fare mai”
salvatore tedde
per gli auguri di Natale…. ve li faccio fare da questo articolo di Fabio Granata, parlamentare del PdL che… bah… non aggiungo altro và..; ce ne fossero a dx, sx e al centro…
Fabio Granata
La discussione sui diritti di cittadinanza che ha chiuso l’anno politico alla Camera ci ha dato un “assaggio” di quello che è – può essere – il ruolo più alto della politica, senz’altro dopo mesi di tran-tran parlamentare non proprio esaltante. E anche grazie a esso possiamo sentirci senz’altro un po’ più vicini all’Europa, dove questo tema è al centro del dibattito pubblico da tempo: basti pensare al forum on line aperto in Francia dal ministro dell’Integrazione e dell’Identità Eric Besson che da un mese interroga i francesi sui “valori che ci uniscono” e sull’apporto degli immigrati alla società francese.
Che il dibattito nasca da due politici, Sarkozy e Besson, che sono di origini non francesi (uno ungherese e l’altro marocchino di nascita) arrivati ai massimi livelli della Republique, fa pensare. E mette in luce il vero gap del nostro Paese che, a differenza di altri, solo di recente si è scoperto meta di un imponente fenomeno di immigrazione dopo essere stato per secoli una nazione con una storia antica di emigrazione. È per questo, crediamo, che il fenomeno immigrati viene affrontato dalla società civile italiana (ma anche dalle forze politiche) con analisi spesso limitate: trattandosi di questione radicalmente “inedita”, le tradizionali categorie politiche nate nel Novecento non sono in grado né di comprenderla fino in fondo, né tantomeno di fornire spunti significativi per “governarla”.
L’Italia, in effetti, sta progressivamente cambiando volto. Il fenomeno migratorio ha da tempo iniziato ad assumere un profilo strutturale e stabile. Si è passati da una dinamica di nazione “attraversata” da persone dirette per lo più verso il centro Europa, ad un Italia diventata oramai meta finale e ambita del processo migratorio. Numerosi indici testimoniano il fenomeno: nel 2007 i nati di cittadinanza non italiana sono stati più di sessantaquattromila, circa l’11 per cento nel totale dei bambini nati in Italia e questo dato rappresenta un incremento di quasi il 90 per cento rispetto alla situazione di soli sei anni fa. Nel mondo del lavoro gli stranieri rappresentano il 10 per cento del totale degli occupati. Nel 2007 sono stati ben 165mila i titolari di libera impresa registrati e centoventimila i mutui accesi dagli stranieri per acquistare casa in Italia. Molte analisi economiche hanno rilevato l’importanza per il Pil nazionale di questo apporto ma, al di là di queste valutazioni economiche, che comunque iniziano a far percepire l’immigrazione regolare come una grande opportunità, si apre la “scommessa politica” del governo di questo scenario inedito, che possa da una parte determinare e garantire una gestione rigorosa degli arrivi ma dall’altra fare emergere una capacità, come dimostreremo “tutta italiana”, di lungimiranti politiche di integrazione sociale, civile e culturale.
Se le statistiche collocano l’Italia tra i primi Paesi di immigrazione dell’Unione europea con i suoi circa quattro milioni di stranieri regolarmente residenti (il 6 per cento dell’intera popolazione), lo scenario è totalmente diverso se si fa riferimento al numero di cittadinanze concesse: qui la differenza è macroscopica. Basti pensare che nel 2005 hanno ottenuto la cittadinanza italiana poco meno di ventimila stranieri mentre nello stesso anno in Francia l’hanno ottenuta in 150mila, quasi 120mila in Germania e 49mila in Spagna. Ed è anche per questo che i cittadini stranieri continuano a sentirsi e vivere in Italia come “ospiti” più che come parte integrante di una società. Il “nocciolo” legislativo del problema è la norma del 1992 che regola la cittadinanza, concepita dal legislatore in un momento storico del tutto diverso dall’attuale, la quale individua un percorso meramente burocratico e un arco temporale molto lungo (dieci anni che salgono nella realtà a 13-15) “per diventare italiani”: un percorso che impedisce di fatto che l’acquisizione dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza diventino un obiettivo che lo straniero legalmente residente in Italia reputi davvero perseguibile. Ma la caratteristica più grave, e politicamente discutibilissima, è rappresentata dalla “natura concessoria” dell’iter, che esclude qualsiasi volontà politica di partecipazione piena al “perimetro pubblico” della vita nazionale, anche attraverso la conoscenza della lingua italiana e della storia, antica e nobilissima, della nostra nazione.
È fuori discussione, quindi, che bisogna produrre un cambiamento radicale che guardi a una svolta paradigmatica nel meccanismo di attribuzione della cittadinanza e che passi da un’ottica “concessoria e quantitativa” a un’ottica “attiva e qualitativa”. Inoltre è fondamentale, e in linea con le più antiche e nobili tradizioni classiche dell’Occidente e dell’Italia, avere a cuore il destino dei numerosissimi bambini nati in Italia da genitori non italiani che non possono essere lasciati in una pericolosa “terra di mezzo”, dove il loro percorso di crescita sia caratterizzato da un senso di estraniazione e sradicamento dal loro contesto sociale e scolastico, fenomeno non soltanto pericoloso per il futuro processo di integrazione e di inserimento del minore ma anche per la poderosa spinta che la percezione di non essere accettato può dare verso “identità di appartenenza” legate all’etnia e/o al credo religioso dei genitori. La politica deve costruire percorsi e riforme, in una parola, all’altezza di un’Italia dotata di un’identità dinamica e straordinaria che ha nelle sue più nobili origini la cifra politica e culturale della contaminazione di segni, simboli, storie e uomini da cui nasce ed è reso possibile il Rinascimento. Una “certa idea” della politica deve riuscire a cogliere una opportunità dentro un problema: parlare ai nuovi cittadini che amano l’Italia ed agli italiani che non la amano più e rilanciare così un progetto nazionale dal quale possono rinascere la riaffermazione e la ricostruzione di un immaginario simbolico e culturale del modello italiano.
Fabio Granata
24/12/2009
Giorgio Giovanni Gaias
Buon Natale a tutti i CAMERATI e anche ai non :) A noi per l’onore d’Italia!!!
Enzo Cumpostu, Nuoro
1) un giusto riconoscimento non tanto al Ministro ( i titolari dei dicasteri vanno e vengono ) quanto agli uomini impegnati nelle indagini e a coloro che fanno sì che lo Stato possa produrre risultati positivi in questo senso; gente che sacrifica tanto spesso e volentieri anche la vita privata e la famiglia per combattere questo cancro che ammorba non solo la Sicilia, non solo l’Italia ma l’intero Occidente. E di più…
2) Bruno, ricordi( per senito dire forse visto la tua e la nostra età) il famoso maestro televisivo di “Non è mai troppo tardi” ? E non basta un cronografo per dire che il Fascismo non è stato il male assoluto per l’Italia: occorre che parli e che scriva.
Attenzione: io, al contrario di Storace approvo e apprezzo il suo grande gesto recandosi in Israele ( io sono filoisraeliano)
3) Non voglio sembrare noioso e ripetitivo ma penso che oltre a spalancare le porte d’Italia sono ben altri i provvedimenti da attuare per il problema immigrati: occorre predisporre un Piano Internazionale per lo Sviluppo di quei stati nei quali si manifestano le emorragie di locali verso l’Occidente ergo verso l’Italia. Questo potrebbe concretamente contenere gli arrivi dei clandestini!
Enzo Cumpostu, Nuoro
Bomboi Adriano
Buon Natale!
Maralai
molti auguri di Natale, caro Bruno; a te e famiglia.
mn
Enzo Cumpostu, Nuoro
Buon Natale ragazzi!
Peppe Montesu
)Roberto Saviano, ottimo scrittore combatte la camorra minacciando di lasciare l’Italia e Maroni a combattere in loco, quello che fa Lui lo può fare anche all’ Estero dando una mano a Carla Bruni, Battisti, Lula & company
2)Gianfranco Fini con l’orologio della Decima non avra piu avanzamenti sui tempi e chi parla di certi valori dovrebbe esserne contento
3)Giovanni Sartori bonta sua ha scoperto il rovescio della sua medaglia e cioè che la marea non puo essere gestita col cucchiaio
Speriamo che il Natale ci faccia un po rinsavire.
Auguri a tutti
Quirico Sanna
feliz navidad! y bendiciones para ti , y los tuyos!! un abrazo fraterno
L'orologio di Fini
Niente male!