1)Insomma, è partita la campagna elettorale per Nuoro. Conoscete le mie posizioni sul cambiamento. Non entrerò nel merito delle polemiche interne. Nuoro ha un potere sedimentato, uguale a se stesso da tanti anni. E’ una città in decadimento. Ieri mi guardavo i mercati generali e ho pensato: sono un obbrobrio. Rispecchiano uno stile a-identitario. Smorto, come la città. Paolo Maninchedda precisa sui poteri massonici: ci sono- come ho già scritto- ottime persone. Ma non possiamo dimenticare il potere politico, rappresentato in città da Zidda. Le grandi idee dell’ epoca ziddiana non si sono avverate: anzi, sotto la sua guida, abbiamo perso credibilità e opportunità. E siamo caduti nel baratro.

2) “Per contribuire ho dato vita alla lista Civica “Progetto Nuoro Futura” che non ha altro intento se non quello di aggregare forze che si uniscano a coloro che sono già schierati all’opposizione di questo “regime” in salsa barbaricina.
Per riuscire nell’intento di creare una nuova stagione per Nuoro e Provincia occorrono alcuni presupposti che ritengo fondamentali e che riassumo brevemente:
- l’alleanza tra le diverse liste dev’essere un’alleanza civica senza caratterizzazioni ideologiche, deve avere il volto di chi si candida a rappresentarla.
- il candidato sindaco dev’essere nuorese, capace di attrarre consenso ma anche di governare insieme ad altri; non ci serve l’uomo della provvidenza, ma uno che viva e ami la città. La sua scelta dev’essere fatta nella maniera più democratica e trasparente possibile, quindi niente “tavoli” cagliaritani nè romani, nè spartizioni centralizzate”. Sono le idee dell’ amico Antonello Podda, totalmente condivisibili.

3” L’esigenza di un rinnovamento è molto sentita, si avverte la crisi dei partiti e della gestione della cosa pubblica basata solo sul prestigio personale e su una clientela tradizionale e familiare. La sfida però consiste nello stare dentro questo processo e acquisire gli strumenti per governarlo e sradicarlo. Devono essere i giovani a cambiare la politica, e non la politica a cambiare i giovani”. Parole del consigliere comunale sardista Francesco Guccini, Come sopra: condivisibili in pieno.

4)Ieri una riunione sul futuro del Monte Ortobene. Imbalsamato dalla giunta uscente. Non ho partecipato perché bloccato da un violento mal di denti. Riporto dalla Nuova una parte dell’ intervento dell’architetto Ninni Pigozzi. “Pigozzi ha rievocato le linee direttrice del progetto vincitore del concorso d’idee di 30 anni fa per la valorizzazione dell’Ortobene. Ha richiamato le proposte relative al sentierismo, al golf, alla fattoria e al vivaio didattico, a un’oasi della fauna endemica sarda, alla riqualificazione dei servizi di “Solotti”, alla riconversione delle tipologie abitative, in ragione della nostra pastoralità, e la creazione di un paio di laghetti artificiale, da far funzionare anche come serbatoio antincendi, di cui uno nella zona di “Sedda Ortai”.C’è la necessità – ha concluso Pigozzi – di bandire un nuovo concorso d’idee, riservato ai giovani, poiché da un paio di generazioni a questa parte hanno staccato l’interesse verso il Monte. È importante passare la mano, in modo che con le nuove iniziative si riesca a moltiplicare il target delle visite al Monte”.

5)Infine l’ ottimo Marcello Fois, autore dello strepitoso Stirpe. Intervenendo al Noir in festivale di Courmayeur ha parlato del fenomeno degli scrittori sardi, soffermandosi sulla casa editrice nuorese Il Maestrale:” Qualcuno ha immediatamente gridato al miracolo; i più politicizzati hanno attribuito questo fenomeno alla crescita di autostima delle patrie lettere, per patrie si intenda sarde, grazie al quadriennio soriano; i più informati hanno indicato come punto di partenza la crescita dell’editoria locale, specialmente l’exploit glocal della casa editrice il Maestrale di Nuoro; altri, più cautamente, l’hanno rubricato come una moda passeggera; altri infine, hanno pensato di storicizzarlo in fieri constatando che quanto oggi è evidente ha covato sotto la cenere per qualche decennio”. (I primi corsi univeristari di letteratura sarda contemporanea vennero tenuti già negli anni ’80 da Peppino Marci).

Quante cose possiamo costruire di nuove con questi ottimi materiali? Dunque, la coalizione post-ideologica si propone con le idee giuste.