La rete di sinistra? Una barzelletta niente male
Mario Adinolfi ci sa fare, col suo blog intendo. E’ provocatorio, intelligente, coraggioso, un personaggio che merita insomma di avere lo spazio che da anni va giustamente cercando, a livello politico. E’ tutto questo e anche di più magari, ma quando scrive che la rete è di sinistra prende una di quelle cantonate così colossali che è inutile rimarcarle, in lui sono fondata convinzione (scrisse pure che bloggare è di sinistra, forse non voleva scrivere che facebookare è de sinistra).
L’idea che ciò che è di sinistra è democratico e ciò che è di destra è autoritario è un’idea retrograda, figlia di una cultura ideologica, che è proprio fuori dal mondo. Ci sono diversi fatti che fanno saltare questa misera impostazione ideologica e non sarebbe nemmeno il caso di scomodarli, se non fosse che Mario Adinolfi, in tono come sempre apodittico, ci da la sua spiegazione del perchè la rete è di sinistra:
Gli stati totalitari non sono di sinistra o di destra – sono totalitari e basta – sinistra è uguaglianza e uguaglianza è democrazia e democrazia è libertà – internet è uguaglianza che si fa libertà
Messa così sembra una raccolta delle massime del Grande Fratello di 1984, un romanzo anti-totalitario scritto da un uomo di sinistra. Tra tutte le cose che non doveva scrivere è che UGUAGLIANZA è uguale a DEMOCRAZIA. La democrazia in realtà è semplicemente la libertà di essere come si vuole e di poter sviluppare questa diversità come si vuole, senza che nessuno arrivi a dirci che dobbiamo essere UGUALI a qualcun altro. Perchè a forza di pigiare sull’uguaglianza si arriva definitivamente allo stato totalitario, che esprime una totalità e non l’insieme degli individui.
Temo che sia inutile esprimere altri giudizi, perchè chi scrive queste cose con quel tono, evidentemente ha una chiusura mentale irriducibile, che nemmeno la rete – così aperta – riesce a schiudere. Il tentativo ridicolo di applicare categorie antiche a sistemi di comunicazione moderni è poi aberrante. Pensate se Henry Ford – l’ideatore della catena di montaggio e della produzione in serie di un prodotto elitario, nonché antisemita – se ne fosse uscito con una frase del tipo: “le automobili sono futuriste, i conservatori continuino con le diligenze!” L’avrebbero scambiato per un pazzo o per uno fuori dal mondo.
Il fatto comico è che Mario Adinolfi non riesce a cogliere la contraddizione insita nella sua spiegazione: gli stati totalitari non sono di destra e di sinistra. Appunto: come non lo sono il contrario degli stati totalitari, cioè le società aperte e democratiche. A meno di non considerare che gli stati di sinistra sono sempre democratici e quelli di destra sempre autoritari. In questo caso si sarebbe contraddetto una decina di volte in 3 righe.
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FACEBOOK E SCHIFANI
Ho massimo rispetto della seconda carica dello Stato, ma la sua affermazione che accomuna Facebook ai gruppi terroristici degli anni ’70, mi pare quantomeno singolare.
Uso internet tutti i giorni e nella rete ci sono i cretini, i millantatori e i violenti. Tuttavia ci sono leggi che già ne regolano il funzionamento come per gli altri mezzi di comunicazione, non serve una legislazione speciale. La rete è uno strumento di comunicazione moderno e aperto, che va semplicemente affrontato senza paura. Altrimenti si rischia l’estinzione del proprio messaggio politico.
Il presidente Schifani apra un profilo personale su Facebook così avvicinerà ancora di più le istituzioni alla gente e noterà che non c’è tutto questo male nei social network.
UPDATE.Maninchedda risponde a Marcello F sul suo blog.Tra i commenti anche quello del mio pugnace amico Peppe Montesu. Dite la verità: è quasi più divertente stare sui blog che leggere i giornali !